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	<title>Arresto cardiaco | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Arresto cardiaco | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio per valutare l&#8217;efficacia di una dose ridotta di epinefrina rispetto alla dose standard nei pazienti con arresto cardiaco extraospedaliero per migliorare l&#8217;esito neurologico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-per-valutare-lefficacia-di-una-dose-ridotta-di-epinefrina-rispetto-alla-dose-standard-nei-pazienti-con-arresto-cardiaco-extraospedaliero-per-migliorare-lesito-neurologico-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:51:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;arresto cardiaco extraospedaliero, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere quando la persona si trova fuori dall&#8217;ospedale. La ricerca confronta due diversi dosaggi di adrenalina, un farmaco comunemente utilizzato durante la rianimazione cardiopolmonare. Lo studio valuterà l&#8217;efficacia di una dose più bassa di adrenalina (0,5 mg) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;<b>arresto cardiaco extraospedaliero</b>, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere quando la persona si trova fuori dall&#8217;ospedale. La ricerca confronta due diversi dosaggi di <b>adrenalina</b>, un farmaco comunemente utilizzato durante la rianimazione cardiopolmonare.</p>
<p>Lo studio valuterà l&#8217;efficacia di una dose più bassa di adrenalina (0,5 mg) rispetto alla dose standard (1 mg) nei pazienti che subiscono un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale. L&#8217;adrenalina viene somministrata tramite <b>iniezione endovenosa</b> durante le manovre di rianimazione eseguite dal personale medico di emergenza.</p>
<p>La ricerca si concentra sul verificare se una dose inferiore di adrenalina possa migliorare la sopravvivenza dei pazienti dopo 28 giorni dall&#8217;evento, con particolare attenzione alla funzionalità neurologica. Durante lo studio, né i pazienti né il personale medico sapranno quale dose di adrenalina viene utilizzata nel trattamento, poiché il farmaco verrà preparato con un confezionamento speciale che ne nasconde il dosaggio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso combinato di isoprenalina ed epinefrina rispetto alla sola epinefrina in pazienti con arresto cardiaco extraospedaliero con ritmo non defibrillabile</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-combinato-di-isoprenalina-ed-epinefrina-rispetto-alla-sola-epinefrina-in-pazienti-con-arresto-cardiaco-extraospedaliero-con-ritmo-non-defibrillabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;arresto cardiaco che si verifica fuori dall&#8217;ospedale, specificamente nei casi in cui il cuore presenta un ritmo non defibrillabile. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un trattamento che combina due medicinali: l&#8217;isoprenalina e l&#8217;epinefrina, confrontandolo con l&#8217;utilizzo della sola epinefrina. L&#8217;arresto cardiaco è una condizione grave in cui il cuore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;<b>arresto cardiaco</b> che si verifica fuori dall&#8217;ospedale, specificamente nei casi in cui il cuore presenta un ritmo non defibrillabile. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un trattamento che combina due medicinali: l&#8217;<b>isoprenalina</b> e l&#8217;<b>epinefrina</b>, confrontandolo con l&#8217;utilizzo della sola epinefrina. L&#8217;arresto cardiaco è una condizione grave in cui il cuore smette improvvisamente di battere in modo efficace, richiedendo un intervento medico immediato.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno o la combinazione di isoprenalina ed epinefrina o epinefrina con un <b>placebo</b>. I medicinali verranno somministrati per via <b>endovenosa</b> (direttamente in vena) dal personale medico di emergenza. Lo scopo principale è determinare se l&#8217;aggiunta di isoprenalina può aumentare le possibilità di ripristinare un battito cardiaco spontaneo e sostenuto.</p>
<p>Il trattamento viene somministrato una sola volta durante l&#8217;emergenza medica. L&#8217;<b>isoprenalina cloridrato</b> viene somministrata in dosi controllate fino a un massimo di 1600 microgrammi. Questo approccio terapeutico rappresenta un tentativo di migliorare le attuali procedure di rianimazione per le persone colpite da arresto cardiaco al di fuori dell&#8217;ambiente ospedaliero.