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	<title>Graalum | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
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	<title>Graalum | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio randomizzato per valutare sicurezza e farmacodinamica di RBD4059 e apixaban in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-randomizzato-per-valutare-sicurezza-e-farmacodinamica-di-rbd4059-e-apixaban-in-pazienti-con-fibrillazione-atriale-non-valvolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:31:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la non-valvular atrial fibrillation, una condizione in cui il cuore batte in modo irregolare senza la presenza di problemi alle valvole cardiache. L’obiettivo è valutare la sicurezza e l’effetto di un nuovo farmaco, il vortosiran, rispetto al trattamento abituale con apixaban, un farmaco anticoagulante preso per bocca, e rispetto a un placebo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>non-valvular atrial fibrillation</b>, una condizione in cui il cuore batte in modo irregolare senza la presenza di problemi alle valvole cardiache. L’obiettivo è valutare la sicurezza e l’effetto di un nuovo farmaco, il <b>vortosiran</b>, rispetto al trattamento abituale con <b>apixaban</b>, un farmaco anticoagulante preso per bocca, e rispetto a un <b>placebo</b> che non contiene principio attivo. Il nuovo farmaco viene somministrato tramite iniezione sottocutanea, mentre l’anticoagulante standard è assunto per via orale.</p>
<p>I partecipanti verranno assegnati in modo casuale a uno dei gruppi di trattamento e seguiranno il protocollo per circa 16 settimane. Durante questo periodo saranno effettuate visite regolari in cui verranno prelevati campioni di sangue per controllare i livelli di una proteina coinvolta nella coagulazione (fattore XI) e per verificare la presenza di eventuali sanguinamenti o effetti collaterali. Le visite includono anche misurazioni di parametri vitali e semplici esami di laboratorio, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulla sicurezza del farmaco e sui cambiamenti osservati nel sangue.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di fase 2 su terapia assistita da methylenedioxymethamphetamine per giovani adulti (18‑25 anni) con depressione maggiore resistente al trattamento</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-2-su-terapia-assistita-da-methylenedioxymethamphetamine-per-giovani-adulti-18-25-anni-con-depressione-maggiore-resistente-al-trattamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Major Depressive Disorder è una condizione caratterizzata da tristezza profonda, perdita di interesse e difficoltà a svolgere le attività quotidiane. Quando i sintomi non migliorano nonostante l&#8217;uso di farmaci e terapie tradizionali, si parla di forma resistente al trattamento. Lo studio esamina l&#8217;uso di Midomafetamine, una sostanza che contiene methylenedioxymethamphetamine, somministrata per via orale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>Major Depressive Disorder</b> è una condizione caratterizzata da tristezza profonda, perdita di interesse e difficoltà a svolgere le attività quotidiane. Quando i sintomi non migliorano nonostante l&#8217;uso di farmaci e terapie tradizionali, si parla di forma resistente al trattamento. Lo studio esamina l&#8217;uso di <b>Midomafetamine</b>, una sostanza che contiene methylenedioxymethamphetamine, somministrata per via orale sotto forma di capsule da 200 mg, in combinazione con una terapia psicologica strutturata, indicata come <b>MDMA-assisted therapy</b>. Alcuni partecipanti riceveranno inizialmente un <b>placebo</b>, cioè una pillola senza principio attivo, per confrontare gli effetti.</p>
<p>Lo scopo è verificare se questo approccio è praticabile e sicuro per giovani adulti di 18‑25 anni con depressione cronica resistente al trattamento. I partecipanti saranno seguiti per diversi mesi, con incontri di terapia prima e dopo la somministrazione del farmaco o del placebo, e saranno monitorati per eventuali effetti indesiderati. Il risultato principale sarà capire se il trattamento può essere gestito senza problemi di sicurezza e se i soggetti rimangono nel programma fino alla fine.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull’efficacia e sicurezza di ataciguat per rallentare la progressione della stenosi aortica calcifica moderata in pazienti adulti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-beneficio-di-ataciguat-per-rallentare-la-progressione-della-stenosi-aortica-calcifica-moderata-in-pazienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la Moderate Calcific Aortic Valve Stenosis, una condizione in cui la valvola aortica si indurisce a causa di depositi di calcio, riducendo il flusso di sangue dal cuore. Il farmaco in fase di valutazione è ataciguat, somministrato per via orale sotto forma di capsule da 200 mg, confrontato con un placebo. Lo scopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>Moderate Calcific Aortic Valve Stenosis</b>, una condizione in cui la valvola aortica si indurisce a causa di depositi di calcio, riducendo il flusso di sangue dal cuore. Il farmaco in fase di valutazione è <b>ataciguat</b>, somministrato per via orale sotto forma di capsule da 200 mg, confrontato con un placebo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se il farmaco può rallentare la perdita dell’<b>AVA</b> e migliorare la capacità massima di consumo di ossigeno (<b>VO2</b>) in pazienti con questa malattia. I partecipanti saranno divisi in due gruppi, uno che riceve il farmaco e l’altro un placebo, e seguiranno il protocollo per circa 48 settimane. Durante lo studio verranno effettuati esami di <b>echocardiogram</b> (un’ecografia del cuore) per misurare l’area della valvola, un <b>CPET</b> per valutare il VO2, e una <b>computed tomography</b> senza mezzo di contrasto per controllare il punteggio di calcificazione. Inoltre, saranno registrati eventuali interventi chirurgici o procedure per sostituire la valvola, come la <b>TAVR</b> o la <b>SAVR</b>, o il verificarsi di decessi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su pumitamig rispetto a pembrolizumab come trattamento iniziale per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule avanzato o metastatico con PD-L1 ≥ 50%</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-pumitamig-rispetto-a-pembrolizumab-nel-tumore-polmonare-non-a-piccole-cellule-avanzato-in-pazienti-non-trattati-con-pd-l1-50/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:27:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il Non-Small Cell Lung Cancer, una forma di cancro del polmone che non cresce e non si diffonde allo stesso modo di altri tumori del polmone. Vengono confrontati due trattamenti: pumitamig, indicato anche come BNT327, e pembrolizumab. Lo scopo dello studio è vedere se pumitamig controlla meglio la crescita del tumore e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>Non-Small Cell Lung Cancer</b>, una forma di <b>cancro del polmone</b> che non cresce e non si diffonde allo stesso modo di altri tumori del polmone. Vengono confrontati due trattamenti: <b>pumitamig</b>, indicato anche come <b>BNT327</b>, e <b>pembrolizumab</b>. Lo scopo dello studio è vedere se <b>pumitamig</b> controlla meglio la crescita del tumore e permette di vivere più a lungo rispetto a <b>pembrolizumab</b>.</p>
<p>Le persone nello studio ricevono uno dei due medicinali per <b>infusione</b> in vena, cioè tramite una flebo. Il trattamento viene somministrato nel tempo secondo un programma previsto dallo studio. Durante il periodo di osservazione, vengono controllati l’andamento della malattia, la sicurezza dei medicinali e quanto bene vengono tollerati.</p>
<p>Lo studio è rivolto a persone con <b>Non-Small Cell Lung Cancer</b> già avanzato, cioè un tumore che si è esteso nei tessuti vicini o in altre parti del corpo, e con <b>PD-L1</b> pari o superiore al 50%, una proteina presente su alcune cellule tumorali. Il confronto tra i trattamenti aiuta a capire quale dei due possa essere più utile come primo trattamento per questa malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia del tenecteplase rispetto alle cure standard in pazienti con ictus ischemico acuto manifestatosi più di 4,5 ore dopo l&#8217;ultimo momento di benessere.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-del-tenecteplase-rispetto-alle-cure-standard-in-pazienti-con-ictus-ischemico-acuto-manifestatosi-piu-di-4-5-ore-dopo-l-ultimo-momento-di-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda l&#8217;Ictus Ischemico Acuto, una condizione che si verifica quando il flusso di sangue verso una parte del cervello viene bloccato da un coagulo. La ricerca mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del farmaco tenecteplase rispetto alle cure standard nei pazienti in cui l&#8217;ultimo momento in cui la persona è stata vista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l&#8217;<b>Ictus Ischemico Acuto</b>, una condizione che si verifica quando il flusso di sangue verso una parte del cervello viene bloccato da un coagulo. La ricerca mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza del farmaco <b>tenecteplase</b> rispetto alle cure standard nei pazienti in cui l&#8217;ultimo momento in cui la persona è stata vista in buone condizioni è avvenuto più di 4,5 ore prima dell&#8217;inizio del trattamento. Questo include i casi di <b>ictus al risveglio</b>, ovvero quando l&#8217;evento viene scoperto solo al momento della sveglia, e i pazienti che mostrano tramite <b>imaging</b>, ovvero esami delle immagini mediche, la presenza di tessuto cerebrale ancora recuperabile.</p>
<p>Il trattamento con <b>tenecteplase</b> viene somministrato tramite una <b>iniezione endovenosa</b>, ovvero direttamente nella vena, sotto forma di soluzione per iniezione. Durante lo studio, i partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere il farmaco in esame o il trattamento standard già in uso. Il monitoraggio si concentra sul recupero delle capacità motorie e cognitive del paziente nel tempo, con un&#8217;attenzione particolare allo stato di salute generale dopo 90 giorni dall&#8217;evento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;izalontamab brengitecan rispetto alla chemioterapia a base di platino per pazienti con cancro uroteliale metastatico dopo immunoterapia</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullizalontamab-brengitecan-rispetto-alla-chemioterapia-a-base-di-platino-per-pazienti-con-cancro-uroteliale-metastatico-dopo-immunoterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il carcinoma uroteliale metastatico, un tipo di tumore che ha origine nelle vie urinarie e si è diffuso ad altre parti del corpo. La malattia deve essere peggiorata durante o dopo un trattamento basato sull&#8217;immunoterapia, che è una cura che aiuta il sistema immunitario del corpo a combattere il cancro. Lo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>carcinoma uroteliale metastatico</b>, un tipo di tumore che ha origine nelle vie urinarie e si è diffuso ad altre parti del corpo. La malattia deve essere peggiorata durante o dopo un trattamento basato sull&#8217;immunoterapia, che è una cura che aiuta il sistema immunitario del corpo a combattere il cancro. Lo studio confronta un nuovo farmaco chiamato <b>izalontamab brengitecan</b>, noto anche con il nome in codice <b>BMS986507</b>, con la chemioterapia standard a base di platino. La chemioterapia a base di platino include farmaci come <b>cisplatino</b>, <b>carboplatino</b> e <b>gemcitabina</b>, che sono medicinali usati comunemente per trattare questo tipo di cancro. Durante lo studio viene anche utilizzato <b>pegfilgrastim</b>, un farmaco di supporto che aiuta il corpo a produrre più globuli bianchi per proteggere dalle infezioni che possono verificarsi durante il trattamento chemioterapico.</p>
