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	<title>Örebro | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Örebro | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio sul baricitinib per ritardare il diabete di tipo 1 in bambini e adulti a rischio di età compresa tra 1 e 35 anni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-baricitinib-per-ritardare-il-diabete-di-tipo-1-in-bambini-e-adulti-a-rischio-di-eta-compresa-tra-1-e-35-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il diabete mellito di tipo 1, una malattia in cui il corpo non produce abbastanza insulina, un ormone necessario per regolare gli zuccheri nel sangue. Lo studio è rivolto a persone che hanno un rischio elevato di sviluppare questa malattia ma non l&#8217;hanno ancora in forma completa. Queste persone hanno nel sangue [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>diabete mellito di tipo 1</b>, una malattia in cui il corpo non produce abbastanza insulina, un ormone necessario per regolare gli zuccheri nel sangue. Lo studio è rivolto a persone che hanno un rischio elevato di sviluppare questa malattia ma non l&#8217;hanno ancora in forma completa. Queste persone hanno nel sangue particolari sostanze chiamate autoanticorpi che indicano che il sistema immunitario sta attaccando le cellule che producono insulina. Il farmaco utilizzato nello studio si chiama <b>baricitinib</b> e viene anche indicato con il codice <b>LY3009104</b>. Alcuni partecipanti riceveranno baricitinib mentre altri riceveranno un placebo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se baricitinib può ritardare lo sviluppo del diabete di tipo 1 nelle persone a rischio rispetto al placebo. Il farmaco viene somministrato per bocca sotto forma di compresse rivestite o di sospensione liquida. Il trattamento può durare fino a sessanta mesi, cioè cinque anni. Durante questo periodo i partecipanti verranno controllati regolarmente per vedere se e quando sviluppano il diabete di tipo 1 in forma completa.</p>
<p>Lo studio confronta l&#8217;effetto di baricitinib con quello del placebo misurando quanto tempo passa dall&#8217;inizio dello studio fino alla comparsa del diabete di tipo 1 completo. I partecipanti devono avere almeno due autoanticorpi legati al diabete e devono pesare almeno otto chilogrammi. Lo studio è organizzato in modo che né i partecipanti né i medici sappiano chi riceve il farmaco vero e chi riceve il placebo fino alla fine dello studio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza di icotrokinra in adulti e adolescenti con colite ulcerosa da moderatamente a gravemente attiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-la-sicurezza-di-icotrokinra-in-adulti-e-adolescenti-con-colite-ulcerosa-da-moderatamente-a-gravemente-attiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda la colite ulcerosa da moderatamente a gravemente attiva, una malattia infiammatoria che colpisce l&#8217;intestino crasso causando infiammazione e ulcere nella parete interna del colon e del retto. Il trattamento che verrà studiato è icotrokinra, un farmaco sperimentale noto anche con il nome in codice JNJ-77242113, che viene somministrato sotto forma di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda la <b>colite ulcerosa</b> da moderatamente a gravemente attiva, una malattia infiammatoria che colpisce l&#8217;intestino crasso causando infiammazione e ulcere nella parete interna del colon e del retto. Il trattamento che verrà studiato è <b>icotrokinra</b>, un farmaco sperimentale noto anche con il nome in codice <b>JNJ-77242113</b>, che viene somministrato sotto forma di compresse rivestite da prendere per bocca. Durante lo studio alcuni partecipanti riceveranno il farmaco attivo mentre altri riceveranno placebo per permettere il confronto degli effetti.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se icotrokinra sia efficace nel controllare i sintomi della malattia e nel portare a una remissione clinica, cioè una condizione in cui i sintomi della colite ulcerosa scompaiono o si riducono notevolmente. Lo studio valuterà sia la capacità del farmaco di indurre inizialmente questo miglioramento sia di mantenerlo nel tempo. La ricerca coinvolgerà sia persone adulte sia adolescenti con età compresa tra i dodici e i diciassette anni.</p>
<p>Lo studio si svolge in diverse fasi. Nella prima fase, chiamata fase di induzione, i partecipanti adulti riceveranno icotrokinra o placebo per dodici settimane per verificare se il trattamento può migliorare i sintomi della malattia. Coloro che risponderanno positivamente al trattamento potranno poi entrare in una seconda fase, chiamata fase di mantenimento, che durerà quaranta settimane e servirà a valutare se il farmaco riesce a mantenere i benefici ottenuti nel tempo. Gli adolescenti parteciperanno principalmente alla fase di mantenimento dello studio. Durante tutto il periodo dello studio verranno effettuati controlli regolari per monitorare l&#8217;efficacia del trattamento e la sicurezza dei partecipanti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza di icotrokinra in pazienti con malattia di Crohn da moderatamente a gravemente attiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-la-sicurezza-di-icotrokinra-in-pazienti-con-malattia-di-crohn-da-moderatamente-a-gravemente-attiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:41 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=168842</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la malattia di Crohn da moderatamente a gravemente attiva. La malattia di Crohn è una condizione infiammatoria che può colpire diverse parti dell&#8217;intestino, causando sintomi come dolore addominale e diarrea frequente. Lo studio valuterà un medicinale chiamato icotrokinra, che viene somministrato sotto forma di compresse rivestite da assumere per bocca. Alcuni partecipanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>malattia di Crohn</b> da moderatamente a gravemente attiva. La malattia di Crohn è una condizione infiammatoria che può colpire diverse parti dell&#8217;intestino, causando sintomi come dolore addominale e diarrea frequente. Lo studio valuterà un medicinale chiamato <b>icotrokinra</b>, che viene somministrato sotto forma di compresse rivestite da assumere per bocca. Alcuni partecipanti riceveranno icotrokinra mentre altri riceveranno un <b>placebo</b>. Lo scopo dello studio è valutare se icotrokinra sia efficace nel ridurre i sintomi della malattia di Crohn e nel controllare l&#8217;infiammazione dell&#8217;intestino, sia nella fase iniziale del trattamento che nel mantenimento dei risultati nel tempo.</p>
<p>Lo studio è diviso in più fasi. Nella prima fase, chiamata fase di induzione, si valuterà se il medicinale riesce a migliorare i sintomi e a ridurre le ulcere nell&#8217;intestino dopo dodici settimane di trattamento. Le ulcere sono lesioni che si formano sulla parete interna dell&#8217;intestino a causa dell&#8217;infiammazione. Durante questa fase verrà misurata la risposta clinica, cioè il miglioramento generale dei sintomi come il numero di scariche intestinali liquide o molto morbide e l&#8217;intensità del dolore addominale. Successivamente, nella fase di mantenimento, si valuterà se il medicinale riesce a mantenere i benefici ottenuti per un periodo più lungo, fino a quaranta settimane.</p>
<p>Lo studio è rivolto a persone adulte che hanno ricevuto una diagnosi di malattia di Crohn da almeno dodici settimane e che presentano una malattia attiva confermata sia attraverso esami dell&#8217;intestino che attraverso la valutazione dei sintomi quotidiani. Possono partecipare persone che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti con terapie precedenti come cortisonici per bocca, farmaci che agiscono sul sistema immunitario, oppure terapie più avanzate come anticorpi contro specifiche proteine dell&#8217;infiammazione o altri medicinali più recenti. Il trattamento previsto può durare fino a duecentosessanta settimane.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul prednisolone per pazienti con neurite vestibolare per valutare l&#8217;effetto sui sintomi vestibolari</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-prednisolone-per-pazienti-con-neurite-vestibolare-per-valutare-leffetto-sui-sintomi-vestibolari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:27 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=169274</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la neurite vestibolare, una condizione che colpisce l&#8217;orecchio interno e provoca vertigini improvvise. Le vertigini possono essere di tipo rotatorio, dove sembra che tutto giri intorno, oppure di altro tipo, ma sono comunque di intensità moderata o grave e durano diverse ore. Questa condizione si manifesta con un movimento involontario degli occhi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>neurite vestibolare</b>, una condizione che colpisce l&#8217;orecchio interno e provoca vertigini improvvise. Le vertigini possono essere di tipo rotatorio, dove sembra che tutto giri intorno, oppure di altro tipo, ma sono comunque di intensità moderata o grave e durano diverse ore. Questa condizione si manifesta con un movimento involontario degli occhi chiamato nistagmo e con una ridotta funzione del riflesso che aiuta a stabilizzare la visione durante i movimenti della testa. Lo studio confronta l&#8217;effetto del <b>prednisolone</b>, un farmaco corticosteroide somministrato per bocca, con quello del placebo. Il trattamento con prednisolone dura dieci giorni con una riduzione graduale della dose, partendo da un massimo di 60 milligrammi al giorno fino a una dose totale di 450 milligrammi durante tutto il periodo di trattamento.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento con prednisolone sia efficace nel ridurre i sintomi vestibolari, cioè i disturbi legati all&#8217;equilibrio e alle vertigini, nei pazienti con neurite vestibolare rispetto a chi riceve il placebo. Durante lo studio i partecipanti vengono valutati attraverso questionari che misurano l&#8217;intensità delle vertigini e l&#8217;impatto sulla qualità di vita quotidiana. Le valutazioni principali vengono effettuate a sei settimane dall&#8217;inizio del trattamento, ma i partecipanti vengono seguiti anche dopo due settimane, tre mesi e dodici mesi per osservare l&#8217;evoluzione dei sintomi nel tempo.</p>
<p>Nel corso dello studio vengono eseguiti diversi esami per misurare la funzione dell&#8217;equilibrio, come test che valutano i movimenti rapidi degli occhi durante i movimenti della testa, prove di cammino cronometrato su una distanza fissa, misurazioni dell&#8217;oscillazione del corpo durante la stazione eretta e la camminata, e test di equilibrio su superfici instabili. Vengono inoltre controllati eventuali episodi di vertigini posizionali che possono svilupparsi successivamente. Lo studio raccoglie anche informazioni dai registri sanitari per valutare l&#8217;impatto economico della malattia sul sistema sanitario e sulla società, inclusi i giorni di assenza dal lavoro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul remdesivir per pazienti adulti ospedalizzati con encefalite da zecca</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-remdesivir-per-pazienti-adulti-ospedalizzati-con-encefalite-da-zecca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:25 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=169402</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda l&#8217;encefalite da zecche, una malattia causata da un virus trasmesso attraverso il morso di zecche infette. Quando il virus entra nel corpo può raggiungere il cervello e il sistema nervoso, causando infiammazione e danni ai tessuti nervosi. I pazienti con questa malattia spesso necessitano di ricovero in ospedale e possono sviluppare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda l&#8217;<b>encefalite da zecche</b>, una malattia causata da un virus trasmesso attraverso il morso di zecche infette. Quando il virus entra nel corpo può raggiungere il cervello e il sistema nervoso, causando infiammazione e danni ai tessuti nervosi. I pazienti con questa malattia spesso necessitano di ricovero in ospedale e possono sviluppare problemi che includono difficoltà di memoria, stanchezza intensa e altri disturbi che possono durare a lungo. Il trattamento che verrà studiato utilizza <b>remdesivir</b>, un farmaco antivirale somministrato attraverso <b>infusione endovenosa</b>, insieme a una soluzione contenente <b>mannitolo</b> ed elettroliti. Alcuni partecipanti riceveranno invece un placebo. Lo scopo dello studio è valutare se il remdesivir possa ridurre i danni ai neuroni durante l&#8217;infezione, misurati attraverso specifiche sostanze presenti nel sangue.</p>
