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	<title>Breda | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<description>Colleghiamo i pazienti con gli studi clinici</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Sep 2026 04:44:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Breda | Rete Europea di Informazione sugli Studi Clinici</title>
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	<item>
		<title>Studio su pazienti con leucemia linfatica cronica o piccolo linfoma linfocitario recidivante: trattamento con pirtobrutinib e epcoritamab</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-pazienti-con-leucemia-linfatica-cronica-o-piccolo-linfoma-linfocitario-recidivante-trattamento-con-pirtobrutinib-e-epcoritamab/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:04:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il chronic lymphocytic leukemia e il small lymphocytic lymphoma, due forme di cancro del sangue che colpiscono i linfociti, una parte del sistema immunitario. Il trattamento sperimentale combina una compressa orale contenente pirtobrutinib, un farmaco che blocca un enzima coinvolto nella crescita delle cellule tumorali, con una soluzione iniettata contenente epcoritamab, un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>chronic lymphocytic leukemia</b> e il <b>small lymphocytic lymphoma</b>, due forme di cancro del sangue che colpiscono i linfociti, una parte del sistema immunitario. Il trattamento sperimentale combina una compressa orale contenente <b>pirtobrutinib</b>, un farmaco che blocca un enzima coinvolto nella crescita delle cellule tumorali, con una soluzione iniettata contenente <b>epcoritamab</b>, un anticorpo progettato per far riconoscere e attaccare le cellule cancerose da parte del sistema immunitario.</p>
<p>L’obiettivo principale è valutare se la combinazione di questi due farmaci è sicura e se può controllare meglio la malattia. I partecipanti iniziano con <b>pirtobrutinib</b> da solo per i primi tre cicli, dove un “ciclo” indica un periodo di trattamento di circa un mese, per poi aggiungere <b>epcoritamab</b> per altri dodici cicli, continuando <b>pirtobrutinib</b> per un totale di ventiquattro cicli. Durante il percorso vengono monitorati gli effetti collaterali e la tollerabilità dei farmaci.</p>
<p>Nel corso dello studio i ricercatori osservano se la malattia rimane stabile o migliora, cioè se non si verifica una “progressione” (peggioramento) e se si ottiene una “risposta” (riduzione o scomparsa delle cellule tumorali). Vengono inoltre valutati il benessere generale e la qualità della vita dei partecipanti, per capire se il trattamento offre benefici concreti senza causare problemi eccessivi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio su precemtabart tocentecan, da solo o in combinazione di farmaci, in pazienti con cancro del colon-retto metastatico precedentemente trattato</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-precemtabart-tocentecan-da-solo-o-in-combinazione-di-farmaci-in-pazienti-con-cancro-del-colon-retto-metastatico-precedentemente-trattato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:04:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il tumore al colon e al retto in fase avanzata, noto come metastatic colorectal cancer, è una condizione in cui le cellule tumorali si sono diffuse ad altre parti del corpo. Lo studio confronta tre modalità di trattamento: il farmaco sperimentale Precemtabart Tocentecan somministrato per via endovenosa, lo stesso farmaco in combinazione con bevacizumab, un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tumore al colon e al retto in fase avanzata, noto come <b>metastatic colorectal cancer</b>, è una condizione in cui le cellule tumorali si sono diffuse ad altre parti del corpo. Lo studio confronta tre modalità di trattamento: il farmaco sperimentale <b>Precemtabart Tocentecan</b> somministrato per via endovenosa, lo stesso farmaco in combinazione con <b>bevacizumab</b>, un altro medicinale per via endovenosa che impedisce la crescita dei vasi sanguigni del tumore, e una terapia standard costituita da <b>trifluridine/tipiracil</b> (un tablet da assumere per via orale) più bevacizumab.