<p>Lo scopo dello studio è diviso in due fasi. Nella prima fase, chiamata Fase 2, si vuole stabilire la dose più adatta di izalontamab brengitecan da usare nella fase successiva dello studio, esaminando tutti i dati disponibili sulla sicurezza e sull&#8217;efficacia del farmaco. Nella seconda fase, chiamata Fase 3, si vuole valutare quanto bene funziona izalontamab brengitecan rispetto alla chemioterapia a base di platino, misurando quanto tempo passa prima che la malattia peggiori o prima che avvenga il decesso, e quanto tempo vivono i pazienti in totale. Lo studio vuole anche capire quante persone rispondono al trattamento, quanto tempo dura la risposta e quanto tempo ci vuole prima che si manifesti una risposta al trattamento.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere izalontamab brengitecan oppure la chemioterapia a base di platino. I farmaci vengono somministrati per via endovenosa, cioè attraverso una vena, tranne il pegfilgrastim che viene dato tramite iniezione sotto la pelle. I medici controllano regolarmente come risponde il tumore al trattamento e come si sentono i pazienti, misurando anche eventuali cambiamenti nella qualità della vita. Lo studio prevede che i trattamenti possano durare diversi mesi e che i partecipanti vengano seguiti per un periodo prolungato per valutare tutti gli effetti delle cure ricevute.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul depemokimab negli adulti con broncopneumopatia cronica ostruttiva e infiammazione di tipo 2</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-depemokimab-negli-adulti-con-broncopneumopatia-cronica-ostruttiva-e-infiammazione-di-tipo-2-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia respiratoria che causa difficoltà nella respirazione e che può peggiorare nel tempo con episodi di aggravamento chiamati riacutizzazioni. Lo studio esamina un medicinale chiamato depemokimab con il codice GSK3511294, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Alcune persone riceveranno il medicinale in studio mentre altre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b>, una malattia respiratoria che causa difficoltà nella respirazione e che può peggiorare nel tempo con episodi di aggravamento chiamati riacutizzazioni. Lo studio esamina un medicinale chiamato <b>depemokimab</b> con il codice <b>GSK3511294</b>, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Alcune persone riceveranno il medicinale in studio mentre altre riceveranno un <b>placebo</b>. Durante lo studio i partecipanti continueranno a usare i loro medicinali abituali per inalazione che contengono tre tipi di sostanze: corticosteroidi inalatori, antagonisti muscarinici a lunga durata d&#8217;azione e agonisti beta2-adrenergici a lunga durata d&#8217;azione. In caso di necessità i partecipanti potranno anche usare il <b>salbutamolo solfato</b> come medicinale di emergenza per via inalatoria.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il <b>depemokimab</b> funziona meglio del <b>placebo</b> nel ridurre il numero di riacutizzazioni della malattia nelle persone con <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b> che hanno anche un&#8217;infiammazione di tipo 2, che significa avere un numero elevato di un certo tipo di cellule del sangue chiamate eosinofili. Lo studio misurerà quante volte i partecipanti hanno episodi di peggioramento della malattia durante il periodo di trattamento e quanto tempo passa prima che si verifichi il primo episodio. Verranno anche valutati i cambiamenti nella qualità di vita e nei sintomi respiratori dei partecipanti.</p>
<p>Lo studio durerà circa due anni per ogni partecipante, con il trattamento che continuerà per 104 settimane. Durante questo periodo i partecipanti riceveranno le iniezioni del medicinale in studio o del <b>placebo</b> e dovranno partecipare a visite regolari presso il centro dove viene condotto lo studio. Durante queste visite verranno controllate la funzione respiratoria, i sintomi e la sicurezza del trattamento. Lo studio coinvolgerà adulti tra i 40 e gli 80 anni che hanno una <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b> da moderata a grave e che hanno avuto almeno due episodi moderati o un episodio grave di peggioramento della malattia nell&#8217;anno precedente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla ketamina come terapia di mantenimento per pazienti con depressione resistente ai trattamenti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-ketamina-come-terapia-di-mantenimento-per-pazienti-con-depressione-resistente-ai-trattamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il disturbo depressivo maggiore, una condizione che causa tristezza persistente, perdita di interesse nelle attività quotidiane e altri sintomi che influenzano negativamente la vita di una persona. Lo studio si concentra in particolare su persone che non hanno avuto benefici sufficienti da almeno due trattamenti precedenti per la depressione, situazione definita come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>disturbo depressivo maggiore</b>, una condizione che causa tristezza persistente, perdita di interesse nelle attività quotidiane e altri sintomi che influenzano negativamente la vita di una persona. Lo studio si concentra in particolare su persone che non hanno avuto benefici sufficienti da almeno due trattamenti precedenti per la depressione, situazione definita come depressione resistente al trattamento. Il farmaco utilizzato nello studio è il <b>cloridrato di ketamina</b>, somministrato attraverso <b>infusione</b>, che significa che il medicinale viene introdotto lentamente nel corpo attraverso una vena.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se il trattamento continuato con <b>ketamina</b> per via endovenosa possa aiutare a mantenere nel tempo i miglioramenti ottenuti dopo un primo periodo di trattamento iniziale. Lo studio prevede tre gruppi di partecipanti che riceveranno trattamenti diversi e i ricercatori confronteranno quanto tempo passa prima che i sintomi della depressione ritornino nei vari gruppi. Durante lo studio verranno valutati regolarmente i sintomi depressivi attraverso scale specifiche che misurano la gravità della depressione.</p>
<p>Lo studio si svolge in più fasi: inizialmente i partecipanti riceveranno un trattamento di induzione con ketamina, seguito da una fase di mantenimento in cui verranno assegnati in modo casuale a uno dei tre gruppi di trattamento. La dose massima giornaliera del farmaco è di 150 milligrammi e la dose totale massima prevista è di 2700 milligrammi nel corso di un periodo di trattamento che può durare fino a 10 giorni. Durante tutto lo studio verranno monitorati attentamente gli effetti indesiderati del trattamento attraverso interviste cliniche, osservazioni e questionari specifici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di follow-up con mezagitamab per adulti con trombocitopenia immune primaria cronica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-follow-up-con-mezagitamab-per-adulti-con-trombocitopenia-immune-primaria-cronica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda la trombocitopenia immune primaria cronica, una malattia in cui il sistema immunitario del corpo attacca e distrugge le piastrine, che sono cellule del sangue necessarie per la coagulazione. Quando il numero di piastrine è troppo basso, le persone possono avere lividi facilmente o sanguinamenti. Lo studio utilizza un farmaco chiamato mezagitamab, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda la <b>trombocitopenia immune primaria cronica</b>, una malattia in cui il sistema immunitario del corpo attacca e distrugge le piastrine, che sono cellule del sangue necessarie per la coagulazione. Quando il numero di piastrine è troppo basso, le persone possono avere lividi facilmente o sanguinamenti. Lo studio utilizza un farmaco chiamato <b>mezagitamab</b>, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Questo farmaco ha anche un nome in codice, <b>TAK-079</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza a lungo termine e la tollerabilità del farmaco nelle persone adulte con questa malattia. Si vuole anche verificare se il farmaco continua a essere efficace nel tempo, aumentando il numero di piastrine nel sangue. Possono partecipare allo studio solo le persone che hanno già completato altri studi precedenti con lo stesso farmaco e che hanno mostrato una risposta positiva al trattamento.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno iniezioni del farmaco per un periodo che può durare fino a due anni. I medici controlleranno regolarmente la sicurezza del trattamento osservando eventuali effetti indesiderati, misurando il numero di piastrine nel sangue e verificando se i partecipanti hanno bisogno di altri farmaci per controllare la malattia o di terapie di emergenza in caso di sanguinamento. Verranno anche effettuati controlli per vedere come il corpo assorbe ed elimina il farmaco e se sviluppa anticorpi contro di esso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul mezagitamab rispetto al placebo in adulti con trombocitopenia immune primaria cronica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-mezagitamab-rispetto-al-placebo-in-adulti-con-trombocitopenia-immune-primaria-cronica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la trombocitopenia immune primaria cronica, una malattia in cui il sistema immunitario del corpo attacca e distrugge per errore le piastrine, che sono cellule del sangue necessarie per la coagulazione. Le persone con questa condizione hanno un numero molto basso di piastrine nel sangue, il che può causare sanguinamenti e lividi. Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>trombocitopenia immune primaria cronica</b>, una malattia in cui il sistema immunitario del corpo attacca e distrugge per errore le piastrine, che sono cellule del sangue necessarie per la coagulazione. Le persone con questa condizione hanno un numero molto basso di piastrine nel sangue, il che può causare sanguinamenti e lividi. Lo studio confronta un farmaco chiamato <b>mezagitamab</b>, somministrato tramite iniezione sotto la pelle, con un placebo. Il <b>Mezagitamab</b> è anche conosciuto con il nome in codice <b>TAK-079</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se mezagitamab è efficace nell&#8217;aumentare in modo duraturo il numero di piastrine nelle persone con trombocitopenia immune primaria cronica rispetto al placebo. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno in modo casuale mezagitamab oppure placebo per un periodo di tempo. Lo studio è in doppio cieco, il che significa che né i partecipanti né i medici sapranno quale trattamento viene somministrato. I partecipanti possono continuare a prendere alcuni dei loro farmaci abituali per la trombocitopenia immune se la dose è stabile, come gli agonisti del recettore della <b>trombopoietina</b>, i <b>corticosteroidi</b> orali a basso dosaggio o il <b>fostamatinib</b>.</p>