<p>Durante lo studio i pazienti riceveranno il trattamento per un periodo compreso tra cinque e dieci giorni consecutivi mentre sono ricoverati in ospedale. Verranno effettuati prelievi di sangue e, in alcuni casi, anche del liquido che circonda il cervello e il midollo spinale per misurare i livelli di sostanze che indicano il danno nervoso. Saranno inoltre raccolti campioni di saliva e urina per analizzare la presenza del virus e la risposta del corpo all&#8217;infezione. I partecipanti saranno seguiti per un anno dopo l&#8217;inizio del trattamento attraverso visite programmate in cui verranno valutate varie funzioni cognitive come memoria, attenzione e capacità di concentrazione mediante test al computer, oltre a questionari sulla stanchezza e sulla qualità della vita.</p>
<p>Lo studio confronterà i risultati tra chi riceve il farmaco antivirale e chi riceve il placebo per capire se il trattamento può migliorare il recupero dei pazienti. Verranno anche analizzati altri fattori come il tempo trascorso tra l&#8217;inizio dei sintomi e l&#8217;inizio del trattamento, eventuali vaccinazioni precedenti contro l&#8217;encefalite da zecche o malattie simili, e la presenza di altre infezioni trasmesse dalle zecche. Durante tutto il periodo di osservazione saranno registrati eventuali effetti indesiderati e complicazioni per valutare la sicurezza del trattamento. Lo studio prevede inoltre analisi di laboratorio approfondite per comprendere meglio come il virus e il farmaco interagiscono con il sistema immunitario e nervoso di ciascun paziente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla morfina intratecale e l&#8217;analgesia epidurale per il controllo del dolore in pazienti sottoposti a chirurgia colorettale aperta</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-morfina-intratecale-e-lanalgesia-epidurale-per-il-controllo-del-dolore-in-pazienti-sottoposti-a-chirurgia-colorettale-aperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone che devono sottoporsi a un intervento chirurgico all&#8217;intestino crasso (chiamato anche chirurgia colorettale) con un&#8217;incisione sulla parte centrale dell&#8217;addome. Durante e dopo questo tipo di operazione è importante controllare bene il dolore per aiutare il recupero del paziente. Esistono diversi modi per gestire il dolore dopo un intervento chirurgico importante, e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone che devono sottoporsi a un intervento chirurgico all&#8217;intestino crasso (chiamato anche <b>chirurgia colorettale</b>) con un&#8217;incisione sulla parte centrale dell&#8217;addome. Durante e dopo questo tipo di operazione è importante controllare bene il dolore per aiutare il recupero del paziente. Esistono diversi modi per gestire il dolore dopo un intervento chirurgico importante, e questo studio confronta due metodi diversi per capire se funzionano in modo simile.</p>
<p>I due metodi confrontati sono la <b>morfina</b> somministrata con un&#8217;iniezione nello spazio intorno al midollo spinale (chiamata somministrazione intratecale) e l&#8217;analgesia attraverso un catetere posizionato vicino alla colonna vertebrale nella zona del torace (chiamata analgesia epidurale toracica continua). Nel secondo metodo vengono usati diversi farmaci attraverso il catetere epidurale, tra cui <b>bupivacaina cloridrato</b> che è un anestetico locale per bloccare il dolore, <b>fentanil citrato</b> che è un altro antidolorifico potente, e <b>adrenalina</b> che aiuta a far durare più a lungo l&#8217;effetto degli altri farmaci. Lo scopo dello studio è verificare se una singola dose di morfina nella colonna vertebrale funziona in modo paragonabile all&#8217;analgesia epidurale continua per quanto riguarda la qualità del recupero del paziente dopo l&#8217;intervento.</p>
<p>Durante lo studio i pazienti riceveranno uno dei due trattamenti per il controllo del dolore e verranno seguiti per un periodo che va dall&#8217;operazione fino a un anno dopo. I medici valuteranno diversi aspetti come la qualità del recupero, l&#8217;intensità del dolore sia a riposo che durante il movimento, la soddisfazione del paziente riguardo al controllo del dolore, eventuali complicazioni, il tempo necessario per tornare a casa dall&#8217;ospedale e la qualità della vita in generale. Verranno anche controllati possibili effetti indesiderati dei farmaci come nausea, vomito, prurito, difficoltà respiratorie, abbassamento della pressione del sangue e problemi con la minzione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di cagrilintide e semaglutide nel controllo del diabete di tipo 2 in pazienti trattati con metformina</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-cagrilintide-e-semaglutide-nel-controllo-del-diabete-di-tipo-2-in-pazienti-trattati-con-metformina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:21 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=169828</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il diabete di tipo 2, una malattia in cui il corpo non riesce a controllare adeguatamente i livelli di zucchero nel sangue. Lo studio esamina l&#8217;uso di diversi medicinali somministrati tramite iniezione sotto la pelle: cagrilintide e semaglutide utilizzati insieme (chiamati CagriSema), oppure usati separatamente, e placebo. Alcuni partecipanti riceveranno CagriSema in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>diabete di tipo 2</b>, una malattia in cui il corpo non riesce a controllare adeguatamente i livelli di zucchero nel sangue. Lo studio esamina l&#8217;uso di diversi medicinali somministrati tramite iniezione sotto la pelle: <b>cagrilintide</b> e <b>semaglutide</b> utilizzati insieme (chiamati CagriSema), oppure usati separatamente, e placebo. Alcuni partecipanti riceveranno CagriSema in diverse dosi, altri riceveranno solo semaglutide, altri solo cagrilintide, e altri ancora riceveranno placebo. Tutti i partecipanti continueranno a prendere <b>metformina</b>, un medicinale per il diabete assunto per bocca, e alcuni potrebbero anche continuare a prendere un altro tipo di medicinale chiamato <b>inibitore SGLT2</b> (come <b>dapagliflozin</b>).</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se CagriSema funziona meglio di semaglutide, cagrilintide o placebo nel ridurre i livelli di zucchero nel sangue e il peso corporeo nelle persone con diabete di tipo 2 che non sono sufficientemente controllate con la metformina da sola o insieme a un inibitore SGLT2. Durante lo studio verranno misurati diversi valori, tra cui l&#8217;emoglobina glicata (chiamata <b>HbA1c</b>), che indica quanto bene è controllato lo zucchero nel sangue nel tempo, e il peso corporeo. Verranno anche controllati altri aspetti come la pressione del sangue, i grassi nel sangue chiamati <b>trigliceridi</b> e <b>colesterolo</b>, e il tempo in cui lo zucchero nel sangue rimane entro i livelli desiderati.</p>
<p>Lo studio durerà circa 68 settimane di trattamento, seguite da un periodo di osservazione. I partecipanti riceveranno iniezioni una volta alla settimana sotto la pelle e continueranno a prendere i loro medicinali abituali per il diabete. Durante lo studio verranno effettuate visite regolari per controllare come funzionano i medicinali e per verificare eventuali effetti indesiderati. Alcuni partecipanti useranno anche un dispositivo di monitoraggio continuo del glucosio per misurare i livelli di zucchero nel sangue in modo costante. Verranno raccolte informazioni sulla qualità di vita e sulla soddisfazione con il trattamento attraverso questionari.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;atorvastatina per prevenire l&#8217;oftalmopatia di Graves in pazienti con nuova diagnosi di malattia di Graves</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullatorvastatina-per-prevenire-loftalmopatia-di-graves-in-pazienti-con-nuova-diagnosi-di-malattia-di-graves/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:20 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=170007</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la oftalmopatia di Graves, una condizione che può colpire gli occhi delle persone che hanno la malattia di Graves. La malattia di Graves è un disturbo della ghiandola tiroidea in cui questa produce troppi ormoni tiroidei, causando sintomi come battito cardiaco accelerato, perdita di peso e nervosismo. L&#8217;oftalmopatia di Graves può causare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>oftalmopatia di Graves</b>, una condizione che può colpire gli occhi delle persone che hanno la <b>malattia di Graves</b>. La malattia di Graves è un disturbo della ghiandola tiroidea in cui questa produce troppi ormoni tiroidei, causando sintomi come battito cardiaco accelerato, perdita di peso e nervosismo. L&#8217;oftalmopatia di Graves può causare gonfiore, arrossamento e sporgenza degli occhi, oltre a problemi alla vista. In questo studio viene utilizzato un medicinale chiamato <b>Atorvastatina</b>, che normalmente viene prescritto per abbassare il colesterolo nel sangue. Il medicinale viene somministrato sotto forma di compresse rivestite con film da assumere per bocca.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se l&#8217;Atorvastatina può prevenire lo sviluppo dell&#8217;oftalmopatia di Graves attiva nelle persone a cui è stata diagnosticata di recente la malattia di Graves. Durante lo studio, che dura complessivamente diciotto mesi, i partecipanti assumono il medicinale per un periodo di dodici mesi. La dose massima giornaliera prevista è di quaranta milligrammi. Nel corso dello studio vengono effettuate valutazioni regolari per controllare se si sviluppano segni di problemi agli occhi e quanto sono attivi questi problemi. Viene utilizzato un sistema di punteggio specifico per misurare l&#8217;attività della condizione oculare.</p>
<p>Durante i controlli vengono anche valutati altri aspetti come la qualità di vita dei partecipanti attraverso questionari dedicati, i livelli di alcuni anticorpi nel sangue e la necessità di eventuali trattamenti aggiuntivi come cortisonici o altri medicinali. Vengono inoltre raccolti campioni per analisi di laboratorio che studiano sostanze presenti nel sangue e caratteristiche genetiche, al fine di comprendere meglio chi potrebbe rispondere meglio al trattamento. I controlli avvengono a intervalli regolari durante tutto il periodo dello studio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di immunoglobuline umane normali in aggiunta alle cure standard per il COVID-19 in pazienti con funzione delle cellule B gravemente ridotta</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-immunoglobuline-umane-normali-in-aggiunta-alle-cure-standard-per-il-covid-19-in-pazienti-con-funzione-delle-cellule-b-gravemente-ridotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:17 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=170283</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda pazienti con COVID-19 che hanno un sistema immunitario gravemente indebolito, in particolare con una funzione delle cellule B compromessa. Le cellule B sono parte del sistema immunitario e producono anticorpi per combattere le infezioni. I pazienti inclusi nello studio hanno ricevuto la vaccinazione completa contro il COVID-19 ma non hanno sviluppato una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda pazienti con <b>COVID-19</b> che hanno un sistema immunitario gravemente indebolito, in particolare con una funzione delle cellule B compromessa. Le cellule B sono parte del sistema immunitario e producono anticorpi per combattere le infezioni. I pazienti inclusi nello studio hanno ricevuto la vaccinazione completa contro il COVID-19 ma non hanno sviluppato una risposta adeguata al vaccino a causa della loro condizione immunitaria. Questa situazione può verificarsi in persone con malattie del sangue, in chi ha ricevuto un trapianto di organo solido, o in chi è stato trattato con farmaci che riducono le cellule B. Lo studio confronta due approcci di trattamento: il primo prevede l&#8217;uso di <b>immunoglobuline umane normali</b> per via endovenosa, somministrate attraverso <b>Privigen</b>, in aggiunta alle cure standard, mentre il secondo gruppo riceve solo le cure standard. Le cure standard possono includere farmaci antivirali come <b>remdesivir</b> (disponibile come <b>Veklury</b>) o <b>nirmatrelvir</b> (disponibile come <b>Paxlovid</b>). Le immunoglobuline sono proteine del sangue che contengono anticorpi e possono aiutare il sistema immunitario a combattere le infezioni.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta di immunoglobuline per via endovenosa alle cure standard possa migliorare il recupero clinico e aiutare a eliminare il virus dal sangue nei pazienti con COVID-19 che hanno un sistema immunitario gravemente compromesso. Lo studio misura questi risultati entro ventotto giorni dalla somministrazione del trattamento. Durante lo studio viene anche valutato se i pazienti mostrano un miglioramento delle condizioni cliniche e una riduzione della presenza del virus nel sangue dopo dieci giorni dal trattamento.</p>
