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	<title>Cirrosi epatica | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Cirrosi epatica | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio sull&#8217;albumina umana rispetto alla soluzione salina in pazienti con cirrosi epatica scompensata e danno renale acuto</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda pazienti con cirrosi epatica scompensata che hanno sviluppato un danno ai reni chiamato lesione renale acuta. La cirrosi epatica è una malattia del fegato in cui il tessuto sano viene sostituito da tessuto cicatriziale che impedisce al fegato di funzionare correttamente. Quando la cirrosi peggiora si parla di forma scompensata, che può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda pazienti con <b>cirrosi epatica scompensata</b> che hanno sviluppato un danno ai reni chiamato lesione renale acuta. La cirrosi epatica è una malattia del fegato in cui il tessuto sano viene sostituito da tessuto cicatriziale che impedisce al fegato di funzionare correttamente. Quando la cirrosi peggiora si parla di forma scompensata, che può causare diverse complicazioni tra cui problemi ai reni. La lesione renale acuta è una condizione in cui i reni smettono improvvisamente di funzionare bene e non riescono più a filtrare correttamente il sangue. Nello studio verranno confrontati due trattamenti: l&#8217;<b>albumina umana</b>, una proteina naturalmente presente nel sangue che viene somministrata per via endovenosa, e una soluzione salina di <b>cloruro di sodio</b> allo 0,9%, che è semplicemente acqua con sale.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se la somministrazione di albumina umana per via endovenosa sia più efficace della soluzione salina nel favorire il recupero della funzione dei reni nei pazienti con cirrosi scompensata e lesione renale acuta. Durante lo studio i pazienti riceveranno in modo casuale uno dei due trattamenti e verranno seguiti per un periodo di tempo durante il quale i medici controlleranno regolarmente la funzione dei reni attraverso esami del sangue che misurano una sostanza chiamata creatinina. Verranno anche eseguiti esami per valutare il funzionamento del cuore e prelevati campioni di sangue e urina per misurare diverse sostanze che aiutano a capire come sta rispondendo l&#8217;organismo al trattamento.</p>
<p>I medici monitoreranno se i reni recuperano la loro funzione normale, se i pazienti necessitano di trattamenti speciali per sostituire il lavoro dei reni, e la sopravvivenza dei pazienti dopo 28 giorni dall&#8217;inizio dello studio. Verranno inoltre valutati i livelli di infiammazione nel sangue e altre sostanze che possono indicare il miglioramento o il peggioramento della condizione renale. Durante tutto il periodo dello studio verrà controllata anche la comparsa di eventuali effetti indesiderati legati ai trattamenti somministrati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio per valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di VS-01 somministrato per via intraperitoneale in pazienti con encefalopatia epatica manifesta e cirrosi epatica scompensata</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-per-valutare-lefficacia-e-la-sicurezza-di-vs-01-somministrato-per-via-intraperitoneale-in-pazienti-con-encefalopatia-epatica-manifesta-e-cirrosi-epatica-scompensata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:32:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;encefalopatia epatica conclamata, una condizione che si verifica nei pazienti con cirrosi epatica quando il fegato non riesce a eliminare le sostanze tossiche dal sangue, causando problemi cerebrali. La ricerca valuterà un nuovo farmaco chiamato VS-01, che viene somministrato attraverso la cavità addominale (uso intraperitoneale) in aggiunta alle cure [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;<b>encefalopatia epatica conclamata</b>, una condizione che si verifica nei pazienti con <b>cirrosi epatica</b> quando il fegato non riesce a eliminare le sostanze tossiche dal sangue, causando problemi cerebrali. La ricerca valuterà un nuovo farmaco chiamato <b>VS-01</b>, che viene somministrato attraverso la cavità addominale (uso intraperitoneale) in aggiunta alle cure standard.</p>
<p>Il farmaco sperimentale <b>VS-01</b> è una sospensione per infusione contenente <b>acido citrico anidro</b>. Lo studio ha lo scopo di valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di due diversi tempi di permanenza del farmaco nella cavità addominale (3 ore e 4 ore), con somministrazione una volta al giorno per un massimo di 4 giorni. I pazienti riceveranno sia il trattamento standard che <b>VS-01</b> oppure solo il trattamento standard.</p>
<p>Durante lo studio, i medici monitoreranno come il farmaco influisce sui livelli di sostanze tossiche nel sangue e nel liquido addominale. Verranno anche valutati eventuali effetti collaterali e come il corpo gestisce il farmaco. Lo studio è rivolto a pazienti adulti con encefalopatia epatica che presentano anche accumulo di liquido nell&#8217;addome (<b>ascite</b>) e livelli elevati di ammoniaca nel sangue.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Effetto del Carvedilolo nell&#8217;Ipertensione Portale Cirrotica per la Prevenzione dell&#8217;Emorragia Digestiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-del-carvedilolo-nellipertensione-portale-cirrotica-per-la-prevenzione-dellemorragia-digestiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sull&#8217;ipertensione portale cirrotica, una condizione che si verifica quando c&#8217;è un aumento della pressione sanguigna nella vena porta, spesso a causa di danni al fegato. Questo studio esamina l&#8217;effetto del farmaco Carvedilolo, un tipo di beta-bloccante, sulla riduzione della pressione in questa vena. Il Carvedilolo viene somministrato in compresse rivestite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull&#8217;ipertensione portale cirrotica, una condizione che si verifica quando c&#8217;è un aumento della pressione sanguigna nella vena porta, spesso a causa di danni al fegato. Questo studio esamina l&#8217;effetto del farmaco <i>Carvedilolo</i>, un tipo di beta-bloccante, sulla riduzione della pressione in questa vena. Il <i>Carvedilolo</i> viene somministrato in compresse rivestite da 6,25 mg, con una dose giornaliera massima di 12,5 mg.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia del <i>Carvedilolo</i> nel prevenire emorragie digestive legate all&#8217;ipertensione portale di origine cirrotica. I partecipanti assumeranno il farmaco per un periodo di tre mesi. Durante questo periodo, verranno effettuate misurazioni per valutare la risposta emodinamica, ovvero la capacità del farmaco di ridurre la pressione nella vena porta, utilizzando un&#8217;ecografia endoscopica.</p>