<p>Durante lo studio vengono effettuate misurazioni regolari del numero di piastrine nel sangue per valutare la risposta al trattamento. Lo studio osserva anche se i partecipanti hanno bisogno di terapie di emergenza per aumentare le piastrine, se si verificano episodi di sanguinamento e come i sintomi della malattia influenzano la vita quotidiana. Vengono inoltre controllati la sicurezza del farmaco e la presenza di eventuali effetti collaterali. Il trattamento con il farmaco dello studio dura fino a 24 settimane, durante le quali vengono effettuate visite regolari per il monitoraggio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di ianalumab ed eltrombopag in pazienti con trombocitopenia immune primaria che non hanno risposto o sono ricaduti dopo il trattamento con steroidi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-ianalumab-ed-eltrombopag-in-pazienti-con-trombocitopenia-immune-primaria-che-non-hanno-risposto-alla-terapia-con-steroidi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda la trombocitopenia immune primaria, una malattia in cui il sistema immunitario attacca e distrugge le piastrine, che sono le cellule del sangue necessarie per fermare le emorragie. I pazienti con questa malattia hanno un numero molto basso di piastrine nel sangue, il che può causare facilmente lividi e sanguinamenti. Lo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda la <b>trombocitopenia immune primaria</b>, una malattia in cui il sistema immunitario attacca e distrugge le piastrine, che sono le cellule del sangue necessarie per fermare le emorragie. I pazienti con questa malattia hanno un numero molto basso di piastrine nel sangue, il che può causare facilmente lividi e sanguinamenti. Lo studio è rivolto a persone che non hanno risposto in modo sufficiente al trattamento di prima linea con corticosteroidi oppure che hanno avuto una ricaduta della malattia dopo questo tipo di terapia. Durante lo studio verranno utilizzati diversi farmaci: <b>ianalumab</b>, noto anche con il nome in codice <b>VAY736</b>, che viene somministrato per via endovenosa come concentrato per soluzione per infusione, <b>eltrombopag</b>, che è un medicinale già conosciuto e viene assunto per via orale sotto forma di compresse rivestite, e un placebo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è dimostrare che l&#8217;aggiunta di ianalumab al trattamento con eltrombopag può prolungare il tempo prima che si verifichi un fallimento della terapia rispetto al solo utilizzo di eltrombopag nei pazienti con trombocitopenia immune primaria. Durante lo studio i partecipanti riceveranno una combinazione di questi farmaci e verranno seguiti per valutare quanto tempo il trattamento riesce a mantenere sotto controllo la malattia senza necessità di ulteriori interventi terapeutici. Alcuni pazienti potrebbero inoltre ricevere altri medicinali di supporto come antistaminici, analgesici, immunoglobuline normali umane, glucocorticoidi o farmaci antivirali come <b>entecavir</b>, a seconda delle necessità cliniche individuali.</p>
<p>Lo studio prevede che i pazienti vengano assegnati in modo casuale a ricevere ianalumab oppure placebo, entrambi in aggiunta a eltrombopag. Durante il periodo di trattamento, che può durare fino a ventiquattro settimane, verranno effettuati controlli regolari per misurare il numero di piastrine nel sangue e verificare l&#8217;efficacia del trattamento. Verranno inoltre monitorati eventuali effetti collaterali, episodi di sanguinamento, la necessità di terapie di salvataggio e la qualità di vita dei pazienti attraverso questionari specifici. Lo studio valuterà anche i livelli di alcune cellule del sistema immunitario chiamate cellule B e la concentrazione di immunoglobuline nel sangue, per comprendere meglio come il farmaco agisce nell&#8217;organismo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla sicurezza ed efficacia di gentamicina con betalattamici a spettro ristretto rispetto a betalattamici ad ampio spettro nel trattamento della sepsi acquisita in comunità</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-ed-efficacia-di-gentamicina-con-betalattamici-a-spettro-ristretto-rispetto-a-betalattamici-ad-ampio-spettro-nel-trattamento-della-sepsi-acquisita-in-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:13:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento della sepsi, una grave infezione che si diffonde attraverso il sangue e può essere pericolosa per la vita. Lo studio confronta due diversi approcci di trattamento antibiotico: una combinazione di antibiotici a spettro ristretto (penicillina, ampicillina, cloxacillina) insieme a un aminoglicoside (gentamicina) rispetto ad antibiotici a spettro più ampio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento della <b>sepsi</b>, una grave infezione che si diffonde attraverso il sangue e può essere pericolosa per la vita. Lo studio confronta due diversi approcci di trattamento antibiotico: una combinazione di antibiotici a spettro ristretto (<b>penicillina</b>, <b>ampicillina</b>, <b>cloxacillina</b>) insieme a un <b>aminoglicoside</b> (<b>gentamicina</b>) rispetto ad antibiotici a spettro più ampio (<b>cefotaxima</b>, <b>piperacillina-tazobactam</b>).</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se il trattamento con antibiotici a spettro ristretto combinati con aminoglicosidi sia sicuro ed efficace quanto l&#8217;uso di antibiotici a spettro più ampio nei pazienti con sospetta sepsi acquisita in comunità. I farmaci vengono somministrati per via <b>endovenosa</b> e il trattamento può durare fino a tre giorni.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno uno dei due regimi di trattamento antibiotico e verranno monitorati per valutare la loro risposta alla terapia. I medici controlleranno attentamente la funzionalità renale e altri parametri di salute importanti per garantire la sicurezza del trattamento. Il monitoraggio continuerà per 30 giorni dopo l&#8217;inizio del trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio dell&#8217;efficacia di vicadrostat e empagliflozin in pazienti con diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-dellefficacia-di-vicadrostat-e-empagliflozin-in-pazienti-con-diabete-di-tipo-2-ipertensione-e-malattie-cardiovascolari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:12:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento combinato per persone affette da tre condizioni mediche: diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di due medicinali assunti insieme: il vicadrostat (conosciuto anche come BI 690517) e l&#8217;empagliflozin (Jardiance), confrontandoli con un trattamento che include placebo ed empagliflozin. I partecipanti riceveranno compresse rivestite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento combinato per persone affette da tre condizioni mediche: <b>diabete di tipo 2</b>, <b>ipertensione</b> e <b>malattie cardiovascolari</b>. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di due medicinali assunti insieme: il <b>vicadrostat</b> (conosciuto anche come BI 690517) e l&#8217;<b>empagliflozin</b> (Jardiance), confrontandoli con un trattamento che include placebo ed empagliflozin.</p>
<p>I partecipanti riceveranno compresse rivestite con film da assumere per via orale. Il dosaggio giornaliero di empagliflozin sarà di 10 mg, mentre il vicadrostat verrà somministrato secondo un protocollo specifico. Il periodo di trattamento si estenderà per 51 mesi.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è verificare se la combinazione di questi due medicinali sia più efficace nel prevenire eventi cardiovascolari gravi rispetto all&#8217;utilizzo del solo empagliflozin con placebo. In particolare, si osserverà come questa combinazione di farmaci possa influenzare la pressione sanguigna e proteggere il sistema cardiovascolare nei pazienti che presentano contemporaneamente le tre condizioni mediche menzionate.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di mezagitamab in adulti con nefropatia da IgA primaria (malattia di Berger) in aggiunta alla terapia di base</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-mezagitamab-in-adulti-con-nefropatia-da-iga-primaria-malattia-di-berger-in-aggiunta-alla-terapia-di-base/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:12:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina un trattamento per la Nefropatia da IgA (anche nota come malattia di Berger), una malattia dei reni in cui si accumulano delle proteine chiamate immunoglobuline A che possono danneggiare il tessuto renale. Lo studio valuterà un nuovo farmaco chiamato mezagitamab (noto anche come TAK-079) somministrato tramite iniezione sottocutanea in combinazione con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina un trattamento per la <b>Nefropatia da IgA</b> (anche nota come malattia di Berger), una malattia dei reni in cui si accumulano delle proteine chiamate immunoglobuline A che possono danneggiare il tessuto renale. Lo studio valuterà un nuovo farmaco chiamato <b>mezagitamab</b> (noto anche come <b>TAK-079</b>) somministrato tramite <b>iniezione sottocutanea</b> in combinazione con le terapie standard già in uso.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare se il mezagitamab sia efficace nel ridurre la quantità di proteine nelle urine dopo 36 settimane di trattamento. Durante lo studio, alcuni pazienti riceveranno il mezagitamab mentre altri riceveranno un placebo, entrambi in aggiunta alle loro terapie abituali.</p>
<p>Il periodo di trattamento durerà circa 104 settimane (2 anni), durante le quali verranno monitorate diverse funzioni renali, tra cui la quantità di proteine nelle urine e la capacità dei reni di filtrare il sangue. I pazienti verranno seguiti regolarmente per valutare come il loro organismo risponde al trattamento e per controllare eventuali effetti collaterali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di laroprovstat in adulti con ipercolesterolemia familiare eterozigote per la riduzione del colesterolo LDL</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-laroprovstat-in-adulti-con-ipercolesterolemia-familiare-eterozigote-per-la-riduzione-del-colesterolo-ldl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:12:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina un trattamento per pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote, una condizione ereditaria che causa livelli elevati di colesterolo nel sangue. Il farmaco in studio, chiamato AZD0780 (laroprovstat), viene somministrato sotto forma di compresse rivestite da assumere per via orale. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di questo nuovo farmaco nel ridurre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina un trattamento per pazienti con <b>ipercolesterolemia familiare eterozigote</b>, una condizione ereditaria che causa livelli elevati di colesterolo nel sangue. Il farmaco in studio, chiamato <b>AZD0780</b> (laroprovstat), viene somministrato sotto forma di <b>compresse rivestite</b> da assumere per via orale. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di questo nuovo farmaco nel ridurre i livelli di <b>colesterolo LDL</b> (il cosiddetto colesterolo &#8220;cattivo&#8221;) nel sangue.</p>
<p>Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno il farmaco <b>AZD0780</b> mentre altri riceveranno un placebo. I pazienti continueranno a prendere i loro usuali farmaci per abbassare il colesterolo, come le <b>statine</b>, durante tutto il periodo dello studio. Il trattamento durerà fino a 52 settimane, con valutazioni regolari dei livelli di colesterolo nel sangue.</p>
