<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Woluwe-Saint-Lambert | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
	<atom:link href="https://studi-clinici.it/citta/woluwe-saint-lambert-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://studi-clinici.it</link>
	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
	<lastBuildDate>Sat, 13 Jun 2026 04:04:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://studi-clinici.it/wp-content/uploads/2024/10/cropped-IT_icon-32x32.webp</url>
	<title>Woluwe-Saint-Lambert | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
	<link>https://studi-clinici.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Studio di fase II su cabozantinib di mantenimento più cure di supporto per bambini, adolescenti e giovani adulti con osteosarcoma non resecabile</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-ii-su-cabozantinib-di-mantenimento-piu-cure-di-supporto-per-bambini-adolescenti-e-giovani-adulti-con-osteosarcoma-non-resecabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 04:06:26 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-ii-su-cabozantinib-di-mantenimento-piu-cure-di-supporto-per-bambini-adolescenti-e-giovani-adulti-con-osteosarcoma-non-resecabile/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda osteosarcoma, un tumore osseo raro che colpisce bambini, adolescenti e giovani adulti. Il farmaco sperimentato è cabozantinib, disponibile in compresse rivestite da assumere per via orale. Il trattamento viene somministrato insieme a quello che i medici chiamano “cure di supporto”, ovvero le terapie e le attenzioni necessarie per gestire i sintomi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda <b>osteosarcoma</b>, un tumore osseo raro che colpisce bambini, adolescenti e giovani adulti. Il farmaco sperimentato è <b>cabozantinib</b>, disponibile in compresse rivestite da assumere per via orale. Il trattamento viene somministrato insieme a quello che i medici chiamano “cure di supporto”, ovvero le terapie e le attenzioni necessarie per gestire i sintomi e migliorare il benessere generale del paziente.</p>
<p>Lo scopo della ricerca è valutare se l’aggiunta di cabozantinib alle cure di supporto possa prolungare il periodo in cui la malattia non peggiora, indicato come <b>PFS</b>, rispetto al solo supporto.</p>
<p>I partecipanti vengono assegnati in modo casuale (randomizzazione) a uno dei due gruppi: uno riceve il farmaco più le cure di supporto, l’altro solo le cure di supporto. Durante il periodo di studio, che può durare fino a circa tre anni, i pazienti sono seguiti con visite regolari, esami di imaging per controllare la presenza di nuovi segni di crescita tumorale (progressione) e monitoraggio degli eventuali effetti collaterali. Gli esiti principali includono il tempo trascorso senza progressione della malattia e la sopravvivenza globale, indicata come <b>OS</b>, oltre alla valutazione della tollerabilità del farmaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio fase 3 su gedatolisib + combinazione di farmaci in adulti con carcinoma mammario avanzato HR‑positivo/HER2‑negativo dopo terapia CDK4/6 e aromatasi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-fase-3-su-gedatolisib-combinazione-di-farmaci-in-adulti-con-carcinoma-mammario-avanzato-hr-positivo-her2-negativo-dopo-terapia-cdk4-6-e-aromatasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 13:38:13 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-fase-3-su-gedatolisib-combinazione-di-farmaci-in-adulti-con-carcinoma-mammario-avanzato-hr-positivo-her2-negativo-dopo-terapia-cdk4-6-e-aromatasi/</guid>

					<description><![CDATA[HR‑positive, HER2‑negative advanced breast cancer è un tumore al seno che cresce in risposta agli ormoni, non presenta un eccesso della proteina HER2 e si è diffuso oltre il seno. Lo studio include pazienti il cui tumore è progredito dopo aver ricevuto un inibitore CDK4/6 in combinazione con un inibitore non steroideo dell’aromatasi, e che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>HR‑positive, HER2‑negative advanced breast cancer</b> è un tumore al seno che cresce in risposta agli ormoni, non presenta un eccesso della proteina HER2 e si è diffuso oltre il seno. Lo studio include pazienti il cui tumore è progredito dopo aver ricevuto un inibitore <b>CDK4/6</b> in combinazione con un inibitore non steroideo dell’aromatasi, e che presentano geni <b>PIK3CA</b> in forma normale (wild‑type) o mutata.</p>
<p>L’arma sperimentale prevede l’uso di <b>Gedatolisib</b>, somministrato per via endovenosa, in combinazione con <b>palbociclib</b> per via orale e <b>fulvestrant</b> mediante iniezione intramuscolare. I gruppi di confronto includono la terapia standard con <b>alpelisib</b> più fulvestrant e il solo fulvestrant. Tutti i farmaci vengono assunti secondo un calendario definito dallo studio, con controlli medici regolari.</p>
<p>L’obiettivo della sperimentazione è capire quale combinazione ritardi meglio la crescita del tumore. Dopo aver firmato il consenso informato, i partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei gruppi di trattamento e iniziano la terapia assegnata. Durante lo studio vengono effettuate visite mediche periodiche, esami del sangue e scansioni di imaging per valutare la dimensione del tumore e monitorare gli effetti collaterali, continuando finché il tumore non mostra segni di crescita, si verificano tossicità inaccettabili o lo studio termina.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Valutazione di Upadacitinib in Adolescenti e Adulti con Dermatite Atopica Moderata o Grave</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/valutazione-di-upadacitinib-in-adolescenti-e-adulti-con-dermatite-atopica-moderata-o-grave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 13:29:08 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/valutazione-di-upadacitinib-in-adolescenti-e-adulti-con-dermatite-atopica-moderata-o-grave/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla Dermatite Atopica moderata e grave, una condizione della pelle che provoca prurito e infiammazione. La ricerca mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un farmaco chiamato Upadacitinib, che è un inibitore della Janus chinasi (Jak) 1. Questo farmaco viene somministrato sotto forma di compresse a rilascio modificato. Durante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla <b>Dermatite Atopica</b> moderata e grave, una condizione della pelle che provoca prurito e infiammazione. La ricerca mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un farmaco chiamato <b>Upadacitinib</b>, che è un inibitore della <b>Janus chinasi (Jak) 1</b>. Questo farmaco viene somministrato sotto forma di compresse a rilascio modificato. Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno un <b>placebo</b>, che è una sostanza senza principi attivi, per confrontare i risultati.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è capire quanto bene <b>Upadacitinib</b> possa aiutare adolescenti e adulti con <b>Dermatite Atopica</b> moderata o grave che necessitano di una terapia sistemica, cioè un trattamento che agisce su tutto il corpo. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di tempo per osservare i cambiamenti nei sintomi della loro condizione. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi sta ricevendo il farmaco attivo o il placebo, per garantire risultati imparziali.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per vedere se raggiungono miglioramenti significativi nei sintomi della <b>Dermatite Atopica</b>, come la riduzione del prurito e dell&#8217;infiammazione della pelle. I risultati saranno valutati a intervalli regolari per determinare l&#8217;efficacia del trattamento con <b>Upadacitinib</b> rispetto al placebo. Lo studio si propone di fornire nuove informazioni su come gestire meglio questa condizione della pelle e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio clinico su pembrolizumab e vibostolimab in pazienti adulti e pediatrici con melanoma ad alto rischio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-clinico-su-pembrolizumab-e-vibostolimab-in-pazienti-adulti-e-pediatrici-con-melanoma-ad-alto-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 13:28:07 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-clinico-su-pembrolizumab-e-vibostolimab-in-pazienti-adulti-e-pediatrici-con-melanoma-ad-alto-rischio/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sul trattamento del melanoma, un tipo di cancro della pelle. Viene esaminato l&#8217;uso di due trattamenti: MK-7684A, che combina le sostanze attive pembrolizumab e vibostolimab, e il solo pembrolizumab, noto anche come Keytruda. Il melanoma è una forma di cancro che si sviluppa nei melanociti, le cellule che producono il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sul trattamento del <b>melanoma</b>, un tipo di cancro della pelle. Viene esaminato l&#8217;uso di due trattamenti: <b>MK-7684A</b>, che combina le sostanze attive <b>pembrolizumab</b> e <b>vibostolimab</b>, e il solo <b>pembrolizumab</b>, noto anche come <b>Keytruda</b>. Il melanoma è una forma di cancro che si sviluppa nei melanociti, le cellule che producono il pigmento della pelle. Questo studio è rivolto a persone con melanoma in stadio II ad alto rischio fino allo stadio IV.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di <b>MK-7684A</b> rispetto a <b>pembrolizumab</b> nel prevenire la ricomparsa del cancro. I partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti attraverso un&#8217;infusione endovenosa, che è un metodo per somministrare il farmaco direttamente nel sangue. Lo studio è progettato per durare fino a 12 mesi, durante i quali i partecipanti saranno monitorati per valutare la loro risposta al trattamento e per identificare eventuali effetti collaterali.</p>
<p>Lo studio è di tipo randomizzato e in doppio cieco, il che significa che né i partecipanti né i medici sapranno quale trattamento viene somministrato, per garantire risultati imparziali. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un placebo, una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare i risultati con quelli dei trattamenti attivi. L&#8217;obiettivo finale è migliorare la sopravvivenza senza ricadute e la qualità della vita delle persone affette da melanoma.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla Sicurezza di BIIB080 per il Deterioramento Cognitivo Lieve da Alzheimer o Demenza di Alzheimer Lieve in Persone tra 50 e 80 Anni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-di-biib080-per-il-deterioramento-cognitivo-lieve-da-alzheimer-o-demenza-di-alzheimer-lieve-in-persone-tra-50-e-80-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 13:28:05 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-di-biib080-per-il-deterioramento-cognitivo-lieve-da-alzheimer-o-demenza-di-alzheimer-lieve-in-persone-tra-50-e-80-anni/</guid>