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Levosimendan per migliorare la sopravvivenza dopo un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale durante la rianimazione cardiopolmonare</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-levosimendan-per-migliorare-la-sopravvivenza-dopo-un-arresto-cardiaco-fuori-dallospedale-durante-la-rianimazione-cardiopolmonare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:31:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sull&#8217;arresto cardiaco, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Durante questo studio, verrà utilizzato un trattamento chiamato levosimendan, somministrato tramite iniezione endovenosa. Il levosimendan è un farmaco che aiuta a migliorare la funzione del cuore e viene studiato per vedere se può aumentare la sopravvivenza a 30 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull&#8217;arresto cardiaco, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Durante questo studio, verrà utilizzato un trattamento chiamato <i>levosimendan</i>, somministrato tramite iniezione endovenosa. Il levosimendan è un farmaco che aiuta a migliorare la funzione del cuore e viene studiato per vedere se può aumentare la sopravvivenza a 30 giorni nei pazienti che hanno subito un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se una singola dose di levosimendan somministrata durante la rianimazione cardiopolmonare (RCP) può migliorare la sopravvivenza rispetto a un placebo. I partecipanti allo studio riceveranno il trattamento durante la RCP, e il loro stato di salute sarà monitorato per valutare l&#8217;efficacia del farmaco. Il trattamento con levosimendan sarà confrontato con un placebo per determinare se ci sono differenze significative nei risultati.</p>
<p>Lo studio seguirà i partecipanti per un periodo di tempo per osservare vari risultati, come il ritorno della circolazione spontanea, il trasporto in ospedale e la condizione neurologica alla dimissione. L&#8217;obiettivo principale è vedere se il levosimendan può migliorare la sopravvivenza a lungo termine dopo un arresto cardiaco. I risultati di questo studio potrebbero fornire nuove informazioni su come trattare efficacemente l&#8217;arresto cardiaco e migliorare le possibilità di sopravvivenza dei pazienti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di adrenalina, vasopressina e steroidi per migliorare la sopravvivenza nei pazienti con arresto cardiaco</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-adrenalina-vasopressina-e-steroidi-per-migliorare-la-sopravvivenza-nei-pazienti-con-arresto-cardiaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sull&#8217;arresto cardiaco, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Il trattamento in esame prevede l&#8217;uso di una combinazione di farmaci: adrenalina, vasopressina e steroidi. L&#8217;adrenalina è un farmaco comunemente usato per stimolare il cuore, mentre la vasopressina aiuta a migliorare la pressione sanguigna e gli steroidi possono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull&#8217;arresto cardiaco, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Il trattamento in esame prevede l&#8217;uso di una combinazione di farmaci: <i>adrenalina</i>, <i>vasopressina</i> e <i>steroidi</i>. L&#8217;adrenalina è un farmaco comunemente usato per stimolare il cuore, mentre la vasopressina aiuta a migliorare la pressione sanguigna e gli steroidi possono ridurre l&#8217;infiammazione.</p>
<p>Lo scopo dello studio è determinare se l&#8217;uso combinato di questi farmaci possa aumentare la sopravvivenza a 30 giorni nei pazienti con arresto cardiaco rispetto all&#8217;uso della sola adrenalina. I partecipanti allo studio riceveranno uno di questi trattamenti per via endovenosa, cioè direttamente nel sangue attraverso una vena.</p>
<p>Il corso dello studio prevede che i pazienti siano monitorati per un periodo di tempo per valutare la loro risposta al trattamento. L&#8217;obiettivo principale è vedere quanti pazienti sopravvivono dopo 30 giorni. Questo studio è importante per capire se l&#8217;aggiunta di vasopressina e steroidi all&#8217;adrenalina possa offrire un beneficio significativo nei casi di arresto cardiaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul trattamento dello stato epilettico in pazienti in coma dopo arresto cardiaco: valutazione di una combinazione di farmaci antiepilettici (diazepam, midazolam, lorazepam, valproato, propofol, esketamina, lacosamide, levetiracetam)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-esketamina-e-combinazione-di-farmaci-per-trattare-lo-stato-epilettico-in-pazienti-comatosi-dopo-arresto-cardiaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:30:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento dello stato epilettico in pazienti in coma dopo un arresto cardiaco. Lo stato epilettico è una condizione in cui le crisi epilettiche si susseguono senza interruzione o si ripetono frequentemente. Lo studio valuterà l&#8217;efficacia di diversi farmaci antiepilettici somministrati per via endovenosa, tra cui il diazepam, il midazolam, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento dello <b>stato epilettico</b> in pazienti in coma dopo un <b>arresto cardiaco</b>. Lo stato epilettico è una condizione in cui le crisi epilettiche si susseguono senza interruzione o si ripetono frequentemente. Lo studio valuterà l&#8217;efficacia di diversi farmaci antiepilettici somministrati per via endovenosa, tra cui il <b>diazepam</b>, il <b>midazolam</b>, il <b>lorazepam</b>, il <b>valproato di sodio</b>, il <b>propofol</b>, l&#8217;<b>esketamina</b>, il <b>lacosamide</b> e il <b>levetiracetam</b>.</p>
