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	<title>Ischemia miocardica | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Ischemia miocardica | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia della colchicina nel ridurre l&#8217;infiammazione nei pazienti con sindrome coronarica cronica</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2026 05:12:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca si concentra sulle persone affette da Ischemic Heart Disease, nota anche come Coronary Artery Disease o Chronic Coronary Artery Syndrome, condizioni caratterizzate da un ridotto afflusso di sangue al cuore a causa di problemi alle arterie coronarie. Lo studio mira a valutare se l&#8217;uso della colchicine possa ridurre l&#8217;infiammazione dei vasi sanguigni in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca si concentra sulle persone affette da <b>Ischemic Heart Disease</b>, nota anche come <b>Coronary Artery Disease</b> o <b>Chronic Coronary Artery Syndrome</b>, condizioni caratterizzate da un ridotto afflusso di sangue al cuore a causa di problemi alle arterie coronarie. Lo studio mira a valutare se l&#8217;uso della <b>colchicine</b> possa ridurre l&#8217;infiammazione dei vasi sanguigni in questi pazienti. Durante la sperimentazione, alcuni partecipanti riceveranno la <b>colchicine</b> per via orale, mentre altri riceveranno un <b>placebo</b>.</p>
<p>Per monitorare l&#8217;efficacia del trattamento, viene utilizzata una tecnica di imaging chiamata <b>PET/CT</b>, un esame che combina la medicina nucleare con la <b>computed tomography</b> per visualizzare l&#8217;attività all&#8217;interno del corpo. Questo esame permette di osservare i livelli di infiammazione nelle arterie carotidi, i grandi vasi situati nel collo. Il percorso prevede un periodo di osservazione di sei mesi per misurare i cambiamenti nei livelli di infiammazione rispetto all&#8217;inizio dello studio.</p>
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		<title>Studio comparativo tra betabloccanti e ivabradina per il controllo della frequenza cardiaca prima della TAC cardiaca in pazienti con malattia cardiaca ischemica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-comparativo-tra-betabloccanti-e-ivabradina-per-il-controllo-della-frequenza-cardiaca-prima-della-tac-cardiaca-in-pazienti-con-malattia-cardiaca-ischemica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il controllo della frequenza cardiaca nei pazienti con cardiopatia ischemica che devono sottoporsi a tomografia computerizzata cardiaca. Lo studio confronta l&#8217;efficacia di diversi farmaci nel rallentare il battito cardiaco: l&#8217;ivabradina e due tipi di betabloccanti (atenololo e metoprololo succinato). La cardiopatia ischemica è una condizione in cui il cuore non riceve [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il controllo della frequenza cardiaca nei pazienti con <b>cardiopatia ischemica</b> che devono sottoporsi a <b>tomografia computerizzata cardiaca</b>. Lo studio confronta l&#8217;efficacia di diversi farmaci nel rallentare il battito cardiaco: l&#8217;<b>ivabradina</b> e due tipi di betabloccanti (<b>atenololo</b> e <b>metoprololo succinato</b>). La cardiopatia ischemica è una condizione in cui il cuore non riceve abbastanza sangue a causa del restringimento delle arterie coronarie.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dello studio è determinare quale farmaco sia più efficace nel ridurre rapidamente la frequenza cardiaca nei pazienti che hanno un battito superiore a 65 battiti al minuto. I farmaci vengono somministrati per via orale prima dell&#8217;esame di tomografia computerizzata. L&#8217;ivabradina può essere somministrata fino a 15 mg al giorno, l&#8217;atenololo fino a 100 mg al giorno e il metoprololo succinato fino a 200 mg al giorno.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno uno dei tre farmaci menzionati. La frequenza cardiaca verrà monitorata per verificare quanto velocemente si riduce dopo l&#8217;assunzione del farmaco. Questo aiuterà i medici a capire quale medicina sia più efficace per preparare i pazienti all&#8217;esame di tomografia computerizzata del cuore.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;uso di adenosina per migliorare la perfusione miocardica nei pazienti con sindrome coronarica cronica con o senza insufficienza cardiaca.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla sindrome coronarica cronica, una condizione che colpisce il cuore e le arterie coronarie. Il trattamento in esame utilizza due farmaci: adenosina e acido gadoterico. L&#8217;adenosina è una sostanza chimica che aiuta a migliorare il flusso sanguigno nel cuore, mentre l&#8217;acido gadoterico è un mezzo di contrasto utilizzato per migliorare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla sindrome coronarica cronica, una condizione che colpisce il cuore e le arterie coronarie. Il trattamento in esame utilizza due farmaci: adenosina e acido gadoterico. L&#8217;adenosina è una sostanza chimica che aiuta a migliorare il flusso sanguigno nel cuore, mentre l&#8217;acido gadoterico è un mezzo di contrasto utilizzato per migliorare le immagini durante esami di risonanza magnetica (MRI). Lo scopo dello studio è valutare se la risposta del cuore all&#8217;adenosina varia significativamente quando si utilizza una dose standard rispetto a una dose più alta.</p>