					<description><![CDATA[La ricerca si concentra su persone con Lieve Compromissione Cognitiva dovuta alla Malattia di Alzheimer o con Demenza da Malattia di Alzheimer lieve. Queste condizioni sono caratterizzate da problemi di memoria e di pensiero che possono peggiorare nel tempo. Lo studio mira a valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di un trattamento chiamato BIIB080, una soluzione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra su persone con <b>Lieve Compromissione Cognitiva</b> dovuta alla <b>Malattia di Alzheimer</b> o con <b>Demenza da Malattia di Alzheimer</b> lieve. Queste condizioni sono caratterizzate da problemi di memoria e di pensiero che possono peggiorare nel tempo. Lo studio mira a valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di un trattamento chiamato <b>BIIB080</b>, una soluzione per iniezione che contiene un tipo speciale di molecola chiamata <b>oligonucleotide antisenso</b>. Questa molecola è progettata per agire su una proteina associata alla malattia di Alzheimer.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno iniezioni di <b>BIIB080</b> o un <b>placebo</b>, che è una sostanza senza effetto attivo. Alcuni partecipanti potrebbero anche ricevere iniezioni di <b>Vizamyl</b> o <b>Neuraceq</b>, che sono soluzioni usate per esami di imaging del cervello. Questi esami aiutano a visualizzare le aree del cervello colpite dalla malattia. Le iniezioni di <b>BIIB080</b> saranno somministrate tramite un metodo chiamato <b>uso intratecale</b>, che significa che il farmaco viene iniettato nella parte bassa della schiena per raggiungere il liquido intorno al cervello e al midollo spinale.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è capire se <b>BIIB080</b> può migliorare i sintomi della malattia di Alzheimer e se è sicuro per i partecipanti. I partecipanti saranno monitorati per un periodo di tempo per valutare eventuali cambiamenti nei sintomi e per identificare possibili effetti collaterali. Lo studio prevede di raccogliere dati fino al 2029, con l&#8217;obiettivo di fornire nuove informazioni su come trattare queste condizioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vaccino antirabbico inattivato, ceppo Flury LEP, per la profilassi della rabbia in adulti sani dopo vaccinazione iniziale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/vaccino-antirabbico-inattivato-ceppo-flury-lep-per-la-profilassi-della-rabbia-in-adulti-sani-dopo-vaccinazione-iniziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 09:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/vaccino-antirabbico-inattivato-ceppo-flury-lep-per-la-profilassi-della-rabbia-in-adulti-sani-dopo-vaccinazione-iniziale/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la rabies infection (rabbia) e valuta il vaccino Rabipur, un vaccino contro il virus della rabbia inattivato, cioè reso non capace di causare la malattia. L’obiettivo dello studio è capire se tre diversi schemi di vaccinazione usati prima dell’esposizione alla malattia riescono a far rispondere bene il sistema di difesa dell’organismo quando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>rabies infection</b> (rabbia) e valuta il vaccino <b>Rabipur</b>, un vaccino contro il virus della rabbia inattivato, cioè reso non capace di causare la malattia. L’obiettivo dello studio è capire se tre diversi schemi di vaccinazione usati prima dell’esposizione alla malattia riescono a far rispondere bene il sistema di difesa dell’organismo quando viene somministrata una singola dose di richiamo per iniezione nel muscolo, a distanza di almeno 5 anni dalla vaccinazione iniziale. I tre schemi studiati sono: due visite con vaccino nel muscolo, due visite con vaccino nella pelle e una visita con vaccino nella pelle.</p>
<p>Lo studio si svolge in modo aperto, quindi il tipo di vaccino somministrato è noto. Dopo la dose di richiamo, la risposta del sistema immunitario viene osservata nei giorni successivi per capire se il richiamo produce una protezione adeguata. Nel corso dello studio vengono anche registrati eventuali disturbi come gonfiore, dolore, arrossamento, mal di testa, febbre o stanchezza, oltre ad altri effetti indesiderati.</p>
<p>La rabbia è una malattia grave causata da un virus che può colpire il cervello e il sistema nervoso. Il vaccino usato nello studio contiene il virus della rabbia inattivato, cioè non vivo. Il confronto tra i diversi schemi di vaccinazione serve a valutare quale modalità di preparazione precedente permetta una risposta più forte e più duratura al richiamo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tirabrutinib rispetto a rituximab e temozolomide nei pazienti con linfoma primario del sistema nervoso centrale recidivato o refrattario</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/tirabrutinib-rispetto-a-rituximab-e-temozolomide-per-pazienti-con-linfoma-primario-del-sistema-nervoso-centrale-recidivato-o-refrattario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 09:58:20 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/tirabrutinib-rispetto-a-rituximab-e-temozolomide-per-pazienti-con-linfoma-primario-del-sistema-nervoso-centrale-recidivato-o-refrattario/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il primary central nervous system lymphoma, un tipo raro di linfoma che colpisce il cervello e il midollo spinale, dopo che la malattia è relapsed/refractory, cioè è tornata oppure non ha risposto bene alle cure precedenti. Il trattamento in studio è tirabrutinib da solo, confrontato con la combinazione di rituximab e temozolomide. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>primary central nervous system lymphoma</b>, un tipo raro di <b>linfoma</b> che colpisce il cervello e il midollo spinale, dopo che la malattia è <b>relapsed/refractory</b>, cioè è tornata oppure non ha risposto bene alle cure precedenti. Il trattamento in studio è <b>tirabrutinib</b> da solo, confrontato con la combinazione di <b>rituximab</b> e <b>temozolomide</b>. Lo scopo dello studio è verificare quale trattamento controlli meglio la malattia nel tempo.</p>
<p>Le persone partecipanti vengono assegnate in modo casuale a uno dei due trattamenti. <b>Tirabrutinib</b> è una compressa assunta per bocca. <b>Rituximab</b> è un farmaco somministrato in vena, cioè tramite una flebo, e <b>temozolomide</b> è una capsula assunta per bocca. Durante lo studio, il trattamento viene dato per un periodo di tempo e vengono effettuati controlli regolari per seguire l’andamento della malattia e la sicurezza delle cure.</p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Letrozolo durante la stimolazione ovarica nelle donne con endometriosi sottoposte a FIVET/ICSI</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/letrozolo-durante-la-stimolazione-ovarica-per-fiv-icsi-nelle-donne-con-endometriosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 04:23:47 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/letrozolo-durante-la-stimolazione-ovarica-per-fiv-icsi-nelle-donne-con-endometriosi/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda donne con endometriosi che stanno effettuando IVF/ICSI, cioè tecniche di fecondazione assistita usate quando una gravidanza non arriva in modo naturale. In alcune partecipanti viene usato letrozolo, un farmaco assunto per bocca, durante la fase di stimolazione delle ovaie, con l’obiettivo di capire se questo trattamento possa migliorare la possibilità di ottenere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda donne con <b>endometriosi</b> che stanno effettuando <b>IVF/ICSI</b>, cioè tecniche di fecondazione assistita usate quando una gravidanza non arriva in modo naturale. In alcune partecipanti viene usato <b>letrozolo</b>, un farmaco assunto per bocca, durante la fase di stimolazione delle ovaie, con l’obiettivo di capire se questo trattamento possa migliorare la possibilità di ottenere una nascita viva dopo il trasferimento dell’embrione.</p>
<p>Durante lo studio, il trattamento con letrozolo viene aggiunto alla cura abituale in una parte delle partecipanti, mentre le altre ricevono la cura standard senza questo farmaco. Il percorso dello studio segue il normale processo della fecondazione assistita: stimolazione delle ovaie, raccolta degli ovociti, fecondazione in laboratorio e trasferimento dell’embrione nell’utero. Se necessario, possono essere usati anche embrioni congelati ottenuti dallo stesso ciclo.</p>
<p>Lo studio osserva se il trattamento aiuta a ottenere una gravidanza che porti alla nascita di un bambino vivo e tiene conto anche di eventuali gravidanze ottenute dopo più di un trasferimento. Vengono inoltre registrati alcuni aspetti della gravidanza e del benessere dopo il trattamento, per comprendere meglio l’effetto complessivo di <b>letrozole</b> nelle donne con <b>endometriosi</b> e, in alcuni casi, con <b>adenomyosis</b>, una condizione in cui il tessuto simile a quello dell’utero cresce nella parete dell’utero.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Belimumab per la fibrosi polmonare interstiziale associata a malattia del tessuto connettivo negli adulti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/belimumab-per-la-fibrosi-polmonare-interstiziale-associata-a-malattia-del-tessuto-connettivo-negli-adulti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 04:22:45 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/belimumab-per-la-fibrosi-polmonare-interstiziale-associata-a-malattia-del-tessuto-connettivo-negli-adulti/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio valuta belimumab in persone adulte con interstitial lung disease (ILD), cioè una malattia che provoca cicatrici e irrigidimento del tessuto dei polmoni, associata a una connective tissue disease (CTD), cioè una malattia che colpisce tessuti come pelle, articolazioni e organi. Il trattamento in studio è Benlysta, somministrato con iniezione sotto la pelle, confrontato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio valuta <b>belimumab</b> in persone adulte con <b>interstitial lung disease</b> (ILD), cioè una malattia che provoca cicatrici e irrigidimento del tessuto dei polmoni, associata a una <b>connective tissue disease</b> (CTD), cioè una malattia che colpisce tessuti come pelle, articolazioni e organi. Il trattamento in studio è <b>Benlysta</b>, somministrato con iniezione sotto la pelle, confrontato con <b>placebo</b>, insieme alla terapia standard già usata per la malattia.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se belimumab può aiutare a rallentare il peggioramento della funzione polmonare e se è sicuro. Le persone coinvolte vengono assegnate in modo casuale a uno dei gruppi di trattamento e il confronto avviene senza che sia noto quale trattamento venga ricevuto. Durante lo studio vengono effettuate visite di controllo per seguire l’andamento della malattia, i sintomi e la tollerabilità del trattamento per un periodo di circa un anno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di fase 3 su pelabresib e ruxolitinib in pazienti adulti con mielofibrosi non precedentemente trattati con inibitori JAK</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-su-pelabresib-e-ruxolitinib-in-pazienti-adulti-con-mielofibrosi-non-precedentemente-trattati-con-inibitori-jak/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 04:02:53 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-su-pelabresib-e-ruxolitinib-in-pazienti-adulti-con-mielofibrosi-non-precedentemente-trattati-con-inibitori-jak/</guid>

					<description><![CDATA[La Myelofibrosis è una rara malattia del midollo osseo in cui il tessuto fibroso sostituisce le cellule normali, provocando una produzione insufficiente di sangue e l’ingrossamento della milza, che può causare dolore, stanchezza e sintomi legati alla carenza di globuli rossi. Lo studio confronta due combinazioni di farmaci: la combinazione di pelabresib (un farmaco sperimentale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Myelofibrosis</b> è una rara malattia del midollo osseo in cui il tessuto fibroso sostituisce le cellule normali, provocando una produzione insufficiente di sangue e l’ingrossamento della milza, che può causare dolore, stanchezza e sintomi legati alla carenza di globuli rossi.</p>
<p>Lo studio confronta due combinazioni di farmaci: la combinazione di <b>pelabresib</b> (un farmaco sperimentale assunto per via orale) più <b>ruxolitinib</b> (un farmaco già approvato, anche assunto per via orale) rispetto a una combinazione di <b>placebo</b> più ruxolitinib. L’obiettivo è valutare se la nuova combinazione può ridurre le dimensioni della milza e migliorare i sintomi rispetto al trattamento standard.</p>