<p>I pazienti che partecipano allo studio devono avere sintomi di COVID-19 da almeno sette giorni e presentare materiale genetico del virus nel sangue. Vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento. Durante lo studio vengono monitorati regolarmente per valutare il loro stato di salute secondo una scala che misura la gravità della malattia, e vengono effettuati prelievi di sangue per verificare la presenza del virus. Il follow-up dei pazienti continua fino a centottanta giorni per verificare se il recupero clinico si mantiene nel tempo e se il virus rimane assente dall&#8217;organismo. Vengono inoltre registrati tutti gli eventi avversi per valutare la sicurezza del trattamento con immunoglobuline.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul baricitinib per preservare la funzione delle cellule beta in bambini e adulti con nuova diagnosi di diabete di tipo 1</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-baricitinib-per-preservare-la-funzione-delle-cellule-beta-in-bambini-e-adulti-con-nuova-diagnosi-di-diabete-di-tipo-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 12:15:12 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=170786</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il diabete mellito di tipo 1, una malattia in cui il corpo non produce abbastanza insulina, un ormone necessario per controllare il livello di zucchero nel sangue. Nel diabete di tipo 1, le cellule del pancreas che producono insulina, chiamate cellule beta, vengono danneggiate. Lo studio utilizzerà un farmaco chiamato baricitinib oppure [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>diabete mellito di tipo 1</b>, una malattia in cui il corpo non produce abbastanza insulina, un ormone necessario per controllare il livello di zucchero nel sangue. Nel diabete di tipo 1, le cellule del pancreas che producono insulina, chiamate cellule beta, vengono danneggiate. Lo studio utilizzerà un farmaco chiamato <b>baricitinib</b> oppure un placebo. Il baricitinib sarà somministrato sotto forma di compresse rivestite o come sospensione orale, che è un liquido da assumere per bocca. Lo scopo dello studio è verificare se il baricitinib sia migliore del placebo nel proteggere le cellule beta e mantenere la loro capacità di produrre insulina nelle persone che hanno ricevuto da poco la diagnosi di diabete di tipo 1.</p>
<p>Lo studio coinvolgerà bambini e adulti di età compresa tra 1 anno e meno di 36 anni che hanno ricevuto da poco la diagnosi di diabete di tipo 1. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo di 52 settimane, cioè circa un anno. Durante lo studio, verrà misurata una sostanza chiamata peptide C, che indica quanto bene le cellule beta stanno funzionando. Il peptide C viene prodotto insieme all&#8217;insulina, quindi la sua presenza nel sangue mostra se le cellule beta sono ancora attive e in grado di produrre insulina.</p>
<p>I partecipanti dovranno avere almeno un autoanticorpo nel sangue, che è una proteina particolare che si trova nelle persone con diabete di tipo 1, e dovranno pesare almeno 8 chilogrammi. Lo studio confronterà i risultati tra chi riceve baricitinib e chi riceve il placebo per capire se il farmaco può aiutare a preservare la funzione delle cellule beta nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio che confronta risankizumab e vedolizumab in adulti con colite ulcerosa da moderata a grave non trattati con terapie mirate</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-che-confronta-risankizumab-e-vedolizumab-in-adulti-con-colite-ulcerosa-da-moderata-a-grave-non-trattati-con-terapie-mirate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 14:57:47 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=168212</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la colite ulcerosa da moderata a grave, una malattia infiammatoria cronica dell&#8217;intestino che causa infiammazione e ulcere nel rivestimento del colon e del retto. Lo studio confronta due medicinali: risankizumab, identificato anche con il nome in codice ABBV-066, e vedolizumab, conosciuto anche con il nome commerciale Entyvio. Entrambi i medicinali vengono somministrati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>colite ulcerosa</b> da moderata a grave, una malattia infiammatoria cronica dell&#8217;intestino che causa infiammazione e ulcere nel rivestimento del colon e del retto. Lo studio confronta due medicinali: <b>risankizumab</b>, identificato anche con il nome in codice <b>ABBV-066</b>, e <b>vedolizumab</b>, conosciuto anche con il nome commerciale <b>Entyvio</b>. Entrambi i medicinali vengono somministrati per via endovenosa attraverso infusione, mentre il risankizumab può essere somministrato anche tramite iniezione sottocutanea con una siringa preriempita.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia e la sicurezza del risankizumab rispetto al vedolizumab nel trattamento di persone adulte con colite ulcerosa da moderata a grave che non hanno mai ricevuto in precedenza terapie mirate specifiche per questa condizione. Lo studio vuole verificare se il risankizumab sia superiore al vedolizumab nel migliorare le condizioni dell&#8217;intestino dopo 48 settimane di trattamento, valutando in particolare il miglioramento endoscopico, cioè l&#8217;aspetto del rivestimento intestinale osservato durante un esame endoscopico.</p>
<p>Durante lo studio, che ha una durata massima di 48 settimane, i partecipanti riceveranno in modo casuale uno dei due medicinali e verranno monitorati regolarmente per valutare come risponde la loro malattia al trattamento. Lo studio include persone che hanno una diagnosi confermata di colite ulcerosa da almeno tre mesi e che hanno avuto una risposta inadeguata o non hanno tollerato altri trattamenti come aminosalicilati, steroidi o immunomodulatori. Oltre al miglioramento endoscopico, lo studio valuta anche il raggiungimento della remissione clinica, ovvero la scomparsa dei sintomi principali della malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla preparazione intestinale con mannitolo per pazienti che devono effettuare una colonscopia elettiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-preparazione-intestinale-con-mannitolo-per-pazienti-che-devono-effettuare-una-colonscopia-elettiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 09:06:05 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=167758</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone che devono sottoporsi a una colonscopia programmata, che è un esame che permette di guardare l&#8217;interno dell&#8217;intestino usando uno strumento con una telecamera. Prima di fare questo esame è necessario pulire bene l&#8217;intestino bevendo dei liquidi speciali chiamati lassativi, che aiutano a svuotare completamente l&#8217;intestino. Lo studio confronta due diversi tipi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone che devono sottoporsi a una <b>colonscopia</b> programmata, che è un esame che permette di guardare l&#8217;interno dell&#8217;intestino usando uno strumento con una telecamera. Prima di fare questo esame è necessario pulire bene l&#8217;intestino bevendo dei liquidi speciali chiamati lassativi, che aiutano a svuotare completamente l&#8217;intestino. Lo studio confronta due diversi tipi di questi liquidi: il <b>mannitolo</b>, che è una sostanza che aiuta a pulire l&#8217;intestino attirando acqua al suo interno, e un prodotto chiamato <b>Plenvu</b>, che contiene diverse sostanze tra cui <b>macrogol 4000</b>, <b>simeticone</b>, <b>sodio idrogeno carbonato</b>, <b>potassio cloruro</b>, <b>sodio cloruro</b> e <b>sodio solfato anidro</b>, che insieme agiscono per pulire l&#8217;intestino in modo simile.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se il mannitolo funziona bene quanto il Plenvu nel pulire l&#8217;intestino prima della colonscopia. Durante lo studio, alcune persone riceveranno il mannitolo e altre riceveranno il Plenvu, e il medico che esegue la colonscopia non saprà quale preparazione ha usato ciascun paziente. I medici valuteranno quanto è pulito l&#8217;intestino durante l&#8217;esame usando una scala specifica che assegna un punteggio alle diverse parti dell&#8217;intestino. Verranno anche osservate altre cose importanti come la capacità di raggiungere l&#8217;inizio dell&#8217;intestino crasso durante l&#8217;esame, la presenza di bolle nell&#8217;intestino, e se vengono trovati polipi o altre lesioni. Le persone che partecipano dovranno anche dire quanto è stato facile bere la preparazione, che sapore aveva, e se sarebbero disposte a usarla di nuovo.</p>
<p>Durante lo studio verranno raccolte informazioni sulla sicurezza dei due prodotti controllando se si verificano effetti indesiderati e misurando alcuni valori nel sangue e la pressione sanguigna prima e dopo aver bevuto la preparazione. In alcune persone verrà anche misurata la quantità di mannitolo presente nel sangue in momenti diversi dopo averlo bevuto per capire meglio come il corpo lo assorbe ed elimina. Lo studio si svolgerà in diversi ospedali e centri medici in vari paesi e durerà fino a quando non saranno raccolte tutte le informazioni necessarie per confrontare i due metodi di preparazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul depemokimab negli adulti con broncopneumopatia cronica ostruttiva e infiammazione di tipo 2</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-depemokimab-negli-adulti-con-broncopneumopatia-cronica-ostruttiva-e-infiammazione-di-tipo-2-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 09:05:44 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=167525</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia respiratoria che causa difficoltà nella respirazione e che può peggiorare nel tempo con episodi di aggravamento chiamati riacutizzazioni. Lo studio esamina un medicinale chiamato depemokimab con il codice GSK3511294, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Alcune persone riceveranno il medicinale in studio mentre altre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b>, una malattia respiratoria che causa difficoltà nella respirazione e che può peggiorare nel tempo con episodi di aggravamento chiamati riacutizzazioni. Lo studio esamina un medicinale chiamato <b>depemokimab</b> con il codice <b>GSK3511294</b>, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Alcune persone riceveranno il medicinale in studio mentre altre riceveranno un <b>placebo</b>. Durante lo studio i partecipanti continueranno a usare i loro medicinali abituali per inalazione che contengono tre tipi di sostanze: corticosteroidi inalatori, antagonisti muscarinici a lunga durata d&#8217;azione e agonisti beta2-adrenergici a lunga durata d&#8217;azione. In caso di necessità i partecipanti potranno anche usare il <b>salbutamolo solfato</b> come medicinale di emergenza per via inalatoria.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il <b>depemokimab</b> funziona meglio del <b>placebo</b> nel ridurre il numero di riacutizzazioni della malattia nelle persone con <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b> che hanno anche un&#8217;infiammazione di tipo 2, che significa avere un numero elevato di un certo tipo di cellule del sangue chiamate eosinofili. Lo studio misurerà quante volte i partecipanti hanno episodi di peggioramento della malattia durante il periodo di trattamento e quanto tempo passa prima che si verifichi il primo episodio. Verranno anche valutati i cambiamenti nella qualità di vita e nei sintomi respiratori dei partecipanti.</p>