<p>Lo studio coinvolge persone sane e pazienti con sospetta o nota sindrome coronarica cronica, con o senza insufficienza cardiaca. I partecipanti riceveranno l&#8217;adenosina attraverso un&#8217;infusione endovenosa, e l&#8217;acido gadoterico sarà somministrato come soluzione iniettabile. Durante lo studio, i partecipanti saranno sottoposti a esami di risonanza magnetica per valutare il flusso sanguigno nel cuore. Questo aiuterà a capire meglio come il cuore risponde a diverse dosi di adenosina.</p>
<p>Lo studio si svolgerà in un periodo di tempo definito e coinvolgerà un numero specifico di partecipanti. I risultati attesi potrebbero fornire informazioni preziose su come ottimizzare il trattamento per le persone con sindrome coronarica cronica, migliorando così la gestione della malattia e la qualità della vita dei pazienti. L&#8217;obiettivo principale è osservare l&#8217;iperemia miocardica, ovvero l&#8217;aumento del flusso sanguigno nel cuore, utilizzando tecniche di imaging avanzate.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di [68Ga]NODAGA-E[c(RGDyK)]2 per l&#8217;imaging dell&#8217;angiogenesi nei pazienti con cardiopatia ischemica cronica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-68ganodaga-ecrgdyk2-per-limaging-dellangiogenesi-nei-pazienti-con-cardiopatia-ischemica-cronica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla malattia cardiaca ischemica cronica, una condizione in cui il cuore riceve meno sangue e ossigeno del necessario a causa di arterie coronarie bloccate o ristrette. Il trattamento utilizzato nello studio è un&#8217;iniezione di una soluzione chiamata [68Ga]NODAGA-E[c(RGDyK)]2, che aiuta a visualizzare l&#8217;angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla malattia cardiaca ischemica cronica, una condizione in cui il cuore riceve meno sangue e ossigeno del necessario a causa di arterie coronarie bloccate o ristrette. Il trattamento utilizzato nello studio è un&#8217;iniezione di una soluzione chiamata <em>[68Ga]NODAGA-E[c(RGDyK)]2</em>, che aiuta a visualizzare l&#8217;angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni nel cuore, attraverso una tecnica di imaging chiamata <em>PET</em> (tomografia a emissione di positroni).</p>
<p>Lo scopo dello studio è investigare e caratterizzare la differenza nell&#8217;angiogenesi miocardica, misurata con l&#8217;assorbimento di <em>RGD-PET</em>, prima e dopo la rivascolarizzazione coronarica nei pazienti con malattia cardiaca ischemica cronica. La rivascolarizzazione coronarica è una procedura medica che mira a ripristinare il flusso sanguigno al cuore. I partecipanti allo studio riceveranno l&#8217;iniezione di <em>[68Ga]NODAGA-E[c(RGDyK)]2</em> e verranno sottoposti a scansioni <em>PET</em> per valutare l&#8217;angiogenesi prima e dopo la procedura di rivascolarizzazione.</p>
<p>Lo studio esaminerà anche la correlazione tra la risposta angiogenica miocardica e i cambiamenti nella perfusione miocardica, la risposta angiogenica dopo tre settimane e il recupero funzionale e la dimensione finale dell&#8217;infarto dopo 6-8 settimane dalla rivascolarizzazione. Inoltre, verrà valutata la correlazione tra la risposta angiogenica miocardica e la vitalità del tessuto cardiaco prima e dopo la rivascolarizzazione. Questo studio mira a fornire una migliore comprensione di come il cuore possa formare nuovi vasi sanguigni in risposta a trattamenti medici specifici.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Ivabradina per prevenire lesioni miocardiche dopo chirurgia non cardiaca in pazienti a rischio di malattia aterosclerotica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-ivabradina-per-prevenire-lesioni-miocardiche-dopo-chirurgia-non-cardiaca-in-pazienti-a-rischio-di-malattia-aterosclerotica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su un problema di salute chiamato lesione miocardica dopo chirurgia non cardiaca (MINS). Questo problema può verificarsi quando il cuore subisce danni durante o dopo un intervento chirurgico che non coinvolge direttamente il cuore. Il farmaco in esame è l&#8217;ivabradina, che viene somministrato in compresse rivestite con film. L&#8217;obiettivo principale dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su un problema di salute chiamato <b>lesione miocardica dopo chirurgia non cardiaca</b> (MINS). Questo problema può verificarsi quando il cuore subisce danni durante o dopo un intervento chirurgico che non coinvolge direttamente il cuore. Il farmaco in esame è l&#8217;<b>ivabradina</b>, che viene somministrato in compresse rivestite con film. L&#8217;obiettivo principale dello studio è capire se l&#8217;ivabradina può ridurre il rischio di danni al cuore in persone che hanno o potrebbero avere malattie delle arterie, mentre si sottopongono a interventi chirurgici non cardiaci.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno o l&#8217;ivabradina o un <b>placebo</b>, che è una sostanza senza effetti attivi, per confrontare i risultati. I partecipanti saranno monitorati per eventuali danni al cuore, come un <b>infarto miocardico</b> o livelli elevati di una proteina chiamata <b>troponina</b>, che può indicare un danno al cuore. Lo studio esaminerà anche altri aspetti della salute del cuore e della qualità della vita dei partecipanti per un periodo di 30 giorni dopo l&#8217;intervento chirurgico.</p>