<p>I partecipanti assumono le compresse ogni giorno e vengono seguiti con visite regolari in cui vengono effettuati esami di imaging, come la <b>MRI</b> o il <b>CT scan</b>, per misurare la dimensione della milza, e viene compilato il questionario <b>MFSAF v4.0</b> per valutare l’intensità dei sintomi. Le valutazioni principali avvengono intorno alla settimana 24, ma sono previsti controlli aggiuntivi nel corso dello studio per monitorare eventuali cambiamenti nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di fase 3 su carcinoma colorettale metastatico stabile ai microsatelliti in pazienti alla prima linea con chemioterapia, bevacizumab e INCA33890</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-su-carcinoma-colorettale-metastatico-stabile-ai-microsatelliti-in-pazienti-alla-prima-linea-con-chemioterapia-bevacizumab-e-inca33890/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 04:02:46 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-su-carcinoma-colorettale-metastatico-stabile-ai-microsatelliti-in-pazienti-alla-prima-linea-con-chemioterapia-bevacizumab-e-inca33890/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il carcinoma colorettale metastatico stabile ai microsatelliti, una forma di tumore del colon o del retto che si è diffusa ad altre parti del corpo e che presenta una caratteristica genetica specifica. Il trattamento in studio è INCA33890, somministrato per infusione in vena, aggiunto alla terapia standard con bevacizumab, oxaliplatin, fluorouracil e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>carcinoma colorettale metastatico stabile ai microsatelliti</b>, una forma di tumore del colon o del retto che si è diffusa ad altre parti del corpo e che presenta una caratteristica genetica specifica. Il trattamento in studio è <b>INCA33890</b>, somministrato per infusione in vena, aggiunto alla terapia standard con <b>bevacizumab</b>, <b>oxaliplatin</b>, <b>fluorouracil</b> e <b>calcium folinate</b>; il confronto avviene con un <b>placebo</b> insieme alla stessa terapia standard. Lo scopo dello studio è valutare se l’aggiunta di <b>INCA33890</b> migliori i risultati rispetto alla sola terapia standard con placebo.</p>
<p>Si tratta di uno studio di fase 3, con assegnazione casuale e in doppio cieco, cioè né i partecipanti né i medici sanno quale trattamento viene somministrato. Dopo l’assegnazione, il trattamento viene dato in cicli regolari e il decorso della malattia viene seguito nel tempo. Durante lo studio vengono controllati sia gli eventuali cambiamenti del tumore sia la comparsa di effetti indesiderati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Obrixtamig, carboplatino ed etoposide nel carcinoma neuroendocrino extrapolmonare avanzato o metastatico in pazienti DLL3-positivi non trattati in precedenza</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-carcinoma-neuroendocrino-extrapolmonare-avanzato-o-metastatico-in-pazienti-dll3-positivi-obrixtamig-carboplatino-ed-etoposide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 04:04:43 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-su-carcinoma-neuroendocrino-extrapolmonare-avanzato-o-metastatico-in-pazienti-dll3-positivi-obrixtamig-carboplatino-ed-etoposide/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il carcinoma neuroendocrino extrapolmonare avanzato o metastatico, un tumore raro che nasce in organi fuori dai polmoni e che si è diffuso o non può essere tolto con un intervento. Il trattamento in studio valuta obrixtamig insieme a carboplatino ed etoposide, confrontato con carboplatino ed etoposide da soli, per capire quale approccio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>carcinoma neuroendocrino extrapolmonare avanzato o metastatico</b>, un tumore raro che nasce in organi fuori dai polmoni e che si è diffuso o non può essere tolto con un intervento. Il trattamento in studio valuta <b>obrixtamig</b> insieme a <b>carboplatino</b> ed <b>etoposide</b>, confrontato con <b>carboplatino</b> ed <b>etoposide</b> da soli, per capire quale approccio possa offrire un beneficio maggiore come terapia iniziale. Obrixtamig è un farmaco in infusione che agisce aiutando il sistema immunitario a riconoscere le cellule tumorali; il tumore deve inoltre essere <b>DLL3-positivo</b>, cioè mostrare una certa proteina sulla sua superficie.</p>
<p>Il corso dello studio prevede che i partecipanti ricevano i trattamenti per infusione in più cicli, con controlli regolari durante il periodo di cura. I medici osservano come procede la malattia e tengono sotto controllo gli eventuali effetti indesiderati, per confrontare i due trattamenti nel tempo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è vedere se la combinazione con <b>obrixtamig</b> aiuta le persone a vivere più a lungo rispetto alla sola chemioterapia standard. Durante lo studio vengono raccolte anche informazioni su eventuali cambiamenti dei sintomi e sulla tollerabilità delle cure, compresi effetti come <b>CRS</b> (una forte reazione infiammatoria del corpo) e <b>ICANS</b> (problemi del cervello e del sistema nervoso causati dal trattamento).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su pazienti con malattia di Crohn moderatamente o gravemente attiva: efficacia e sicurezza di guselkumab rispetto a risankizumab</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-pazienti-con-malattia-di-crohn-moderatamente-o-gravemente-attiva-efficacia-e-sicurezza-di-guselkumab-rispetto-a-risankizumab/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 04:04:37 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-su-pazienti-con-malattia-di-crohn-moderatamente-o-gravemente-attiva-efficacia-e-sicurezza-di-guselkumab-rispetto-a-risankizumab-2/</guid>

					<description><![CDATA[La Crohn’s Disease è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che può causare dolore addominale, diarrea, perdita di peso e affaticamento. In questo studio vengono confrontati due farmaci biologici: Guselkumab, somministrato tramite iniezione sottocutanea, e Risankizumab, anch’esso somministrato per iniezione. Entrambi i farmaci agiscono bloccando specifiche proteine del sistema immunitario, riducendo così l’infiammazione nella zona intestinale. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Crohn’s Disease</b> è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che può causare dolore addominale, diarrea, perdita di peso e affaticamento. In questo studio vengono confrontati due farmaci biologici: <b>Guselkumab</b>, somministrato tramite iniezione sottocutanea, e <b>Risankizumab</b>, anch’esso somministrato per iniezione. Entrambi i farmaci agiscono bloccando specifiche proteine del sistema immunitario, riducendo così l’infiammazione nella zona intestinale.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia di <b>Guselkumab</b> rispetto a <b>Risankizumab</b> dopo 52 settimane di trattamento. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi e ricevono le iniezioni a intervalli regolari per un anno, con visite periodiche per controllare la salute e gli eventuali effetti collaterali. Durante lo studio si verifica se i pazienti raggiungono una “remissione profonda”, cioè l’assenza quasi totale di sintomi e segni di infiammazione, per capire quale dei due farmaci sia più efficace nel gestire la malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di estensione di fase 3 su remibrutinib per la sicurezza e l’efficacia a lungo termine nei pazienti adulti con idrosadenite suppurativa da moderata a severa</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-estensione-di-fase-3-su-remibrutinib-per-la-sicurezza-e-l-efficacia-a-lungo-termine-nei-pazienti-adulti-con-idrosadenite-suppurativa-da-moderata-a-severa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 04:04:35 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-di-estensione-di-fase-3-su-remibrutinib-per-la-sicurezza-e-l-efficacia-a-lungo-termine-nei-pazienti-adulti-con-idrosadenite-suppurativa-da-moderata-a-severa-2/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio valuta la hidradenitis suppurativa da moderata a grave, una malattia della pelle che può causare noduli dolorosi, ascessi e cicatrici in aree come ascelle, inguine e glutei. Il trattamento in studio è remibrutinib, indicato anche con il nome in codice LOU064, assunto per bocca in compresse rivestite. In alcune parti dello studio può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio valuta la <b>hidradenitis suppurativa</b> da moderata a grave, una malattia della pelle che può causare noduli dolorosi, ascessi e cicatrici in aree come ascelle, inguine e glutei. Il trattamento in studio è <b>remibrutinib</b>, indicato anche con il nome in codice <b>LOU064</b>, assunto per bocca in compresse rivestite. In alcune parti dello studio può essere usato anche un <b>placebo</b>. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza del trattamento con remibrutinib nel lungo periodo.</p>
<p>Lo studio è di fase 3 e prosegue un precedente programma di ricerca. I partecipanti ricevono il trattamento per un periodo prolungato e vengono seguiti nel tempo per osservare come viene tollerato e come si comporta la malattia durante la terapia. Il confronto tra le diverse dosi di remibrutinib e il placebo aiuta a raccogliere informazioni sulla sicurezza e sugli effetti del trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di fase 3 di VMX-C001 nei pazienti in terapia con anticoagulanti orali anti-Fattore Xa che necessitano di un intervento urgente ad alto rischio di sanguinamento</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-di-vmx-c001-nei-pazienti-in-terapia-con-anticoagulanti-orali-anti-fattore-xa-che-necessitano-di-un-intervento-urgente-ad-alto-rischio-di-sanguinamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 04:04:34 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-di-vmx-c001-nei-pazienti-in-terapia-con-anticoagulanti-orali-anti-fattore-xa-che-necessitano-di-un-intervento-urgente-ad-alto-rischio-di-sanguinamento-2/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio valuta persone che assumono un anticoagulante orale diretto anti-fattore Xa (un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue) e che devono sottoporsi con urgenza a un intervento chirurgico o ad altra procedura invasiva con alto rischio di sanguinamento. Il trattamento in studio è VMX-C001, somministrato per via endovenosa, confrontato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio valuta persone che assumono un <b>anticoagulante orale diretto anti-fattore Xa</b> (un farmaco che aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue) e che devono sottoporsi con urgenza a un intervento chirurgico o ad altra procedura invasiva con alto rischio di sanguinamento. Il trattamento in studio è <b>VMX-C001</b>, somministrato per via endovenosa, confrontato con le cure farmacologiche abituali. Lo scopo dello studio è verificare se VMX-C001 aiuta a controllare il sanguinamento durante l’intervento rispetto alle cure standard.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti ricevono il trattamento assegnato prima della procedura urgente e vengono seguiti durante l’intervento e nel periodo successivo immediato. Il confronto serve a capire quale approccio sia più adatto per gestire il sangue in situazioni in cui è necessario intervenire rapidamente. In alcuni casi può essere previsto anche l’uso di <b>eparina</b>, un farmaco che può rallentare la formazione di coaguli di sangue.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Centre Médical Lindenhof</title>
		<link>https://studi-clinici.it/centro/centre-medical-lindenhof/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 04:03:08 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/centro/centre-medical-lindenhof/</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di fase 3 che valuta l&#8217;efficacia e la sicurezza del fenfluramine hydrochloride in persone con sindrome di Rett</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-che-valuta-l-efficacia-e-la-sicurezza-del-fenfluramine-hydrochloride-in-persone-con-sindrome-di-rett/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 04:06:08 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-che-valuta-l-efficacia-e-la-sicurezza-del-fenfluramine-hydrochloride-in-persone-con-sindrome-di-rett/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio investigativo mira a verificare se fenfluramine hydrochloride è sicuro ed efficace in persone affette da Rett syndrome. Per confrontare l’effetto del farmaco, è previsto l’uso di placebo come trattamento di controllo. In questo studio di fase 3, i partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere il farmaco o il placebo e né i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio investigativo mira a verificare se <b>fenfluramine hydrochloride</b> è sicuro ed efficace in persone affette da <b>Rett syndrome</b>. Per confrontare l’effetto del farmaco, è previsto l’uso di <b>placebo</b> come trattamento di controllo.</p>