<p>Lo scopo principale della ricerca è determinare se la soppressione delle crisi epilettiche attraverso un trattamento farmacologico graduale possa migliorare il recupero dei pazienti in coma dopo un arresto cardiaco, rispetto a chi non riceve questo trattamento. I pazienti verranno monitorati attraverso un <b>elettroencefalogramma continuo</b> per rilevare l&#8217;attività epilettica cerebrale.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno i farmaci per via endovenosa secondo uno schema prestabilito. Il monitoraggio proseguirà per sei mesi, durante i quali verrà valutato il recupero delle funzioni neurologiche dei pazienti. Verrà anche analizzato il rapporto tra i costi del trattamento e i benefici ottenuti per determinare l&#8217;efficacia economica di questo approccio terapeutico.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio comparativo tra epinefrina e isoprenalina nel trattamento dell&#8217;arresto cardiaco extra-ospedaliero con ritmo non defibrillabile</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullepinefrina-e-isoprenalina-per-larresto-cardiaco-fuori-dallospedale-con-ritmo-non-defibrillabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;arresto cardiaco quando il cuore si ferma e non risponde alla defibrillazione elettrica. La ricerca confronta due medicinali: l&#8217;isoprenalina e l&#8217;epinefrina (anche nota come adrenalina). Questi farmaci vengono somministrati attraverso iniezione nelle vene quando una persona ha un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale. Lo scopo dello studio è determinare se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;<b>arresto cardiaco</b> quando il cuore si ferma e non risponde alla defibrillazione elettrica. La ricerca confronta due medicinali: l&#8217;<b>isoprenalina</b> e l&#8217;<b>epinefrina</b> (anche nota come adrenalina). Questi farmaci vengono somministrati attraverso iniezione nelle vene quando una persona ha un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale.</p>
<p>Lo scopo dello studio è determinare se l&#8217;uso dell&#8217;isoprenalina sia più efficace dell&#8217;epinefrina nel far ripartire il cuore e mantenere una circolazione sanguigna stabile. Durante lo studio, i pazienti riceveranno uno dei due medicinali quando vengono soccorsi dal personale medico di emergenza per un arresto cardiaco.</p>
<p>I medicinali vengono somministrati attraverso <b>iniezione endovenosa</b> (direttamente in vena) durante le manovre di rianimazione. L&#8217;isoprenalina viene somministrata come <b>soluzione per infusione</b>, mentre l&#8217;epinefrina come <b>soluzione iniettabile</b>. Il trattamento viene effettuato una sola volta durante l&#8217;intervento di emergenza, con un dosaggio stabilito per ciascun farmaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso dell&#8217;epinefrina per la rianimazione cardiopolmonare nei neonati a termine con arresto cardiaco alla nascita.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-dellepinefrina-per-la-rianimazione-cardiopolmonare-nei-neonati-a-termine-con-arresto-cardiaco-alla-nascita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:29:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sull&#8217;arresto *cardiorespiratorio* alla nascita nei neonati a termine. L&#8217;obiettivo è valutare il tasso di successo della rianimazione *cardiopolmonare* in meno di 90 secondi utilizzando una procedura chiamata VOW, che prevede la cateterizzazione della vena ombelicale attraverso la gelatina di Wharton. Questa procedura viene utilizzata nei neonati che necessitano di un&#8217;iniezione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sull&#8217;arresto *cardiorespiratorio* alla nascita nei neonati a termine. L&#8217;obiettivo è valutare il tasso di successo della rianimazione *cardiopolmonare* in meno di 90 secondi utilizzando una procedura chiamata VOW, che prevede la cateterizzazione della vena ombelicale attraverso la gelatina di Wharton. Questa procedura viene utilizzata nei neonati che necessitano di un&#8217;iniezione di *adrenalina* subito dopo la nascita.</p>
<p>Durante lo studio, i neonati che presentano un arresto circolatorio o una bradicardia profonda (battito cardiaco inferiore a 60 battiti al minuto) riceveranno un&#8217;iniezione di adrenalina. La procedura VOW sarà confrontata con un&#8217;altra procedura chiamata KTVO per valutare i tempi di risposta e il successo della rianimazione. Lo studio esaminerà anche la frequenza dei fallimenti della procedura VOW e le cause di tali fallimenti, come difficoltà nel localizzare la vena o problemi legati all&#8217;attrezzatura.</p>