<p>Lo studio mira a fornire informazioni utili su come gestire meglio i rischi cardiaci associati a interventi chirurgici non cardiaci, specialmente in persone con malattie delle arterie. I risultati potrebbero aiutare a migliorare le cure per i pazienti che affrontano questo tipo di interventi chirurgici. L&#8217;ivabradina è già utilizzata per trattare altre condizioni cardiache, e questo studio esplorerà il suo potenziale in un nuovo contesto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di psilocibina e midazolam per la regressione della malattia coronarica nei pazienti con cardiopatia ischemica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-psilocibina-e-midazolam-per-la-regressione-della-malattia-coronarica-nei-pazienti-con-cardiopatia-ischemica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca riguarda la malattia coronarica ischemica, una condizione in cui le arterie del cuore si restringono a causa dell&#8217;accumulo di placche. Questo studio esamina l&#8217;effetto della psilocibina, una sostanza chimica, e del midazolam, un altro farmaco, nel trattamento di questa malattia. Entrambi i farmaci sono somministrati sotto forma di capsule rigide e vengono utilizzati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda la <b>malattia coronarica ischemica</b>, una condizione in cui le arterie del cuore si restringono a causa dell&#8217;accumulo di placche. Questo studio esamina l&#8217;effetto della <b>psilocibina</b>, una sostanza chimica, e del <b>midazolam</b>, un altro farmaco, nel trattamento di questa malattia. Entrambi i farmaci sono somministrati sotto forma di capsule rigide e vengono utilizzati in combinazione con la psicoterapia.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se la psicoterapia assistita dalla psilocibina può ridurre il volume delle placche nelle arterie coronarie. I partecipanti riceveranno una terapia standard per abbassare il colesterolo LDL e saranno assegnati in modo casuale a ricevere la psilocibina o il midazolam come controllo negativo. Si prevede che la psilocibina possa portare a una riduzione del volume delle placche fino al 3%.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti saranno sottoposti a esami delle arterie coronarie all&#8217;inizio e dopo 12 mesi per valutare i cambiamenti nelle placche. Gli esami includeranno tecniche come la <b>coronarografia selettiva</b> e l<b>ecografia intravascolare</b>. Si ipotizza che la riduzione dello stress cronico durante la psicoterapia con psilocibina possa influire positivamente sul processo infiammatorio cronico nelle placche, contribuendo a ridurre il tessuto necrotico e migliorare la stabilità delle placche stesse.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Zalunfiban nei pazienti con infarto miocardico acuto (STEMI)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-zalunfiban-nei-pazienti-con-infarto-miocardico-acuto-stemi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti che hanno avuto un infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST, noto anche come STEMI. Questo tipo di infarto è caratterizzato da un dolore toracico persistente e specifici cambiamenti nellelettrocardiogramma (ECG). L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato Zalunfiban, somministrato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti che hanno avuto un <b>infarto miocardico acuto</b> con sopraslivellamento del tratto ST, noto anche come <b>STEMI</b>. Questo tipo di infarto è caratterizzato da un dolore toracico persistente e specifici cambiamenti nell<b>elettrocardiogramma (ECG)</b>. L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>Zalunfiban</b>, somministrato tramite un&#8217;unica iniezione sottocutanea, rispetto a un <b>placebo</b>. </p>
<p><b>Zalunfiban</b> è una soluzione per iniezione sviluppata per essere utilizzata in situazioni di emergenza prima dell&#8217;arrivo in ospedale. Lo studio mira a osservare i risultati clinici a 30 giorni dall&#8217;iniezione, valutando anche eventuali eventi di sanguinamento. I partecipanti riceveranno il trattamento durante il trasporto verso l&#8217;ospedale, e il loro stato di salute sarà monitorato per un mese. </p>