<p>In questo studio di fase 3, i partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere il farmaco o il placebo e né i partecipanti né i ricercatori sanno quale trattamento è stato dato (doppio cieco). Il periodo principale dura circa 14 settimane, durante le quali vengono effettuate visite regolari in cui si somministrano questionari e test. Il punteggio totale del <b>RSBQ</b>, un questionario che valuta il comportamento, e il punteggio <b>CGIC</b>, una valutazione globale del cambiamento, sono gli indicatori principali. Sono valutati anche il sonno mediante il questionario <b>PROMIS-SD</b>, la capacità di comunicazione con il test <b>ORCA</b>, e la percezione dei caregiver sul cambiamento delle crisi con <b>CaGIC-Seizure</b>. Per monitorare la sicurezza vengono eseguiti esami cardiaci come l’<b>ECG</b>, che misura l’attività elettrica del cuore, e l’<b>ECHO</b>, un’ecografia del cuore; in particolare si controllano l’intervallo <b>QTcF</b>, che indica la durata della repolarizzazione cardiaca, e la presenza di <b>VHD</b> (malattia delle valvole cardiache) o <b>PAH</b> (pressione alta nei vasi polmonari). Dopo le prime 14 settimane è previsto un proseguimento aperto, in cui tutti i partecipanti possono continuare a ricevere il farmaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su BMS-986504, paclitaxel legato ad albumina e gemcitabina per pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico non trattato</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-bms-986504-paclitaxel-legato-ad-albumina-e-gemcitabina-per-pazienti-con-adenocarcinoma-duttale-pancreatico-metastatico-non-trattato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 04:05:48 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-su-bms-986504-paclitaxel-legato-ad-albumina-e-gemcitabina-per-pazienti-con-adenocarcinoma-duttale-pancreatico-metastatico-non-trattato-2/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda l&#8217;adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico non trattato in precedenza, che è un tipo di tumore del pancreas che si è diffuso ad altre parti del corpo. La malattia deve presentare una caratteristica genetica specifica chiamata delezione omozigote di MTAP, che significa la perdita di una particolare parte del materiale genetico nelle cellule tumorali. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda l&#8217;<b>adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico</b> non trattato in precedenza, che è un tipo di tumore del pancreas che si è diffuso ad altre parti del corpo. La malattia deve presentare una caratteristica genetica specifica chiamata <b>delezione omozigote di MTAP</b>, che significa la perdita di una particolare parte del materiale genetico nelle cellule tumorali. Lo studio confronta due gruppi di trattamento: un gruppo riceverà il farmaco sperimentale <b>BMS-986504</b> insieme a due farmaci chemioterapici chiamati <b>nab-paclitaxel</b> e <b>gemcitabina</b>, mentre l&#8217;altro gruppo riceverà placebo insieme agli stessi due farmaci chemioterapici. Il <b>BMS-986504</b> è anche conosciuto con il nome in codice <b>MRTX1719</b> e viene somministrato per via orale sotto forma di compresse rivestite. Il <b>nab-paclitaxel</b> e la <b>gemcitabina</b> vengono somministrati per via endovenosa, cioè attraverso una vena.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se l&#8217;aggiunta del farmaco <b>BMS-986504</b> al trattamento standard possa ritardare la progressione della malattia visibile alle scansioni e prolungare la sopravvivenza dei partecipanti rispetto al trattamento con placebo e chemioterapia. Lo studio valuterà anche quanto efficacemente il trattamento riduce le dimensioni del tumore, per quanto tempo dura questa riduzione, quanto tempo ci vuole per ottenere una riduzione del tumore e quanti partecipanti ottengono un controllo della crescita tumorale o una riduzione delle dimensioni del tumore.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti saranno assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento e riceveranno il farmaco sperimentale o il placebo insieme ai farmaci chemioterapici standard. I partecipanti devono avere almeno diciotto anni di età e non devono aver ricevuto alcun trattamento sistemico antitumorale per la malattia metastatica, anche se possono aver ricevuto fino a un ciclo di chemioterapia standard prima di iniziare lo studio. La malattia deve essere confermata attraverso esami di laboratorio del tessuto tumorale e deve esserci evidenza della perdita della proteina <b>MTAP</b> nel tumore. I partecipanti devono avere almeno una lesione tumorale misurabile secondo criteri medici specifici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla crema di ruxolitinib per bambini e adolescenti tra 6 e 18 anni con dermatite atopica moderata che non rispondono adeguatamente ai trattamenti convenzionali</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-crema-di-ruxolitinib-per-bambini-e-adolescenti-tra-6-e-18-anni-con-dermatite-atopica-moderata-che-non-rispondono-adeguatamente-ai-trattamenti-convenzionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 04:05:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-crema-di-ruxolitinib-per-bambini-e-adolescenti-tra-6-e-18-anni-con-dermatite-atopica-moderata-che-non-rispondono-adeguatamente-ai-trattamenti-convenzionali-2/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia di una crema contenente ruxolitinib per il trattamento della dermatite atopica moderata nei bambini e negli adolescenti tra i 6 e i 18 anni. La dermatite atopica è una malattia della pelle che causa arrossamento, prurito e infiammazione della cute. Lo scopo dello studio è valutare quanto sia efficace questa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia di una crema contenente <b>ruxolitinib</b> per il trattamento della <b>dermatite atopica</b> moderata nei bambini e negli adolescenti tra i 6 e i 18 anni. La dermatite atopica è una malattia della pelle che causa arrossamento, prurito e infiammazione della cute. Lo scopo dello studio è valutare quanto sia efficace questa crema nei giovani pazienti che non hanno risposto bene o non possono utilizzare altri trattamenti topici convenzionali.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti applicheranno sulla pelle interessata dalla dermatite o la crema contenente il principio attivo ruxolitinib oppure una crema placebo (crema senza principio attivo). La durata principale del trattamento è di 8 settimane, durante le quali verrà monitorato il miglioramento dei sintomi della dermatite, in particolare la riduzione del prurito e dell&#8217;infiammazione della pelle.</p>
<p>I medici valuteranno l&#8217;efficacia del trattamento osservando quanto migliora l&#8217;aspetto della pelle e quanto si riduce il prurito. Verranno anche monitorate la sicurezza del trattamento e la presenza di eventuali effetti collaterali. Lo studio prevede visite regolari di controllo per valutare come risponde la pelle al trattamento e per assicurarsi che la terapia sia ben tollerata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Rocatinlimab in adulti con Prurigo Nodulare non adeguatamente controllata con terapie topiche</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-rocatinlimab-in-adulti-con-prurigo-nodularis-non-controllata-da-terapie-topiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 04:04:23 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-rocatinlimab-in-adulti-con-prurigo-nodularis-non-controllata-da-terapie-topiche-2/</guid>

					<description><![CDATA[La prurigo nodulare è una malattia della pelle caratterizzata da noduli pruriginosi e lesioni causate dal grattamento cronico. Questo studio clinico valuterà un nuovo farmaco chiamato Rocatinlimab in persone adulte che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti con le terapie topiche (applicate sulla pelle) o per le quali queste terapie non sono considerate appropriate. Lo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>prurigo nodulare</b> è una malattia della pelle caratterizzata da noduli pruriginosi e lesioni causate dal grattamento cronico. Questo studio clinico valuterà un nuovo farmaco chiamato <b>Rocatinlimab</b> in persone adulte che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti con le terapie topiche (applicate sulla pelle) o per le quali queste terapie non sono considerate appropriate.</p>
<p>Lo studio ha lo scopo di verificare l&#8217;efficacia e la sicurezza del Rocatinlimab nel ridurre il prurito e migliorare le condizioni della pelle. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno iniezioni sottocutanee di Rocatinlimab o placebo per un periodo di 52 settimane. Il farmaco viene somministrato attraverso <b>iniezione sottocutanea</b>, che significa che viene iniettato sotto la pelle.</p>
<p>Nel corso dello studio verranno valutati diversi aspetti della malattia, tra cui l&#8217;intensità del prurito, il dolore della pelle, la qualità del sonno e della vita quotidiana. I partecipanti dovranno compilare un diario giornaliero per registrare i loro sintomi. Il farmaco in studio, conosciuto anche come <b>AMG 451</b>, sarà confrontato con il placebo per determinare quanto sia efficace nel trattamento della prurigo nodulare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su tirzepatide e retatrutide per ridurre i rischi di complicanze epatiche in adulti con steatosi epatica non alcolica ad alto rischio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-tirzepatide-e-retatrutide-per-ridurre-i-rischi-di-complicanze-epatiche-in-adulti-con-steatosi-epatica-non-alcolica-ad-alto-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 05:41:24 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-su-tirzepatide-e-retatrutide-per-ridurre-i-rischi-di-complicanze-epatiche-in-adulti-con-steatosi-epatica-non-alcolica-ad-alto-rischio/</guid>

					<description><![CDATA[La Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease è una condizione in cui il fegato accumula grasso a causa di problemi metabolici come il diabete o l’obesità; questo accumulo può evolvere verso danni più gravi, come la cirrosi o l’insufficienza epatica. In questo studio vengono valutati due farmaci somministrati mediante iniezione sottocutanea: tirzepatide e retatrutide. Entrambi i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease</b> è una condizione in cui il fegato accumula grasso a causa di problemi metabolici come il diabete o l’obesità; questo accumulo può evolvere verso danni più gravi, come la cirrosi o l’insufficienza epatica. In questo studio vengono valutati due farmaci somministrati mediante iniezione sottocutanea: <b>tirzepatide</b> e <b>retatrutide</b>. Entrambi i medicinali sono progettati per migliorare il metabolismo e ridurre l’accumulo di grasso nel fegato.</p>
<p>Lo scopo è verificare se uno dei due trattamenti è più efficace del <b>placebo</b> nel diminuire il rischio di eventi gravi legati al fegato, indicati come <b>MALO</b>. I partecipanti verranno randomizzati a ricevere il farmaco attivo o il placebo, con iniezioni periodiche per diversi mesi, e saranno seguiti regolarmente da medici che controlleranno la funzione epatica tramite esami del sangue e controlli clinici, senza entrare nei dettagli tecnici delle procedure.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di XL092 e pembrolizumab rispetto a pembrolizumab nel trattamento del carcinoma squamocellulare della testa e del collo ricorrente o metastatico con PD-L1 positivo</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-xl092-e-pembrolizumab-rispetto-a-pembrolizumab-nel-trattamento-del-carcinoma-squamocellulare-della-testa-e-del-collo-ricorrente-o-metastatico-con-pd-l1-positivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 06:41:40 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-di-xl092-e-pembrolizumab-rispetto-a-pembrolizumab-nel-trattamento-del-carcinoma-squamocellulare-della-testa-e-del-collo-ricorrente-o-metastatico-con-pd-l1-positivo/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda il trattamento del Carcinoma squamocellulare della testa e del collo, un tipo di tumore che può ripresentarsi dopo le cure iniziali o diffondersi in altre parti del corpo, condizione nota come metastatico. Lo studio mira a confrontare l&#8217;efficacia di una combinazione di farmaci rispetto all&#8217;uso di un singolo farmaco come prima scelta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda il trattamento del <b>Carcinoma squamocellulare della testa e del collo</b>, un tipo di tumore che può ripresentarsi dopo le cure iniziali o diffondersi in altre parti del corpo, condizione nota come <b>metastatico</b>. Lo studio mira a confrontare l&#8217;efficacia di una combinazione di farmaci rispetto all&#8217;uso di un singolo farmaco come prima scelta terapeutica. I partecipanti riceveranno o l&#8217;associazione tra <b>XL092</b>, un farmaco somministrato per via orale sotto forma di compressa, e <b>pembrolizumab</b>, un farmaco somministrato tramite <b>infusione endovenosa</b>, ovvero attraverso una flebo, oppure solo <b>pembrolizumab</b>.</p>