<p>Lo studio durerà circa due anni per ogni partecipante, con il trattamento che continuerà per 104 settimane. Durante questo periodo i partecipanti riceveranno le iniezioni del medicinale in studio o del <b>placebo</b> e dovranno partecipare a visite regolari presso il centro dove viene condotto lo studio. Durante queste visite verranno controllate la funzione respiratoria, i sintomi e la sicurezza del trattamento. Lo studio coinvolgerà adulti tra i 40 e gli 80 anni che hanno una <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b> da moderata a grave e che hanno avuto almeno due episodi moderati o un episodio grave di peggioramento della malattia nell&#8217;anno precedente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di izalontamab brengitecan confrontato con la chemioterapia standard in pazienti con cancro al seno triplo negativo o con bassa espressione di ER, HER2-negativo, non trattati in precedenza</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-izalontamab-brengitecan-confrontato-con-la-chemioterapia-standard-in-pazienti-con-cancro-al-seno-triplo-negativo-o-con-bassa-espressione-di-er-her2-negativo-non-trattati-in-precedenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 00:20:45 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=135578</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina un nuovo farmaco chiamato izalontamab brengitecan (iza-bren) per il trattamento del carcinoma mammario triplo negativo o del carcinoma mammario ER-basso HER2-negativo in fase avanzata, che non può essere rimosso chirurgicamente o si è diffuso ad altre parti del corpo. Il farmaco viene confrontato con altri trattamenti chemioterapici standard come paclitaxel, nab-paclitaxel, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina un nuovo farmaco chiamato <b>izalontamab brengitecan</b> (iza-bren) per il trattamento del <b>carcinoma mammario triplo negativo</b> o del <b>carcinoma mammario ER-basso HER2-negativo</b> in fase avanzata, che non può essere rimosso chirurgicamente o si è diffuso ad altre parti del corpo. Il farmaco viene confrontato con altri trattamenti chemioterapici standard come <b>paclitaxel</b>, <b>nab-paclitaxel</b>, <b>capecitabina</b>, o una combinazione di <b>carboplatino</b> e <b>gemcitabina</b>.</p>
<p>La ricerca viene condotta su pazienti che non hanno ricevuto precedenti trattamenti per la malattia in fase avanzata e che non sono idonei per le terapie con farmaci anti-PD1/PD-L1. Durante lo studio, i pazienti riceveranno sia il nuovo farmaco sperimentale sia uno dei trattamenti chemioterapici standard, scelto dal medico curante.</p>
<p>Lo studio valuterà principalmente quanto tempo passa prima che la malattia peggiori attraverso esami di diagnostica per immagini come la <b>tomografia computerizzata</b>. Verrà anche osservato se il trattamento con iza-bren permette ai pazienti di vivere più a lungo rispetto ai trattamenti standard. Per supportare il trattamento, può essere utilizzato anche il <b>pegfilgrastim</b>, un farmaco che aiuta a prevenire le infezioni durante la chemioterapia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uno studio su ziltivekimab rispetto a placebo in pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica, malattia renale cronica e infiammazione</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/uno-studio-su-ziltivekimab-rispetto-a-placebo-in-pazienti-con-malattia-cardiovascolare-aterosclerotica-malattia-renale-cronica-e-infiammazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 00:15:57 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=142517</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone che hanno una malattia cardiovascolare aterosclerotica, una malattia renale cronica e una infiammazione sistemica. La malattia cardiovascolare aterosclerotica si verifica quando le arterie si restringono a causa dell&#8217;accumulo di depositi di grasso, il che può portare a problemi al cuore e alla circolazione del sangue. La malattia renale cronica indica che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone che hanno una <b>malattia cardiovascolare aterosclerotica</b>, una <b>malattia renale cronica</b> e una <b>infiammazione sistemica</b>. La malattia cardiovascolare aterosclerotica si verifica quando le arterie si restringono a causa dell&#8217;accumulo di depositi di grasso, il che può portare a problemi al cuore e alla circolazione del sangue. La malattia renale cronica indica che i reni non funzionano correttamente nel filtrare il sangue. L&#8217;infiammazione sistemica significa che c&#8217;è un&#8217;infiammazione diffusa nel corpo che può essere misurata attraverso esami del sangue. Lo studio confronta un farmaco chiamato <b>ziltivekimab</b>, somministrato come <b>soluzione iniettabile</b> sotto la pelle una volta al mese, con un <b>placebo</b>. Entrambi i trattamenti vengono aggiunti alle cure standard che i partecipanti già ricevono.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se ziltivekimab è superiore al placebo nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari gravi. Questi eventi includono morte per cause cardiovascolari, <b>infarto miocardico</b> non fatale che è comunemente chiamato attacco di cuore, e <b>ictus</b> non fatale che si verifica quando il flusso di sangue al cervello viene interrotto. Durante lo studio vengono anche osservati altri risultati importanti come il numero di ricoveri in ospedale per insufficienza cardiaca, i cambiamenti nella funzione dei reni misurati attraverso esami del sangue che valutano quanto bene i reni filtrano le sostanze, e il tempo fino alla comparsa di vari eventi come morte per qualsiasi causa, necessità di procedure per ripristinare il flusso di sangue nelle arterie, e peggioramento della funzione renale.</p>
<p>I partecipanti ricevono il trattamento assegnato per tutta la durata dello studio e vengono regolarmente controllati attraverso visite mediche ed esami. Durante queste visite vengono effettuati prelievi di sangue per misurare diversi valori come il livello di infiammazione nel corpo, i marcatori della funzione cardiaca e renale, e altri parametri di salute. Vengono inoltre valutati cambiamenti in alcuni valori specifici come la <b>proteina C reattiva ad alta sensibilità</b> che misura l&#8217;infiammazione, il rapporto tra albumina e creatinina nelle urine che indica la funzione renale, e la frazione di eiezione ventricolare sinistra che mostra quanto bene il cuore pompa il sangue. Lo studio raccoglie anche informazioni sulla qualità di vita dei partecipanti e sul numero di infezioni che potrebbero verificarsi durante il periodo di osservazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia del rituximab nel trattamento dell&#8217;insufficienza ovarica precoce autoimmune per migliorare la fertilità nelle donne</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-del-rituximab-nel-trattamento-dellinsufficienza-ovarica-precoce-autoimmune-per-migliorare-la-fertilita-nelle-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 00:15:52 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=135720</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;insufficienza ovarica precoce autoimmune, una condizione in cui il sistema immunitario attacca le ovaie, causando problemi di fertilità nelle donne giovani. La ricerca utilizza il farmaco rituximab, un medicinale che modifica la risposta del sistema immunitario, insieme a una procedura di stimolazione ovarica controllata. Lo studio ha lo scopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;<b>insufficienza ovarica precoce autoimmune</b>, una condizione in cui il sistema immunitario attacca le ovaie, causando problemi di fertilità nelle donne giovani. La ricerca utilizza il farmaco <b>rituximab</b>, un medicinale che modifica la risposta del sistema immunitario, insieme a una procedura di stimolazione ovarica controllata.</p>
<p>Lo studio ha lo scopo di valutare se il rituximab può aiutare a ripristinare la funzione ovarica e migliorare la fertilità nelle donne con questa condizione. Durante lo studio, alcune partecipanti riceveranno il rituximab mentre altre riceveranno un placebo attraverso <b>infusione</b>. Il trattamento viene somministrato in diverse sessioni nell&#8217;arco di 28 giorni, con una dose massima giornaliera di 1 grammo e una dose totale di 4 grammi.</p>
<p>I medici monitoreranno la capacità delle ovaie di produrre ovuli dopo il trattamento, la ripresa del ciclo mestruale e i cambiamenti nei livelli ormonali. Verranno anche valutati gli effetti del trattamento sulla qualità della vita delle partecipanti. Durante tutto il periodo dello studio, le partecipanti saranno monitorate attentamente per eventuali effetti collaterali o complicazioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio per valutare l&#8217;efficacia di pivmecillinam come terapia orale nelle infezioni urinarie febbrili da Escherichia coli rispetto alla terapia standard</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-per-valutare-lefficacia-di-pivmecillinam-come-terapia-orale-nelle-infezioni-urinarie-febbrili-da-escherichia-coli-rispetto-alla-terapia-standard/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 06:04:46 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=134442</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia del pivmecillinam come trattamento orale per le infezioni febbrili del tratto urinario (fUTI) causate dal batterio Escherichia coli. Il pivmecillinam è un antibiotico che viene somministrato per via orale dopo un iniziale trattamento antibiotico per via endovenosa. Lo studio confronta il pivmecillinam con le terapie standard attualmente utilizzate per verificare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia del <b>pivmecillinam</b> come trattamento orale per le <b>infezioni febbrili del tratto urinario</b> (fUTI) causate dal batterio <b>Escherichia coli</b>. Il <b>pivmecillinam</b> è un antibiotico che viene somministrato per via orale dopo un iniziale trattamento antibiotico per via endovenosa.</p>
<p>Lo studio confronta il <b>pivmecillinam</b> con le terapie standard attualmente utilizzate per verificare se è ugualmente efficace nel trattare queste infezioni. I pazienti riceveranno il trattamento per un periodo che può durare fino a 12 giorni. Durante lo studio, verrà monitorata la risposta al trattamento valutando la scomparsa della febbre e dei sintomi dell&#8217;infezione.</p>
<p>Oltre all&#8217;efficacia del trattamento, lo studio valuterà anche altri aspetti come gli effetti sulla flora intestinale, la presenza del farmaco nel sangue e nelle urine, e il rapporto costo-efficacia del trattamento. I pazienti verranno seguiti per 28 giorni dopo la fine del trattamento per verificare che l&#8217;infezione non si ripresenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza di BI 1291583 somministrato una volta al giorno in pazienti adulti con bronchiectasie</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-la-sicurezza-di-bi-1291583-somministrato-una-volta-al-giorno-in-pazienti-adulti-con-bronchiectasie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 06:02:37 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=130965</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sul trattamento della bronchiectasia, una condizione in cui le vie respiratorie dei polmoni diventano allargate in modo anomalo, causando accumulo di muco, infezioni ricorrenti e difficoltà respiratorie. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un nuovo farmaco chiamato BI 1291583, somministrato sotto forma di compresse rivestite da assumere per via orale una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sul trattamento della <b>bronchiectasia</b>, una condizione in cui le vie respiratorie dei polmoni diventano allargate in modo anomalo, causando accumulo di muco, infezioni ricorrenti e difficoltà respiratorie. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un nuovo farmaco chiamato <b>BI 1291583</b>, somministrato sotto forma di <b>compresse rivestite</b> da assumere per via <b>orale</b> una volta al giorno.</p>
<p>Lo studio ha lo scopo di verificare se il farmaco BI 1291583 sia più efficace del <b>placebo</b> nel ridurre il numero di episodi di peggioramento della malattia, chiamati <b>riacutizzazioni polmonari</b>. Il trattamento durerà fino a 76 settimane, durante le quali i partecipanti assumeranno quotidianamente o il farmaco in studio o il placebo.</p>
<p>Durante lo studio verranno valutati diversi aspetti della malattia, tra cui la frequenza delle riacutizzazioni, la funzionalità respiratoria e la qualità della vita dei partecipanti. I pazienti saranno monitorati regolarmente per verificare sia l&#8217;efficacia del trattamento che eventuali effetti collaterali. Questo studio fa parte di un programma di ricerca più ampio chiamato AIRTIVITY®.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul paclitaxel intraperitoneale in combinazione con terapia sistemica rispetto alla sola terapia sistemica in pazienti con cancro gastrico e metastasi peritoneali</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-paclitaxel-intraperitoneale-in-combinazione-con-terapia-sistemica-rispetto-alla-sola-terapia-sistemica-in-pazienti-con-cancro-gastrico-e-metastasi-peritoneali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 06:02:29 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=132391</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sul trattamento del cancro gastrico con metastasi peritoneali. La ricerca confronta due approcci terapeutici: la combinazione di paclitaxel intraperitoneale con terapia sistemica standard versus la sola terapia sistemica standard. La terapia sistemica può includere diversi farmaci come oxaliplatino, fluorouracile, capecitabina, docetaxel, trastuzumab, pembrolizumab, nivolumab e zolbetuximab. Il trattamento prevede la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sul trattamento del <b>cancro gastrico</b> con metastasi peritoneali. La ricerca confronta due approcci terapeutici: la combinazione di <b>paclitaxel</b> intraperitoneale con terapia sistemica standard versus la sola terapia sistemica standard. La terapia sistemica può includere diversi farmaci come <b>oxaliplatino</b>, <b>fluorouracile</b>, <b>capecitabina</b>, <b>docetaxel</b>, <b>trastuzumab</b>, <b>pembrolizumab</b>, <b>nivolumab</b> e <b>zolbetuximab</b>.</p>
