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	<title>Linfoistiocitosi emofagocitica | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Linfoistiocitosi emofagocitica | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia dell&#8217;etoposide e del desametasone nei pazienti con linfoistiocitosi emofagocitica sporadica grave in terapia intensiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:34:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la Linfoistiocitosi Emofagocitica, una malattia rara in cui il sistema immunitario diventa eccessivamente attivo, causando un&#8217;infiammazione che può danneggiare gli organi. La ricerca mira a confrontare due diverse strategie per l&#8217;inizio del trattamento con etoposide, un farmaco utilizzato per regolare la risposta immunitaria, in pazienti che presentano forme gravi della malattia e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>Linfoistiocitosi Emofagocitica</b>, una malattia rara in cui il sistema immunitario diventa eccessivamente attivo, causando un&#8217;infiammazione che può danneggiare gli organi. La ricerca mira a confrontare due diverse strategie per l&#8217;inizio del trattamento con <b>etoposide</b>, un farmaco utilizzato per regolare la risposta immunitaria, in pazienti che presentano forme gravi della malattia e che si trovano in terapia intensiva. Oltre all&#8217;etoposide, viene somministrato il <b>desametasone</b>, un farmaco che aiuta a ridurre l&#8217;infiammazione.</p>
<p>Il percorso dello studio prevede la divisione dei partecipanti in due gruppi diversi. Nel primo gruppo, l&#8217;<b>etoposide</b> viene somministrato molto presto, entro le prime 12 ore dall&#8217;ingresso in reparto. Nel secondo gruppo, il farmaco viene somministrato in modo ritardato, ovvero solo dopo 48 ore nel caso in cui la condizione del paziente non mostri segni di miglioramento o peggiori. Durante il periodo di osservazione, verranno monitorate le funzioni degli organi per valutare l&#8217;andamento della malattia e l&#8217;efficacia delle due diverse modalità di gestione del trattamento.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Ruxolitinib come trattamento di prima linea nei bambini con linfoistiocitosi emofagocitica (HLH)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-ruxolitinib-e-corticosteroidi-per-il-trattamento-della-linfoistiocitosi-emofagocitica-nei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La linfoistiocitosi emofagocitica primaria (HLH) è una rara malattia del sistema immunitario che colpisce principalmente i bambini. Questa condizione causa un&#8217;eccessiva attivazione del sistema immunitario che può danneggiare diversi organi del corpo. Lo studio valuterà l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato Ruxolitinib (commercializzato come Jakavi) in combinazione con corticosteroidi come trattamento di prima linea per bambini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>linfoistiocitosi emofagocitica primaria (HLH)</b> è una rara malattia del sistema immunitario che colpisce principalmente i bambini. Questa condizione causa un&#8217;eccessiva attivazione del sistema immunitario che può danneggiare diversi organi del corpo. Lo studio valuterà l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>Ruxolitinib</b> (commercializzato come <b>Jakavi</b>) in combinazione con corticosteroidi come trattamento di prima linea per bambini con HLH.</p>
<p>Il farmaco viene somministrato sotto forma di compresse per via orale e sarà disponibile in diversi dosaggi: 5 mg, 10 mg, 15 mg e 20 mg. Lo scopo principale dello studio è verificare la sopravvivenza dei pazienti fino al momento del <b>trapianto di cellule staminali ematopoietiche</b>, che rappresenta il trattamento definitivo per questa malattia.</p>
<p>Il trattamento prevede la somministrazione quotidiana del farmaco per un periodo che può durare fino a 8 settimane. Durante questo periodo, i pazienti verranno monitorati regolarmente per valutare come rispondono alla terapia e per controllare eventuali effetti collaterali. La dose giornaliera massima del farmaco non supererà i 100 mg.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di etoposide per pazienti con linfoistiocitosi emofagocitica grave in terapia intensiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su una malattia rara chiamata linfoistiocitosi emofagocitica (HLH), che è una condizione grave in cui il sistema immunitario diventa iperattivo e attacca il corpo stesso. Questo può portare a problemi in diversi organi. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato etoposide, che viene utilizzato per ridurre l&#8217;attività del sistema [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su una malattia rara chiamata <em>linfoistiocitosi emofagocitica</em> (HLH), che è una condizione grave in cui il sistema immunitario diventa iperattivo e attacca il corpo stesso. Questo può portare a problemi in diversi organi. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <em>etoposide</em>, che viene utilizzato per ridurre l&#8217;attività del sistema immunitario.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare due strategie di inizio del trattamento con etoposide nei pazienti con HLH grave che si trovano in terapia intensiva. Una strategia prevede l&#8217;inizio precoce del trattamento entro 12 ore dall&#8217;inclusione nello studio, mentre l&#8217;altra strategia prevede un inizio ritardato, solo se la condizione del paziente non migliora dopo 48 ore. Questo aiuterà a capire quale approccio è più efficace nel gestire i fallimenti degli organi causati dalla malattia.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento con etoposide attraverso un&#8217;iniezione o infusione endovenosa. Saranno monitorati per vedere come rispondono al trattamento e se ci sono miglioramenti nella loro condizione. Lo studio valuterà anche il tempo necessario per il miglioramento di alcuni parametri del sangue e la durata della degenza in terapia intensiva e in ospedale. L&#8217;obiettivo è migliorare la gestione della HLH e trovare il modo più efficace per iniziare il trattamento con etoposide.</p>
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		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Itacitinib per il trattamento dell&#8217;Emofagocitosi Linfoistiocitosi non grave negli adulti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:27:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca riguarda una malattia chiamata Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH), che è una condizione rara in cui il sistema immunitario diventa iperattivo e attacca il corpo stesso. Questo studio si concentra su una forma non grave di HLH negli adulti. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato Itacitinib, che viene somministrato sotto forma di compresse. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda una malattia chiamata <b>Linfoistiocitosi Emofagocitica</b> (HLH), che è una condizione rara in cui il sistema immunitario diventa iperattivo e attacca il corpo stesso. Questo studio si concentra su una forma non grave di HLH negli adulti. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato <b>Itacitinib</b>, che viene somministrato sotto forma di compresse. Itacitinib è un farmaco chimico progettato per aiutare a controllare l&#8217;attività del sistema immunitario.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di Itacitinib nel migliorare i sintomi clinici e biologici della HLH non grave. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di sei mesi. Durante questo periodo, verranno monitorati per vedere se il farmaco aiuta a raggiungere una risposta completa o parziale entro il quindicesimo giorno di trattamento. La risposta sarà valutata in base ai sintomi clinici e ai risultati di laboratorio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di emapalumab in bambini e adulti con sindrome da attivazione macrofagica (MAS) nella malattia di Still e nel lupus eritematoso sistemico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-emapalumab-in-bambini-e-adulti-con-sindrome-da-attivazione-macrofagica-mas-in-artrite-idiopatica-giovanile-sistemica-malattia-di-still-e-lupus-eritematoso-sistemico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato emapalumab nel trattamento della sindrome da attivazione macrofagica (MAS), una grave condizione infiammatoria che può verificarsi in pazienti con diverse malattie autoimmuni. In particolare, lo studio si concentra sui pazienti con artrite idiopatica giovanile sistemica, malattia di Still dell&#8217;adulto e lupus eritematoso sistemico. L&#8217;emapalumab viene somministrato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>emapalumab</b> nel trattamento della <b>sindrome da attivazione macrofagica (MAS)</b>, una grave condizione infiammatoria che può verificarsi in pazienti con diverse malattie autoimmuni. In particolare, lo studio si concentra sui pazienti con <b>artrite idiopatica giovanile sistemica</b>, <b>malattia di Still dell&#8217;adulto</b> e <b>lupus eritematoso sistemico</b>.</p>
<p>L&#8217;<b>emapalumab</b> viene somministrato attraverso <b>infusione endovenosa</b> per un periodo fino a 28 giorni. Il farmaco viene utilizzato in pazienti che non hanno risposto adeguatamente al trattamento con alte dosi di corticosteroidi. Lo scopo dello studio è valutare quanto il farmaco sia efficace nel trattare la MAS in questi pazienti.</p>