<p>Oltre a monitorare l&#8217;efficacia del trattamento, lo studio esaminerà anche gli effetti collaterali più comuni dei beta-bloccanti e la percentuale di pazienti che interrompono il trattamento a causa di questi effetti. Verranno inoltre valutati eventuali episodi di sanguinamento digestivo e cambiamenti nei parametri biologici ed elastometrici prima e dopo l&#8217;assunzione del <i>Carvedilolo</i>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trapianto di Microbiota Fecale per Cirrosi Scompensata: Studio su Pazienti con Cirrosi Scompensata usando Microbiota Fecale e Cellulosa Microcristallina</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/trapianto-di-microbiota-fecale-per-cirrosi-scompensata-studio-su-pazienti-con-cirrosi-scompensata-usando-microbiota-fecale-e-cellulosa-microcristallina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla cirrosi scompensata, una condizione in cui il fegato non riesce più a svolgere le sue funzioni a causa di danni gravi. La ricerca utilizza un trattamento innovativo chiamato trapianto di microbiota fecale, somministrato sotto forma di capsule liofilizzate. Questo trattamento, noto anche con il codice MBK-01, mira a migliorare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla <b>cirrosi scompensata</b>, una condizione in cui il fegato non riesce più a svolgere le sue funzioni a causa di danni gravi. La ricerca utilizza un trattamento innovativo chiamato <b>trapianto di microbiota fecale</b>, somministrato sotto forma di capsule liofilizzate. Questo trattamento, noto anche con il codice <b>MBK-01</b>, mira a migliorare la salute del fegato attraverso l&#8217;introduzione di batteri benefici nell&#8217;intestino.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di questo trattamento nel rallentare la progressione della cirrosi scompensata. I partecipanti riceveranno il trattamento o un placebo e saranno monitorati per un periodo di tempo per osservare eventuali miglioramenti o cambiamenti nella loro condizione. Durante lo studio, verranno esaminati diversi aspetti della salute del fegato e del corpo, come la sopravvivenza senza trapianto, la frequenza delle complicazioni e i cambiamenti nei livelli di infiammazione.</p>
<p>Lo studio si svolgerà in più fasi, con controlli regolari a 1, 3, 6 e 12 mesi per valutare l&#8217;efficacia del trattamento e monitorare eventuali effetti collaterali. I risultati aiuteranno a comprendere meglio come il trapianto di microbiota fecale possa influenzare la cirrosi scompensata e a migliorare le opzioni di trattamento per i pazienti affetti da questa malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul confronto tra strategie antibiotiche convenzionali e norfloxacina in pazienti ospedalizzati con cirrosi scompensata e infezione batterica.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-confronto-tra-strategie-antibiotiche-convenzionali-e-norfloxacina-in-pazienti-ospedalizzati-con-cirrosi-scompensata-e-infezione-batterica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti ospedalizzati con cirrosi scompensata, una condizione in cui il fegato non funziona correttamente a causa di danni cronici. Questi pazienti hanno un&#8217;infezione batterica che si è sviluppata da meno di 48 ore. La ricerca confronta due strategie di trattamento antibiotico: una convenzionale e l&#8217;altra guidata dalla sorveglianza epidemiologica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti ospedalizzati con <i>cirrosi scompensata</i>, una condizione in cui il fegato non funziona correttamente a causa di danni cronici. Questi pazienti hanno un&#8217;infezione batterica che si è sviluppata da meno di 48 ore. La ricerca confronta due strategie di trattamento antibiotico: una convenzionale e l&#8217;altra guidata dalla sorveglianza epidemiologica, che tiene conto delle infezioni più comuni e delle resistenze batteriche presenti nell&#8217;ambiente ospedaliero.</p>
<p>Il farmaco utilizzato nello studio è il <i>Norfloxacina</i>, un antibiotico che viene somministrato in compresse. L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare la probabilità di sviluppo di resistenza agli antibiotici entro 28 giorni dall&#8217;inizio del trattamento. Questo viene misurato osservando l&#8217;insorgenza di nuove colonizzazioni o infezioni da parte di batteri resistenti, noti come <i>MDROs</i> (organismi multi-resistenti).</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti antibiotici e saranno monitorati per verificare l&#8217;efficacia del trattamento e l&#8217;eventuale sviluppo di resistenze. Saranno inoltre valutati altri aspetti come la durata del ricovero ospedaliero, l&#8217;uso di supporti vitali e il consumo di antibiotici. Lo studio mira a migliorare la gestione delle infezioni nei pazienti con cirrosi, riducendo il rischio di resistenza agli antibiotici e migliorando i risultati clinici complessivi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di norfloxacina per ridurre l&#8217;ipertensione portale nei pazienti con cirrosi scompensata</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-norfloxacina-per-ridurre-lipertensione-portale-nei-pazienti-con-cirrosi-scompensata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca riguarda due condizioni mediche: l&#8217;ipertensione portale e la cirrosi scompensata. L&#8217;ipertensione portale è un aumento della pressione sanguigna nella vena porta, che porta il sangue dall&#8217;intestino al fegato. La cirrosi scompensata è una fase avanzata della malattia epatica in cui il fegato non funziona correttamente. Lo studio esamina l&#8217;uso di un farmaco chiamato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda due condizioni mediche: l&#8217;<b>ipertensione portale</b> e la <b>cirrosi scompensata</b>. L&#8217;ipertensione portale è un aumento della pressione sanguigna nella vena porta, che porta il sangue dall&#8217;intestino al fegato. La cirrosi scompensata è una fase avanzata della malattia epatica in cui il fegato non funziona correttamente. Lo studio esamina l&#8217;uso di un farmaco chiamato <b>norfloxacina</b>, che è un antibiotico, per vedere se può ridurre l&#8217;ipertensione portale in persone con cirrosi scompensata.</p>