<p>Lo studio raccoglierà dati anche sugli eventi avversi che si verificano entro 72 ore dall&#8217;iniezione di adrenalina e sulla mortalità dei neonati fino alla dimissione dall&#8217;ospedale o entro 28 giorni. Inoltre, verranno raccolte le opinioni dei professionisti sanitari sulle difficoltà incontrate durante l&#8217;implementazione della procedura VOW, per migliorare la pratica clinica futura.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di landiololo cloridrato in pazienti con arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-landiololo-cloridrato-in-pazienti-con-arresto-cardiaco-fuori-dallospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:28:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda larresto cardiaco, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. In particolare, si concentra su un tipo specifico di arresto cardiaco chiamato fibrillazione ventricolare, dove i ventricoli del cuore tremano invece di pompare sangue. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato landiolol hydrochloride, noto anche come Rapibloc, che viene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l<b>arresto cardiaco</b>, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. In particolare, si concentra su un tipo specifico di arresto cardiaco chiamato <b>fibrillazione ventricolare</b>, dove i ventricoli del cuore tremano invece di pompare sangue. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato <b>landiolol hydrochloride</b>, noto anche come <b>Rapibloc</b>, che viene somministrato come soluzione per iniezione. Questo farmaco è un tipo di beta-bloccante, che aiuta a rallentare il battito cardiaco e ridurre la pressione sanguigna. Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno anche una soluzione di <b>cloruro di sodio</b>, comunemente usata come placebo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se l&#8217;aggiunta di <b>landiolol hydrochloride</b> al trattamento standard per l&#8217;arresto cardiaco possa ridurre il tempo necessario per ottenere un ritorno sostenuto della circolazione spontanea, cioè quando il cuore riprende a battere da solo. I partecipanti allo studio riceveranno il farmaco o il placebo attraverso un&#8217;iniezione endovenosa. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i medici sapranno chi riceve il farmaco attivo e chi il placebo, per garantire risultati imparziali.</p>
<p>Il corso dello studio prevede il monitoraggio del tempo necessario per il ritorno della circolazione spontanea e altri risultati come la sopravvivenza a 24 ore e l&#8217;esito neurologico favorevole. Lo studio è previsto per concludersi entro la fine del 2028. Questo tipo di ricerca è importante per migliorare i trattamenti disponibili per le persone che subiscono un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso del lattato di sodio per ridurre il danno cerebrale post arresto cardiaco in pazienti in coma</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-del-lattato-di-sodio-per-ridurre-il-danno-cerebrale-post-arresto-cardiaco-in-pazienti-in-coma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:26:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su persone che hanno subito un arresto cardiaco e che si trovano in uno stato di coma a causa di un danno cerebrale post-anossico. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia di una soluzione di sodio lattato ipertonico, somministrata tramite infusione, per ridurre il danno cerebrale dopo l&#8217;arresto cardiaco. Il sodio lattato è una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su persone che hanno subito un <b>arresto cardiaco</b> e che si trovano in uno stato di <b>coma</b> a causa di un danno cerebrale post-anossico. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia di una soluzione di <b>sodio lattato</b> ipertonico, somministrata tramite infusione, per ridurre il danno cerebrale dopo l&#8217;arresto cardiaco. Il sodio lattato è una sostanza chimica utilizzata in medicina per bilanciare i livelli di elettroliti nel corpo.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno un&#8217;infusione di sodio lattato o un placebo. La somministrazione avverrà per via endovenosa, cioè direttamente nel sangue attraverso una flebo. Lo studio mira a osservare se il sodio lattato può migliorare le condizioni cerebrali dei pazienti dopo l&#8217;arresto cardiaco, monitorando vari parametri clinici nel tempo.</p>
<p>Oltre al sodio lattato, verrà utilizzata anche una soluzione chiamata <b>Plasmalyte A Viaflo</b>, che contiene sostanze come <b>magnesio cloruro</b>, <b>potassio cloruro</b>, <b>sodio cloruro</b>, <b>sodio acetato</b> e <b>sodio gluconato</b>. Queste sostanze aiutano a mantenere l&#8217;equilibrio dei fluidi e degli elettroliti nel corpo. Lo studio si propone di determinare se queste infusioni possono contribuire a migliorare il recupero cerebrale nei pazienti in coma dopo un arresto cardiaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di esketamina e propofol come agenti neuroprotettivi dopo arresto cardiaco extraospedaliero</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-esketamina-e-propofol-come-agenti-neuroprotettivi-dopo-arresto-cardiaco-extraospedaliero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda larresto cardiaco che si verifica fuori dall&#8217;ospedale. Questo è un evento in cui il cuore smette improvvisamente di battere, richiedendo un intervento immediato per salvare la vita. Dopo che il cuore è stato rianimato, è spesso necessario sedare il paziente per facilitare l&#8217;intubazione, un processo che aiuta a mantenere aperte le vie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l<b>arresto cardiaco</b> che si verifica fuori dall&#8217;ospedale. Questo è un evento in cui il cuore smette improvvisamente di battere, richiedendo un intervento immediato per salvare la vita. Dopo che il cuore è stato rianimato, è spesso necessario sedare il paziente per facilitare l&#8217;intubazione, un processo che aiuta a mantenere aperte le vie respiratorie. Lo scopo di questo studio è capire se la <b>ketamina</b>, un farmaco usato per la sedazione, può proteggere il cervello meglio del <b>propofol</b>, un altro farmaco sedativo, dopo un arresto cardiaco.</p>