<p>Lo studio valuterà anche altri parametri legati al metabolismo dei grassi nel sangue, come l&#8217;<b>apolipoproteina B</b>, il <b>colesterolo non-HDL</b>, il <b>colesterolo totale</b> e la <b>lipoproteina(a)</b>. Questi esami aiuteranno a comprendere meglio come il farmaco agisce nell&#8217;organismo e quanto è efficace nel controllare i livelli di grassi nel sangue.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia del ferric derisomaltose nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica e carenza di ferro</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-del-ferric-derisomaltose-nei-pazienti-con-insufficienza-cardiaca-cronica-e-carenza-di-ferro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:11:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina una malattia chiamata insufficienza cardiaca cronica, una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace come dovrebbe, causando sintomi come mancanza di respiro, stanchezza e gonfiore. I partecipanti allo studio hanno anche una carenza di ferro, che significa che i loro corpi non hanno abbastanza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina una malattia chiamata <b>insufficienza cardiaca cronica</b>, una condizione in cui il cuore non riesce a pompare il sangue in modo efficace come dovrebbe, causando sintomi come mancanza di respiro, stanchezza e gonfiore. I partecipanti allo studio hanno anche una carenza di ferro, che significa che i loro corpi non hanno abbastanza ferro, un minerale importante per trasportare l&#8217;ossigeno nel sangue. Lo studio confronta un trattamento chiamato <b>derisomaltosio ferrico</b>, che è una forma di ferro somministrata attraverso una vena, con il non ricevere alcun trattamento con ferro per via endovenosa.</p>
<p>Lo scopo di questo studio è confrontare quanto bene il <b>derisomaltosio ferrico</b> funzioni rispetto al non ricevere ferro endovenoso nel ridurre i decessi legati al cuore e i ricoveri ospedalieri dovuti al peggioramento dell&#8217;insufficienza cardiaca nelle persone che hanno carenza di ferro e sintomi di insufficienza cardiaca cronica. Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno il trattamento con ferro mentre altri continueranno con le loro cure abituali senza ricevere ferro aggiuntivo per via endovenosa. I medici monitoreranno attentamente tutti i partecipanti per vedere come stanno rispondendo e registreranno eventuali cambiamenti nella loro salute del cuore.</p>
<p>Lo studio seguirà i partecipanti per un periodo prolungato per osservare eventi importanti come ricoveri ospedalieri e decessi, oltre a misurare i cambiamenti nei livelli di ferro nel sangue e altri marcatori della salute del cuore. I ricercatori esamineranno anche quanto spesso i partecipanti necessitano di essere ricoverati in ospedale per problemi cardiaci e come cambia la loro classificazione secondo la <b>New York Heart Association</b>, che è un sistema utilizzato dai medici per descrivere quanto gravi sono i sintomi dell&#8217;insufficienza cardiaca di una persona. Questo studio aiuterà i medici a comprendere meglio se dare ferro extra alle persone con insufficienza cardiaca e carenza di ferro può migliorare i loro risultati di salute.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;aggiunta di clopidogrel alla terapia standard per prevenire la trombosi nei pazienti con cancro al pancreas</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullaggiunta-di-clopidogrel-alla-terapia-standard-per-prevenire-la-trombosi-nei-pazienti-con-cancro-al-pancreas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:10:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sul cancro del pancreas, una malattia grave che colpisce il pancreas, un organo importante per la digestione e la regolazione degli zuccheri nel sangue. Il trattamento in esame prevede l&#8217;aggiunta di una terapia antiaggregante, che aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue, alla profilassi standard della trombosi, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sul cancro del pancreas, una malattia grave che colpisce il pancreas, un organo importante per la digestione e la regolazione degli zuccheri nel sangue. Il trattamento in esame prevede l&#8217;aggiunta di una terapia antiaggregante, che aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue, alla profilassi standard della trombosi, che è un trattamento per prevenire i coaguli di sangue. I farmaci utilizzati nello studio sono il <em>Plavix</em> (clopidogrel), che viene somministrato in compresse rivestite, e il <em>Fragmin</em> (dalteparina sodica), che viene somministrato tramite iniezione sottocutanea.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza dell&#8217;aggiunta della terapia antiaggregante alla profilassi standard della trombosi nei pazienti con cancro del pancreas. I partecipanti allo studio riceveranno uno dei trattamenti per un periodo massimo di 12 mesi. Alcuni riceveranno il trattamento con <em>Plavix</em>, altri con <em>Fragmin</em>, e alcuni riceveranno un placebo. Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per verificare la presenza di trombosi arteriosa o venosa, che sono tipi di coaguli di sangue, e per eventuali episodi di sanguinamento importante.</p>
<p>Lo studio mira a comprendere meglio come prevenire i coaguli di sangue nei pazienti con cancro del pancreas, migliorando così la loro qualità di vita e riducendo i rischi associati alla malattia. La partecipazione allo studio è prevista per un periodo di tempo limitato e i risultati potrebbero fornire informazioni preziose per il trattamento futuro di questa malattia. Lo studio è progettato per concludersi nel 2034.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di fremanezumab, galcanezumab, erenumab e tossina botulinica A nei pazienti con emicrania cronica di età compresa tra 18 e 70 anni.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-fremanezumab-galcanezumab-erenumab-e-tossina-botulinica-a-nei-pazienti-con-emicrania-cronica-di-eta-compresa-tra-18-e-70-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:09:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sull&#8217;emicrania cronica, una condizione caratterizzata da mal di testa frequenti e debilitanti. Il trattamento in esame combina anticorpi monoclonali anti-CGRP, come fremanezumab, galcanezumab e erenumab, con onabotulinumtoxin A, noto anche come Botox. Questi farmaci sono somministrati tramite iniezioni sottocutanee o intramuscolari. L&#8217;obiettivo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di questa terapia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull&#8217;emicrania cronica, una condizione caratterizzata da mal di testa frequenti e debilitanti. Il trattamento in esame combina anticorpi monoclonali anti-CGRP, come <em>fremanezumab</em>, <em>galcanezumab</em> e <em>erenumab</em>, con <em>onabotulinumtoxin A</em>, noto anche come <em>Botox</em>. Questi farmaci sono somministrati tramite iniezioni sottocutanee o intramuscolari. L&#8217;obiettivo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di questa terapia combinata nel ridurre il numero di giorni di emicrania mensili rispetto all&#8217;uso dei soli anticorpi monoclonali anti-CGRP.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo di 12 settimane. Alcuni riceveranno una combinazione di anticorpi monoclonali anti-CGRP e <em>onabotulinumtoxin A</em>, mentre altri riceveranno anticorpi monoclonali anti-CGRP e un placebo. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi riceve quale trattamento, per garantire risultati imparziali.</p>
<p>Lo scopo principale è osservare una riduzione dei giorni di emicrania mensili durante il periodo di trattamento. Saranno anche monitorati altri aspetti, come il numero di giorni con mal di testa e l&#8217;uso di farmaci di emergenza. Lo studio mira a fornire nuove informazioni su come gestire meglio l&#8217;emicrania cronica e migliorare la qualità della vita delle persone affette da questa condizione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia di ILB e Riluzolo per la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) in Pazienti Adulti</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-ilb-e-riluzolo-per-la-sclerosi-laterale-amiotrofica-sla-in-pazienti-adulti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), una malattia neurodegenerativa che colpisce le cellule nervose nel cervello e nel midollo spinale, portando a una progressiva perdita di controllo muscolare. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato ILB, che viene somministrato come soluzione per iniezione sottocutanea. Questo farmaco contiene una sostanza attiva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), una malattia neurodegenerativa che colpisce le cellule nervose nel cervello e nel midollo spinale, portando a una progressiva perdita di controllo muscolare. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato ILB, che viene somministrato come soluzione per iniezione sottocutanea. Questo farmaco contiene una sostanza attiva nota come dextran solfato a basso peso molecolare. Lo studio confronta l&#8217;efficacia di ILB con un altro farmaco chiamato Riluzolo, disponibile in compresse rivestite con film.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se ILB può ridurre la progressione della SLA rispetto al Riluzolo. I partecipanti allo studio riceveranno uno dei due trattamenti per un periodo di tempo determinato. Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per osservare eventuali cambiamenti nei sintomi della SLA e per valutare la sicurezza dei trattamenti. Alcuni partecipanti riceveranno un placebo, che è una sostanza inattiva utilizzata per confrontare i risultati dei trattamenti attivi.</p>
<p>Lo studio è progettato per durare fino a 48 settimane, durante le quali i partecipanti saranno sottoposti a controlli regolari per monitorare la loro salute e il progresso della malattia. Verranno raccolti dati su vari aspetti della salute dei partecipanti, inclusi esami del sangue e valutazioni delle funzioni cognitive e respiratorie. I risultati aiuteranno a determinare l&#8217;efficacia e la sicurezza di ILB come potenziale trattamento per la SLA.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto dell&#8217;amoxicillina nei bambini in età prescolare con polmonite</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-dellamoxicillina-nei-bambini-in-eta-prescolare-con-polmonite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:05:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sull&#8217;infezione delle vie respiratorie inferiori nei bambini in età prescolare, una condizione che può causare sintomi come febbre, tosse e difficoltà respiratorie. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia dellamoxicillina, un antibiotico comunemente usato, rispetto a un placebo. Lamoxicillina è disponibile sotto forma di sospensione orale, che è una polvere da mescolare con acqua [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sull&#8217;infezione delle vie respiratorie inferiori nei bambini in età prescolare, una condizione che può causare sintomi come febbre, tosse e difficoltà respiratorie. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia dell<b>amoxicillina</b>, un antibiotico comunemente usato, rispetto a un placebo. L<b>amoxicillina</b> è disponibile sotto forma di sospensione orale, che è una polvere da mescolare con acqua per creare un liquido da bere.</p>
<p>Durante lo studio, i bambini riceveranno o l<b>amoxicillina</b> o un placebo per un periodo massimo di sette giorni. I partecipanti saranno monitorati per vedere se il trattamento riduce i sintomi dell&#8217;infezione e se ci sono segni di miglioramento. Lo studio mira a determinare se l&#8217;uso dell<b>amoxicillina</b> è più efficace del placebo nel trattamento della polmonite nei bambini piccoli.</p>