<p>Il farmaco verrà somministrato sotto forma di compresse rivestite con film, chiamate <b>Floxacin 400 mg Filmtabletten</b>. Alcuni partecipanti riceveranno un <b>placebo</b>, che è una capsula di gelatina senza principio attivo, per confrontare i risultati. L&#8217;obiettivo principale è verificare se la norfloxacina può ridurre la pressione nella vena porta dopo 12 settimane di trattamento. Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per eventuali complicazioni legate al fegato e per altri indicatori di salute.</p>
<p>Lo studio è progettato per durare fino al 2031, con l&#8217;inizio previsto per la fine del 2024. I partecipanti saranno seguiti per valutare i cambiamenti nella pressione venosa epatica e altri aspetti della salute del fegato. I risultati aiuteranno a capire se la norfloxacina può essere un trattamento efficace per ridurre l&#8217;ipertensione portale in persone con cirrosi scompensata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto del Resmetirom nei pazienti con cirrosi da steatoepatite non alcolica (NASH) ben compensata: valutazione degli esiti clinici epatici</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-del-resmetirom-nei-pazienti-con-cirrosi-da-nash-ben-compensata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio esamina l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato resmetirom nel trattamento della steatoepatite non alcolica (NASH) con cirrosi. La NASH è una malattia del fegato caratterizzata dall&#8217;accumulo di grasso negli epatociti che può progredire fino alla cirrosi, una condizione in cui il tessuto epatico normale viene sostituito da tessuto cicatriziale. Il farmaco MGL-3196 (resmetirom) viene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio esamina l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>resmetirom</b> nel trattamento della <b>steatoepatite non alcolica</b> (NASH) con cirrosi. La NASH è una malattia del fegato caratterizzata dall&#8217;accumulo di grasso negli epatociti che può progredire fino alla cirrosi, una condizione in cui il tessuto epatico normale viene sostituito da tessuto cicatriziale.</p>
<p>Il farmaco <b>MGL-3196</b> (resmetirom) viene somministrato per via orale sotto forma di compresse rivestite con film in tre diversi dosaggi: 60 mg, 80 mg o 100 mg. Durante lo studio, alcuni pazienti riceveranno il farmaco attivo mentre altri riceveranno un placebo. Il trattamento continuerà per un periodo massimo di 36 mesi.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare se il resmetirom può ridurre il rischio di gravi complicanze epatiche nei pazienti con NASH e cirrosi compensata. Questi eventi includono il decesso per cause epatiche o cardiovascolari, il trapianto di fegato, lo sviluppo di <b>ascite</b> (accumulo di liquidi nell&#8217;addome), <b>encefalopatia epatica</b> (alterazione della funzione cerebrale dovuta all&#8217;insufficienza epatica) e <b>varici esofagee</b> con emorragia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Intestifix per trattare l&#8217;attivazione immunitaria in pazienti con cirrosi e ascite</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-intestifix-per-trattare-lattivazione-immunitaria-in-pazienti-con-cirrosi-e-ascite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:27:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti affetti da cirrosi e ascite, due condizioni che colpiscono il fegato e l&#8217;accumulo di liquidi nell&#8217;addome. La ricerca mira a valutare la sicurezza di un trattamento innovativo chiamato INTESTIFIX 001, che viene somministrato sotto forma di capsule. Queste capsule contengono un trasferimento di microbiota fecale, una tecnica che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti affetti da <b>cirrosi</b> e <b>ascite</b>, due condizioni che colpiscono il fegato e l&#8217;accumulo di liquidi nell&#8217;addome. La ricerca mira a valutare la sicurezza di un trattamento innovativo chiamato <b>INTESTIFIX 001</b>, che viene somministrato sotto forma di capsule. Queste capsule contengono un trasferimento di microbiota fecale, una tecnica che utilizza batteri sani per migliorare la salute intestinale e ridurre l&#8217;attivazione del sistema immunitario nei pazienti con queste condizioni.</p>
<p>Il trattamento sarà confrontato con un <b>placebo</b>, una sostanza senza principi attivi, per valutare l&#8217;efficacia reale delle capsule. I partecipanti allo studio riceveranno il trattamento o il placebo in modo casuale e né i pazienti né i medici sapranno quale trattamento viene somministrato, garantendo così l&#8217;imparzialità dei risultati. Lo studio durerà circa tre mesi, durante i quali verranno monitorati eventuali effetti collaterali e cambiamenti nei sintomi dei pazienti.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale è verificare la sicurezza delle capsule <b>INTESTIFIX 001</b> e osservare eventuali miglioramenti nei sintomi legati alla cirrosi e all&#8217;ascite. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come gestire queste condizioni e migliorare la qualità della vita dei pazienti. Lo studio è una fase iniziale di ricerca, quindi i risultati aiuteranno a determinare se il trattamento può essere utilizzato in studi futuri più ampi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza di Pegozafermin in pazienti con cirrosi compensata dovuta a steatoepatite metabolica (MASH)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-pegozafermin-in-pazienti-con-cirrosi-compensata-da-steatoepatite-metabolica-mash/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico esamina il trattamento della Steatoepatite Metabolica (MASH) con cirrosi compensata, una condizione che colpisce il fegato causando infiammazione e cicatrici. La ricerca valuterà un nuovo farmaco chiamato pegozafermin, che viene somministrato tramite iniezione sottocutanea utilizzando una siringa preriempita, confrontandolo con un placebo. Il farmaco pegozafermin (noto anche come BIO89-100) verrà studiato per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico esamina il trattamento della <b>Steatoepatite Metabolica</b> (MASH) con cirrosi compensata, una condizione che colpisce il fegato causando infiammazione e cicatrici. La ricerca valuterà un nuovo farmaco chiamato <b>pegozafermin</b>, che viene somministrato tramite iniezione sottocutanea utilizzando una siringa preriempita, confrontandolo con un placebo.</p>