<p>Il trattamento coinvolge anche la valutazione della presenza della proteina <b>PD-L1</b>, un indicatore utilizzato per identificare determinati tipi di cellule tumorali. Durante lo studio, i partecipanti saranno suddivisi in gruppi in modo casuale e nessuno saprà quale trattamento specifico riceverà, un metodo definito <b>doppio cieco</b>. Il percorso prevede la somministrazione periodica dei farmaci prescritti per monitorare come il corpo risponde alla terapia nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza a lungo termine di zigakibart negli adulti con nefropatia da IgA primaria</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-a-lungo-termine-del-zigakibart-in-adulti-con-nefropatia-da-iga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:10:06 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-a-lungo-termine-del-zigakibart-in-adulti-con-nefropatia-da-iga/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la IgA nephropathy, una malattia dei reni in cui una proteina del sistema di difesa dell’organismo, chiamata immunoglobulin A, si deposita nei reni e può danneggiarli nel tempo. Il trattamento in studio è zigakibart, indicato anche come FUB523 o Bion 1301/FUB523, somministrato con iniezione sotto la pelle. Lo scopo dello studio è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>IgA nephropathy</b>, una malattia dei reni in cui una proteina del sistema di difesa dell’organismo, chiamata <b>immunoglobulin A</b>, si deposita nei reni e può danneggiarli nel tempo. Il trattamento in studio è <b>zigakibart</b>, indicato anche come <b>FUB523</b> o <b>Bion 1301/FUB523</b>, somministrato con iniezione sotto la pelle. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza a lungo termine di questo trattamento e quanto sia ben tollerato.</p>
<p>I partecipanti ricevono zigakibart per un periodo prolungato dopo aver già preso parte a studi precedenti con lo stesso farmaco. Nel corso dello studio vengono effettuate visite periodiche con controlli di routine, esami del sangue e delle urine e valutazioni cliniche per osservare come procede il trattamento e verificare la presenza di eventuali problemi legati alla terapia. Durante lo studio possono essere monitorati anche i livelli del farmaco nel sangue e alcune sostanze del sistema di difesa dell’organismo.</p>
<p>Il trattamento è studiato negli adulti con <b>IgA nephropathy</b>. Le informazioni raccolte servono a capire meglio il profilo di sicurezza di zigakibart nel tempo e la sua capacità di essere usato con continuità. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Frexalimab rispetto a tacrolimus per prevenire il rigetto del trapianto di rene negli adulti sottoposti a trapianto di rene</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-frexalimab-rispetto-a-tacrolimus-per-prevenire-il-rigetto-del-trapianto-di-rene-in-pazienti-adulti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:10:04 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-frexalimab-rispetto-a-tacrolimus-per-prevenire-il-rigetto-del-trapianto-di-rene-in-pazienti-adulti/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio valuta frexalimab rispetto a tacrolimus in persone adulte sottoposte a trapianto di rene, una condizione in cui il corpo può riconoscere il rene trapiantato come estraneo e attaccarlo, causando rigetto del trapianto. Lo scopo dello studio è verificare se frexalimab sia altrettanto efficace di tacrolimus nel prevenire il rigetto del rene trapiantato e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio valuta <b>frexalimab</b> rispetto a <b>tacrolimus</b> in persone adulte sottoposte a <b>trapianto di rene</b>, una condizione in cui il corpo può riconoscere il rene trapiantato come estraneo e attaccarlo, causando <b>rigetto del trapianto</b>. Lo scopo dello studio è verificare se frexalimab sia altrettanto efficace di tacrolimus nel prevenire il rigetto del rene trapiantato e nel controllare la sicurezza del trattamento.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti ricevono uno dei due trattamenti e vengono seguiti per un periodo prolungato dopo il trapianto. Durante questo tempo vengono osservati il funzionamento del rene trapiantato, la presenza di eventuali segni di rigetto, la sopravvivenza del rene e della persona, e la comparsa di effetti indesiderati. Vengono anche raccolte informazioni su altri problemi che possono comparire dopo il trapianto, come diabete nuovo, pressione alta e alterazioni dei grassi nel sangue. Frexalimab è somministrato come <b>soluzione per iniezione</b>, mentre tacrolimus viene assunto per bocca in <b>capsule rigide</b>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Radioterapia standard o ridotta con o senza tretinoina nei pazienti con carcinoma squamoso orofaringeo, laringeo e ipofaringeo lateralizzato</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-tretinoina-cetuximab-e-cisplatin-in-pazienti-con-carcinoma-a-cellule-squamose-dell-orofaringe-della-laringe-o-dell-ipofaringe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:09:55 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-tretinoina-cetuximab-e-cisplatin-in-pazienti-con-carcinoma-a-cellule-squamose-dell-orofaringe-della-laringe-o-dell-ipofaringe/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda alcuni tipi di carcinoma squamoso della testa e del collo, in particolare quelli che colpiscono l’orofaringe, la laringe e l’ipofaringe. Il trattamento in studio è il tretinoina (detta anche ATRA o Vesanoid), usata insieme alla radioterapia, che è un trattamento con raggi ad alta energia per distruggere le cellule tumorali. In alcuni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda alcuni tipi di <b>carcinoma squamoso della testa e del collo</b>, in particolare quelli che colpiscono l’<b>orofaringe</b>, la <b>laringe</b> e l’<b>ipofaringe</b>. Il trattamento in studio è il <b>tretinoina</b> (detta anche <b>ATRA</b> o <b>Vesanoid</b>), usata insieme alla radioterapia, che è un trattamento con raggi ad alta energia per distruggere le cellule tumorali. In alcuni casi possono essere usati anche <b>cisplatino</b> e <b>cetuximab</b>, che sono farmaci somministrati in vena e spesso impiegati insieme ad altri trattamenti contro il tumore.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l’aggiunta di <b>ATRA</b> e l’uso di una radioterapia più mirata possano migliorare il trattamento di questi tumori della testa e del collo. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a diverse combinazioni di trattamento, con radioterapia standard o radioterapia su un’area più piccola, con o senza <b>ATRA</b>. Durante lo studio vengono somministrati i trattamenti previsti e poi viene seguito il decorso della malattia nel tempo.</p>
<p>Lo studio osserva anche se compaiono problemi legati al trattamento, come stanchezza, dolore, difficoltà a deglutire e altri effetti indesiderati. Inoltre, viene valutato l’impatto del trattamento sulla qualità di vita. Lo studio riguarda persone con tumore localizzato e adatto alla radioterapia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia di Imlunestrant rispetto alla Terapia Endocrina Standard in Pazienti con Tumore al Seno Precoce a Rischio di Recidiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-imlunestrant-rispetto-alla-terapia-endocrina-standard-in-pazienti-con-tumore-al-seno-precoce-a-rischio-di-recidiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:09:17 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-imlunestrant-rispetto-alla-terapia-endocrina-standard-in-pazienti-con-tumore-al-seno-precoce-a-rischio-di-recidiva/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il cancro al seno in fase iniziale, specificamente il tipo ER+ HER2-, che significa che le cellule tumorali crescono in risposta agli ormoni estrogeni ma non hanno un eccesso della proteina HER2. Questo tipo di cancro al seno ha un rischio maggiore di tornare dopo il trattamento iniziale. I partecipanti hanno già [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>cancro al seno</b> in fase iniziale, specificamente il tipo <b>ER+ HER2-</b>, che significa che le cellule tumorali crescono in risposta agli ormoni estrogeni ma non hanno un eccesso della proteina HER2. Questo tipo di cancro al seno ha un rischio maggiore di tornare dopo il trattamento iniziale. I partecipanti hanno già ricevuto da 2 a 5 anni di terapia endocrina adiuvante, che è un trattamento ormonale per ridurre il rischio di recidiva del cancro.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di un nuovo farmaco chiamato <b>imlunestrant</b> con la terapia endocrina standard. Imlunestrant è un farmaco sperimentale che potrebbe offrire un&#8217;alternativa alla terapia ormonale tradizionale. La terapia endocrina standard include farmaci come <b>tamoxifene</b>, <b>exemestane</b>, <b>anastrozolo</b>, <b>letrozolo</b> e analoghi dell<b>ormone di rilascio delle gonadotropine</b>. Questi farmaci agiscono bloccando o riducendo l&#8217;effetto degli estrogeni, che possono stimolare la crescita delle cellule tumorali.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti per un periodo massimo di 60 mesi. Alcuni riceveranno <b>imlunestrant</b>, mentre altri continueranno con la terapia endocrina standard. Lo studio valuterà quanto tempo i partecipanti rimangono liberi da malattia invasiva e altri aspetti della loro salute e qualità della vita. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un <b>placebo</b> come parte del confronto tra i trattamenti. L&#8217;obiettivo è determinare quale trattamento sia più efficace nel prevenire il ritorno del cancro al seno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio comparativo tra RO7771950, trastuzumab e capecitabina rispetto a tucatinib, trastuzumab e capecitabina in pazienti con tumore al seno HER2-positivo metastatico o avanzato</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-comparativo-tra-ro7771950-trastuzumab-e-capecitabina-rispetto-a-tucatinib-trastuzumab-e-capecitabina-in-pazienti-con-tumore-al-seno-her2-positivo-metastatico-o-avanzato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:14 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-comparativo-tra-ro7771950-trastuzumab-e-capecitabina-rispetto-a-tucatinib-trastuzumab-e-capecitabina-in-pazienti-con-tumore-al-seno-her2-positivo-metastatico-o-avanzato/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio si concentra sul trattamento del tumore al seno HER2-positivo, una forma di cancro caratterizzata dalla presenza di un eccesso di una specifica proteina sulla superficie delle cellule. La ricerca riguarda pazienti con una malattia in fase metastatica, ovvero che si è diffusa ad altre parti del corpo, o in fase localmente avanzata, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio si concentra sul trattamento del <b>tumore al seno HER2-positivo</b>, una forma di cancro caratterizzata dalla presenza di un eccesso di una specifica proteina sulla superficie delle cellule. La ricerca riguarda pazienti con una malattia in fase <b>metastatica</b>, ovvero che si è diffusa ad altre parti del corpo, o in fase <b>localmente avanzata</b>, che non può essere rimossa con un intervento chirurgico, e che hanno già ricevuto trattamenti precedenti. Alcuni pazienti possono presentare anche delle <b>metastasi del sistema nervoso centrale</b>, che indicano la presenza del tumore nel cervello o nel midollo spinale.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di un nuovo farmaco chiamato <b>RO7771950</b> con un altro farmaco chiamato <b>tucatinib</b>. Entrambi i farmaci verranno somministrati in combinazione con <b>trastuzumab</b> e <b>capecitabina</b>. Il farmaco RO7771950 è studiato per la sua capacità di superare la <b>barriera emato-encefalica</b>, un sistema di protezione naturale che impedisce a molte sostanze di raggiungere il cervello. Il trattamento prevede l&#8217;assunzione di compresse per via orale e l&#8217;infusione o l&#8217;iniezione di altri farmaci per gestire la malattia.