<p>Lo studio valuterà anche la durata della febbre e dei sintomi, la presenza di batteri nelle vie respiratorie e la comparsa di batteri resistenti. I risultati aiuteranno a capire meglio l&#8217;efficacia dell<b>amoxicillina</b> nel trattamento delle infezioni respiratorie nei bambini e a migliorare le linee guida per il loro trattamento. Lo studio è previsto per concludersi entro il 2026.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla qualità della vita nei pazienti con insufficienza surrenalica primaria trattati con idrocortisone e cortisone</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-qualita-della-vita-nei-pazienti-con-insufficienza-surrenalica-primaria-trattati-con-idrocortisone-e-cortisone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:03:16 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-qualita-della-vita-nei-pazienti-con-insufficienza-surrenalica-primaria-trattati-con-idrocortisone-e-cortisone/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda una condizione chiamata insufficienza surrenalica primaria, una malattia in cui le ghiandole surrenali non producono abbastanza ormoni essenziali per il corpo. Questo studio confronta due trattamenti: le compresse a rilascio modificato di Plenadren da 20 mg, che contengono idrocortisone, e le compresse di Cortison da 25 mg, che contengono cortisone. Entrambi i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda una condizione chiamata <b>insufficienza surrenalica primaria</b>, una malattia in cui le ghiandole surrenali non producono abbastanza ormoni essenziali per il corpo. Questo studio confronta due trattamenti: le compresse a rilascio modificato di <b>Plenadren</b> da 20 mg, che contengono <b>idrocortisone</b>, e le compresse di <b>Cortison</b> da 25 mg, che contengono <b>cortisone</b>. Entrambi i farmaci sono usati per sostituire gli ormoni che il corpo non produce più in quantità sufficiente.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare le differenze nella qualità della vita legata alla salute tra i pazienti che assumono Plenadren e quelli che assumono Cortison. I partecipanti allo studio hanno un&#8217;età compresa tra 16 e 80 anni e sono stati recentemente diagnosticati con insufficienza surrenalica primaria. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti e verranno monitorati per un periodo di 12 mesi. Le valutazioni della qualità della vita verranno effettuate al momento della diagnosi e successivamente a 1, 6 e 12 mesi.</p>
<p>Oltre alla qualità della vita, lo studio esaminerà anche altri aspetti della salute, come la pressione sanguigna, il peso corporeo, i livelli di colesterolo e glucosio, e la densità minerale ossea. Verranno inoltre monitorati i livelli di cortisolo nei capelli e nella saliva, così come eventuali effetti collaterali o sintomi di crisi surrenalica. Lo studio mira a fornire informazioni utili per migliorare il trattamento e la gestione dell&#8217;insufficienza surrenalica primaria.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul mieloma multiplo con carfilzomib e combinazione di farmaci per pazienti con recidiva da negatività MRD</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-mieloma-multiplo-con-carfilzomib-e-combinazione-di-farmaci-per-pazienti-con-recidiva-da-negativita-mrd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:00:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sul trattamento del mieloma multiplo, una forma di cancro che colpisce le cellule del plasma nel midollo osseo. Il trattamento in esame include diversi farmaci: Carfilzomib, Bortezomib, Daratumumab, Lenalidomide e Desametasone. Questi farmaci sono utilizzati per cercare di migliorare la condizione dei pazienti che hanno raggiunto uno stato chiamato &#8220;negatività [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sul trattamento del <b>mieloma multiplo</b>, una forma di cancro che colpisce le cellule del plasma nel midollo osseo. Il trattamento in esame include diversi farmaci: <b>Carfilzomib</b>, <b>Bortezomib</b>, <b>Daratumumab</b>, <b>Lenalidomide</b> e <b>Desametasone</b>. Questi farmaci sono utilizzati per cercare di migliorare la condizione dei pazienti che hanno raggiunto uno stato chiamato &#8220;negatività MRD&#8221; dopo le terapie standard iniziali, che includono l&#8217;induzione, il trapianto e la terapia di consolidamento.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è determinare se iniziare il trattamento al primo segno di cellule plasmatiche maligne nel midollo osseo, misurate tramite MRD (minima malattia residua), possa prolungare il tempo in cui la malattia non progredisce, rispetto al trattamento standard per la ricaduta. I pazienti saranno seguiti per valutare l&#8217;efficacia di questo approccio precoce rispetto al trattamento tradizionale. Lo studio è diviso in due parti: la prima parte mira a determinare quanti pazienti raggiungono la negatività MRD dopo la terapia di consolidamento, mentre la seconda parte confronta la sopravvivenza senza progressione tra due gruppi di trattamento.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno i farmaci attraverso diverse modalità: <b>Carfilzomib</b> e <b>Daratumumab</b> saranno somministrati tramite iniezione sottocutanea o endovenosa, <b>Bortezomib</b> tramite iniezione sottocutanea, mentre <b>Lenalidomide</b> e <b>Desametasone</b> saranno assunti per via orale sotto forma di capsule o compresse. Lo studio valuterà anche la qualità della vita dei pazienti e monitorerà eventuali effetti collaterali durante il trattamento. L&#8217;obiettivo è migliorare la gestione del mieloma multiplo e prolungare il tempo in cui i pazienti rimangono liberi dalla progressione della malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla Tenecteplase confrontata con Acido Acetilsalicilico in pazienti con occlusione dell&#8217;arteria centrale della retina entro 4,5 ore dall&#8217;insorgenza dei sintomi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullocclusione-dellarteria-centrale-della-retina-con-tenecteplase-o-acido-acetilsalicilico-per-pazienti-con-insorgenza-entro-45-ore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:59:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;occlusione dell&#8217;arteria centrale della retina, una condizione che causa una grave perdita della vista. Lo studio confronta due trattamenti diversi: il primo utilizza un farmaco chiamato tenecteplase, che viene somministrato per iniezione endovenosa, mentre il secondo utilizza acido acetilsalicilico (aspirina). Alcuni pazienti riceveranno anche un placebo come parte dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina il trattamento dell&#8217;<b>occlusione dell&#8217;arteria centrale della retina</b>, una condizione che causa una grave perdita della vista. Lo studio confronta due trattamenti diversi: il primo utilizza un farmaco chiamato <b>tenecteplase</b>, che viene somministrato per iniezione endovenosa, mentre il secondo utilizza <b>acido acetilsalicilico</b> (aspirina). Alcuni pazienti riceveranno anche un placebo come parte dello studio.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;efficacia del tenecteplase quando viene somministrato entro 4,5 ore dall&#8217;inizio dei sintomi dell&#8217;occlusione dell&#8217;arteria retinica. Il farmaco tenecteplase viene utilizzato per sciogliere i coaguli di sangue che bloccano l&#8217;arteria della retina, mentre l&#8217;acido acetilsalicilico agisce prevenendo la formazione di nuovi coaguli.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno uno dei due trattamenti e verranno monitorati per valutare il miglioramento della vista. Il trattamento viene somministrato una sola volta e include sia una <b>soluzione per infusione</b> che compresse da assumere per via orale. I pazienti verranno seguiti per un periodo di tempo dopo il trattamento per verificare i risultati sulla loro capacità visiva.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso della ketamina per adulti con depressione e disturbo da uso di alcol</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-della-ketamina-per-adulti-con-depressione-e-disturbo-da-uso-di-alcol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:57:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ricerca si concentra su due condizioni mediche: la depressione e il disturbo da uso di alcol. Queste condizioni spesso si verificano insieme e possono influenzare negativamente la qualità della vita di una persona. Lo studio esamina l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato ketamina, noto anche come Ketalar, che viene somministrato come soluzione per iniezione. La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca si concentra su due condizioni mediche: la <strong>depressione</strong> e il <strong>disturbo da uso di alcol</strong>. Queste condizioni spesso si verificano insieme e possono influenzare negativamente la qualità della vita di una persona. Lo studio esamina l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <strong>ketamina</strong>, noto anche come <strong>Ketalar</strong>, che viene somministrato come soluzione per iniezione. La ketamina è un farmaco che può avere effetti rapidi nel migliorare i sintomi della depressione.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare quanto bene la ketamina funzioni nel trattamento della depressione in adulti che soffrono sia di depressione che di disturbo da uso di alcol e che sono ricoverati per terapia di dipendenza. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno la ketamina o un placebo, e i loro sintomi di depressione e il desiderio di alcol saranno monitorati per vedere se ci sono miglioramenti. Lo studio prevede anche di osservare eventuali cambiamenti nel consumo di alcol e nella funzione cognitiva dei partecipanti.</p>
<p>La ketamina sarà somministrata tramite infusione endovenosa, un metodo che permette al farmaco di entrare direttamente nel flusso sanguigno. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di tempo per valutare i cambiamenti nei sintomi e nel comportamento. Lo studio mira a fornire nuove informazioni su come la ketamina possa essere utilizzata per trattare la depressione e il disturbo da uso di alcol, migliorando così le opzioni di trattamento disponibili per queste condizioni complesse.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio clinico su Opevesostat per il cancro alla prostata resistente alla castrazione metastatico dopo terapia ormonale e chemioterapia</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-clinico-su-opevesostat-per-il-cancro-alla-prostata-resistente-alla-castrazione-metastatico-dopo-terapia-ormonale-e-chemioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:56:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cancro alla prostata resistente alla castrazione metastatico è una forma avanzata di cancro alla prostata che non risponde più ai trattamenti ormonali tradizionali. Questo studio clinico si concentra su pazienti con questa condizione che hanno già ricevuto terapie ormonali di nuova generazione e chemioterapia a base di taxani. L&#8217;obiettivo è confrontare un nuovo trattamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cancro alla prostata resistente alla castrazione metastatico è una forma avanzata di cancro alla prostata che non risponde più ai trattamenti ormonali tradizionali. Questo studio clinico si concentra su pazienti con questa condizione che hanno già ricevuto terapie ormonali di nuova generazione e chemioterapia a base di taxani. L&#8217;obiettivo è confrontare un nuovo trattamento chiamato <b>Opevesostat</b> con farmaci già approvati come <b>Abiraterone Acetate</b> e <b>Enzalutamide</b>.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti per via orale. Il <b>Opevesostat</b> è un farmaco sperimentale, mentre <b>Abiraterone Acetate</b> e <b>Enzalutamide</b> sono già utilizzati per trattare il cancro alla prostata avanzato. Lo studio mira a valutare l&#8217;efficacia di questi trattamenti in termini di sopravvivenza complessiva e progressione della malattia. I partecipanti saranno monitorati per un periodo di tempo per osservare eventuali miglioramenti o effetti collaterali.</p>