<p>Il farmaco <b>pegozafermin</b> (noto anche come BIO89-100) verrà studiato per determinare se può aiutare a migliorare le cicatrici del fegato nei pazienti e ridurre il rischio di complicazioni legate alla malattia. Il trattamento verrà somministrato per un periodo prolungato per valutarne l&#8217;efficacia e la sicurezza.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno iniezioni di <b>pegozafermin</b> o placebo sotto la pelle. I medici monitoreranno regolarmente le condizioni del fegato dei pazienti attraverso vari esami per vedere come risponde al trattamento. Lo studio è progettato principalmente per vedere se il farmaco può migliorare le cicatrici del fegato e prevenire il peggioramento della malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza ed efficacia di una soluzione di albumina umana in pazienti con cirrosi scompensata</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-ed-efficacia-di-una-soluzione-di-albumina-umana-in-pazienti-con-cirrosi-scompensata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca si concentra sulla cirrosi scompensata, una condizione in cui il fegato non funziona correttamente a causa di danni gravi. Questo studio esamina l&#8217;uso di una soluzione di albumina umana per vedere se può migliorare la salute dei pazienti con questa malattia. L&#8217;albumina è una proteina presente nel sangue che aiuta a mantenere l&#8217;equilibrio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra sulla <b>cirrosi scompensata</b>, una condizione in cui il fegato non funziona correttamente a causa di danni gravi. Questo studio esamina l&#8217;uso di una soluzione di <b>albumina umana</b> per vedere se può migliorare la salute dei pazienti con questa malattia. L&#8217;albumina è una proteina presente nel sangue che aiuta a mantenere l&#8217;equilibrio dei fluidi nel corpo. La soluzione di albumina utilizzata nello studio è chiamata <b>Albunorm 20%</b>. Un altro trattamento coinvolto nello studio è il <b>glutatione</b>, una sostanza che può aiutare a proteggere le cellule dai danni.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza della somministrazione di una soluzione di albumina con un profilo strutturale migliorato, confrontandola con la soluzione di albumina standard disponibile in commercio. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo di sei mesi. Durante questo tempo, verranno monitorati per vedere come la soluzione di albumina influisce sulla loro salute e se ci sono effetti collaterali. I ricercatori controlleranno anche i livelli di albumina nel sangue e altri parametri di salute per valutare l&#8217;efficacia del trattamento.</p>
<p>Lo studio mira a fornire informazioni su come migliorare il trattamento per le persone con cirrosi scompensata, cercando di capire se l&#8217;uso di questa nuova soluzione di albumina può offrire benefici rispetto alle opzioni attuali. I risultati potrebbero aiutare a sviluppare migliori strategie di trattamento per questa condizione complessa e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza ed efficacia di RTX001 (terapia con macrofagi autologhi) in pazienti con cirrosi epatica scompensata</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-ed-efficacia-della-terapia-con-rtx001-in-pazienti-con-cirrosi-epatica-scompensata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:24:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina un nuovo trattamento per pazienti con cirrosi epatica che hanno sviluppato complicazioni. La cirrosi epatica è una malattia cronica del fegato in cui il tessuto epatico normale viene sostituito da tessuto cicatriziale, compromettendo il funzionamento dell&#8217;organo. Il trattamento in studio, chiamato RTX001, è una terapia innovativa che utilizza macrofagi (un tipo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina un nuovo trattamento per pazienti con <b>cirrosi epatica</b> che hanno sviluppato complicazioni. La <b>cirrosi epatica</b> è una malattia cronica del fegato in cui il tessuto epatico normale viene sostituito da tessuto cicatriziale, compromettendo il funzionamento dell&#8217;organo. Il trattamento in studio, chiamato <b>RTX001</b>, è una terapia innovativa che utilizza macrofagi (un tipo di cellule del sistema immunitario) prelevati dal paziente stesso e successivamente reinfusi.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;utilizzo di <b>RTX001</b> in combinazione con <b>filgrastim</b>, un farmaco che stimola la produzione di cellule del sangue. La terapia viene somministrata attraverso infusione endovenosa. Lo scopo principale dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di questo nuovo trattamento nei pazienti con cirrosi epatica scompensata, una condizione in cui la malattia ha causato gravi complicazioni come accumulo di liquidi nell&#8217;addome, alterazioni della coscienza o sanguinamenti.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno il trattamento e verranno monitorati per valutare eventuali effetti collaterali e l&#8217;efficacia della terapia. I medici controlleranno regolarmente le condizioni del fegato e la comparsa di eventuali complicazioni legate alla malattia. Il monitoraggio includerà esami del sangue e altre valutazioni per verificare come il paziente risponde al trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Insufficienza Epatica Acuta su Cronica con Albumina Umana per Pazienti ad Alto Rischio di Mortalità Ospedaliera</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullinsufficienza-epatica-acuta-su-cronica-con-albumina-umana-per-pazienti-ad-alto-rischio-di-mortalita-ospedaliera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:23:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda persone con cirrosi che sviluppano una condizione chiamata insufficienza epatica acuta su cronica (ACLF). Questa condizione può essere grave e aumentare il rischio di mortalità in ospedale. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;effetto di un trattamento standard combinato con una soluzione chiamata Human Serum Albumin al 5% (PE-A 5%) sulla sopravvivenza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda persone con <b>cirrosi</b> che sviluppano una condizione chiamata <b>insufficienza epatica acuta su cronica</b> (ACLF). Questa condizione può essere grave e aumentare il rischio di mortalità in ospedale. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;effetto di un trattamento standard combinato con una soluzione chiamata <b>Human Serum Albumin</b> al 5% (PE-A 5%) sulla sopravvivenza a 90 giorni. L<b>albumina umana</b> è una proteina presente nel sangue che può aiutare a migliorare la funzione epatica e la circolazione.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;uso di <b>Albutein 50 g/l</b>, una soluzione per infusione che viene somministrata per via endovenosa. I partecipanti allo studio riceveranno il trattamento standard per la loro condizione, con l&#8217;aggiunta di PE-A 5%, per vedere se questo approccio migliora la loro sopravvivenza rispetto al solo trattamento standard. Lo studio si concentra su persone con ACLF di tipo 1b, 2 o 3a, rilevato al momento del ricovero o durante la degenza ospedaliera.</p>
<p>La ricerca mira a confrontare la sopravvivenza complessiva a 90 giorni tra coloro che ricevono il trattamento combinato e quelli che ricevono solo il trattamento standard. Inoltre, verranno valutati anche la sopravvivenza senza trapianto a 90 giorni e la sopravvivenza complessiva a 28 giorni. Questo studio è importante per capire se l&#8217;aggiunta di <b>Human Serum Albumin</b> al trattamento standard può migliorare i risultati per le persone con ACLF.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza di Zibotentan e Dapagliflozin nei pazienti con cirrosi epatica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-di-zibotentan-e-dapagliflozin-nei-pazienti-con-cirrosi-epatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:22:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La cirrosi epatica è una malattia in cui il fegato è danneggiato e presenta cicatrici. Questo studio clinico si concentra su persone con cirrosi per valutare la sicurezza di due farmaci, Zibotentan e Dapagliflozin, sia in combinazione che separatamente. Lo studio prevede anche l&#8217;uso di un placebo per confrontare i risultati. Lo scopo principale è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La cirrosi epatica è una malattia in cui il fegato è danneggiato e presenta cicatrici. Questo studio clinico si concentra su persone con cirrosi per valutare la sicurezza di due farmaci, <b>Zibotentan</b> e <b>Dapagliflozin</b>, sia in combinazione che separatamente. Lo studio prevede anche l&#8217;uso di un placebo per confrontare i risultati. </p>
<p>Lo scopo principale è capire come questi farmaci influenzano la ritenzione di liquidi nel corpo, il peso corporeo e la pressione sanguigna. I partecipanti riceveranno uno dei seguenti trattamenti: Zibotentan da solo, Dapagliflozin da solo, una combinazione di entrambi, o un placebo. I farmaci saranno somministrati per via orale sotto forma di capsule o compresse. </p>
<p>Lo studio durerà circa sei settimane, durante le quali verranno monitorati il peso corporeo, il volume totale di acqua nel corpo e l&#8217;uso di diuretici. Saranno inoltre controllati la pressione sanguigna e altri segni vitali per garantire la sicurezza dei partecipanti. L&#8217;obiettivo è determinare se la combinazione di Zibotentan e Dapagliflozin è più efficace rispetto ai singoli farmaci o al placebo nel gestire i sintomi della cirrosi. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia e Sicurezza di Belapectin per la Prevenzione delle Varici Esofagee nella Cirrosi da NASH</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-belapectin-per-la-prevenzione-delle-varici-esofagee-nella-cirrosi-da-nash/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:21:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla prevenzione delle varici esofagee nei pazienti con cirrosi epatica da NASH (steatoepatite non alcolica). La cirrosi epatica da NASH è una malattia del fegato che si sviluppa a causa dell&#8217;accumulo di grasso nel fegato, portando a infiammazione e cicatrizzazione. Le varici esofagee sono vene dilatate nell&#8217;esofago che possono causare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla prevenzione delle <b>varici esofagee</b> nei pazienti con <b>cirrosi epatica da NASH</b> (steatoepatite non alcolica). La cirrosi epatica da NASH è una malattia del fegato che si sviluppa a causa dell&#8217;accumulo di grasso nel fegato, portando a infiammazione e cicatrizzazione. Le varici esofagee sono vene dilatate nell&#8217;esofago che possono causare gravi emorragie.</p>
<p>Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <b>BELAPECTIN</b>, noto anche con il codice <b>GR-MD-02</b>. BELAPECTIN è una soluzione per iniezione che contiene una sostanza attiva chiamata <b>galactoarabino-rhamnogalacturonate</b>. Lo studio confronta l&#8217;efficacia di BELAPECTIN a due dosaggi (2 mg/kg e 4 mg/kg) con un placebo, per vedere se può prevenire lo sviluppo delle varici esofagee.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno BELAPECTIN o un placebo per un periodo di 18 mesi. L&#8217;obiettivo principale è valutare quanti pazienti sviluppano varici esofagee durante questo periodo. Saranno anche monitorati altri eventi come sanguinamenti, ascite (accumulo di liquido nell&#8217;addome), infezioni e necessità di trapianto di fegato. Lo studio mira a determinare se BELAPECTIN è sicuro ed efficace per prevenire queste complicazioni nei pazienti con cirrosi epatica da NASH.