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno i farmaci prescritti secondo i protocolli stabiliti. Verranno monitorati diversi aspetti della salute, tra cui la sopravvivenza senza progressione della malattia, che indica il tempo in cui il tumore rimane stabile senza crescere o diffondersi ulteriormente. Verranno inoltre valutati la sopravvivenza complessiva, la risposta del tumore ai farmaci e la qualità della vita, prestando particolare attenzione alla comparsa e alla gravità di eventuali effetti collaterali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza di pegtibatinase in pazienti dai 12 ai 65 anni con omocistinuria classica in aggiunta alle terapie standard.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-di-pegtibatinase-in-pazienti-dai-12-ai-65-anni-con-omocistinuria-classica-in-aggiunta-alle-terapie-standard/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:09 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-di-pegtibatinase-in-pazienti-dai-12-ai-65-anni-con-omocistinuria-classica-in-aggiunta-alle-terapie-standard/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la Omocistinuria classica, una malattia rara causata dalla mancanza di un enzima specifico che impedisce al corpo di elaborare correttamente alcuni componenti del sangue. Lo studio ha lo scopo di valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del farmaco pegtibatinase somministrato tramite iniezione sottocutanea, ovvero una puntura effettuata subito sotto la pelle, in combinazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>Omocistinuria classica</b>, una malattia rara causata dalla mancanza di un enzima specifico che impedisce al corpo di elaborare correttamente alcuni componenti del sangue. Lo studio ha lo scopo di valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del farmaco <b>pegtibatinase</b> somministrato tramite <b>iniezione sottocutanea</b>, ovvero una puntura effettuata subito sotto la pelle, in combinazione con le cure standard già esistenti. Il farmaco viene confrontato con un <b>placebo</b>.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento per monitorare i livelli di <b>tHcy</b>, un termine che indica l&#8217;omocisteina totale nel sangue, e di <b>metionina</b>, un amminoacido presente nel plasma. Il monitoraggio serve a verificare come il farmaco influenzi queste sostanze nel tempo rispetto a chi riceve le cure abituali senza il nuovo medicinale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sulla sicurezza del zampilimab in pazienti con fibrosi polmonare idiopatica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-sulla-sicurezza-del-zampilimab-in-pazienti-con-fibrosi-polmonare-idiopatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:09 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-sulla-sicurezza-del-zampilimab-in-pazienti-con-fibrosi-polmonare-idiopatica/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la fibrosi polmonare idiopatica, una malattia rara in cui il tessuto dei polmoni si ingrossa e si cicatrizza nel tempo, rendendo difficile la respirazione. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di CHF10067, noto anche come zampilimab, un farmaco somministrato tramite infusione endovenosa, ovvero una soluzione iniettata direttamente in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>fibrosi polmonare idiopatica</b>, una malattia rara in cui il tessuto dei polmoni si ingrossa e si cicatrizza nel tempo, rendendo difficile la respirazione. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di <b>CHF10067</b>, noto anche come <b>zampilimab</b>, un farmaco somministrato tramite <b>infusione endovenosa</b>, ovvero una soluzione iniettata direttamente in una vena. Il trattamento verrà confrontato con un <b>placebo</b>.</p>
<p>Lo studio prevede che i partecipanti ricevano diverse dosi del farmaco in studio per un periodo di 24 settimane. Durante questo tempo, verrà monitorata la capacità polmonare attraverso la misurazione della <b>capacità vitale forzata prevista</b>, un parametro che indica la quantità massima di aria che i polmoni possono espellere dopo una respirazione profonda. Al termine della fase principale, è prevista una possibile fase di estensione della durata di altre 24 settimane per continuare a osservare gli effetti del trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia del muvalaplin per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari in adulti con livelli elevati di lipoproteina(a) e malattia cardiovascolare aterosclerotica.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-del-muvalaplin-per-ridurre-il-rischio-di-eventi-cardiovascolari-in-adulti-con-livelli-elevati-di-lipoproteina-a-e-malattia-cardiovascolare-aterosclerotica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:07 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-del-muvalaplin-per-ridurre-il-rischio-di-eventi-cardiovascolari-in-adulti-con-livelli-elevati-di-lipoproteina-a-e-malattia-cardiovascolare-aterosclerotica/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca si concentra su persone con livelli elevati di Lipoproteina(a), una sostanza grassa nel sangue che può aumentare il rischio di problemi al cuore. Lo studio riguarda anche la Malattia Cardiovascolare Aterosclerotica, una condizione in cui si accumulano placche nelle arterie, aumentando la possibilità di eventi gravi come l&#8217;infarto o l&#8217;ictus. L&#8217;obiettivo è verificare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca si concentra su persone con livelli elevati di <b>Lipoproteina(a)</b>, una sostanza grassa nel sangue che può aumentare il rischio di problemi al cuore. Lo studio riguarda anche la <b>Malattia Cardiovascolare Aterosclerotica</b>, una condizione in cui si accumulano placche nelle arterie, aumentando la possibilità di eventi gravi come l&#8217;infarto o l&#8217;ictus. L&#8217;obiettivo è verificare se il farmaco <b>Muvalaplin</b>, somministrato sotto forma di <b>compresse</b>, sia efficace nel ridurre il rischio di <b>eventi cardiovascolari avversi maggiori</b>.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il farmaco <b>Muvalaplin</b> oppure un <b>placebo</b>. Lo studio è condotto in modalità <b>doppio cieco</b>, il che significa che né i partecipanti né i medici sanno inizialmente quale sostanza viene somministrata. Il percorso prevede la somministrazione periodica del trattamento per un periodo di tempo determinato, al fine di osservare l&#8217;impatto sulla salute del cuore e sulla prevenzione di complicazioni legate alle arterie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di elacestrant e abemaciclib in uomini e donne con tumore al seno positivo ai recettori degli estrogeni, negativo al HER-2 e con metastasi cerebrali</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-elacestrant-e-abemaciclib-in-uomini-e-donne-con-tumore-al-seno-positivo-ai-recettori-degli-estrogeni-negativo-al-her-2-e-con-metastasi-cerebrali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:53:04 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-elacestrant-e-abemaciclib-in-uomini-e-donne-con-tumore-al-seno-positivo-ai-recettori-degli-estrogeni-negativo-al-her-2-e-con-metastasi-cerebrali/</guid>

					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda il trattamento del tumore al seno con caratteristiche specifiche, ovvero recettori degli estrogeni positivi (una condizione in cui le cellule tumorali crescono in risposta agli ormoni femminili) e HER2 negativo (una condizione in cui non è presente una particolare proteina sulla superficie delle cellule). Lo studio si concentra in particolare su persone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda il trattamento del <b>tumore al seno</b> con caratteristiche specifiche, ovvero <b>recettori degli estrogeni positivi</b> (una condizione in cui le cellule tumorali crescono in risposta agli ormoni femminili) e <b>HER2 negativo</b> (una condizione in cui non è presente una particolare proteina sulla superficie delle cellule). Lo studio si concentra in particolare su persone che presentano <b>metastasi cerebrali</b>, ovvero cellule tumorali che si sono diffuse dal seno al cervello. L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare l&#8217;efficacia e la dose corretta di una combinazione di due farmaci: <b>elacestrant</b> e <b>abemaciclib</b>.</p>
<p>Lo studio si svolge in due fasi distinte. La prima fase serve a determinare la dose più appropriata di <b>elacestrant</b> da somministrare insieme ad <b>abemaciclib</b> per garantire la massima sicurezza e utilità. La seconda fase si concentra invece sull&#8217;osservazione di come questa combinazione di farmaci agisce sulle persone che hanno il tumore al seno con le caratteristiche sopra descritte e che presentano anche un coinvolgimento del cervello.</p>
<p>Durante lo svolgimento dello studio, i partecipanti riceveranno i farmaci per via orale. Verranno monitorati diversi aspetti della salute per comprendere come la combinazione di <b>elacestrant</b> e <b>abemaciclib</b> influenzi la malattia e come il corpo risponde al trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul xaluritamig confrontato con cabazitaxel o altre terapie per pazienti con cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-xaluritamig-confrontato-con-cabazitaxel-o-altre-terapie-per-pazienti-con-cancro-alla-prostata-metastatico-resistente-alla-castrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:59 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-xaluritamig-confrontato-con-cabazitaxel-o-altre-terapie-per-pazienti-con-cancro-alla-prostata-metastatico-resistente-alla-castrazione/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione, una forma avanzata di tumore della prostata che continua a crescere anche quando i livelli di testosterone nel corpo sono molto bassi. In questa condizione il tumore si è diffuso ad altre parti del corpo e non risponde più ai trattamenti ormonali standard. Lo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione</b>, una forma avanzata di tumore della prostata che continua a crescere anche quando i livelli di testosterone nel corpo sono molto bassi. In questa condizione il tumore si è diffuso ad altre parti del corpo e non risponde più ai trattamenti ormonali standard. Lo studio confronta un nuovo farmaco chiamato <b>xaluritamig</b> (noto anche come <b>AMG 509</b>) con altri trattamenti già disponibili, che includono <b>cabazitaxel</b>, un farmaco chemioterapico somministrato per infusione in vena, oppure una seconda terapia ormonale che può essere <b>abiraterone acetato</b> o <b>enzalutamide</b>, farmaci che bloccano l&#8217;azione degli ormoni maschili che alimentano la crescita del tumore. Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento con xaluritamig può prolungare la sopravvivenza dei pazienti rispetto alle altre opzioni terapeutiche scelte dal medico.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti previsti e saranno seguiti regolarmente attraverso visite mediche ed esami. Verranno effettuate analisi del sangue per controllare la funzione degli organi e i livelli di alcune sostanze nel corpo, oltre a esami di imaging come tomografia computerizzata, risonanza magnetica o scintigrafia ossea per valutare l&#8217;andamento della malattia. I medici monitoreranno anche eventuali effetti collaterali del trattamento e la qualità di vita dei partecipanti, includendo aspetti come il dolore e il benessere generale. In alcuni casi verrà utilizzato un farmaco chiamato <b>siltuximab</b> per gestire specifiche reazioni al trattamento.</p>