<p>Nel corso dello studio, i pazienti che hanno subito un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale e che necessitano di intubazione riceveranno uno dei due farmaci: <b>esketamina</b> (una forma di ketamina) o <b>propofol</b>. Entrambi i farmaci saranno somministrati tramite iniezione endovenosa. L&#8217;obiettivo è valutare quale dei due farmaci offre una migliore protezione al cervello dopo l&#8217;arresto cardiaco. I ricercatori misureranno specifici indicatori nel sangue per valutare i danni cerebrali e seguiranno i pazienti per un periodo di tempo per osservare i risultati a lungo termine.</p>
<p>Lo studio si propone di determinare l&#8217;efficacia neuroprotettiva della ketamina rispetto al propofol. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come migliorare la cura dei pazienti che hanno subito un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale. I partecipanti saranno monitorati per diversi mesi per valutare la loro salute generale e il recupero neurologico.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla rianimazione cardiopolmonare con miscela di argon e ossigeno per pazienti con arresto cardiaco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:25:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sull&#8217;arresto cardiaco, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Il trattamento in esame utilizza una miscela di gas composta da argon e ossigeno, somministrata attraverso un ventilatore sperimentale appositamente modificato. L&#8217;obiettivo principale è valutare la sicurezza della ventilazione con una miscela di argon 70% e ossigeno 30% in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sull&#8217;arresto cardiaco, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Il trattamento in esame utilizza una miscela di gas composta da <b>argon</b> e <b>ossigeno</b>, somministrata attraverso un ventilatore sperimentale appositamente modificato. L&#8217;obiettivo principale è valutare la sicurezza della ventilazione con una miscela di <b>argon 70%</b> e <b>ossigeno 30%</b> in pazienti che sono stati rianimati dopo un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno la ventilazione con la miscela di gas per un certo periodo di tempo. Saranno monitorati per verificare eventuali effetti collaterali, come la necessità di interrompere il trattamento per mantenere i livelli di ossigeno nel sangue raccomandati o la comparsa di problemi di pressione sanguigna. Inoltre, verranno esaminati diversi aspetti della salute del cuore e del cervello per valutare l&#8217;efficacia del trattamento.</p>
<p>Lo studio mira a raccogliere dati fino al 2025 e include il monitoraggio della funzione di diversi organi e la sopravvivenza dei pazienti fino a sei mesi dopo il trattamento. Questo aiuterà a comprendere meglio l&#8217;impatto della miscela di <b>argon</b> e <b>ossigeno</b> sulla salute generale dei pazienti dopo un arresto cardiaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di adrenalina, argipressina e metilprednisolone per pazienti con arresto cardiaco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sullarresto cardiaco, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. L&#8217;obiettivo principale è capire se l&#8217;uso combinato di adrenalina, vasopressina e steroidi possa migliorare la sopravvivenza a 30 giorni nei pazienti con arresto cardiaco rispetto all&#8217;uso della sola adrenalina. L&#8217;adrenalina è un farmaco comunemente usato per stimolare il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull<b>arresto cardiaco</b>, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. L&#8217;obiettivo principale è capire se l&#8217;uso combinato di <b>adrenalina</b>, <b>vasopressina</b> e <b>steroidi</b> possa migliorare la sopravvivenza a 30 giorni nei pazienti con arresto cardiaco rispetto all&#8217;uso della sola adrenalina. L&#8217;adrenalina è un farmaco comunemente usato per stimolare il cuore durante un arresto cardiaco. La vasopressina, conosciuta anche come <b>argipressina</b>, è un altro farmaco che può aiutare a migliorare la circolazione sanguigna. Gli steroidi, come il <b>metilprednisolone</b> e l<b>idrocortisone</b>, sono utilizzati per ridurre l&#8217;infiammazione e possono avere un ruolo nel trattamento dell&#8217;arresto cardiaco.