<p>Lo studio prevede anche l&#8217;uso di un placebo per confrontare i risultati. I partecipanti saranno assegnati in modo casuale a uno dei gruppi di trattamento. Durante il periodo di trattamento, verranno effettuati controlli regolari per valutare la risposta al trattamento e monitorare la salute generale dei partecipanti. Questo approccio aiuterà a determinare quale trattamento offre i migliori risultati per i pazienti con cancro alla prostata resistente alla castrazione metastatico.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su Povetacicept per pazienti con citopenie autoimmuni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-povetacicept-per-pazienti-con-citopenie-autoimmuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:55:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio si concentra su una condizione chiamata citopenie autoimmuni, che include malattie come l&#8217;anemia emolitica autoimmune calda (wAIHA), la malattia da agglutinine fredde (CAD) e la trombocitopenia immune (ITP). Queste sono malattie in cui il sistema immunitario attacca le proprie cellule del sangue, causando problemi come anemia o bassi livelli di piastrine. Il trattamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra su una condizione chiamata <b>citopenie autoimmuni</b>, che include malattie come l&#8217;<b>anemia emolitica autoimmune calda</b> (wAIHA), la <b>malattia da agglutinine fredde</b> (CAD) e la <b>trombocitopenia immune</b> (ITP). Queste sono malattie in cui il sistema immunitario attacca le proprie cellule del sangue, causando problemi come anemia o bassi livelli di piastrine. Il trattamento in esame è un farmaco chiamato <b>Povetacicept</b>, somministrato come <b>soluzione iniettabile</b>. Questo farmaco è noto anche con il codice <b>ALPN-303</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e la tollerabilità di <b>Povetacicept</b> nei pazienti con queste condizioni autoimmuni. I partecipanti riceveranno il farmaco attraverso un&#8217;iniezione sottocutanea, e non ci sarà un gruppo che riceve un placebo. Durante lo studio, i medici monitoreranno attentamente i partecipanti per osservare eventuali effetti collaterali e per capire come il corpo assorbe e utilizza il farmaco.</p>
<p>Lo studio è di tipo &#8220;open-label&#8221;, il che significa che sia i medici che i partecipanti sapranno quale trattamento viene somministrato. Questo approccio aiuta a raccogliere informazioni dettagliate su come il farmaco agisce nel corpo e se può essere un trattamento efficace per le <b>citopenie autoimmuni</b>. Lo studio continuerà fino al 2026, con l&#8217;inizio previsto per il reclutamento dei partecipanti nel 2024.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su Chemioterapia e Nivolumab con o senza BMS-986205 per Pazienti con Cancro alla Vescica Invasivo del Muscolo</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-chemioterapia-e-nivolumab-con-o-senza-bms-986205-per-pazienti-con-cancro-alla-vescica-invasivo-del-muscolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:53:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cancro alla vescica è una malattia in cui le cellule della vescica crescono in modo anomalo. In particolare, il cancro alla vescica muscolo-invasivo è una forma più avanzata in cui il tumore si è diffuso ai muscoli della vescica. Questo studio clinico si concentra su questa forma di cancro e mira a confrontare l&#8217;efficacia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cancro alla vescica è una malattia in cui le cellule della vescica crescono in modo anomalo. In particolare, il <b>cancro alla vescica muscolo-invasivo</b> è una forma più avanzata in cui il tumore si è diffuso ai muscoli della vescica. Questo studio clinico si concentra su questa forma di cancro e mira a confrontare l&#8217;efficacia di diversi trattamenti. I trattamenti in esame includono la <b>chemioterapia</b> da sola e la chemioterapia combinata con <b>nivolumab</b>, un farmaco che aiuta il sistema immunitario a combattere il cancro. Alcuni partecipanti riceveranno anche un altro farmaco sperimentale chiamato <b>BMS-986205</b>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta di nivolumab alla chemioterapia migliora i risultati rispetto alla sola chemioterapia. I partecipanti riceveranno i trattamenti prima dell&#8217;intervento chirurgico per rimuovere il tumore e continueranno a ricevere nivolumab dopo l&#8217;intervento. Il trattamento con nivolumab e BMS-986205 sarà somministrato tramite infusione endovenosa, un metodo che prevede l&#8217;iniezione del farmaco direttamente nel flusso sanguigno.</p>
<p>Lo studio durerà fino a 48 settimane per i partecipanti che ricevono nivolumab. Durante questo periodo, i partecipanti saranno monitorati per valutare la risposta al trattamento e la sopravvivenza senza eventi avversi. I risultati aiuteranno a determinare se l&#8217;aggiunta di nivolumab e BMS-986205 alla chemioterapia standard può offrire benefici significativi per i pazienti con cancro alla vescica muscolo-invasivo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di asundexian per prevenire l&#8217;ictus ischemico in pazienti dopo un ictus ischemico acuto o un attacco ischemico transitorio ad alto rischio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-asundexian-per-prevenire-lictus-ischemico-in-pazienti-dopo-un-ictus-ischemico-acuto-o-un-attacco-ischemico-transitorio-ad-alto-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:50:29 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-asundexian-per-prevenire-lictus-ischemico-in-pazienti-dopo-un-ictus-ischemico-acuto-o-un-attacco-ischemico-transitorio-ad-alto-rischio/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sulla prevenzione dell&#8217;ictus ischemico in pazienti che hanno avuto un ictus ischemico acuto non cardioembolico o un attacco ischemico transitorio (TIA) ad alto rischio, noto anche come mini-ictus. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato asundexian, noto anche con il codice BAY 2433334, rispetto a un placebo. L&#8217;asundexian è un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sulla prevenzione dell&#8217;<b>ictus ischemico</b> in pazienti che hanno avuto un <b>ictus ischemico acuto non cardioembolico</b> o un <b>attacco ischemico transitorio (TIA)</b> ad alto rischio, noto anche come mini-ictus. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia di un farmaco chiamato <b>asundexian</b>, noto anche con il codice <b>BAY 2433334</b>, rispetto a un placebo. L&#8217;<b>asundexian</b> è un inibitore orale del FXIa, una sostanza che potrebbe aiutare a ridurre il rischio di ictus ischemico.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno il farmaco <b>asundexian</b> o un placebo, in aggiunta alla terapia antipiastrinica di base. La ricerca mira a determinare se l&#8217;<b>asundexian</b> è più efficace del placebo nel ridurre il rischio di un nuovo ictus ischemico. Inoltre, verrà monitorata la sicurezza del farmaco confrontando l&#8217;incidenza di emorragie maggiori secondo la Società Internazionale di Trombosi ed Emostasi (ISTH) tra i due gruppi.</p>
<p>Lo studio è progettato per includere uomini e donne di età pari o superiore a 18 anni che hanno recentemente subito un <b>ictus ischemico acuto non cardioembolico</b> o un <b>TIA</b> ad alto rischio. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di tempo per osservare l&#8217;insorgenza di nuovi eventi di ictus ischemico o emorragie significative. L&#8217;obiettivo finale è migliorare la prevenzione dell&#8217;ictus in questa popolazione di pazienti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto del Baricitinib nei pazienti immunocompromessi ospedalizzati con COVID-19 grave o critico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-del-baricitinib-nei-pazienti-immunocompromessi-ospedalizzati-con-covid-19-grave-o-critico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:48:28 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-del-baricitinib-nei-pazienti-immunocompromessi-ospedalizzati-con-covid-19-grave-o-critico/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sulla malattia da Coronavirus (COVID-19), causata dall&#8217;infezione da SARS-CoV-2. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;effetto del farmaco baricitinib, noto anche con il nome commerciale Olumiant, rispetto a un placebo, nei pazienti ospedalizzati con COVID-19 grave o critico. Il baricitinib è un farmaco in compresse rivestite, assunto per via orale, che viene studiato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sulla malattia da <b>Coronavirus</b> (COVID-19), causata dall&#8217;infezione da <b>SARS-CoV-2</b>. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;effetto del farmaco <b>baricitinib</b>, noto anche con il nome commerciale <b>Olumiant</b>, rispetto a un placebo, nei pazienti ospedalizzati con COVID-19 grave o critico. Il <b>baricitinib</b> è un farmaco in compresse rivestite, assunto per via orale, che viene studiato per il suo potenziale nel ridurre la progressione della malattia e il rischio di morte nei pazienti immunocompromessi.</p>
<p>Lo studio è suddiviso in due parti: una per i pazienti con malattia moderata e l&#8217;altra per quelli con malattia grave o critica. I partecipanti riceveranno il trattamento con <b>baricitinib</b> o un placebo, in aggiunta alle cure standard, per un periodo massimo di 14 giorni. L&#8217;efficacia del trattamento sarà valutata in base alla progressione della malattia e alla sopravvivenza dei pazienti entro 60 giorni dall&#8217;inizio del trattamento.</p>
<p>Lo studio mira a comprendere meglio come il <b>baricitinib</b> possa influenzare il decorso della COVID-19 nei pazienti ospedalizzati, in particolare quelli con un sistema immunitario compromesso. I risultati potrebbero fornire informazioni preziose per migliorare le opzioni di trattamento per questa popolazione di pazienti vulnerabili.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia e Sicurezza di Bemcentinib per il Trattamento del COVID-19 Moderato in Pazienti Ospedalizzati</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-bemcentinib-per-il-trattamento-del-covid-19-moderato-in-pazienti-ospedalizzati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:48:24 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-bemcentinib-per-il-trattamento-del-covid-19-moderato-in-pazienti-ospedalizzati/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio si concentra sul trattamento del COVID-19 moderato, una malattia causata dal virus SARS-CoV-2. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato Bemcentinib, somministrato in capsule. Bemcentinib è un inibitore della proteina AXL, che potrebbe aiutare a ridurre la gravità della malattia. Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno Bemcentinib insieme alle cure standard, mentre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio si concentra sul trattamento del <b>COVID-19</b> moderato, una malattia causata dal virus <b>SARS-CoV-2</b>. Il trattamento in esame utilizza un farmaco chiamato <b>Bemcentinib</b>, somministrato in capsule. Bemcentinib è un inibitore della proteina AXL, che potrebbe aiutare a ridurre la gravità della malattia. Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno Bemcentinib insieme alle cure standard, mentre altri riceveranno un placebo con le stesse cure standard.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è valutare l&#8217;efficacia di Bemcentinib nel migliorare lo stato di salute dei pazienti ospedalizzati con COVID-19 moderato. I partecipanti saranno monitorati per vedere come la malattia progredisce o migliora nel tempo. Lo stato della malattia sarà valutato utilizzando una scala di progressione della malattia sviluppata dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).</p>