<p>Lo studio valuterà diversi aspetti dell&#8217;efficacia dei trattamenti, tra cui il tempo prima che la malattia peggiori, la riduzione delle dimensioni del tumore, il controllo della malattia e il tempo fino alla comparsa di complicazioni alle ossa. Particolare attenzione sarà dedicata al monitoraggio del dolore e della qualità di vita attraverso questionari specifici. Verranno anche raccolte informazioni su come il corpo elabora il farmaco xaluritamig e sulla possibile formazione di anticorpi contro di esso. I partecipanti dovranno aver già ricevuto in precedenza almeno un trattamento con chemioterapia e almeno una terapia ormonale per questa malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza e l&#8217;efficacia a lungo termine di denecimig in persone con emofilia A con o senza inibitori</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-lefficacia-a-lungo-termine-di-denecimig-in-persone-con-emofilia-a-con-o-senza-inibitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:56 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-lefficacia-a-lungo-termine-di-denecimig-in-persone-con-emofilia-a-con-o-senza-inibitori/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda l&#8217;emofilia A, una malattia del sangue in cui manca una proteina importante chiamata fattore VIII, che serve per far coagulare il sangue in modo corretto. Le persone con questa malattia possono avere sanguinamenti più frequenti e prolungati, anche dopo piccoli traumi o a volte senza una causa evidente. Alcuni pazienti con emofilia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda l&#8217;<b>emofilia A</b>, una malattia del sangue in cui manca una proteina importante chiamata fattore VIII, che serve per far coagulare il sangue in modo corretto. Le persone con questa malattia possono avere sanguinamenti più frequenti e prolungati, anche dopo piccoli traumi o a volte senza una causa evidente. Alcuni pazienti con emofilia A possono anche sviluppare degli anticorpi chiamati inibitori, che rendono meno efficaci i trattamenti abituali. Lo studio utilizza un medicinale sperimentale chiamato <b>denecimig</b>, noto anche con il nome in codice <b>Mim8</b> o <b>NNC0365-3769</b>, che viene somministrato come soluzione per iniezione sotto la pelle.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia a lungo termine del denecimig quando viene usato in modo continuativo per prevenire i sanguinamenti nelle persone con emofilia A, sia in quelle che hanno sviluppato inibitori sia in quelle che non li hanno. Lo studio vuole anche osservare come funziona il medicinale nel tempo, quanti episodi di sanguinamento si verificano durante il trattamento e se il corpo produce anticorpi contro il medicinale stesso.</p>
<p>I partecipanti allo studio provengono da altri studi precedenti con lo stesso medicinale e continuano il trattamento con denecimig per un periodo che può durare fino a circa cinque anni. Durante questo tempo, ricevono regolarmente le iniezioni del medicinale sotto la pelle e vengono monitorati attraverso visite mediche programmate. Durante lo studio vengono raccolte informazioni sugli eventuali effetti indesiderati, sulle reazioni nel punto dove viene fatta l&#8217;iniezione, sul numero di episodi di sanguinamento che richiedono un trattamento e sulla quantità di medicinale presente nel sangue. In alcuni paesi, lo studio include anche bambini molto piccoli, di età inferiore a un anno, che non hanno mai ricevuto trattamenti o ne hanno ricevuti pochissimi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza e l&#8217;attività di TUB-040 in combinazione con chemioterapia standard per pazienti con tumore ovarico epiteliale sieroso o endometrioide di alto grado</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-lattivita-di-tub-040-in-combinazione-con-chemioterapia-standard-per-pazienti-con-tumore-ovarico-epiteliale-sieroso-o-endometrioide-di-alto-grado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:55 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-lattivita-di-tub-040-in-combinazione-con-chemioterapia-standard-per-pazienti-con-tumore-ovarico-epiteliale-sieroso-o-endometrioide-di-alto-grado/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il carcinoma ovarico epiteliale sieroso o endometrioide di alto grado, una forma di tumore che colpisce le ovaie, le tube di Falloppio o il peritoneo. Si tratta di pazienti che hanno già ricevuto precedenti cure per questa malattia e che hanno risposto alle terapie ma hanno avuto una ripresa della malattia. Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>carcinoma ovarico epiteliale sieroso o endometrioide di alto grado</b>, una forma di tumore che colpisce le ovaie, le tube di Falloppio o il peritoneo. Si tratta di pazienti che hanno già ricevuto precedenti cure per questa malattia e che hanno risposto alle terapie ma hanno avuto una ripresa della malattia. Lo studio esamina un nuovo farmaco chiamato <b>TUB-040</b>, che viene somministrato attraverso infusione in vena, in combinazione con altri farmaci standard utilizzati abitualmente per il trattamento del tumore ovarico. Il <b>TUB-040</b> è un farmaco mirato che viene testato per la prima volta in questo tipo di combinazione.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità del <b>TUB-040</b> quando viene usato insieme ai farmaci standard per il tumore ovarico, e determinare quale sia la dose più appropriata da utilizzare. Durante lo studio vengono raccolti campioni di sangue per misurare la quantità di farmaco presente nel corpo e come questo viene elaborato dall&#8217;organismo, aspetto che viene chiamato farmacocinetica. Viene anche valutata la possibilità che il corpo sviluppi una risposta immunitaria contro il farmaco. Inoltre, lo studio osserva se il trattamento ha un effetto positivo sulla malattia, misurando aspetti come la riduzione delle dimensioni del tumore, il tempo necessario per ottenere una risposta, quanto dura questa risposta e per quanto tempo la malattia rimane stabile senza peggiorare.</p>
<p>Durante lo studio le pazienti ricevono il trattamento in cicli ripetuti e vengono sottoposte a controlli regolari che includono esami del sangue, esami di diagnostica per immagini per valutare le dimensioni del tumore e verifiche dello stato di salute generale. Viene richiesto un campione di tessuto tumorale precedentemente prelevato oppure, se non disponibile, può essere necessario effettuare una nuova biopsia. Lo studio monitora attentamente eventuali effetti collaterali del trattamento e la loro gravità, prestando particolare attenzione a quelli che si verificano durante il primo ciclo di terapia. Le pazienti che partecipano devono aver completato i trattamenti precedenti da un periodo di tempo adeguato e devono soddisfare determinati requisiti relativi alla funzionalità degli organi principali come fegato, reni e midollo osseo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;ivonescimab in combinazione con fluorouracile, acido folinico e oxaliplatino per pazienti con tumore del colon-retto metastatico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullivonescimab-in-combinazione-con-fluorouracile-acido-folinico-e-oxaliplatino-per-pazienti-con-tumore-del-colon-retto-metastatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:48 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullivonescimab-in-combinazione-con-fluorouracile-acido-folinico-e-oxaliplatino-per-pazienti-con-tumore-del-colon-retto-metastatico/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda il carcinoma del colon-retto metastatico, una malattia in cui il tumore del colon o del retto si è diffuso ad altre parti del corpo. Lo studio confronta due diversi trattamenti. Il primo trattamento combina un farmaco chiamato ivonescimab insieme a una chemioterapia che include fluorouracile, acido folinico e oxaliplatino. Il secondo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda il <b>carcinoma del colon-retto metastatico</b>, una malattia in cui il tumore del colon o del retto si è diffuso ad altre parti del corpo. Lo studio confronta due diversi trattamenti. Il primo trattamento combina un farmaco chiamato <b>ivonescimab</b> insieme a una chemioterapia che include <b>fluorouracile</b>, <b>acido folinico</b> e <b>oxaliplatino</b>. Il secondo trattamento combina <b>bevacizumab</b> con la stessa chemioterapia. Entrambi i trattamenti vengono somministrati per via endovenosa, cioè attraverso una vena.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare quale dei due trattamenti sia più efficace nel rallentare la progressione della malattia. I ricercatori vogliono misurare quanto tempo passa prima che il tumore cresca o si diffonda ulteriormente nei pazienti che ricevono ivonescimab rispetto a quelli che ricevono bevacizumab, entrambi in combinazione con la chemioterapia. Lo studio è randomizzato, il che significa che i partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento, ed è in doppio cieco, quindi né i pazienti né i medici sanno quale farmaco specifico viene somministrato durante lo studio.</p>
<p>Durante lo studio vengono effettuate valutazioni regolari per monitorare la risposta al trattamento attraverso esami radiologici che permettono di vedere se il tumore si riduce, rimane stabile o cresce. Vengono inoltre raccolte informazioni sulla sicurezza dei trattamenti, osservando eventuali effetti collaterali e analizzando i risultati degli esami del sangue. Lo studio include anche la misurazione delle concentrazioni del farmaco ivonescimab nel sangue dei pazienti e la verifica di eventuali reazioni del sistema immunitario al farmaco stesso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza del passaggio da emicizumab a denecimig in adulti e adolescenti con emofilia A con o senza inibitori del fattore VIII.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-del-passaggio-da-emicizumab-a-denecimig-in-adulti-e-adolescenti-con-emofilia-a-con-o-senza-inibitori-del-fattore-viii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:46 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-del-passaggio-da-emicizumab-a-denecimig-in-adulti-e-adolescenti-con-emofilia-a-con-o-senza-inibitori-del-fattore-viii/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda l&#8217;emofilia A, una malattia ereditaria del sangue in cui manca o non funziona correttamente una proteina necessaria per la coagulazione chiamata fattore VIII. Le persone con questa condizione possono avere emorragie più frequenti o prolungate rispetto alle persone sane. Alcune persone con emofilia A sviluppano inoltre degli inibitori, ovvero sostanze che il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda l&#8217;<b>emofilia A</b>, una malattia ereditaria del sangue in cui manca o non funziona correttamente una proteina necessaria per la coagulazione chiamata fattore VIII. Le persone con questa condizione possono avere emorragie più frequenti o prolungate rispetto alle persone sane. Alcune persone con emofilia A sviluppano inoltre degli inibitori, ovvero sostanze che il corpo produce contro il fattore VIII, rendendo i trattamenti meno efficaci. Lo studio coinvolge persone con emofilia A sia con che senza inibitori del fattore VIII.</p>
<p>Il medicinale studiato si chiama <b>denecimig</b>, noto anche con il nome in codice <b>NNC0365-3769</b> o <b>Mim8</b>, ed è una soluzione per iniezione che viene somministrata sotto la pelle. Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza del passaggio diretto dal trattamento preventivo con <b>emicizumab</b> al trattamento preventivo con denecimig. Durante questo passaggio, il corpo ha bisogno di tempo per eliminare completamente l&#8217;emicizumab prima che il nuovo medicinale diventi pienamente efficace, e questo periodo viene chiamato periodo di eliminazione.</p>