<p>Il trattamento prevede la somministrazione di farmaci sia per via endovenosa che attraverso un dispositivo impiantato nell&#8217;addome per la somministrazione intraperitoneale. La terapia può durare fino a 60 mesi, con dosaggi personalizzati in base alle caratteristiche del paziente.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta del paclitaxel intraperitoneale alla terapia sistemica standard possa migliorare la sopravvivenza dei pazienti rispetto alla sola terapia sistemica. Durante il trattamento, i pazienti saranno monitorati per valutare la risposta alla terapia e eventuali effetti collaterali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla cicloserinaD in combinazione con stimolazione theta-burst intermittente accelerata per pazienti adulti con disturbo depressivo maggiore</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-cicloserinad-in-combinazione-con-stimolazione-theta-burst-intermittente-accelerata-per-pazienti-adulti-con-disturbo-depressivo-maggiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 06:00:23 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=132821</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento della Depressione Maggiore, una grave condizione psichiatrica caratterizzata da persistenti sintomi depressivi che influenzano significativamente la qualità della vita. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un trattamento combinato che utilizza la cicloseriina, un farmaco somministrato per via orale, insieme a una tecnica di stimolazione cerebrale chiamata stimolazione theta-burst intermittente accelerata. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento della <b>Depressione Maggiore</b>, una grave condizione psichiatrica caratterizzata da persistenti sintomi depressivi che influenzano significativamente la qualità della vita. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un trattamento combinato che utilizza la <b>cicloseriina</b>, un farmaco somministrato per via orale, insieme a una tecnica di stimolazione cerebrale chiamata stimolazione theta-burst intermittente accelerata.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno quotidianamente 100 mg di cicloseriina oppure un <b>placebo</b> per un periodo di nove settimane. Il farmaco viene somministrato sotto forma di capsule rigide di colore arancione. Questo trattamento viene combinato con sessioni di stimolazione cerebrale per valutare se l&#8217;aggiunta della cicloseriina possa migliorare l&#8217;efficacia della terapia nel ridurre i sintomi depressivi.</p>
<p>Lo studio seguirà i partecipanti per sei mesi, durante i quali verranno valutati regolarmente i cambiamenti nei sintomi depressivi, il funzionamento cognitivo e la qualità della vita generale. I ricercatori monitoreranno attentamente la risposta al trattamento attraverso diverse valutazioni cliniche e questionari specifici per la depressione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio per valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di VHB937 somministrato per via endovenosa in pazienti con malattia di Alzheimer in fase iniziale per 72 settimane</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-per-valutare-lefficacia-e-la-sicurezza-di-vhb937-somministrato-per-via-endovenosa-in-pazienti-con-malattia-di-alzheimer-in-fase-iniziale-per-72-settimane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 05:59:24 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=132587</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sul trattamento della malattia di Alzheimer in fase iniziale. La ricerca valuterà un nuovo farmaco chiamato VHB937, che viene somministrato tramite infusione endovenosa. Il farmaco verrà confrontato con un placebo per determinare la sua efficacia nel migliorare le funzioni cognitive e le capacità funzionali dei pazienti. Lo studio ha una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sul trattamento della <b>malattia di Alzheimer</b> in fase iniziale. La ricerca valuterà un nuovo farmaco chiamato <b>VHB937</b>, che viene somministrato tramite <b>infusione endovenosa</b>. Il farmaco verrà confrontato con un <b>placebo</b> per determinare la sua efficacia nel migliorare le funzioni cognitive e le capacità funzionali dei pazienti.</p>
<p>Lo studio ha una durata di 72 settimane, durante le quali i partecipanti riceveranno regolarmente il trattamento. Il <b>VHB937</b> è un <b>anticorpo monoclonale</b>, un tipo di proteina progettata per agire in modo specifico nel sistema immunitario. Durante il corso dello studio, i partecipanti saranno monitorati per valutare i cambiamenti nelle loro capacità cognitive e nelle attività quotidiane.</p>
<p>I pazienti verranno sottoposti a vari controlli per monitorare la sicurezza del trattamento, inclusi esami del sangue e <b>risonanza magnetica</b> del cervello. Questi controlli aiuteranno a valutare come il farmaco agisce nell&#8217;organismo e a identificare eventuali effetti collaterali. Dopo il completamento delle 72 settimane, è previsto un periodo di estensione dello studio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Tezepelumab in adulti con Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) da moderata a molto grave</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-tezepelumab-nei-pazienti-adulti-con-bpco-moderata-a-molto-grave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2025 08:26:48 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=125151</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina un trattamento per la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), una malattia che causa difficoltà respiratorie croniche. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato tezepelumab, somministrato tramite iniezione sottocutanea, confrontandolo con un placebo in pazienti con BPCO da moderata a molto grave. Il farmaco tezepelumab viene somministrato attraverso una siringa preriempita contenente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina un trattamento per la <b>Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva</b> (BPCO), una malattia che causa difficoltà respiratorie croniche. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>tezepelumab</b>, somministrato tramite iniezione sottocutanea, confrontandolo con un placebo in pazienti con BPCO da moderata a molto grave.</p>
<p>Il farmaco <b>tezepelumab</b> viene somministrato attraverso una siringa preriempita contenente una soluzione per iniezione da 210 mg. Lo scopo principale dello studio è verificare se questo trattamento può ridurre il numero di episodi di peggioramento della malattia, chiamati riacutizzazioni, nei pazienti con BPCO.</p>
<p>Lo studio durerà circa 76 settimane, durante le quali i partecipanti riceveranno regolarmente il farmaco o il placebo. Durante questo periodo, verranno monitorate le condizioni respiratorie dei pazienti e la loro qualità di vita. Il farmaco viene somministrato come aggiunta alle terapie inalatorie che i pazienti già utilizzano per il trattamento della loro BPCO.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia a lungo termine e sicurezza del vaccino contro l&#8217;Herpes Zoster con glicoproteina E ricombinante in adulti anziani.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-a-lungo-termine-e-sicurezza-del-vaccino-contro-lherpes-zoster-con-glicoproteina-e-ricombinante-in-adulti-anziani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Malwina Krause]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 06:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=125270</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sull&#8217;Herpes Zoster, comunemente noto come fuoco di Sant&#8217;Antonio, una malattia causata dalla riattivazione del virus della varicella. Questo studio esamina l&#8217;efficacia a lungo termine, la sicurezza e la persistenza della risposta immunitaria di un vaccino chiamato Shingrix. Shingrix è un vaccino ricombinante, adiuvato, progettato per prevenire l&#8217;Herpes Zoster negli adulti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull&#8217;Herpes Zoster, comunemente noto come fuoco di Sant&#8217;Antonio, una malattia causata dalla riattivazione del virus della varicella. Questo studio esamina l&#8217;efficacia a lungo termine, la sicurezza e la persistenza della risposta immunitaria di un vaccino chiamato Shingrix. Shingrix è un vaccino ricombinante, adiuvato, progettato per prevenire l&#8217;Herpes Zoster negli adulti più anziani.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare quanto bene il vaccino Shingrix prevenga l&#8217;Herpes Zoster. I partecipanti riceveranno una o due dosi aggiuntive del vaccino per esaminare la durata della risposta immunitaria e la sicurezza del trattamento. Durante il corso dello studio, i partecipanti saranno monitorati per un periodo di tempo prolungato per raccogliere dati sulla persistenza della protezione offerta dal vaccino.</p>
<p>Lo studio si svolgerà in più paesi e coinvolgerà diversi centri di ricerca. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di 48 mesi, durante il quale verranno effettuate valutazioni periodiche per monitorare la presenza di eventuali casi confermati di Herpes Zoster e per misurare i livelli di anticorpi specifici contro il virus. Inoltre, verranno registrati eventuali effetti collaterali gravi o complicazioni legate all&#8217;Herpes Zoster per garantire la sicurezza del vaccino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso del vaccino HPV per eliminare l&#8217;infezione da HPV e il cancro cervicale nelle donne svedesi di età 23-25 anni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-del-vaccino-hpv-per-eliminare-linfezione-da-hpv-e-il-cancro-cervicale-nelle-donne-svedesi-di-eta-23-25-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Malwina Krause]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 06:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=125340</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sull&#8217;infezione da HPV e sulle malattie correlate, come la neoplasia intraepiteliale cervicale di grado 2 e 3 e il cancro cervicale. Il trattamento utilizzato è il vaccino Gardasil 9, una sospensione per iniezione che protegge contro nove tipi di HPV. Questo vaccino è progettato per prevenire le infezioni da HPV [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull&#8217;infezione da <i>HPV</i> e sulle malattie correlate, come la neoplasia intraepiteliale cervicale di grado 2 e 3 e il cancro cervicale. Il trattamento utilizzato è il vaccino <i>Gardasil 9</i>, una sospensione per iniezione che protegge contro nove tipi di <i>HPV</i>. Questo vaccino è progettato per prevenire le infezioni da <i>HPV</i> che possono portare a malattie gravi come il cancro cervicale.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se la vaccinazione e lo screening concomitanti per l&#8217;<i>HPV</i>, offerti dal programma di screening cervicale svedese a tutte le donne residenti di età compresa tra 23 e 25 anni, possano portare a un&#8217;eliminazione più rapida dell&#8217;infezione da <i>HPV</i> in Svezia. Durante lo studio, le partecipanti riceveranno il vaccino <i>Gardasil 9</i> e saranno sottoposte a screening per l&#8217;<i>HPV</i> per monitorare l&#8217;efficacia del programma.</p>