<p>Durante lo studio, i medici monitoreranno attentamente la risposta al trattamento attraverso esami del sangue e valutazioni cliniche. Verranno anche osservati gli effetti del farmaco sulla possibilità di ridurre l&#8217;uso di corticosteroidi nei pazienti. Lo studio includerà sia bambini (a partire dai 6 mesi di età) che adulti fino a 80 anni di età.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di ruxolitinib nella sindrome emofagocitica acquisita in pazienti adulti in terapia intensiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-ruxolitinib-nella-sindrome-emofagocitica-acquisita-in-pazienti-adulti-in-terapia-intensiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:18:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sulla sindrome emofagocitica acquisita, una condizione grave che può portare a insufficienza degli organi. Questa sindrome si verifica quando il sistema immunitario diventa iperattivo e inizia a danneggiare i tessuti del corpo. I pazienti coinvolti nello studio sono adulti ricoverati in terapia intensiva. L&#8217;obiettivo principale è verificare se il farmaco ruxolitinib, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sulla <b>sindrome emofagocitica acquisita</b>, una condizione grave che può portare a insufficienza degli organi. Questa sindrome si verifica quando il sistema immunitario diventa iperattivo e inizia a danneggiare i tessuti del corpo. I pazienti coinvolti nello studio sono adulti ricoverati in terapia intensiva. L&#8217;obiettivo principale è verificare se il farmaco <b>ruxolitinib</b>, in combinazione con le cure standard, possa migliorare la funzione degli organi rispetto alle sole cure standard.</p>
<p>Il <b>ruxolitinib</b> è un farmaco che agisce inibendo specifiche proteine chiamate chinasi Janus, che sono coinvolte nella regolazione del sistema immunitario. Durante lo studio, i pazienti riceveranno <b>ruxolitinib</b> sotto forma di compresse, insieme al trattamento standard per la sindrome emofagocitica. Altri farmaci utilizzati nello studio includono <b>lidocaina cloridrato monoidrato</b>, <b>metilprednisolone acetato</b>, <b>etoposide</b> e <b>desametasone sodio fosfato</b>, che sono somministrati per via endovenosa o come soluzione iniettabile, a seconda del farmaco.</p>
<p>Lo studio mira a valutare se l&#8217;uso di <b>ruxolitinib</b> possa ridurre il punteggio SOFA, un sistema di valutazione che misura la gravità della disfunzione d&#8217;organo, nei pazienti critici con sindrome emofagocitica. I partecipanti saranno monitorati per la sopravvivenza e per eventuali cambiamenti nei livelli di vari marcatori biologici e infiammatori. La sicurezza del <b>ruxolitinib</b> nei pazienti critici sarà anche attentamente valutata durante il corso dello studio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla terapia genica per la Linfoistiocitosi Emofagocitica Familiare con MUNC-CD34 e MUNC-T3 in pazienti con mutazioni del gene UNC13D</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-terapia-genica-per-la-linfoistiocitosi-emofagocitica-familiare-con-munc-cd34-e-munc-t3-in-pazienti-con-mutazioni-del-gene-unc13d/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca si concentra sulla Linfoistiocitosi Emofagocitica Familiare (FHL), una malattia genetica rara che colpisce il sistema immunitario. Questa condizione è causata da mutazioni nel gene UNC13D. Lo studio mira a valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di una nuova terapia genica per trattare questa malattia. La terapia utilizza cellule staminali ematopoietiche del paziente stesso, modificate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra sulla <b>Linfoistiocitosi Emofagocitica Familiare</b> (FHL), una malattia genetica rara che colpisce il sistema immunitario. Questa condizione è causata da mutazioni nel gene <b>UNC13D</b>. Lo studio mira a valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di una nuova terapia genica per trattare questa malattia. La terapia utilizza cellule staminali ematopoietiche del paziente stesso, modificate con un vettore lentivirale per correggere il difetto genetico. Le cellule modificate vengono poi reinfuse nel paziente.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;uso di due sospensioni per iniezione: <b>MUNC13.4-CD34</b> e <b>MUNC13.4-T3</b>. Queste sospensioni contengono cellule del paziente che sono state geneticamente modificate per esprimere il gene corretto. L&#8217;obiettivo principale è valutare la sicurezza iniziale del trattamento, compresa la procedura di mobilizzazione, il regime di condizionamento e il trapianto delle cellule modificate. Lo studio non è randomizzato e coinvolge un solo gruppo di partecipanti.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno una singola dose delle cellule modificate. Saranno monitorati per eventuali effetti collaterali e per valutare l&#8217;efficacia del trattamento nel mantenere la remissione della malattia. La ricerca si propone di fornire nuove informazioni su come questa terapia genica possa aiutare i pazienti con FHL a lungo termine. La durata stimata dello studio è fino al 2029.</p>
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