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	<title>Cancro del retto stadio II | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Cancro del retto stadio II | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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		<title>Studio di fase II con regorafenib e nivolumab in combinazione con radioterapia a corso breve per pazienti con cancro rettale localmente avanzato in stadio II-III</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:26:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sul trattamento del cancro del retto localmente avanzato di stadio II-III. La ricerca utilizza una combinazione di tre trattamenti: il nivolumab (somministrato per via endovenosa), il regorafenib (somministrato in compresse per via orale) e la radioterapia a corso breve. Il nivolumab e il regorafenib sono farmaci che agiscono sul sistema [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sul trattamento del <b>cancro del retto</b> localmente avanzato di stadio II-III. La ricerca utilizza una combinazione di tre trattamenti: il <b>nivolumab</b> (somministrato per via endovenosa), il <b>regorafenib</b> (somministrato in compresse per via orale) e la <b>radioterapia</b> a corso breve. Il nivolumab e il regorafenib sono farmaci che agiscono sul sistema immunitario e sui meccanismi di crescita del tumore.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di questa combinazione di trattamenti quando viene somministrata prima e dopo la radioterapia preoperatoria standard. I pazienti riceveranno il nivolumab attraverso infusione endovenosa fino a una dose massima giornaliera di 240 mg, mentre il regorafenib verrà assunto per via orale con una dose massima giornaliera di 60 mg.</p>
<p>Il trattamento prevede la somministrazione dei farmaci prima dell&#8217;intervento chirurgico, in combinazione con un ciclo breve di radioterapia. Durante lo studio, i pazienti saranno sottoposti a controlli regolari per valutare la risposta al trattamento e monitorare eventuali effetti collaterali. La durata massima del trattamento con nivolumab è di 5 settimane, mentre quella con regorafenib è di 34 settimane.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;uso di Capecitabina per il trattamento adiuvante nel cancro del colon e del retto in stadio II per pazienti positivi al DNA tumorale circolante</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:22:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il cancro del colon e il cancro del retto in stadio II. Si concentra su pazienti che hanno già subito un intervento chirurgico per rimuovere il tumore. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia della terapia adiuvante, che è un trattamento aggiuntivo somministrato dopo l&#8217;intervento chirurgico per ridurre il rischio di ritorno del cancro. In [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>cancro del colon</b> e il <b>cancro del retto</b> in stadio II. Si concentra su pazienti che hanno già subito un intervento chirurgico per rimuovere il tumore. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia della terapia adiuvante, che è un trattamento aggiuntivo somministrato dopo l&#8217;intervento chirurgico per ridurre il rischio di ritorno del cancro. In questo caso, la terapia adiuvante include l&#8217;uso di <b>capecitabina</b>, un farmaco chemioterapico somministrato per via orale.</p>
<p>Lo studio esamina se i pazienti con <b>DNA tumorale circolante</b> positivo (ctDNA positivo) beneficiano di questa terapia adiuvante rispetto a quelli che non la ricevono. Il <b>DNA tumorale circolante</b> è un tipo di DNA rilasciato nel sangue dai tumori e può essere un indicatore della presenza di cellule tumorali residue dopo l&#8217;intervento chirurgico. I pazienti saranno divisi in gruppi per confrontare la sopravvivenza senza malattia, cioè il tempo in cui i pazienti rimangono liberi da recidive o nuovi tumori.</p>
<p>Lo studio si svolgerà nel corso di diversi anni e valuterà anche la sopravvivenza complessiva dei pazienti, cioè quanto tempo vivono dopo il trattamento, indipendentemente dalla causa della morte. I risultati aiuteranno a capire se la terapia adiuvante con <b>capecitabina</b> è utile per i pazienti con <b>cancro del colon</b> e <b>cancro del retto</b> in stadio II che hanno un <b>DNA tumorale circolante</b> positivo.</p>
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		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza della radioterapia a breve termine rispetto alla terapia neoadiuvante totale nel cancro del retto avanzato localmente negli anziani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cancro del retto localmente avanzato è una forma di tumore che si sviluppa nel retto e si è diffuso nelle aree vicine, ma non in altre parti del corpo. Questo studio clinico si concentra su pazienti anziani con questo tipo di tumore. L&#8217;obiettivo è confrontare due approcci di trattamento per vedere quale offre un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cancro del retto localmente avanzato è una forma di tumore che si sviluppa nel retto e si è diffuso nelle aree vicine, ma non in altre parti del corpo. Questo studio clinico si concentra su pazienti anziani con questo tipo di tumore. L&#8217;obiettivo è confrontare due approcci di trattamento per vedere quale offre un miglior equilibrio tra efficacia e sicurezza. Uno dei trattamenti è la radioterapia a breve termine seguita da un intervento chirurgico, con o senza chemioterapia aggiuntiva. L&#8217;altro trattamento è una terapia neoadiuvante totale, che include una combinazione di farmaci e radioterapia prima dell&#8217;intervento chirurgico.</p>
<p>I farmaci utilizzati nello studio includono diversi tipi di chemioterapici e altri medicinali. Tra questi ci sono il <b>fluorouracile</b>, il <b>capecitabina</b>, e l&#8217;<b>oxaliplatino</b>, che sono farmaci chemioterapici somministrati per via endovenosa o orale. Altri farmaci come il <b>folinico acido</b>, il <b>ondansetron</b>, il <b>dexamethasone</b>, e il <b>metoclopramide</b> sono utilizzati per gestire gli effetti collaterali della chemioterapia e migliorare la tolleranza al trattamento. Alcuni pazienti potrebbero ricevere un placebo, che è una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare i risultati con quelli dei farmaci attivi.</p>
<p>Lo studio si svolgerà in più fasi, iniziando con la somministrazione dei trattamenti e proseguendo con il monitoraggio dei pazienti per valutare la sopravvivenza complessiva e la progressione della malattia nel corso di tre anni. Saranno anche valutati gli effetti collaterali e la qualità della vita dei partecipanti. L&#8217;obiettivo principale è determinare quale trattamento offre il miglior risultato complessivo per i pazienti anziani con cancro del retto localmente avanzato.</p>
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