<p>Il corso dello studio prevede che le donne eleggibili ricevano il vaccino e partecipino agli screening programmati. L&#8217;obiettivo principale è osservare l&#8217;adozione del vaccino <i>HPV</i> tra le donne eleggibili, mentre un obiettivo secondario è verificare la conformità al programma di somministrazione del vaccino. Lo studio si svolgerà fino al 2027, con l&#8217;inizio del reclutamento previsto per il 2021.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza del vaccino IVX-A12 per il virus respiratorio sinciziale e metapneumovirus in adulti di età pari o superiore a 60 anni.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-del-vaccino-ivx-a12-per-il-virus-respiratorio-sinciziale-e-metapneumovirus-in-adulti-di-eta-pari-o-superiore-a-60-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Malwina Krause]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 06:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=125554</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su due malattie respiratorie: il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) e il Metapneumovirus Umano (hMPV). Queste infezioni possono causare problemi respiratori, specialmente negli adulti di età pari o superiore a 60 anni. Il trattamento in esame è un vaccino chiamato IVX-A12, progettato per proteggere contro entrambe queste malattie. Il vaccino è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su due malattie respiratorie: il <em>Virus Respiratorio Sinciziale</em> (RSV) e il <em>Metapneumovirus Umano</em> (hMPV). Queste infezioni possono causare problemi respiratori, specialmente negli adulti di età pari o superiore a 60 anni. Il trattamento in esame è un vaccino chiamato <em>IVX-A12</em>, progettato per proteggere contro entrambe queste malattie. Il vaccino è somministrato tramite un&#8217;iniezione intramuscolare, cioè un&#8217;iniezione nel muscolo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia, la capacità di stimolare una risposta immunitaria e la sicurezza del vaccino <em>IVX-A12</em> rispetto a un placebo. I partecipanti riceveranno una singola dose del vaccino o del placebo e saranno seguiti per osservare se sviluppano infezioni confermate da RSV o hMPV durante la prima stagione dopo la vaccinazione. Lo studio è progettato per durare due stagioni, per monitorare l&#8217;insorgenza di infezioni anche nel secondo anno.</p>
<p>Il vaccino <em>IVX-A12</em> contiene proteine simili a virus che imitano il comportamento del <em>Virus Respiratorio Sinciziale</em> e del <em>Metapneumovirus Umano</em>, stimolando il sistema immunitario a riconoscere e combattere questi virus. I partecipanti saranno monitorati per eventuali effetti collaterali e per verificare l&#8217;efficacia del vaccino nel prevenire le infezioni respiratorie. Lo studio mira a dimostrare che il vaccino può ridurre il rischio di sviluppare malattie respiratorie causate da questi virus negli adulti più anziani.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia del vaccino VLA15 per la prevenzione della malattia di Lyme in persone sane dai 5 anni in su</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-del-vaccino-vla15-per-la-prevenzione-della-malattia-di-lyme-in-persone-sane-dai-5-anni-in-su/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Malwina Krause]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 06:14:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=125776</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla malattia di Lyme, un&#8217;infezione causata dal batterio Borrelia burgdorferi, trasmesso principalmente attraverso il morso di zecche infette. La ricerca valuta un nuovo vaccino chiamato VLA15, sviluppato per proteggere contro sei diversi tipi di questo batterio. Il vaccino viene somministrato come sospensione iniettabile in una siringa pre-riempita. Durante lo studio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla malattia di <i>Lyme</i>, un&#8217;infezione causata dal batterio <i>Borrelia burgdorferi</i>, trasmesso principalmente attraverso il morso di zecche infette. La ricerca valuta un nuovo vaccino chiamato <i>VLA15</i>, sviluppato per proteggere contro sei diversi tipi di questo batterio. Il vaccino viene somministrato come sospensione iniettabile in una siringa pre-riempita. Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno il vaccino <i>VLA15</i>, mentre altri riceveranno una soluzione di <i>cloruro di sodio</i> al 0,9%, che funge da placebo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare l&#8217;efficacia del vaccino nel prevenire la malattia di <i>Lyme</i> e valutare la sua sicurezza e tollerabilità. I partecipanti saranno monitorati per eventuali reazioni locali, come dolore nel sito di iniezione, e per eventi sistemici come febbre e mal di testa. Inoltre, lo studio esaminerà la risposta immunitaria al vaccino, confrontando le risposte tra bambini e adulti.</p>
<p>Il percorso dello studio prevede la somministrazione del vaccino o del placebo e il monitoraggio dei partecipanti per un periodo di tempo per osservare eventuali effetti collaterali e l&#8217;efficacia del vaccino. I partecipanti saranno seguiti per valutare la consistenza della risposta immunitaria e la protezione offerta contro la malattia di <i>Lyme</i> durante la stagione in cui è più comune. Lo studio è progettato per includere persone di età pari o superiore a 5 anni che vivono in aree dove la malattia di <i>Lyme</i> è comune.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Survodutide per la perdita di peso in pazienti con obesità e diabete di tipo 2</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-survodutide-per-la-perdita-di-peso-in-pazienti-con-obesita-e-diabete-di-tipo-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 00:01:50 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=122789</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra su persone che vivono con diabete di tipo 2 e obesità. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato BI 456906, noto anche come survodutide, che viene somministrato tramite iniezione sottocutanea. L&#8217;obiettivo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di questo farmaco nel favorire la perdita di peso, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra su persone che vivono con <em>diabete di tipo 2</em> e <em>obesità</em>. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <em>BI 456906</em>, noto anche come <em>survodutide</em>, che viene somministrato tramite iniezione sottocutanea. L&#8217;obiettivo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di questo farmaco nel favorire la perdita di peso, in combinazione con una dieta a ridotto contenuto calorico e un aumento dell&#8217;attività fisica.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo di 76 settimane. Alcuni riceveranno il farmaco <em>BI 456906</em>, mentre altri riceveranno un placebo. I ricercatori monitoreranno i cambiamenti nel peso corporeo e altri parametri di salute, come la circonferenza della vita e i livelli di zucchero nel sangue, per valutare l&#8217;efficacia del trattamento.</p>
<p>Lo studio mira a dimostrare che il <em>survodutide</em> è superiore al placebo nel ridurre il peso corporeo nei partecipanti con un indice di massa corporea (BMI) di almeno 27 kg/m² e con <em>diabete di tipo 2</em>. I risultati attesi includono una significativa riduzione del peso corporeo e miglioramenti nei livelli di <em>HbA1c</em>, un indicatore del controllo del glucosio nel sangue. Questo studio è progettato per fornire informazioni importanti sulla potenziale utilità del <em>survodutide</em> come trattamento per l&#8217;obesità e il diabete di tipo 2.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Venetoclax, Obinutuzumab e Pirtobrutinib in pazienti con leucemia linfatica cronica non trattata</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-venetoclax-obinutuzumab-e-pirtobrutinib-in-pazienti-con-leucemia-linfatica-cronica-non-trattata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 00:01:31 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=123546</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra su due malattie del sangue: la leucemia linfatica cronica (CLL) e il linfoma linfocitico piccolo (SLL). Queste condizioni coinvolgono un tipo di globuli bianchi chiamati linfociti, che si accumulano nel sangue, nel midollo osseo e nei linfonodi. Lo studio esamina l&#8217;efficacia di diversi trattamenti per queste malattie, utilizzando i farmaci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra su due malattie del sangue: la <em>leucemia linfatica cronica (CLL)</em> e il <em>linfoma linfocitico piccolo (SLL)</em>. Queste condizioni coinvolgono un tipo di globuli bianchi chiamati linfociti, che si accumulano nel sangue, nel midollo osseo e nei linfonodi. Lo studio esamina l&#8217;efficacia di diversi trattamenti per queste malattie, utilizzando i farmaci <em>Venetoclax</em>, noto anche con il codice <em>ABT-199</em>, <em>Obinutuzumab</em> e <em>Pirtobrutinib</em>. Venetoclax è una compressa rivestita da assumere per via orale, mentre Obinutuzumab è una soluzione per infusione somministrata per via endovenosa.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di diversi regimi di trattamento per migliorare i risultati nei pazienti con CLL o SLL non trattati in precedenza. I partecipanti saranno divisi in gruppi per ricevere combinazioni di questi farmaci per periodi di tempo prestabiliti o basati sulla misurazione della malattia residua. La durata del trattamento varia da 12 a 15 cicli, a seconda del gruppo di trattamento. Alcuni pazienti riceveranno un trattamento guidato dalla misurazione della malattia residua, che aiuta a determinare la durata ottimale del trattamento per ciascun individuo.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per valutare la sopravvivenza senza progressione della malattia, che è il tempo durante il quale la malattia non peggiora. Saranno anche osservati altri aspetti come la risposta complessiva al trattamento, la durata della risposta e la sicurezza dei farmaci. Lo studio mira a fornire informazioni preziose su come personalizzare il trattamento per migliorare i risultati per i pazienti con CLL o SLL.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Survodutide per la perdita di peso in persone con obesità senza diabete di tipo 2</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-survodutide-per-la-perdita-di-peso-in-persone-con-obesita-senza-diabete-di-tipo-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 00:01:26 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=123657</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sull&#8217;obesità, una condizione caratterizzata da un eccesso di grasso corporeo che può influire negativamente sulla salute. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato BI 456906, noto anche come survodutide, che viene somministrato tramite iniezione sottocutanea, cioè sotto la pelle. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia, la sicurezza e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sull&#8217;obesità, una condizione caratterizzata da un eccesso di grasso corporeo che può influire negativamente sulla salute. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato BI 456906, noto anche come survodutide, che viene somministrato tramite iniezione sottocutanea, cioè sotto la pelle. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di survodutide come supporto a una dieta a ridotto contenuto calorico e a un aumento dell&#8217;attività fisica, confrontandolo con un placebo.</p>
<p>Lo studio coinvolgerà persone con sovrappeso o obesità che non hanno il diabete di tipo 2. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di 76 settimane. Durante questo periodo, verranno monitorati per osservare eventuali cambiamenti nel peso corporeo e altri parametri di salute. L&#8217;obiettivo principale è dimostrare che survodutide è più efficace del placebo nel ridurre il peso corporeo.</p>
<p>Il farmaco BI 456906 sarà somministrato in diverse dosi per valutare quale sia la più efficace. I partecipanti saranno seguiti per tutta la durata dello studio per monitorare la loro risposta al trattamento e per garantire la loro sicurezza. Lo studio mira a fornire nuove informazioni su come gestire l&#8217;obesità in modo più efficace, aiutando le persone a perdere peso e migliorare la loro salute generale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto della dose di tiopentale durante la terapia elettroconvulsiva per pazienti con depressione maggiore</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-della-dose-di-tiopentale-durante-la-terapia-elettroconvulsiva-per-pazienti-con-depressione-maggiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 11:25:10 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/?post_type=trial&#038;p=123122</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sul trattamento della depressione maggiore, una condizione medica caratterizzata da sentimenti persistenti di tristezza e perdita di interesse per le attività quotidiane. Il trattamento utilizzato nello studio è un farmaco chiamato tiopentale sodico, noto anche come Pentocur, che viene somministrato come soluzione per iniezione. Il tiopentale sodico è un anestetico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sul trattamento della <i>depressione maggiore</i>, una condizione medica caratterizzata da sentimenti persistenti di tristezza e perdita di interesse per le attività quotidiane. Il trattamento utilizzato nello studio è un farmaco chiamato <i>tiopentale sodico</i>, noto anche come <i>Pentocur</i>, che viene somministrato come soluzione per iniezione. Il tiopentale sodico è un anestetico utilizzato per indurre il sonno durante le procedure mediche.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;effetto della dose di anestetico durante la <i>terapia elettroconvulsiva (ECT)</i> per la depressione maggiore. La terapia elettroconvulsiva è un trattamento in cui piccole correnti elettriche vengono inviate al cervello per provocare un breve attacco, che può aiutare a migliorare i sintomi della depressione. I partecipanti allo studio riceveranno sei sessioni di ECT, e verranno confrontati gli effetti di una dose bassa di tiopentale rispetto a una dose alta durante l&#8217;anestesia.</p>