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;interruzione del trattamento con esomeprazolo in pazienti con cirrosi epatica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullinterruzione-del-trattamento-con-esomeprazolo-in-pazienti-con-cirrosi-epatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:20:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca riguarda la cirrosi epatica, una malattia del fegato che può causare gravi complicazioni. Lo studio esamina l&#8217;effetto della sospensione del trattamento con inibitori della pompa protonica (PPI), un tipo di farmaco usato per ridurre l&#8217;acidità dello stomaco, nei pazienti con cirrosi epatica. Il farmaco specifico utilizzato nello studio è lesomeprazolo, noto anche con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda la <b>cirrosi epatica</b>, una malattia del fegato che può causare gravi complicazioni. Lo studio esamina l&#8217;effetto della sospensione del trattamento con <b>inibitori della pompa protonica</b> (PPI), un tipo di farmaco usato per ridurre l&#8217;acidità dello stomaco, nei pazienti con cirrosi epatica. Il farmaco specifico utilizzato nello studio è l<b>esomeprazolo</b>, noto anche con il nome commerciale <b>Nexium</b>. Alcuni partecipanti continueranno a prendere il farmaco, mentre altri riceveranno un <b>placebo</b>, una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare i risultati.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è capire se interrompere l&#8217;uso a lungo termine di PPI nei pazienti con cirrosi epatica influisce sul tempo che intercorre fino alla prima riammissione non pianificata in ospedale o al decesso. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di 12 mesi. Durante questo periodo, verranno monitorati per eventuali complicazioni o necessità di ricovero ospedaliero. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi sta ricevendo il farmaco attivo o il placebo, per garantire risultati imparziali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia e Sicurezza della Vaccinazione Intra-Dermica per l&#8217;Epatite B con Imiquimod in Pazienti Cirrotici Non Rispondenti al Regime Convenzionale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-della-vaccinazione-intra-dermica-per-lepatite-b-con-imiquimod-in-pazienti-cirrotici-non-rispondenti-al-regime-convenzionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:20:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su pazienti con cirrosi che non hanno risposto al vaccino convenzionale contro lepatite B. La cirrosi è una condizione in cui il fegato è danneggiato e non funziona correttamente. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo approccio vaccinale. Questo approccio prevede l&#8217;uso di un vaccino intradermico, che viene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su pazienti con <b>cirrosi</b> che non hanno risposto al vaccino convenzionale contro l<b>epatite B</b>. La cirrosi è una condizione in cui il fegato è danneggiato e non funziona correttamente. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo approccio vaccinale. Questo approccio prevede l&#8217;uso di un vaccino intradermico, che viene somministrato sotto la pelle, dopo l&#8217;applicazione di una crema chiamata <b>IMIQUIMOD</b>. L&#8217;IMIQUIMOD è un farmaco che può aiutare a stimolare il sistema immunitario.</p>
<p>Il trattamento nello studio include tre strategie: un vaccino intramuscolare tradizionale, un vaccino intradermico e un vaccino intradermico dopo l&#8217;applicazione di IMIQUIMOD. I partecipanti riceveranno il vaccino in tre momenti diversi: all&#8217;inizio dello studio, dopo un mese e dopo sei mesi. L&#8217;obiettivo principale è vedere quanti pazienti sviluppano livelli adeguati di anticorpi contro l&#8217;epatite B un mese dopo l&#8217;ultima iniezione.</p>
<p>Lo studio mira a determinare quale strategia vaccinale è più efficace nel generare una risposta immunitaria nei pazienti con cirrosi che non hanno risposto al vaccino tradizionale. Saranno monitorati anche eventuali effetti collaterali legati all&#8217;uso del vaccino e della crema IMIQUIMOD. Questo approccio potrebbe offrire una nuova opzione per proteggere questi pazienti dall&#8217;epatite B.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Dapagliflozin per la cirrosi epatica scompensata in pazienti adulti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-dapagliflozin-per-la-cirrosi-epatica-scompensata-in-pazienti-adulti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:20:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La cirrosi epatica scompensata è una condizione in cui il fegato non funziona correttamente a causa di danni gravi. Questo studio clinico si concentra su questa malattia e utilizza un farmaco chiamato dapagliflozin, noto anche come Forxiga, per valutare la sua sicurezza rispetto alla terapia medica standard. Il farmaco è somministrato sotto forma di compresse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La cirrosi epatica scompensata è una condizione in cui il fegato non funziona correttamente a causa di danni gravi. Questo studio clinico si concentra su questa malattia e utilizza un farmaco chiamato <b>dapagliflozin</b>, noto anche come <b>Forxiga</b>, per valutare la sua sicurezza rispetto alla terapia medica standard. Il farmaco è somministrato sotto forma di compresse rivestite da 10 mg.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è verificare se <b>dapagliflozin</b> è sicuro per i pazienti con cirrosi epatica scompensata. I partecipanti saranno divisi in gruppi e riceveranno il farmaco o un trattamento standard. Durante lo studio, verranno monitorati per eventuali effetti collaterali e per vedere se ci sono miglioramenti nella loro condizione. Lo studio durerà diversi mesi, con controlli regolari per valutare la salute dei partecipanti.</p>
<p>La ricerca si svolgerà in più fasi, con valutazioni periodiche per monitorare la sicurezza e l&#8217;efficacia del trattamento. I risultati aiuteranno a capire se <b>dapagliflozin</b> può essere un&#8217;opzione sicura per le persone con cirrosi epatica scompensata. I partecipanti saranno seguiti attentamente per garantire la loro sicurezza e per raccogliere dati utili per il futuro trattamento della malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla terapia con albumina ed enoxaparina per pazienti con cirrosi scompensata ad alto rischio di esito negativo</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-terapia-con-albumina-ed-enoxaparina-per-pazienti-con-cirrosi-scompensata-ad-alto-rischio-di-esito-negativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca si concentra sulla cirrosi, una malattia del fegato che può portare a gravi complicazioni. In particolare, lo studio si rivolge a pazienti con cirrosi scompensata, una condizione in cui il fegato non riesce più a svolgere le sue funzioni in modo adeguato. Lo scopo della ricerca è valutare la sicurezza e la tollerabilità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra sulla <b>cirrosi</b>, una malattia del fegato che può portare a gravi complicazioni. In particolare, lo studio si rivolge a pazienti con cirrosi scompensata, una condizione in cui il fegato non riesce più a svolgere le sue funzioni in modo adeguato. Lo scopo della ricerca è valutare la sicurezza e la tollerabilità di una nuova terapia combinata che utilizza <b>albumina umana</b> e <b>enoxaparina sodica</b>. L&#8217;albumina è una proteina presente nel sangue che aiuta a mantenere l&#8217;equilibrio dei fluidi nel corpo, mentre l&#8217;enoxaparina è un farmaco che previene la formazione di coaguli di sangue.