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno uno di questi trattamenti: adrenalina da sola o una combinazione di adrenalina, vasopressina e steroidi. I farmaci saranno somministrati tramite iniezione endovenosa, che è un metodo comune per introdurre farmaci direttamente nel flusso sanguigno. Lo studio mira a confrontare i risultati dei due gruppi per vedere quale trattamento offre migliori possibilità di sopravvivenza a 30 giorni. I partecipanti saranno monitorati attentamente durante e dopo il trattamento per valutare la loro risposta e la sicurezza dei farmaci utilizzati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Arresto Cardiaco Fuori dall&#8217;Ospedale: Epinefrina e Amiodarone per Pazienti con Accesso Vascolare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda larresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale, una situazione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Durante un arresto cardiaco, è fondamentale ripristinare la circolazione del sangue il più rapidamente possibile. Questo studio esamina due metodi per accedere al sistema circolatorio: l&#8217;accesso intravenoso, che coinvolge l&#8217;inserimento di un ago in una vena, e l&#8217;accesso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l<b>arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale</b>, una situazione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Durante un arresto cardiaco, è fondamentale ripristinare la circolazione del sangue il più rapidamente possibile. Questo studio esamina due metodi per accedere al sistema circolatorio: l&#8217;accesso <b>intravenoso</b>, che coinvolge l&#8217;inserimento di un ago in una vena, e l&#8217;accesso <b>intraosseo</b>, che prevede l&#8217;inserimento di un ago direttamente nell&#8217;osso. L&#8217;obiettivo è capire se uno di questi metodi è più efficace nel ripristinare la circolazione spontanea, cioè il ritorno del battito cardiaco senza bisogno di compressioni toraciche.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti: <b>epinefrina</b> o <b>amiodarone</b>, entrambi somministrati tramite uno dei metodi di accesso sopra menzionati. L<b>epinefrina</b> è un farmaco che aiuta a stimolare il cuore, mentre l<b>amiodarone</b> è utilizzato per trattare ritmi cardiaci anormali. Lo studio mira a determinare quale combinazione di farmaco e metodo di accesso sia più efficace nel migliorare le possibilità di sopravvivenza e il recupero neurologico a 30 giorni dall&#8217;arresto cardiaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso del bicarbonato di sodio per il trattamento dell&#8217;arresto cardiaco ospedaliero</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-del-bicarbonato-di-sodio-per-il-trattamento-dellarresto-cardiaco-ospedaliero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda larresto cardiaco che si verifica in ospedale. Durante un arresto cardiaco, il cuore smette improvvisamente di battere, interrompendo il flusso di sangue al corpo. Questo studio esamina se l&#8217;uso di bicarbonato di sodio può aiutare a ripristinare il battito cardiaco spontaneo rispetto a un placebo. Il bicarbonato di sodio è una sostanza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l<b>arresto cardiaco</b> che si verifica in ospedale. Durante un arresto cardiaco, il cuore smette improvvisamente di battere, interrompendo il flusso di sangue al corpo. Questo studio esamina se l&#8217;uso di <b>bicarbonato di sodio</b> può aiutare a ripristinare il battito cardiaco spontaneo rispetto a un placebo. Il bicarbonato di sodio è una sostanza chimica che può essere somministrata tramite iniezione endovenosa.</p>
<p>Il trattamento prevede l&#8217;uso di due soluzioni: una contenente <b>bicarbonato di sodio</b> e l&#8217;altra <b>cloruro di sodio</b> isotonico, che è una soluzione salina comunemente usata. Entrambe le soluzioni vengono somministrate per via endovenosa durante l&#8217;arresto cardiaco. L&#8217;obiettivo principale è vedere se il bicarbonato di sodio può migliorare il ritorno della circolazione spontanea, cioè il ripristino del battito cardiaco senza assistenza.</p>
<p>Lo studio è progettato per confrontare l&#8217;efficacia del bicarbonato di sodio con un placebo durante l&#8217;arresto cardiaco in ospedale. I partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti durante la rianimazione cardiopolmonare. I ricercatori valuteranno se il trattamento con bicarbonato di sodio aumenta le probabilità di sopravvivenza e il recupero neurologico entro 30 giorni dall&#8217;arresto cardiaco. Lo studio è previsto per concludersi entro il 2026.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia dell&#8217;acido ascorbico in pazienti con shock post-arresto cardiaco</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-dellacido-ascorbico-in-pazienti-con-shock-post-arresto-cardiaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:17:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sullarresto cardiaco, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Dopo un arresto cardiaco, alcuni pazienti possono sviluppare uno stato di shock, una situazione in cui il corpo non riceve abbastanza sangue e ossigeno. Questo studio esamina l&#8217;efficacia di un trattamento con alte dosi di vitamina C somministrata per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sull<b>arresto cardiaco</b>, una condizione in cui il cuore smette improvvisamente di battere. Dopo un arresto cardiaco, alcuni pazienti possono sviluppare uno stato di <b>shock</b>, una situazione in cui il corpo non riceve abbastanza sangue e ossigeno. Questo studio esamina l&#8217;efficacia di un trattamento con alte dosi di <b>vitamina C</b> somministrata per via endovenosa (IV) nei pazienti che hanno subito un arresto cardiaco e si trovano in stato di shock. La vitamina C è nota anche come <b>acido ascorbico</b> e viene utilizzata in questo contesto per vedere se può ridurre la necessità di farmaci chiamati <b>vasopressori</b>, che aiutano a mantenere la pressione sanguigna.</p>