<p>Durante lo studio, verranno monitorati diversi aspetti, come la durata delle crisi indotte dall&#8217;ECT, gli effetti collaterali cognitivi entro una settimana e dopo sei mesi, il numero totale di sessioni di ECT necessarie, la durata del ricovero ospedaliero e il rischio di ricaduta della depressione maggiore entro un anno. Lo studio mira a determinare se una dose più bassa di tiopentale possa portare a una riduzione maggiore dei sintomi depressivi rispetto a una dose più alta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia e Sicurezza di Ropeginterferon Alfa-2b e Bosutinib in Pazienti con Leucemia Mieloide Cronica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-ropeginterferon-alfa-2b-e-bosutinib-in-pazienti-con-leucemia-mieloide-cronica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 15:49:09 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://demo.badaniakliniczne.pl/?post_type=trial&#038;p=91207</guid>

					<description><![CDATA[La Leucemia Mieloide Cronica è una malattia del sangue in cui il midollo osseo produce troppi globuli bianchi anormali. Questo studio clinico si concentra su pazienti con questa malattia, utilizzando due trattamenti: Bosutinib e Ropeginterferon alfa-2b. Il Bosutinib è un farmaco che agisce come inibitore della tirosina chinasi, una proteina che aiuta le cellule a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Leucemia Mieloide Cronica</b> è una malattia del sangue in cui il midollo osseo produce troppi globuli bianchi anormali. Questo studio clinico si concentra su pazienti con questa malattia, utilizzando due trattamenti: <b>Bosutinib</b> e <b>Ropeginterferon alfa-2b</b>. Il <b>Bosutinib</b> è un farmaco che agisce come inibitore della tirosina chinasi, una proteina che aiuta le cellule a crescere. Il <b>Ropeginterferon alfa-2b</b> è un tipo di interferone, una proteina che aiuta il sistema immunitario a combattere le infezioni e altre malattie.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di una bassa dose di <b>Ropeginterferon alfa-2b</b> a lunga durata d&#8217;azione nei pazienti trattati con <b>Bosutinib</b> fin dalla diagnosi. I partecipanti saranno divisi in gruppi in modo casuale per ricevere uno o entrambi i trattamenti. Durante lo studio, i pazienti riceveranno il <b>Bosutinib</b> per via orale e il <b>Ropeginterferon alfa-2b</b> tramite iniezione sottocutanea. Alcuni pazienti potrebbero ricevere un placebo, che è una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare i risultati.</p>
<p>Il corso dello studio prevede un monitoraggio regolare per valutare la risposta al trattamento e la sicurezza. I medici controlleranno la risposta molecolare, che indica quanto bene il trattamento sta funzionando nel ridurre le cellule leucemiche. L&#8217;obiettivo è aumentare il numero di pazienti che possono raggiungere una remissione senza trattamento, cioè mantenere la malattia sotto controllo senza bisogno continuo di farmaci. Lo studio durerà diversi anni per raccogliere dati completi sull&#8217;efficacia e la sicurezza dei trattamenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Dacomitinib, Afatinib e Osimertinib nel cancro al polmone non a piccole cellule con mutazione EGFR per pazienti non candidati a trattamento curativo</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-dacomitinib-afatinib-e-osimertinib-nel-cancro-al-polmone-non-a-piccole-cellule-con-mutazione-egfr-per-pazienti-non-candidati-a-trattamento-curativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 15:47:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sul trattamento del cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC) con mutazione EGFR, una forma di cancro che non può essere curata con le terapie tradizionali e che richiede l&#8217;uso di inibitori EGFR come prima linea di trattamento. Gli inibitori EGFR sono farmaci che bloccano l&#8217;attività di un gene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sul trattamento del <strong>cancro al polmone non a piccole cellule</strong> (NSCLC) con mutazione <strong>EGFR</strong>, una forma di cancro che non può essere curata con le terapie tradizionali e che richiede l&#8217;uso di inibitori EGFR come prima linea di trattamento. Gli inibitori EGFR sono farmaci che bloccano l&#8217;attività di un gene chiamato EGFR, che può essere mutato in alcuni tipi di cancro al polmone, contribuendo alla crescita del tumore. Lo studio mira a valutare la sequenza ottimale di utilizzo di questi inibitori per migliorare i risultati del trattamento.</p>
<p>I farmaci utilizzati nello studio includono <strong>dacomitinib</strong>, <strong>afatinib</strong> e <strong>osimertinib</strong>. Questi farmaci appartengono alla classe degli inibitori della tirosina chinasi, che agiscono bloccando specifiche proteine coinvolte nella crescita e diffusione delle cellule tumorali. I partecipanti allo studio riceveranno uno di questi farmaci per via orale, e il trattamento potrà durare fino a 72 settimane. Durante lo studio, verranno monitorati diversi aspetti della malattia e della risposta al trattamento, come la sopravvivenza senza progressione della malattia e la qualità della vita dei pazienti.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è determinare quale sequenza di inibitori EGFR sia più efficace nel trattamento del cancro al polmone con mutazione EGFR. Verranno raccolti dati sulla durata del tempo in cui la malattia non progredisce, sulla risposta complessiva al trattamento e sugli eventuali effetti collaterali. Inoltre, verranno analizzati campioni di sangue e tessuto tumorale per identificare eventuali meccanismi di resistenza ai farmaci e per monitorare la risposta al trattamento nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Universitetssjukhuset Örebro</title>
		<link>https://studi-clinici.it/centro/universitetssjukhuset-orebro/</link>
					<comments>https://studi-clinici.it/centro/universitetssjukhuset-orebro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:41:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Artrite Reumatoide Il nostro centro medico è all&#8217;avanguardia nella ricerca e nel trattamento dell&#8217;artrite reumatoide, una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni. Attraverso studi clinici avanzati, ci impegniamo a migliorare le opzioni terapeutiche per i pazienti, confrontando terapie convenzionali attive con trattamenti biologici innovativi. Terapie convenzionali attive Trattamenti biologici Strategie di de-escalation Il nostro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<section class="research-areas">
<div class="research-container">
<div class="research-category">
<h2>Artrite Reumatoide</h2>
<p>Il nostro centro medico è all&#8217;avanguardia nella ricerca e nel trattamento dell&#8217;<span>artrite reumatoide</span>, una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni. Attraverso studi clinici avanzati, ci impegniamo a migliorare le opzioni terapeutiche per i pazienti, confrontando terapie convenzionali attive con trattamenti biologici innovativi.</p>
<ul>
<li><strong>Terapie convenzionali attive</strong></li>
<li><strong>Trattamenti biologici</strong></li>
<li><strong>Strategie di de-escalation</strong></li>
</ul>
<p>Il nostro obiettivo è aumentare la percentuale di pazienti che raggiungono la remissione, migliorando così la qualità della vita e riducendo l&#8217;impatto della malattia.</p>
</p></div>
<div class="research-category">
<h2>Cancro alla Prostata</h2>
<p>Specializzati nel trattamento del <span>cancro alla prostata</span>, il nostro centro conduce ricerche pionieristiche per valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia di combinazioni terapeutiche avanzate. Studiamo l&#8217;uso di enzalutamide in combinazione con leuprolide per affrontare il cancro alla prostata ad alto rischio non metastatico.</p>
<ul>
<li><strong>Enzalutamide e leuprolide</strong></li>
<li><strong>Monoterapia con enzalutamide</strong></li>
<li><strong>Leuprolide da solo</strong></li>
</ul>
<p>Il nostro lavoro mira a migliorare le opzioni di trattamento per i pazienti, offrendo soluzioni più sicure ed efficaci per gestire la progressione della malattia.</p>
</p></div>
</p></div>
</section>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://studi-clinici.it/centro/universitetssjukhuset-orebro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;ottimizzazione della dose di inibitori CDK 4/6 per pazienti anziani con cancro al seno avanzato</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullottimizzazione-della-dose-di-inibitori-cdk-4-6-per-pazienti-anziani-con-cancro-al-seno-avanzato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sylwester Kudaj]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:27:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il trial clinico si concentra sullo studio del cancro al seno avanzato in pazienti anziani. L&#8217;obiettivo principale è valutare il tempo di fallimento del trattamento in pazienti vulnerabili o fragili trattati con una dose iniziale ridotta di inibitori CDK 4/6 in combinazione con la terapia endocrina, rispetto alla dose completa raccomandata di questi inibitori. Gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il trial clinico si concentra sullo studio del <b>cancro al seno avanzato</b> in pazienti anziani. L&#8217;obiettivo principale è valutare il tempo di fallimento del trattamento in pazienti vulnerabili o fragili trattati con una dose iniziale ridotta di <b>inibitori CDK 4/6</b> in combinazione con la terapia endocrina, rispetto alla dose completa raccomandata di questi inibitori. Gli inibitori CDK 4/6 sono farmaci che aiutano a rallentare la crescita delle cellule tumorali. I farmaci utilizzati in questo studio includono <b>Verzenios</b> (abemaciclib), <b>Faslodex</b> (fulvestrant), <b>IBRANCE</b> (palbociclib), <b>Arimidex</b> (anastrozolo), <b>Kisqali</b> (ribociclib), <b>Aromasin</b> (exemestano) e <b>Femara</b> (letrozolo).</p>
<p>Il trial prevede che i partecipanti ricevano uno di questi farmaci, a seconda del loro stato di salute e delle necessità specifiche del trattamento. Alcuni pazienti potrebbero ricevere un <b>placebo</b>. La durata del trattamento è prevista per un massimo di 60 giorni, con monitoraggio regolare per valutare l&#8217;efficacia e la tollerabilità del trattamento. L&#8217;obiettivo è determinare quale dosaggio sia più efficace e sicuro per i pazienti anziani con cancro al seno avanzato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto del vaccino antinfluenzale dopo infarto miocardico per ridurre l&#8217;infiammazione cardiaca nei pazienti con infarto miocardico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-del-vaccino-antinfluenzale-dopo-infarto-miocardico-per-ridurre-linfiammazione-cardiaca-nei-pazienti-con-infarto-miocardico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sylwester Kudaj]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:27:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sullinfarto miocardico, una condizione in cui il flusso di sangue al cuore è bloccato, causando danni al muscolo cardiaco. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;effetto della vaccinazione contro linfluenza sulla riduzione dell&#8217;infiammazione cardiaca dopo un infarto miocardico. Il vaccino utilizzato è il VaxigripTetra, un vaccino antinfluenzale quadrivalente che contiene virus inattivati, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull<b>infarto miocardico</b>, una condizione in cui il flusso di sangue al cuore è bloccato, causando danni al muscolo cardiaco. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;effetto della vaccinazione contro l<b>influenza</b> sulla riduzione dell&#8217;infiammazione cardiaca dopo un infarto miocardico. Il vaccino utilizzato è il <b>VaxigripTetra</b>, un vaccino antinfluenzale quadrivalente che contiene virus inattivati, e sarà confrontato con un <b>placebo</b>. </p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno una dose del vaccino o del placebo. La somministrazione avverrà tramite iniezione intramuscolare. Lo studio è progettato per essere <b>randomizzato</b> e <b>doppio cieco</b>, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi riceve il vaccino o il placebo. Questo aiuta a garantire che i risultati siano imparziali. </p>