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno la terapia combinata per un periodo massimo di 90 giorni. La somministrazione dell&#8217;albumina avverrà tramite infusione, un metodo che permette al farmaco di entrare direttamente nel flusso sanguigno, mentre l&#8217;enoxaparina sarà somministrata tramite iniezione sottocutanea, cioè sotto la pelle. I ricercatori monitoreranno attentamente i partecipanti per verificare la presenza di eventuali effetti collaterali, come edema polmonare, sanguinamento importante o trombocitopenia, che è una riduzione del numero di piastrine nel sangue.</p>
<p>Lo studio mira a comprendere meglio come questa combinazione di farmaci possa influenzare la salute dei pazienti con cirrosi scompensata e a determinare se possa migliorare i risultati clinici. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come gestire questa condizione complessa e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da cirrosi. La ricerca è prevista per concludersi entro il 2025.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di albumina umana e cloruro di sodio in pazienti con cirrosi epatica e ascite</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-albumina-umana-e-cloruro-di-sodio-in-pazienti-con-cirrosi-epatica-e-ascite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca riguarda la cirrosi epatica, una malattia del fegato che può portare a complicazioni come l&#8217;accumulo di liquidi nell&#8217;addome, noto come ascite. Lo studio si concentra sull&#8217;uso di albumina umana, una proteina presente nel sangue, per trattare i pazienti con cirrosi e ascite. L&#8217;albumina viene somministrata come soluzione per infusione direttamente nel sangue. Un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda la <b>cirrosi epatica</b>, una malattia del fegato che può portare a complicazioni come l&#8217;accumulo di liquidi nell&#8217;addome, noto come <b>ascite</b>. Lo studio si concentra sull&#8217;uso di <b>albumina umana</b>, una proteina presente nel sangue, per trattare i pazienti con cirrosi e ascite. L&#8217;albumina viene somministrata come <b>soluzione per infusione</b> direttamente nel sangue. Un altro trattamento utilizzato nello studio è una soluzione di <b>cloruro di sodio</b>, comunemente nota come soluzione salina, anch&#8217;essa somministrata per infusione.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è verificare se un particolare indicatore biologico può prevedere la risposta al trattamento con albumina nei pazienti con cirrosi e ascite. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di 26 settimane. Durante questo tempo, verranno monitorati per valutare l&#8217;efficacia del trattamento e osservare eventuali effetti collaterali. Lo studio mira a migliorare la comprensione di come l&#8217;albumina possa aiutare a gestire le complicazioni della cirrosi epatica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di Sicurezza a Lungo Termine di HepaStem per Pazienti con Disturbi del Ciclo dell&#8217;Urea, Crigler-Najjar e Malattie Epatiche Fibroinfiammatorie</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-sicurezza-a-lungo-termine-di-hepastem-per-pazienti-con-disturbi-del-ciclo-dellurea-crigler-najjar-e-malattie-epatiche-fibroinfiammatorie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:15 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-di-sicurezza-a-lungo-termine-di-hepastem-per-pazienti-con-disturbi-del-ciclo-dellurea-crigler-najjar-e-malattie-epatiche-fibroinfiammatorie/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda pazienti che hanno ricevuto almeno una dose di HepaStem, un trattamento sperimentale sviluppato da Promethera Biosciences. HepaStem è una sospensione cellulare per iniezione, utilizzata in precedenti studi clinici per trattare disturbi del ciclo dell&#8217;urea, la sindrome di Crigler-Najjar e malattie epatiche fibroinfiammatorie. Queste condizioni possono influenzare il funzionamento del fegato e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda pazienti che hanno ricevuto almeno una dose di <b>HepaStem</b>, un trattamento sperimentale sviluppato da Promethera Biosciences. <b>HepaStem</b> è una sospensione cellulare per iniezione, utilizzata in precedenti studi clinici per trattare disturbi del ciclo dell&#8217;urea, la sindrome di <b>Crigler-Najjar</b> e malattie epatiche fibroinfiammatorie. Queste condizioni possono influenzare il funzionamento del fegato e la capacità del corpo di eliminare sostanze tossiche.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare la sicurezza a lungo termine di <b>HepaStem</b> nei pazienti che hanno già ricevuto il trattamento in studi precedenti. Questo significa che i ricercatori vogliono capire se ci sono effetti collaterali o problemi di salute che potrebbero emergere nel tempo dopo l&#8217;uso di <b>HepaStem</b>. Lo studio seguirà i pazienti per un periodo prolungato per raccogliere informazioni su eventuali eventi avversi, come lo sviluppo di tumori o la necessità di trapianti d&#8217;organo.</p>