<p>Il trattamento con vitamina C verrà confrontato con il trattamento standard per vedere se è più efficace nel ridurre l&#8217;uso di vasopressori nei primi tre giorni dopo l&#8217;arresto cardiaco. I vasopressori, come la <b>norepinefrina</b> e l<b>epinefrina</b>, sono farmaci che aiutano a mantenere la pressione sanguigna in situazioni critiche. Lo studio è progettato per valutare se l&#8217;aggiunta di vitamina C può migliorare il recupero dei pazienti e ridurre la necessità di questi farmaci.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno la vitamina C o un placebo, e i ricercatori monitoreranno diversi aspetti della loro salute, come la capacità di interrompere l&#8217;uso dei vasopressori entro tre giorni, la sopravvivenza entro sette giorni e il recupero neurologico entro 28 giorni. Lo studio mira a fornire nuove informazioni su come migliorare il trattamento dei pazienti che hanno subito un arresto cardiaco e si trovano in stato di shock.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Amiodarone per pazienti critici con arresto cardiaco extraospedaliero e ritmo iniziale defibrillabile</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullamiodarone-per-pazienti-critici-con-arresto-cardiaco-extraospedaliero-e-ritmo-iniziale-defibrillabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda persone che hanno avuto un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale con un ritmo iniziale che può essere trattato con uno shock elettrico. Questo tipo di arresto cardiaco è spesso causato da problemi al cuore. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato amiodarone, somministrato come soluzione iniettabile. L&#8217;amiodarone è un medicinale usato per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda persone che hanno avuto un <b>arresto cardiaco</b> fuori dall&#8217;ospedale con un ritmo iniziale che può essere trattato con uno shock elettrico. Questo tipo di arresto cardiaco è spesso causato da problemi al cuore. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <b>amiodarone</b>, somministrato come soluzione iniettabile. L&#8217;amiodarone è un medicinale usato per trattare problemi di ritmo cardiaco, noti come <b>aritmie</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è capire se l&#8217;uso preventivo di amiodarone per 72 ore può ridurre il rischio di morte entro 30 giorni o la ricomparsa di gravi aritmie in ospedale, come la <b>fibrillazione ventricolare</b> o la <b>tachicardia ventricolare</b>, che richiedono un intervento. Queste condizioni possono portare a un nuovo arresto cardiaco se non trattate.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno amiodarone o un placebo per un periodo di 72 ore. I ricercatori monitoreranno i partecipanti per vedere se il trattamento riduce il rischio di morte o di gravi problemi di ritmo cardiaco durante il ricovero in ospedale. L&#8217;obiettivo è migliorare la sopravvivenza e ridurre le complicazioni nei pazienti critici dopo un arresto cardiaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;arresto cardiaco extraospedaliero: efficacia di desametasone e olanzapina nei pazienti rianimati</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullarresto-cardiaco-extraospedaliero-efficacia-di-desametasone-e-olanzapina-nei-pazienti-rianimati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti che hanno subito un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale e sono stati rianimati. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;efficacia di diversi trattamenti per migliorare la sopravvivenza e il recupero. Tra i trattamenti studiati c&#8217;è il dexamethasone, un tipo di farmaco chiamato glucocorticoide, che verrà confrontato con un placebo. Un altro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti che hanno subito un arresto cardiaco fuori dall&#8217;ospedale e sono stati rianimati. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;efficacia di diversi trattamenti per migliorare la sopravvivenza e il recupero. Tra i trattamenti studiati c&#8217;è il <b>dexamethasone</b>, un tipo di farmaco chiamato glucocorticoide, che verrà confrontato con un <b>placebo</b>. Un altro trattamento coinvolge l&#8217;uso di <b>olanzapina</b>, un farmaco antipsicotico, anch&#8217;esso confrontato con un placebo. Lo studio esaminerà anche l&#8217;efficacia di posizionare i pazienti con lo schienale del letto sollevato rispetto a una posizione più reclinata, e il momento in cui i pazienti vengono svegliati e estubati dopo il ricovero.</p>
<p>Il <b>dexamethasone</b> sarà somministrato come soluzione per iniezione, mentre l<b>olanzapina</b> sarà somministrata sotto forma di compresse orodispersibili, che si sciolgono in bocca. I pazienti riceveranno questi trattamenti per un periodo massimo di tre giorni. Lo studio valuterà la mortalità a 90 giorni e il numero di giorni in cui i pazienti sono vivi fuori dall&#8217;ospedale entro 30 giorni. Questi risultati aiuteranno a capire se i trattamenti possono migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita dopo un arresto cardiaco.</p>