<p>Il corso dello studio prevede un monitoraggio dell&#8217;infiammazione cardiaca attraverso una tecnica chiamata <b>CCTA</b> (tomografia computerizzata delle arterie coronarie) per un periodo di otto settimane. I partecipanti saranno sottoposti a scansioni CCTA per valutare i cambiamenti nell&#8217;infiammazione delle arterie coronarie. Lo studio mira a determinare se la vaccinazione antinfluenzale può ridurre l&#8217;infiammazione cardiaca dopo un infarto miocardico. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso della psilocibina per la depressione maggiore nei pazienti con diagnosi di cancro</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-della-psilocibina-per-la-depressione-maggiore-nei-pazienti-con-diagnosi-di-cancro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sylwester Kudaj]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:27:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sul trattamento della depressione maggiore legata al cancro. La depressione maggiore è una condizione in cui una persona si sente molto triste o senza speranza per un lungo periodo. Questo studio esamina l&#8217;uso di una singola dose di psilocibina, una sostanza chimica che si trova in alcuni funghi, per vedere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sul trattamento della <b>depressione maggiore</b> legata al cancro. La depressione maggiore è una condizione in cui una persona si sente molto triste o senza speranza per un lungo periodo. Questo studio esamina l&#8217;uso di una singola dose di <b>psilocibina</b>, una sostanza chimica che si trova in alcuni funghi, per vedere se può aiutare a ridurre i sintomi della depressione. La psilocibina viene somministrata in capsule, con due dosaggi diversi: 25 mg e 1 mg. Il dosaggio di 1 mg viene utilizzato come placebo, che è una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare i risultati.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare l&#8217;efficacia della dose di 25 mg di psilocibina nel migliorare i sintomi della depressione rispetto al placebo. I partecipanti allo studio sono persone di età compresa tra 20 e 80 anni che hanno ricevuto una diagnosi di cancro da almeno un mese e che hanno una prospettiva di vita di almeno 12 mesi. Durante lo studio, i partecipanti non devono assumere altri trattamenti psicoterapeutici o antidepressivi. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sanno chi riceve quale dose, per garantire che i risultati siano imparziali.</p>
<p>Il corso dello studio prevede la somministrazione di una singola dose di psilocibina e il monitoraggio dei sintomi della depressione per un periodo di tempo. I partecipanti saranno seguiti per valutare eventuali cambiamenti nei sintomi depressivi e per determinare se la psilocibina è efficace nel trattamento della depressione maggiore associata al cancro. Lo studio mira a fornire nuove informazioni su come la psilocibina potrebbe essere utilizzata come trattamento per la depressione in pazienti oncologici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Imatinib per pazienti con ictus ischemico acuto</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-imatinib-per-pazienti-con-ictus-ischemico-acuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:26:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sullictus ischemico acuto, una condizione in cui il flusso di sangue al cervello è bloccato, causando un&#8217;improvvisa perdita di funzione neurologica. Il trattamento in esame è limatinib, un farmaco somministrato in compresse rivestite con film o come soluzione per infusione. L&#8217;obiettivo principale dello studio è verificare se l&#8217;imatinib, somministrato entro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull<b>ictus ischemico acuto</b>, una condizione in cui il flusso di sangue al cervello è bloccato, causando un&#8217;improvvisa perdita di funzione neurologica. Il trattamento in esame è l<b>imatinib</b>, un farmaco somministrato in compresse rivestite con film o come soluzione per infusione. L&#8217;obiettivo principale dello studio è verificare se l&#8217;imatinib, somministrato entro 8 ore dall&#8217;inizio dei sintomi e continuato per 6 giorni, possa migliorare il recupero funzionale a tre mesi dall&#8217;ictus ischemico acuto.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno <b>imatinib</b> o un <b>placebo</b>. Il farmaco sarà somministrato in una dose giornaliera di 800 mg. I partecipanti saranno seguiti per valutare il loro recupero funzionale e neurologico a 24 ore, 7 giorni e 3 mesi. Saranno anche monitorati per eventuali effetti collaterali e per la presenza di emorragie cerebrali o edema cerebrale attraverso esami di imaging dopo il trattamento.</p>
<p>Lo studio è progettato per confrontare i risultati tra il gruppo che riceve <b>imatinib</b> e quello che riceve il <b>placebo</b>, con l&#8217;obiettivo di determinare se il farmaco possa portare a un miglioramento significativo nella scala di valutazione della disabilità a tre mesi. Inoltre, verranno valutati l&#8217;indipendenza funzionale, gli esiti neurologici e la mortalità a tre mesi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;induzione del travaglio con misoprostolo per pazienti in regime ambulatoriale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullinduzione-del-travaglio-con-misoprostolo-per-pazienti-in-regime-ambulatoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:25:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sullinduzione del travaglio, un processo che aiuta a iniziare il travaglio nelle donne in gravidanza. L&#8217;obiettivo principale è verificare se l&#8217;induzione del travaglio effettuata a casa è sicura ed efficace quanto quella effettuata in ospedale. Per questo studio, verrà utilizzato un farmaco chiamato misoprostol, disponibile sotto forma di compresse da 25 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sull<b>induzione del travaglio</b>, un processo che aiuta a iniziare il travaglio nelle donne in gravidanza. L&#8217;obiettivo principale è verificare se l&#8217;induzione del travaglio effettuata a casa è sicura ed efficace quanto quella effettuata in ospedale. Per questo studio, verrà utilizzato un farmaco chiamato <b>misoprostol</b>, disponibile sotto forma di compresse da 25 microgrammi, noto anche come <b>Angusta</b>. Questo farmaco aiuta a preparare il corpo al travaglio.</p>
<p>Durante lo studio, le partecipanti riceveranno il trattamento e saranno monitorate per valutare la sicurezza e l&#8217;efficacia del processo di induzione del travaglio. Alcune donne riceveranno il trattamento a casa, mentre altre lo riceveranno in ospedale. Lo studio mira a confrontare i risultati tra questi due gruppi per determinare quale metodo sia più sicuro e più efficace. Verranno raccolti dati su vari aspetti della salute della madre e del bambino, come la sicurezza e il tipo di parto, per garantire che il trattamento sia sicuro per entrambi.</p>
<p>Lo studio esaminerà anche l&#8217;esperienza delle donne e dei loro partner durante il processo di induzione del travaglio, inclusi aspetti come la qualità della vita e il livello di ansia. Inoltre, verranno valutati i costi e l&#8217;efficacia del trattamento per determinare il miglior approccio per le future gravidanze. Lo studio è previsto per concludersi entro la fine del 2028.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su carcinoma esofageo a cellule squamose con fluorouracile, cisplatino e combinazione di farmaci per pazienti con malattia localmente avanzata operabile</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-carcinoma-esofageo-a-cellule-squamose-con-fluorouracile-cisplatino-e-combinazione-di-farmaci-per-pazienti-con-malattia-localmente-avanzata-operabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:25:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il carcinoma a cellule squamose dell&#8217;esofago è un tipo di tumore che colpisce l&#8217;esofago, il tubo che collega la bocca allo stomaco. Questo studio si concentra su pazienti con carcinoma a cellule squamose dell&#8217;esofago in stadio avanzato ma operabile. L&#8217;obiettivo è confrontare due approcci di trattamento: la chemioradioterapia neoadiuvante seguita da chirurgia e la chemioradioterapia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il carcinoma a cellule squamose dell&#8217;esofago è un tipo di tumore che colpisce l&#8217;esofago, il tubo che collega la bocca allo stomaco. Questo studio si concentra su pazienti con carcinoma a cellule squamose dell&#8217;esofago in stadio avanzato ma operabile. L&#8217;obiettivo è confrontare due approcci di trattamento: la <b>chemioradioterapia neoadiuvante</b> seguita da chirurgia e la <b>chemioradioterapia definitiva</b> con chirurgia di salvataggio se necessario. La chemioradioterapia neoadiuvante prevede l&#8217;uso di farmaci e radiazioni prima dell&#8217;intervento chirurgico per ridurre il tumore, mentre la chemioradioterapia definitiva utilizza farmaci e radiazioni come trattamento principale, con la possibilità di un intervento chirurgico successivo solo se necessario.</p>
<p>I farmaci utilizzati nello studio includono <b>Fluorouracil</b>, <b>Cisplatino</b>, <b>Carboplatino</b>, <b>Paclitaxel</b>, <b>Acido folinico</b> (noto anche come leucovorina) e <b>Oxaliplatino</b>. Questi farmaci sono somministrati per via endovenosa, cioè direttamente nel sangue attraverso una vena. Lo studio mira a dimostrare che la chemioradioterapia definitiva con chirurgia di salvataggio, se necessaria, non è inferiore alla chemioradioterapia neoadiuvante seguita da chirurgia in termini di sopravvivenza complessiva dei pazienti.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti e saranno monitorati per valutare la loro sopravvivenza e la qualità della vita. Lo studio prevede un follow-up minimo di tre anni per valutare la sopravvivenza complessiva e altri aspetti come la qualità della vita legata alla salute. I risultati aiuteranno a determinare quale approccio terapeutico sia più efficace per i pazienti con carcinoma a cellule squamose dell&#8217;esofago operabile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;estensione della terapia endocrina con tamoxifene, anastrozolo ed exemestane per pazienti postmenopausali con cancro al seno ad alto rischio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullestensione-della-terapia-endocrina-con-tamoxifene-anastrozolo-ed-exemestane-per-pazienti-postmenopausali-con-cancro-al-seno-ad-alto-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Łukasz Skibiński]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 08:25:46 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://demo.badaniakliniczne.pl/?post_type=trial&#038;p=46317</guid>

					<description><![CDATA[Il cancro al seno è una malattia in cui le cellule del seno crescono in modo incontrollato. Questo studio si concentra su donne con un tipo specifico di cancro al seno chiamato &#8220;luminale&#8221;, che è positivo al recettore degli estrogeni e negativo al HER2. Lo scopo dello studio è capire se prolungare la terapia ormonale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>cancro al seno</b> è una malattia in cui le cellule del seno crescono in modo incontrollato. Questo studio si concentra su donne con un tipo specifico di cancro al seno chiamato &#8220;luminale&#8221;, che è positivo al recettore degli estrogeni e negativo al <b>HER2</b>. Lo scopo dello studio è capire se prolungare la terapia ormonale dopo i primi cinque anni di trattamento possa essere più efficace nel prevenire il ritorno del cancro. Le donne che hanno già completato cinque anni di terapia con <b>tamoxifene</b> o con inibitori dell&#8217;aromatasi, come <b>exemestane</b>, <b>anastrozolo</b> o <b>letrozolo</b>, parteciperanno a questo studio per vedere se un cambio di terapia possa offrire benefici aggiuntivi.</p>
<p>Il <b>tamoxifene</b> è un farmaco che blocca gli effetti degli estrogeni, mentre gli inibitori dell&#8217;aromatasi, come <b>exemestane</b>, <b>anastrozolo</b> e <b>letrozolo</b>, riducono la quantità di estrogeni prodotti nel corpo. Lo studio prevede di confrontare l&#8217;efficacia di continuare con il <b>tamoxifene</b> per altri cinque anni rispetto al passaggio a un inibitore dell&#8217;aromatasi, e viceversa, per le donne che hanno già completato cinque anni di terapia iniziale. Alcune partecipanti riceveranno un <b>placebo</b> per confrontare i risultati.</p>
<p>Le partecipanti saranno seguite per un periodo massimo di 120 mesi, durante il quale verranno monitorate per valutare la sopravvivenza complessiva e altri aspetti come la qualità della vita e l&#8217;aderenza al trattamento. L&#8217;obiettivo principale è migliorare la sopravvivenza e ridurre il rischio di ritorno del cancro, offrendo una guida su quale strategia di trattamento prolungato sia più efficace per le donne in postmenopausa con <b>cancro al seno</b> ad alto rischio.</p>
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