<p>Lo studio è progettato per essere internazionale e coinvolge diversi centri medici. I partecipanti saranno assegnati in modo casuale a ricevere <b>Zalunfiban</b> o un <b>placebo</b>. I ricercatori valuteranno l&#8217;efficacia del trattamento osservando i miglioramenti nei sintomi e la sicurezza monitorando eventuali effetti collaterali, come il sanguinamento. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso della colchicina per pazienti con ischemia senza ostruzione delle arterie coronarie e disfunzione microvascolare</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-della-colchicina-per-pazienti-con-ischemia-senza-ostruzione-delle-arterie-coronarie-e-disfunzione-microvascolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su una condizione chiamata malattia coronarica microvascolare (CMD), che può causare sintomi di angina, ovvero dolore o fastidio al petto. Questa condizione si verifica quando le piccole arterie del cuore non funzionano correttamente, anche se le arterie principali non sono ostruite. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato Colchicina, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su una condizione chiamata <b>malattia coronarica microvascolare</b> (CMD), che può causare sintomi di angina, ovvero dolore o fastidio al petto. Questa condizione si verifica quando le piccole arterie del cuore non funzionano correttamente, anche se le arterie principali non sono ostruite. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <b>Colchicina</b>, somministrato in compresse da 500 microgrammi. La <b>Colchicina</b> è un farmaco noto per le sue proprietà antinfiammatorie e viene utilizzato per vedere se può migliorare il flusso sanguigno coronarico e la riserva di flusso coronarico nei pazienti con CMD.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è verificare se la <b>Colchicina</b> può migliorare il flusso sanguigno nel cuore e ridurre i sintomi nei pazienti con CMD. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo di sei mesi. Durante questo periodo, verranno effettuati controlli per valutare i cambiamenti nel flusso sanguigno e nei sintomi. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un <b>placebo</b>, che è una sostanza senza principi attivi, per confrontare i risultati con quelli di chi assume la <b>Colchicina</b>.</p>
<p>Oltre alla <b>Colchicina</b>, lo studio utilizza anche altre sostanze come <b>Regadenoson</b> e <b>Adenosina</b>, che sono utilizzate per test specifici del cuore. Queste sostanze aiutano a valutare come il cuore risponde al trattamento. Lo studio mira a comprendere meglio come la <b>Colchicina</b> possa influenzare i meccanismi delle arterie e migliorare la funzione vascolare nei pazienti con CMD. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come trattare questa condizione e migliorare la qualità della vita dei pazienti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di desametasone e olanzapina in pazienti adulti sottoposti a chirurgia cardiaca</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-desametasone-e-olanzapina-in-pazienti-adulti-sottoposti-a-chirurgia-cardiaca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su pazienti che devono sottoporsi a interventi chirurgici al cuore, come il bypass coronarico o la sostituzione di valvole cardiache. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;efficacia di due trattamenti farmacologici, il dexamethasone e l&#8217;olanzapina, nel ridurre la mortalità, i danni agli organi e il tempo di degenza ospedaliera. Il dexamethasone è un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su pazienti che devono sottoporsi a interventi chirurgici al cuore, come il bypass coronarico o la sostituzione di valvole cardiache. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;efficacia di due trattamenti farmacologici, il <b>dexamethasone</b> e l&#8217;<b>olanzapina</b>, nel ridurre la mortalità, i danni agli organi e il tempo di degenza ospedaliera. Il <b>dexamethasone</b> è un farmaco somministrato tramite iniezione, mentre l&#8217;<b>olanzapina</b> è disponibile in compresse orodispersibili, che si sciolgono in bocca. Entrambi i farmaci saranno confrontati con un <b>placebo</b>, una sostanza senza principi attivi, per valutare la loro efficacia.</p>
<p>Oltre ai farmaci, lo studio esamina anche due approcci di gestione emodinamica durante la circolazione extracorporea (CPB) e l&#8217;uso di una ventilazione a basso volume corrente. La gestione emodinamica si riferisce al controllo del flusso sanguigno e della pressione durante l&#8217;intervento chirurgico. I partecipanti saranno assegnati in modo casuale a uno dei trattamenti o approcci per confrontare i risultati. Lo scopo è determinare quale combinazione di trattamenti e tecniche possa migliorare il numero di giorni in cui i pazienti sono vivi e fuori dall&#8217;ospedale nei 90 giorni successivi all&#8217;intervento.</p>
<p>Lo studio si svolgerà su un periodo di tempo prolungato, con l&#8217;obiettivo di raccogliere dati fino al 2028. I risultati aiuteranno a capire se l&#8217;uso di <b>dexamethasone</b> e <b>olanzapina</b>, insieme a specifiche tecniche chirurgiche, possa migliorare il recupero e la qualità della vita dei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca. I partecipanti saranno monitorati per eventuali complicazioni post-operatorie e per valutare la loro qualità di vita e il recupero funzionale.</p>
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