<p>Lo studio prevede un periodo di osservazione in cui i partecipanti saranno seguiti per valutare eventuali miglioramenti o peggioramenti della loro condizione. Saranno raccolti dati su vari aspetti della salute dei partecipanti, come la necessità di ossigeno e la presenza di sintomi respiratori. Inoltre, verranno monitorati eventuali effetti collaterali del trattamento. Lo studio mira a fornire informazioni utili per migliorare il trattamento del COVID-19 moderato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla Sicurezza e Tollerabilità di AZD4831 in Adulti con NASH Non Cirrotica con Fibrosi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-tollerabilita-di-azd4831-in-adulti-con-nash-non-cirrotica-con-fibrosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:48:11 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-e-tollerabilita-di-azd4831-in-adulti-con-nash-non-cirrotica-con-fibrosi/</guid>

					<description><![CDATA[La ricerca riguarda una malattia del fegato chiamata Steatoepatite Non Alcolica (NASH), che è una forma avanzata di una condizione nota come malattia del fegato grasso non alcolica. Questa malattia può portare a gravi problemi al fegato, come la cirrosi e il cancro al fegato. NASH è caratterizzata da accumulo di grasso nel fegato, infiammazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda una malattia del fegato chiamata <b>Steatoepatite Non Alcolica</b> (NASH), che è una forma avanzata di una condizione nota come malattia del fegato grasso non alcolica. Questa malattia può portare a gravi problemi al fegato, come la cirrosi e il cancro al fegato. NASH è caratterizzata da accumulo di grasso nel fegato, infiammazione e danni alle cellule epatiche. È spesso associata a fattori di rischio metabolici come obesità e diabete di tipo 2.</p>
<p>Lo studio si propone di valutare la sicurezza e la tollerabilità di un farmaco chiamato <b>AZD4831</b> in persone con NASH che non hanno sviluppato cirrosi ma presentano fibrosi, una forma di cicatrizzazione del fegato. AZD4831 è somministrato sotto forma di compresse rivestite e sarà confrontato con un placebo. L&#8217;obiettivo principale è capire come il corpo reagisce al farmaco e se è sicuro da usare.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno AZD4831 o un placebo per un periodo di 12 settimane. Saranno monitorati per valutare eventuali cambiamenti nei livelli di enzimi epatici e altre misure di salute del fegato. I risultati aiuteranno a determinare se AZD4831 può essere un trattamento efficace per NASH con fibrosi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia di Clazakizumab in Pazienti Adulti con Malattia Renale allo Stadio Finale in Dialisi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-clazakizumab-in-pazienti-adulti-con-malattia-renale-allo-stadio-finale-in-dialisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:47:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su persone con malattia renale allo stadio terminale (ESKD) che stanno ricevendo dialisi. Queste persone possono anche avere una condizione chiamata malattia cardiovascolare aterosclerotica. La ricerca mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un farmaco chiamato Clazakizumab (noto anche come CSL300), somministrato tramite iniezione. Clazakizumab è un tipo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su persone con <b>malattia renale allo stadio terminale</b> (ESKD) che stanno ricevendo <b>dialisi</b>. Queste persone possono anche avere una condizione chiamata <b>malattia cardiovascolare aterosclerotica</b>. La ricerca mira a valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un farmaco chiamato <b>Clazakizumab</b> (noto anche come <b>CSL300</b>), somministrato tramite iniezione. Clazakizumab è un tipo di proteina che potrebbe aiutare a ridurre l&#8217;infiammazione nel corpo, misurata attraverso un esame del sangue chiamato <b>hs-CRP</b>.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti riceveranno diverse dosi di Clazakizumab o un <b>placebo</b>, che è una sostanza senza principio attivo. L&#8217;obiettivo è capire quale dose è più efficace nel ridurre i livelli di hs-CRP e migliorare la salute cardiovascolare. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi riceve il farmaco attivo o il placebo, per garantire risultati imparziali.</p>
<p>Lo studio si svolgerà in più fasi e durerà diversi anni. Durante questo periodo, i partecipanti saranno monitorati per eventuali cambiamenti nei loro livelli di hs-CRP e per eventi cardiovascolari come infarti o ictus. L&#8217;obiettivo finale è determinare se Clazakizumab può migliorare la salute delle persone con ESKD e ridurre il rischio di problemi cardiaci.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di Nivolumab rispetto al placebo nella prevenzione della recidiva del melanoma in pazienti con melanoma di stadio IIB/C completamente asportato</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-nivolumab-rispetto-al-placebo-nella-prevenzione-della-recidiva-del-melanoma-in-pazienti-con-melanoma-di-stadio-iib-c-completamente-asportato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:47:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sul trattamento del melanoma in stadio IIB/C, una forma di cancro della pelle che è stata completamente rimossa chirurgicamente. Il trattamento in esame è il nivolumab, noto anche con il nome commerciale Opdivo, che è un tipo di terapia immunitaria. Questo farmaco viene confrontato con un placebo per valutare la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sul trattamento del <b>melanoma</b> in stadio IIB/C, una forma di cancro della pelle che è stata completamente rimossa chirurgicamente. Il trattamento in esame è il <b>nivolumab</b>, noto anche con il nome commerciale <b>Opdivo</b>, che è un tipo di terapia immunitaria. Questo farmaco viene confrontato con un placebo per valutare la sua efficacia nel prevenire la ricomparsa del melanoma dopo l&#8217;intervento chirurgico.</p>
<p>Il nivolumab è somministrato come una soluzione per infusione, il che significa che viene introdotto nel corpo attraverso una flebo. Lo studio è progettato per essere &#8220;doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i medici sanno chi riceve il nivolumab e chi riceve il placebo. L&#8217;obiettivo principale è verificare se il nivolumab può prolungare il tempo in cui i pazienti rimangono liberi dalla malattia, noto come sopravvivenza libera da recidiva.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di 12 mesi. Saranno monitorati regolarmente attraverso esami fisici e test di imaging, come la <b>TC</b> (tomografia computerizzata) e la <b>MRI</b> (risonanza magnetica), per controllare eventuali segni di ritorno del melanoma. Lo studio mira a fornire informazioni importanti su come il nivolumab possa aiutare a prevenire la ricomparsa del melanoma dopo la rimozione chirurgica completa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di polatuzumab vedotin in combinazione con R-mini-CHP rispetto a R-mini-CHOP per il trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B in pazienti di età ≥80 anni o fragili ≥75 anni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-polatuzumab-vedotin-in-combinazione-con-r-mini-chp-rispetto-a-r-mini-chop-per-il-trattamento-del-linfoma-diffuso-a-grandi-cellule-b-in-pazienti-di-eta-%e2%89%a580-anni-o-fragi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:46:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il linfoma diffuso a grandi cellule B è un tipo di cancro che colpisce i linfociti, un tipo di globuli bianchi. Questo studio si concentra su pazienti di età pari o superiore a 80 anni, o pazienti fragili di età pari o superiore a 75 anni, che non hanno ricevuto precedenti trattamenti per il linfoma. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il linfoma diffuso a grandi cellule B è un tipo di cancro che colpisce i linfociti, un tipo di globuli bianchi. Questo studio si concentra su pazienti di età pari o superiore a 80 anni, o pazienti fragili di età pari o superiore a 75 anni, che non hanno ricevuto precedenti trattamenti per il linfoma. L&#8217;obiettivo principale è valutare l&#8217;efficacia di un trattamento chiamato <b>pola-R-mini-CHP</b> rispetto a un altro trattamento noto come <b>R-mini-CHOP</b>. Entrambi i trattamenti includono una combinazione di farmaci chemioterapici e un farmaco chiamato <b>rituximab</b>. Il trattamento <b>pola-R-mini-CHP</b> include anche un farmaco aggiuntivo chiamato <b>polatuzumab vedotin</b>.</p>
<p>I farmaci utilizzati nello studio comprendono <b>doxorubicina cloridrato</b>, <b>vincristina solfato</b>, <b>ciclofosfamide</b>, <b>prednisone</b>, e <b>rituximab</b>. Questi farmaci sono somministrati attraverso infusioni o compresse, a seconda del farmaco specifico. Il trattamento viene somministrato per un periodo massimo di 126 giorni. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti e saranno monitorati per valutare la progressione della malattia e la risposta al trattamento.</p>
<p>Lo studio mira a determinare quale dei due trattamenti sia più efficace nel migliorare la sopravvivenza senza progressione della malattia, che è il tempo durante il quale il cancro non peggiora. Altri aspetti valutati includono la durata della risposta al trattamento, il tasso di remissione completa, la qualità della vita legata alla salute e la sicurezza dei trattamenti. Lo studio è aperto e randomizzato, il che significa che i partecipanti saranno assegnati casualmente a uno dei due gruppi di trattamento. La conclusione dello studio è prevista per la fine del 2025.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di Pembrolizumab, Belzutifan e Lenvatinib in pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-pembrolizumab-belzutifan-e-lenvatinib-in-pazienti-con-carcinoma-a-cellule-renali-avanzato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:45:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il carcinoma a cellule chiare del rene è un tipo di tumore che colpisce i reni. Questo studio clinico si concentra su pazienti con questa forma avanzata di cancro. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di diverse combinazioni di farmaci come trattamento iniziale. I farmaci coinvolti nello studio includono pembrolizumab, belzutifan, lenvatinib, e una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il carcinoma a cellule chiare del rene è un tipo di tumore che colpisce i reni. Questo studio clinico si concentra su pazienti con questa forma avanzata di cancro. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza di diverse combinazioni di farmaci come trattamento iniziale. I farmaci coinvolti nello studio includono <b>pembrolizumab</b>, <b>belzutifan</b>, <b>lenvatinib</b>, e una combinazione di <b>pembrolizumab</b> e <b>quavonlimab</b> (conosciuta anche come <b>MK-1308A</b>).</p>