<p>Lo studio è aperto, il che significa che sia i partecipanti che i medici sanno quale medicinale viene somministrato. I partecipanti sono adulti e adolescenti di almeno 12 anni che sono già in trattamento preventivo con emicizumab da almeno 8 settimane e per i quali è già stata presa la decisione di interrompere questo trattamento. Durante lo studio, che dura circa 26 settimane, vengono raccolte informazioni sugli effetti indesiderati che possono verificarsi, sull&#8217;esperienza nell&#8217;uso del dispositivo per l&#8217;iniezione e sul carico che il trattamento rappresenta per i partecipanti. I partecipanti devono essere disposti a seguire le visite programmate e a compilare un diario elettronico.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul farmaco VX-407 per pazienti adulti con malattia policistica renale autosomica dominante che presentano specifiche varianti del gene PKD1</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-farmaco-vx-407-per-pazienti-adulti-con-malattia-policistica-renale-autosomica-dominante-che-presentano-specifiche-varianti-del-gene-pkd1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:40 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-farmaco-vx-407-per-pazienti-adulti-con-malattia-policistica-renale-autosomica-dominante-che-presentano-specifiche-varianti-del-gene-pkd1/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la malattia policistica renale autosomica dominante, una condizione ereditaria in cui si formano numerose sacche piene di liquido, chiamate cisti, nei reni. Queste cisti possono crescere nel tempo e interferire con il normale funzionamento dei reni. Lo studio esamina persone che hanno questa malattia e che presentano specifici cambiamenti nel gene PKD1, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>malattia policistica renale autosomica dominante</b>, una condizione ereditaria in cui si formano numerose sacche piene di liquido, chiamate cisti, nei reni. Queste cisti possono crescere nel tempo e interferire con il normale funzionamento dei reni. Lo studio esamina persone che hanno questa malattia e che presentano specifici cambiamenti nel gene <b>PKD1</b>, che è responsabile della condizione. Il trattamento che verrà utilizzato è un farmaco chiamato <b>VX-407</b>, che si presenta sotto forma di compressa e viene assunto per bocca. Durante lo studio verrà anche utilizzato un test diagnostico speciale per verificare la presenza di specifiche varianti genetiche nel gene PKD1.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento con VX-407 può essere efficace nel trattare la malattia policistica renale autosomica dominante nelle persone che hanno determinati tipi di varianti genetiche. I partecipanti riceveranno il farmaco in studio per un periodo che può durare fino a 52 settimane. Durante questo tempo, verranno effettuati controlli regolari per misurare le dimensioni dei reni e delle cisti utilizzando la risonanza magnetica, un esame che crea immagini dettagliate degli organi interni senza utilizzare radiazioni. Lo studio valuterà anche la sicurezza del farmaco monitorando eventuali effetti indesiderati e controllando regolarmente gli esami del sangue, l&#8217;elettrocardiogramma e i segni vitali come la pressione sanguigna.</p>
<p>Lo studio prevede che i partecipanti abbiano un&#8217;età compresa tra 18 e 65 anni e che abbiano una funzione renale ancora presente, anche se può essere ridotta. Tutti i partecipanti riceveranno il farmaco in studio e non ci sarà un gruppo che riceve placebo. I medici misureranno principalmente se le dimensioni dei reni, corrette in base all&#8217;altezza della persona, rimangono stabili o diminuiscono durante il trattamento. Verranno inoltre raccolte informazioni su come il corpo assorbe, distribuisce ed elimina il farmaco attraverso prelievi di sangue per analizzare i livelli del medicinale nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul tumore al seno avanzato con mutazione PIK3CA: confronto tra RLY-2608 più fulvestrant e capivasertib più fulvestrant in pazienti con recettori ormonali positivi e HER2 negativo dopo trattamento con inibitori CDK4/6</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-tumore-al-seno-avanzato-con-mutazione-pik3ca-confronto-tra-rly-2608-piu-fulvestrant-e-capivasertib-piu-fulvestrant-in-pazienti-con-recettori-ormonali-positivi-e-her2-negativo-dopo-trattame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:38 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-tumore-al-seno-avanzato-con-mutazione-pik3ca-confronto-tra-rly-2608-piu-fulvestrant-e-capivasertib-piu-fulvestrant-in-pazienti-con-recettori-ormonali-positivi-e-her2-negativo-dopo-trattame/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda il cancro al seno localmente avanzato o metastatico con caratteristiche specifiche: deve essere positivo ai recettori ormonali, negativo al recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (chiamato anche HER2-negativo) e deve presentare una particolare alterazione genetica chiamata mutazione PIK3CA. La malattia deve essere progredita o ricomparsa dopo un precedente trattamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda il <b>cancro al seno localmente avanzato o metastatico</b> con caratteristiche specifiche: deve essere <b>positivo ai recettori ormonali</b>, <b>negativo al recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano</b> (chiamato anche <b>HER2-negativo</b>) e deve presentare una particolare alterazione genetica chiamata <b>mutazione PIK3CA</b>. La malattia deve essere progredita o ricomparsa dopo un precedente trattamento con farmaci chiamati <b>inibitori CDK4/6</b>. Lo studio confronta due diverse combinazioni di farmaci: da una parte <b>RLY-2608</b> insieme a <b>fulvestrant</b>, dall&#8217;altra <b>capivasertib</b> insieme a <b>fulvestrant</b>. Il <b>RLY-2608</b> e il <b>capivasertib</b> sono entrambi farmaci che agiscono bloccando specifiche proteine coinvolte nella crescita delle cellule tumorali, mentre il <b>fulvestrant</b> è un farmaco che agisce sui recettori degli estrogeni nelle cellule tumorali.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare quale delle due combinazioni di farmaci funzioni meglio nel rallentare la progressione della malattia. Durante lo studio, i pazienti riceveranno una delle due combinazioni di trattamento decise in modo casuale. Il <b>RLY-2608</b> viene somministrato per bocca sotto forma di capsule, il <b>capivasertib</b> viene somministrato per bocca sotto forma di compresse rivestite, mentre il <b>fulvestrant</b> viene somministrato tramite iniezione nel muscolo. I medici monitoreranno regolarmente l&#8217;andamento della malattia attraverso esami radiologici per valutare se il tumore progredisce o rimane stabile, e controlleranno anche eventuali effetti collaterali dei farmaci.</p>
<p>Lo studio valuterà principalmente quanto tempo passa prima che la malattia peggiori o prima che si verifichi un decesso. Verranno inoltre valutati altri aspetti come il tempo di sopravvivenza complessivo, la percentuale di pazienti in cui il tumore si riduce di dimensioni, quanto a lungo dura la risposta al trattamento, e la qualità di vita dei pazienti durante il trattamento. I ricercatori raccoglieranno anche informazioni sulla sicurezza dei farmaci, monitorando la frequenza e la gravità degli effetti indesiderati, i cambiamenti nei parametri vitali e negli esami di laboratorio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul saruparib con radioterapia e terapia di deprivazione androgenica in uomini con tumore alla prostata ad alto rischio con mutazione BRCA</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-saruparib-con-radioterapia-e-terapia-di-deprivazione-androgenica-in-uomini-con-tumore-alla-prostata-ad-alto-rischio-con-mutazione-brca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:37 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-saruparib-con-radioterapia-e-terapia-di-deprivazione-androgenica-in-uomini-con-tumore-alla-prostata-ad-alto-rischio-con-mutazione-brca/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il cancro alla prostata ad alto rischio localizzato o localmente avanzato in persone che presentano una mutazione nei geni BRCA1 o BRCA2. Le persone che partecipano allo studio riceveranno un trattamento standard che include la radioterapia insieme alla terapia di deprivazione androgenica. Oltre a questo trattamento standard, alcune persone riceveranno saruparib, noto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>cancro alla prostata</b> ad alto rischio localizzato o localmente avanzato in persone che presentano una mutazione nei geni <b>BRCA1</b> o <b>BRCA2</b>. Le persone che partecipano allo studio riceveranno un trattamento standard che include la radioterapia insieme alla terapia di deprivazione androgenica. Oltre a questo trattamento standard, alcune persone riceveranno <b>saruparib</b>, noto anche con il nome in codice <b>AZD5305</b>, che è un inibitore di una proteina chiamata PARP, mentre altre riceveranno un placebo. Alcune persone potrebbero anche ricevere <b>abiraterone acetato</b>, commercializzato come <b>ZYTIGA</b>, che è un inibitore della biosintesi degli androgeni. Tutti i farmaci vengono assunti per via orale sotto forma di compresse.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta di saruparib al trattamento standard con radioterapia e terapia di deprivazione androgenica possa migliorare il tempo in cui le persone rimangono libere da metastasi a distanza rispetto al placebo. Durante lo studio, le persone verranno sottoposte a controlli regolari che includono esami di imaging come <b>tomografia computerizzata</b>, <b>risonanza magnetica</b>, scintigrafia ossea e <b>tomografia a emissione di positroni con antigene di membrana prostatico-specifico</b> per verificare la presenza di eventuali metastasi. Verrà anche monitorato il livello di antigene prostatico specifico nel sangue e verranno valutati altri aspetti della salute generale.</p>
<p>Lo studio valuterà anche altri risultati importanti come la sopravvivenza globale, il tempo fino alla progressione della malattia dopo un eventuale trattamento successivo, il tempo fino alla recidiva biochimica secondo criteri specifici, e la sopravvivenza specifica per il cancro alla prostata. Verranno raccolte informazioni sulla qualità della vita attraverso questionari che valutano i sintomi urinari e la funzione fisica. Lo studio prevede inoltre di analizzare come il corpo elabora il saruparib e come questo farmaco interagisce eventualmente con l&#8217;abiraterone, esaminando la relazione tra le concentrazioni del farmaco nel sangue e gli effetti osservati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul belzutifan e zanzalintinib rispetto al cabozantinib in pazienti con carcinoma renale avanzato dopo terapia anti-PD-1/L1 adiuvante</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-belzutifan-e-zanzalintinib-rispetto-al-cabozantinib-in-pazienti-con-carcinoma-renale-avanzato-dopo-terapia-anti-pd-1-l1-adiuvante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:52:35 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-belzutifan-e-zanzalintinib-rispetto-al-cabozantinib-in-pazienti-con-carcinoma-renale-avanzato-dopo-terapia-anti-pd-1-l1-adiuvante/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda il carcinoma a cellule renali avanzato, un tipo di tumore del rene che si è diffuso o non può essere rimosso chirurgicamente. Lo studio coinvolge persone che hanno avuto un ritorno della malattia durante o dopo un precedente trattamento preventivo con farmaci che stimolano il sistema immunitario. I farmaci utilizzati nello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda il <b>carcinoma a cellule renali</b> avanzato, un tipo di tumore del rene che si è diffuso o non può essere rimosso chirurgicamente. Lo studio coinvolge persone che hanno avuto un ritorno della malattia durante o dopo un precedente trattamento preventivo con farmaci che stimolano il sistema immunitario. I farmaci utilizzati nello studio sono <b>belzutifan</b> in combinazione con <b>zanzalintinib</b>, che è anche conosciuto con il nome in codice <b>XL092</b>, oppure <b>cabozantinib</b> da solo. Tutti questi farmaci sono compresse che vengono prese per bocca. Lo studio confronta due diversi modi di trattare questa malattia per vedere quale funziona meglio.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare quanto tempo le persone vivono senza che il tumore peggiori quando vengono trattate con la combinazione di belzutifan e zanzalintinib rispetto a quando vengono trattate solo con cabozantinib. Un altro scopo importante è confrontare per quanto tempo le persone vivono complessivamente con i due diversi trattamenti. Durante lo studio verranno anche raccolte informazioni su come i farmaci influenzano la qualità della vita quotidiana delle persone, i loro sintomi e la loro capacità di svolgere attività normali.</p>
<p>Le persone che partecipano allo studio riceveranno uno dei due trattamenti assegnati in modo casuale. Durante il periodo di trattamento verranno effettuati controlli regolari per verificare come sta procedendo la malattia e per controllare eventuali effetti indesiderati dei farmaci. I medici monitoreranno anche come le persone si sentono nella vita quotidiana attraverso questionari sulla qualità della vita e sui sintomi legati alla malattia. Lo studio raccoglierà informazioni su quante persone rispondono al trattamento, quanto dura la risposta e se ci sono effetti collaterali che portano a interrompere la terapia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