<p>Lo studio è progettato per confrontare i trattamenti con i placebo per determinare se ci sono benefici significativi. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come trattare i pazienti dopo un arresto cardiaco, migliorando le loro possibilità di recupero e sopravvivenza. I partecipanti saranno monitorati attentamente durante il periodo di trattamento e nei mesi successivi per raccogliere dati sui risultati clinici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Effetto di Bisoprololo Fumarato e Idroclorotiazide nei Pazienti con Fibrillazione Ventricolare Idiopatica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-di-bisoprololo-fumarato-e-idroclorotiazide-nei-pazienti-con-fibrillazione-ventricolare-idiopatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio RIME-IVF si concentra su pazienti che hanno subito un arresto cardiaco inspiegabile, noto come fibrillazione ventricolare idiopatica (IVF). L&#8217;obiettivo è esaminare l&#8217;effetto del trattamento con beta-bloccanti in questi pazienti. I farmaci utilizzati nello studio includono bisoprololo fumarato, idroclorotiazide, metoprololo, atenololo, clortalidone, nadololo e propranololo cloridrato. Questi farmaci sono somministrati per via orale e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio RIME-IVF si concentra su pazienti che hanno subito un arresto cardiaco inspiegabile, noto come <b>fibrillazione ventricolare idiopatica</b> (IVF). L&#8217;obiettivo è esaminare l&#8217;effetto del trattamento con <b>beta-bloccanti</b> in questi pazienti. I farmaci utilizzati nello studio includono <b>bisoprololo fumarato</b>, <b>idroclorotiazide</b>, <b>metoprololo</b>, <b>atenololo</b>, <b>clortalidone</b>, <b>nadololo</b> e <b>propranololo cloridrato</b>. Questi farmaci sono somministrati per via orale e sono comunemente usati per gestire problemi cardiaci.</p>
<p>Lo studio mira a capire come i beta-bloccanti possano influenzare i pazienti con IVF, utilizzando dati raccolti da dispositivi impiantati chiamati <b>ICD</b> (defibrillatori cardiaci impiantabili). Questi dispositivi monitorano il cuore e possono fornire terapie come l&#8217;ATP (pacing anti-tachicardia) o shock per prevenire episodi di aritmia pericolosi. I partecipanti allo studio riceveranno una serie di esami diagnostici, tra cui ECG, monitoraggio Holter, ecocardiografia, analisi del sangue e angiografia coronarica o <b>TC cardiaca</b>.</p>
<p>Il corso dello studio prevede che i pazienti siano seguiti per un massimo di tre anni o fino a quando non si verifica un evento significativo, come la necessità di una terapia appropriata da parte dell&#8217;ICD. Inoltre, verrà valutata la qualità della vita dei partecipanti dopo un anno. Lo studio non include spiegazioni dettagliate sui criteri di inclusione o esclusione, ma si concentra su pazienti adulti che hanno sopravvissuto a un arresto cardiaco inspiegabile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di idrocortisone e vasopressina in pazienti adulti con sindrome post-arresto cardiaco e instabilità emodinamica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-idrocortisone-e-argipressina-per-pazienti-adulti-con-sindrome-post-rianimazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:15:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico esamina il trattamento della sindrome post-rianimazione nei pazienti adulti che hanno subito un arresto cardiaco e presentano insufficienza emodinamica dopo la ripresa del circolo spontaneo. La ricerca valuta l&#8217;efficacia di due farmaci: l&#8217;idrocortisone e l&#8217;argipressina (anche nota come vasopressina) rispetto al placebo. L&#8217;obiettivo principale dello studio è verificare se la combinazione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico esamina il trattamento della <b>sindrome post-rianimazione</b> nei pazienti adulti che hanno subito un <b>arresto cardiaco</b> e presentano insufficienza emodinamica dopo la ripresa del circolo spontaneo. La ricerca valuta l&#8217;efficacia di due farmaci: l&#8217;<b>idrocortisone</b> e l&#8217;<b>argipressina</b> (anche nota come vasopressina) rispetto al placebo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è verificare se la combinazione di questi due farmaci possa migliorare la sopravvivenza e il recupero neurologico dei pazienti nei 30 giorni successivi all&#8217;arresto cardiaco. I farmaci vengono somministrati attraverso <b>infusione endovenosa</b> per un periodo massimo di tre giorni per l&#8217;argipressina e sette giorni per l&#8217;idrocortisone.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti ricevono cure intensive complete mentre viene monitorata la loro risposta al trattamento. La <b>soluzione fisiologica</b> viene utilizzata come veicolo per la somministrazione dei farmaci. Il recupero neurologico viene valutato utilizzando una scala specifica che misura il livello di funzionalità del paziente dopo l&#8217;evento acuto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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