<p>Il <b>pembrolizumab</b> è un farmaco che aiuta il sistema immunitario a combattere il cancro. Il <b>belzutifan</b> e il <b>lenvatinib</b> sono farmaci che bloccano la crescita delle cellule tumorali. Lo studio confronta diverse combinazioni di questi farmaci per vedere quale sia più efficace nel rallentare la progressione del cancro e migliorare la sopravvivenza complessiva dei pazienti. Alcuni partecipanti riceveranno anche un placebo per confrontare i risultati.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno i farmaci attraverso infusioni o capsule, a seconda del trattamento assegnato. Lo studio è progettato per monitorare la progressione del cancro e la risposta al trattamento nel tempo. I risultati aiuteranno a determinare quale combinazione di farmaci offre i migliori benefici per i pazienti con carcinoma a cellule chiare del rene avanzato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia del bicarbonato di sodio e del bromuro di butilscopolamina nel facilitare il parto spontaneo in donne in gravidanza con induzione del travaglio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-del-bicarbonato-di-sodio-e-del-bromuro-di-butilscopolamina-nel-facilitare-il-parto-spontaneo-in-donne-in-gravidanza-con-induzione-del-travaglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:45:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il parto e si concentra su donne in gravidanza che devono essere indotte al travaglio. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia di due trattamenti per facilitare un parto spontaneo, cioè un parto che avviene senza interventi chirurgici come il taglio cesareo. I trattamenti in esame sono il bicarbonato di sodio assunto per via orale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>parto</b> e si concentra su donne in gravidanza che devono essere indotte al travaglio. L&#8217;obiettivo è valutare l&#8217;efficacia di due trattamenti per facilitare un parto spontaneo, cioè un parto che avviene senza interventi chirurgici come il taglio cesareo. I trattamenti in esame sono il <b>bicarbonato di sodio</b> assunto per via orale e il <b>bromuro di butilscopolamina</b> somministrato per via endovenosa. Il bicarbonato di sodio è un composto chimico spesso usato come antiacido, mentre il bromuro di butilscopolamina è un farmaco che può aiutare a rilassare i muscoli.</p>
<p>Lo studio è progettato in modo che le partecipanti siano divise in quattro gruppi, con alcuni che riceveranno i trattamenti attivi e altri che riceveranno un <b>placebo</b>, una sostanza senza effetto terapeutico. Questo approccio aiuta a confrontare i risultati tra chi riceve il trattamento e chi no. Le partecipanti non sapranno quale trattamento stanno ricevendo, rendendo lo studio &#8220;in doppio cieco&#8221;.</p>
<p>Il corso dello studio prevede che le partecipanti ricevano i trattamenti durante il processo di induzione del travaglio. L&#8217;obiettivo principale è vedere se i trattamenti possono aumentare la probabilità di un parto spontaneo rispetto a un parto operativo, che include interventi come il taglio cesareo o l&#8217;uso di strumenti come ventose o forcipe. Lo studio si svolgerà fino al 2025, con l&#8217;inizio del reclutamento delle partecipanti previsto per il 2023.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia dell&#8217;ossigenoterapia iperbarica combinata con la terapia standard per pazienti con perdita improvvisa dell&#8217;udito neurosensoriale idiopatica acuta</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-dellossigeno-iperbarico-per-la-perdita-improvvisa-delludito-nei-pazienti-con-ipoacusia-neurosensoriale-improvvisa-idiopatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:45:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La perdita improvvisa dell&#8217;udito neurosensoriale idiopatica è una condizione in cui si verifica una perdita dell&#8217;udito improvvisa senza una causa nota. Questo studio esamina l&#8217;efficacia del trattamento con ossigeno iperbarico in aggiunta alle cure standard per i pazienti affetti da questa condizione. Il trattamento prevede l&#8217;inalazione di una miscela di ossido di azoto e ossigeno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>perdita improvvisa dell&#8217;udito neurosensoriale idiopatica</b> è una condizione in cui si verifica una perdita dell&#8217;udito improvvisa senza una causa nota. Questo studio esamina l&#8217;efficacia del trattamento con <b>ossigeno iperbarico</b> in aggiunta alle cure standard per i pazienti affetti da questa condizione. Il trattamento prevede l&#8217;inalazione di una miscela di <b>ossido di azoto</b> e <b>ossigeno</b> in una camera speciale.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta della terapia con ossigeno iperbarico alle cure standard possa migliorare l&#8217;udito dei pazienti dopo tre mesi di trattamento rispetto alle sole cure standard. Il trattamento deve iniziare entro sette giorni dalla comparsa dei sintomi della perdita dell&#8217;udito.</p>
<p>Durante lo studio, i pazienti riceveranno fino a 16 sessioni di trattamento con ossigeno iperbarico, con ogni sessione della durata massima di 95 minuti. I pazienti verranno sottoposti a controlli dell&#8217;udito e dovranno compilare questionari sulla loro capacità di comunicazione e qualità della vita. Verranno monitorate anche eventuali reazioni al trattamento per garantire la sicurezza dei partecipanti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di Paracetamolo e Oppioidi per il dolore da cancro metastatico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-paracetamolo-e-oppioidi-per-il-dolore-da-cancro-metastatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:44:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il trattamento del dolore legato al cancro metastatico, una condizione in cui il cancro si è diffuso ad altre parti del corpo. Il trattamento in esame coinvolge l&#8217;uso di paracetamolo, noto anche come acetaminofene, in combinazione con forti oppioidi, che sono farmaci utilizzati per alleviare il dolore intenso. Lo scopo principale dello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il trattamento del dolore legato al <b>cancro metastatico</b>, una condizione in cui il cancro si è diffuso ad altre parti del corpo. Il trattamento in esame coinvolge l&#8217;uso di <b>paracetamolo</b>, noto anche come acetaminofene, in combinazione con forti <b>oppioidi</b>, che sono farmaci utilizzati per alleviare il dolore intenso. Lo scopo principale dello studio è capire se interrompere l&#8217;uso del paracetamolo, quando usato insieme agli oppioidi, offre un controllo del dolore inferiore rispetto al suo uso continuo.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno o il paracetamolo o un <b>placebo</b>, che è una sostanza senza principi attivi, insieme agli oppioidi. I partecipanti saranno divisi in gruppi in modo casuale e né loro né i medici sapranno chi riceve il paracetamolo e chi il placebo. Questo approccio è chiamato &#8220;doppio cieco&#8221; e aiuta a garantire che i risultati siano affidabili. Lo studio si svolgerà per un periodo di tempo limitato, durante il quale verranno monitorati il dolore e l&#8217;uso di oppioidi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza di asundexian rispetto ad apixaban per prevenire ictus o embolia sistemica in pazienti con fibrillazione atriale a rischio di ictus</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-asundexian-rispetto-ad-apixaban-per-prevenire-ictus-o-embolia-sistemica-in-pazienti-con-fibrillazione-atriale-a-rischio-di-ictus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 04:44:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla prevenzione dellictus o dellembolia sistemica in persone con fibrillazione atriale, una condizione in cui il cuore batte in modo irregolare e spesso rapido. La fibrillazione atriale aumenta il rischio di ictus, quindi è importante trovare trattamenti efficaci per prevenire questi eventi. Lo studio confronta due farmaci: asundexian (conosciuto anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla prevenzione dell<b>ictus</b> o dell<b>embolia sistemica</b> in persone con <b>fibrillazione atriale</b>, una condizione in cui il cuore batte in modo irregolare e spesso rapido. La fibrillazione atriale aumenta il rischio di ictus, quindi è importante trovare trattamenti efficaci per prevenire questi eventi. Lo studio confronta due farmaci: <b>asundexian</b> (conosciuto anche come <b>BAY 2433334</b>) e <b>apixaban</b> (commercializzato come <b>Eliquis</b>). Entrambi i farmaci sono somministrati in compresse rivestite con film e sono progettati per ridurre il rischio di coaguli di sangue che possono portare a ictus o embolia.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale dello studio è dimostrare che <b>asundexian</b> è almeno altrettanto efficace, se non superiore, rispetto ad <b>apixaban</b> nella prevenzione dell&#8217;ictus e dell&#8217;embolia sistemica. Inoltre, lo studio esamina se <b>asundexian</b> comporta un rischio minore di sanguinamenti gravi rispetto ad <b>apixaban</b>. I partecipanti allo studio sono uomini e donne di età pari o superiore a 18 anni con fibrillazione atriale e un rischio aumentato di ictus. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei due farmaci o un placebo, e saranno monitorati per eventi come ictus, embolia sistemica e sanguinamenti.</p>
<p>Lo studio è progettato per essere &#8220;in doppio cieco&#8221;, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sanno quale trattamento viene somministrato a ciascun partecipante. Questo aiuta a garantire che i risultati siano il più obiettivi possibile. La durata prevista dello studio è di circa 33 mesi, durante i quali verranno raccolti dati per valutare l&#8217;efficacia e la sicurezza dei trattamenti. I risultati aiuteranno a determinare quale farmaco è più adatto per prevenire complicazioni gravi nei pazienti con fibrillazione atriale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sugli esiti clinici della malattia da virus del vaiolo delle scimmie trattata con tecovirimat per pazienti con e senza trattamento antivirale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sugli-esiti-clinici-della-malattia-da-virus-del-vaiolo-delle-scimmie-trattata-con-tecovirimat-per-pazienti-con-e-senza-trattamento-antivirale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 04:44:38 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sugli-esiti-clinici-della-malattia-da-virus-del-vaiolo-delle-scimmie-trattata-con-tecovirimat-per-pazienti-con-e-senza-trattamento-antivirale/</guid>

					<description><![CDATA[La ricerca riguarda la malattia da virus del vaiolo delle scimmie, una condizione infettiva che può causare sintomi come febbre, mal di testa, dolori muscolari e un&#8217;eruzione cutanea caratteristica. Il trattamento in studio include l&#8217;uso di tecovirimat, un farmaco antivirale somministrato in capsule rigide da 200 mg. L&#8217;obiettivo principale della ricerca è osservare i risultati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca riguarda la <b>malattia da virus del vaiolo delle scimmie</b>, una condizione infettiva che può causare sintomi come febbre, mal di testa, dolori muscolari e un&#8217;eruzione cutanea caratteristica. Il trattamento in studio include l&#8217;uso di <b>tecovirimat</b>, un farmaco antivirale somministrato in capsule rigide da 200 mg. L&#8217;obiettivo principale della ricerca è osservare i risultati clinici nei pazienti affetti da questa malattia, sia che ricevano il trattamento con tecovirimat o altri farmaci antivirali, sia che non lo ricevano.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti saranno monitorati per un periodo di tempo per valutare la risoluzione delle lesioni cutanee e l&#8217;assenza di complicazioni gravi. La durata massima del trattamento con tecovirimat è di 14 giorni. I ricercatori osserveranno anche lo stato clinico dei partecipanti a 14 e 28 giorni dall&#8217;inizio dello studio, e verificheranno la presenza del virus nei campioni di sangue e di gola. Inoltre, verranno registrati eventuali effetti collaterali gravi nei pazienti che ricevono tecovirimat o altri antivirali.</p>
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			</item>
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