<p>I partecipanti allo studio sono pazienti che hanno già ricevuto <b>HepaStem</b> in studi precedenti. Durante il corso dello studio, i ricercatori monitoreranno attentamente la salute dei partecipanti per documentare qualsiasi evento avverso significativo. Questo aiuterà a garantire che il trattamento sia sicuro per l&#8217;uso futuro e a comprendere meglio i suoi effetti a lungo termine. Lo studio è progettato per fornire dati importanti sulla sicurezza del trattamento nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di albumina umana in pazienti con cirrosi epatica e ascite</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-albumina-umana-in-pazienti-con-cirrosi-epatica-e-ascite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca si concentra sulla cirrosi epatica, una malattia del fegato che può portare a complicazioni come lascite, che è l&#8217;accumulo di liquido nell&#8217;addome. Il trattamento in studio utilizza albumina umana, una proteina presente nel sangue, somministrata come soluzione per infusione. L&#8217;obiettivo principale è verificare se un biomarcatore può prevedere la risposta al trattamento con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra sulla <b>cirrosi epatica</b>, una malattia del fegato che può portare a complicazioni come l<b>ascite</b>, che è l&#8217;accumulo di liquido nell&#8217;addome. Il trattamento in studio utilizza <b>albumina umana</b>, una proteina presente nel sangue, somministrata come soluzione per infusione. L&#8217;obiettivo principale è verificare se un biomarcatore può prevedere la risposta al trattamento con albumina nei pazienti con cirrosi e ascite.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno <b>albumina umana</b> o una soluzione di <b>cloruro di sodio</b> (salina fisiologica) tramite infusione endovenosa. La durata del trattamento è prevista per un massimo di 26 settimane. I ricercatori monitoreranno diversi aspetti della salute dei partecipanti, come la sopravvivenza a sei mesi, la qualità della vita e il numero di ricoveri ospedalieri. Verranno anche osservati eventi clinici legati al fegato, come sanguinamenti varicosi e infezioni.</p>
<p>Lo studio mira a migliorare la comprensione di come l<b>albumina umana</b> possa aiutare i pazienti con <b>cirrosi epatica</b> e complicazioni come l&#8217;ascite. I risultati potrebbero portare a un approccio più personalizzato nel trattamento di questa condizione. La ricerca è condotta in diversi paesi europei e si prevede che terminerà entro marzo 2025.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Zibotentan e Dapagliflozin in pazienti con cirrosi epatica e ipertensione portale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-zibotentan-e-dapagliflozin-in-pazienti-con-cirrosi-epatica-e-ipertensione-portale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:16:13 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-zibotentan-e-dapagliflozin-in-pazienti-con-cirrosi-epatica-e-ipertensione-portale/</guid>

					<description><![CDATA[La ricerca si concentra sulla cirrosi epatica con caratteristiche di ipertensione portale, una condizione in cui il fegato è danneggiato e la pressione sanguigna nella vena porta è elevata. Lo studio esamina l&#8217;efficacia e la sicurezza di due farmaci: Zibotentan e Dapagliflozin. Zibotentan è somministrato sotto forma di capsule rigide, mentre Dapagliflozin è disponibile in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra sulla <b>cirrosi epatica</b> con caratteristiche di <b>ipertensione portale</b>, una condizione in cui il fegato è danneggiato e la pressione sanguigna nella vena porta è elevata. Lo studio esamina l&#8217;efficacia e la sicurezza di due farmaci: <b>Zibotentan</b> e <b>Dapagliflozin</b>. <b>Zibotentan</b> è somministrato sotto forma di capsule rigide, mentre <b>Dapagliflozin</b> è disponibile in compresse rivestite. Entrambi i farmaci sono assunti per via orale. Lo studio include anche l&#8217;uso di un <b>placebo</b> per confrontare i risultati.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale è valutare come questi farmaci, da soli o in combinazione, influenzano la pressione nella vena porta rispetto al placebo. I partecipanti saranno divisi in gruppi e riceveranno uno dei trattamenti per un periodo massimo di 16 settimane. Durante questo periodo, verranno monitorati per osservare eventuali cambiamenti nella loro condizione e per valutare la sicurezza e la tollerabilità dei farmaci.</p>
<p>Lo studio è progettato per essere <b>randomizzato</b> e <b>doppio cieco</b>, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi riceve quale trattamento. Questo approccio aiuta a garantire che i risultati siano il più possibile imparziali. L&#8217;obiettivo finale è determinare se <b>Zibotentan</b> e <b>Dapagliflozin</b> possono essere trattamenti efficaci per le persone con cirrosi epatica e ipertensione portale.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;Efruxifermin per la Cirrosi Compensata da Steatoepatite Non Alcolica (NASH) o Steatoepatite Associata a Disfunzione Metabolica (MASH)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su due malattie del fegato: la Steatoepatite Non Alcolica (NASH) e la Steatoepatite Associata a Disfunzione Metabolica (MASH). Queste condizioni possono portare a un danno epatico noto come cirrosi compensata, dove il fegato è danneggiato ma ancora in grado di svolgere le sue funzioni. Il trattamento in esame è un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su due malattie del fegato: la <b>Steatoepatite Non Alcolica (NASH)</b> e la <b>Steatoepatite Associata a Disfunzione Metabolica (MASH)</b>. Queste condizioni possono portare a un danno epatico noto come cirrosi compensata, dove il fegato è danneggiato ma ancora in grado di svolgere le sue funzioni. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <b>Efruxifermin (EFX)</b>, somministrato come soluzione per iniezione. Lo studio prevede anche l&#8217;uso di un placebo per confrontare i risultati.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di <b>Efruxifermin</b> nel migliorare le condizioni del fegato e ridurre il rischio di eventi clinici gravi nei pazienti con cirrosi compensata dovuta a <b>NASH</b> o <b>MASH</b>. I partecipanti saranno divisi in gruppi in modo casuale e riceveranno il farmaco o il placebo. Lo studio è progettato per durare fino a 96 settimane, durante le quali i partecipanti saranno monitorati per eventuali cambiamenti nella salute del fegato e per la comparsa di sintomi o complicazioni.</p>
<p>Durante lo studio, i ricercatori valuteranno se <b>Efruxifermin</b> può aiutare a ridurre la fibrosi epatica, che è l&#8217;accumulo di tessuto cicatriziale nel fegato, senza peggiorare la <b>NASH</b> o la <b>MASH</b>. I partecipanti saranno sottoposti a esami regolari per monitorare la loro salute generale e la funzione epatica. Lo studio mira a fornire nuove informazioni su come trattare efficacemente queste malattie del fegato e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti.</p>
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