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	<title>Disturbo vestibolare | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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		<title>Studio sul prednisolone per pazienti con neurite vestibolare per valutare l&#8217;effetto sui sintomi vestibolari</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la neurite vestibolare, una condizione che colpisce l&#8217;orecchio interno e provoca vertigini improvvise. Le vertigini possono essere di tipo rotatorio, dove sembra che tutto giri intorno, oppure di altro tipo, ma sono comunque di intensità moderata o grave e durano diverse ore. Questa condizione si manifesta con un movimento involontario degli occhi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>neurite vestibolare</b>, una condizione che colpisce l&#8217;orecchio interno e provoca vertigini improvvise. Le vertigini possono essere di tipo rotatorio, dove sembra che tutto giri intorno, oppure di altro tipo, ma sono comunque di intensità moderata o grave e durano diverse ore. Questa condizione si manifesta con un movimento involontario degli occhi chiamato nistagmo e con una ridotta funzione del riflesso che aiuta a stabilizzare la visione durante i movimenti della testa. Lo studio confronta l&#8217;effetto del <b>prednisolone</b>, un farmaco corticosteroide somministrato per bocca, con quello del placebo. Il trattamento con prednisolone dura dieci giorni con una riduzione graduale della dose, partendo da un massimo di 60 milligrammi al giorno fino a una dose totale di 450 milligrammi durante tutto il periodo di trattamento.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento con prednisolone sia efficace nel ridurre i sintomi vestibolari, cioè i disturbi legati all&#8217;equilibrio e alle vertigini, nei pazienti con neurite vestibolare rispetto a chi riceve il placebo. Durante lo studio i partecipanti vengono valutati attraverso questionari che misurano l&#8217;intensità delle vertigini e l&#8217;impatto sulla qualità di vita quotidiana. Le valutazioni principali vengono effettuate a sei settimane dall&#8217;inizio del trattamento, ma i partecipanti vengono seguiti anche dopo due settimane, tre mesi e dodici mesi per osservare l&#8217;evoluzione dei sintomi nel tempo.</p>
<p>Nel corso dello studio vengono eseguiti diversi esami per misurare la funzione dell&#8217;equilibrio, come test che valutano i movimenti rapidi degli occhi durante i movimenti della testa, prove di cammino cronometrato su una distanza fissa, misurazioni dell&#8217;oscillazione del corpo durante la stazione eretta e la camminata, e test di equilibrio su superfici instabili. Vengono inoltre controllati eventuali episodi di vertigini posizionali che possono svilupparsi successivamente. Lo studio raccoglie anche informazioni dai registri sanitari per valutare l&#8217;impatto economico della malattia sul sistema sanitario e sulla società, inclusi i giorni di assenza dal lavoro.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;uso della levotiroxina per il trattamento della vertigine improvvisa e unilaterale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:34:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la vestipatia unilaterale acuta, una condizione che colpisce il sistema dell&#8217;equilibrio in un solo lato e provoca vertigini improvvise. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia della levotiroxina nel migliorare la qualità della vita dei soggetti colpiti da questa patologia. Durante l&#8217;esperimento, ai partecipanti viene somministrato un farmaco chiamato L-Thyroxine oppure un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>vestipatia unilaterale acuta</b>, una condizione che colpisce il sistema dell&#8217;equilibrio in un solo lato e provoca vertigini improvvise. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia della <b>levotiroxina</b> nel migliorare la qualità della vita dei soggetti colpiti da questa patologia. Durante l&#8217;esperimento, ai partecipanti viene somministrato un farmaco chiamato <b>L-Thyroxine</b> oppure un <b>placebo</b>.</p>
<p>Il trattamento avviene tramite l&#8217;assunzione orale di compresse. La ricerca prevede un periodo di osservazione che si estende per diverse settimane dopo l&#8217;inizio dell&#8217;assunzione del farmaco per monitorare come cambia il benessere dei partecipanti e come rispondono i sintomi legati all&#8217;equilibrio.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;uso di metilprednisolone intratimpanico per ridurre gli attacchi di vertigine nella malattia di Menière</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:16:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La malattia di Menière è una condizione che colpisce l&#8217;orecchio interno e può causare vertigini, perdita dell&#8217;udito e una sensazione di pressione nell&#8217;orecchio. Questo studio si concentra sul trattamento delle vertigini associate a questa malattia. Il trattamento in esame è un&#8217;iniezione intratimpanica di metilprednisolone, un tipo di farmaco chiamato corticosteroide, che viene confrontato con un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La malattia di <b>Menière</b> è una condizione che colpisce l&#8217;orecchio interno e può causare vertigini, perdita dell&#8217;udito e una sensazione di pressione nell&#8217;orecchio. Questo studio si concentra sul trattamento delle vertigini associate a questa malattia. Il trattamento in esame è un&#8217;iniezione intratimpanica di <b>metilprednisolone</b>, un tipo di farmaco chiamato corticosteroide, che viene confrontato con un placebo. L&#8217;obiettivo principale è determinare se il metilprednisolone è più efficace del placebo nel ridurre la frequenza degli attacchi di vertigini nei pazienti con diagnosi di malattia di Menière unilaterale.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno iniezioni intratimpaniche, che significa che il farmaco viene somministrato direttamente nell&#8217;orecchio medio. Il metilprednisolone sarà somministrato alla dose di 62,5 mg/ml. I partecipanti saranno seguiti per un anno per monitorare la frequenza degli attacchi di vertigini e valutare l&#8217;efficacia del trattamento. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi riceve il metilprednisolone e chi riceve il placebo, per garantire che i risultati siano il più possibile obiettivi.</p>
<p>Oltre al metilprednisolone, lo studio prevede anche l&#8217;uso di altri farmaci come <b>desametasone</b>, <b>triamcinolone acetonide</b>, <b>metoclopramide</b> e <b>gentamicina</b>, che possono essere utilizzati in base alle necessità del trattamento. La qualità della vita dei partecipanti sarà valutata attraverso questionari specifici, e saranno monitorati eventuali effetti collaterali. Lo studio mira a fornire informazioni utili per migliorare il trattamento della malattia di Menière e ridurre l&#8217;impatto delle vertigini sulla vita quotidiana dei pazienti.</p>
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