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento con Precemtabart Tocentecan, da solo o associato a bevacizumab, può prolungare la durata della vita rispetto alla terapia standard. I partecipanti ricevono il loro trattamento in cicli regolari, con visite periodiche per controllare la salute, eseguire esami di imaging (come la tomografia) e compilare questionari sulla qualità della vita; gli eventi avversi vengono registrati durante tutto il periodo di studio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Studio di sicurezza a lungo termine di adagrasib in combinazione con altri farmaci in pazienti con tumore solido</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-sicurezza-a-lungo-termine-di-adagrasib-in-combinazione-con-altri-farmaci-in-pazienti-con-tumore-solido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 04:21:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il trial coinvolge pazienti con Solid tumor, cioè tumori solidi che si sviluppano in organi come polmoni, colon o seno. Il farmaco in studio è Adagrasib (BMS-986503), una pillola che agisce su specifiche alterazioni delle cellule tumorali. Può essere usato da solo o in combinazione con altri trattamenti oncologici quali pemetrexed, cetuximab o pembrolizumab. Per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il trial coinvolge pazienti con <b>Solid tumor</b>, cioè tumori solidi che si sviluppano in organi come polmoni, colon o seno. Il farmaco in studio è <b>Adagrasib (BMS-986503)</b>, una pillola che agisce su specifiche alterazioni delle cellule tumorali. Può essere usato da solo o in combinazione con altri trattamenti oncologici quali <b>pemetrexed</b>, <b>cetuximab</b> o <b>pembrolizumab</b>. Per ridurre gli effetti collaterali, i partecipanti ricevono anche <b>dexamethasone</b> e <b>palonosetron</b>, farmaci di supporto.</p>
<p>Lo scopo principale è valutare la sicurezza a lungo termine di Adagrasib, sia da solo che in combinazione con le altre terapie, monitorando la comparsa di eventi avversi, cioè reazioni indesiderate o problemi di salute legati al trattamento.</p>
<p>I pazienti entreranno nello studio dopo aver completato uno studio precedente con Adagrasib. Durante il periodo di osservazione, riceveranno le terapie secondo il programma previsto e saranno seguiti regolarmente per controllare la loro salute, segnalare eventuali problemi e raccogliere informazioni sulla tolleranza del farmaco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;Efficacia di Imlunestrant rispetto alla Terapia Endocrina Standard in Pazienti con Tumore al Seno Precoce a Rischio di Recidiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-imlunestrant-rispetto-alla-terapia-endocrina-standard-in-pazienti-con-tumore-al-seno-precoce-a-rischio-di-recidiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 04:51:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il cancro al seno in fase iniziale, specificamente il tipo ER+ HER2-, che significa che le cellule tumorali crescono in risposta agli ormoni estrogeni ma non hanno un eccesso della proteina HER2. Questo tipo di cancro al seno ha un rischio maggiore di tornare dopo il trattamento iniziale. I partecipanti hanno già [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>cancro al seno</b> in fase iniziale, specificamente il tipo <b>ER+ HER2-</b>, che significa che le cellule tumorali crescono in risposta agli ormoni estrogeni ma non hanno un eccesso della proteina HER2. Questo tipo di cancro al seno ha un rischio maggiore di tornare dopo il trattamento iniziale. I partecipanti hanno già ricevuto da 2 a 5 anni di terapia endocrina adiuvante, che è un trattamento ormonale per ridurre il rischio di recidiva del cancro.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia di un nuovo farmaco chiamato <b>imlunestrant</b> con la terapia endocrina standard. Imlunestrant è un farmaco sperimentale che potrebbe offrire un&#8217;alternativa alla terapia ormonale tradizionale. La terapia endocrina standard include farmaci come <b>tamoxifene</b>, <b>exemestane</b>, <b>anastrozolo</b>, <b>letrozolo</b> e analoghi dell<b>ormone di rilascio delle gonadotropine</b>. Questi farmaci agiscono bloccando o riducendo l&#8217;effetto degli estrogeni, che possono stimolare la crescita delle cellule tumorali.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno uno dei trattamenti per un periodo massimo di 60 mesi. Alcuni riceveranno <b>imlunestrant</b>, mentre altri continueranno con la terapia endocrina standard. Lo studio valuterà quanto tempo i partecipanti rimangono liberi da malattia invasiva e altri aspetti della loro salute e qualità della vita. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un <b>placebo</b> come parte del confronto tra i trattamenti. L&#8217;obiettivo è determinare quale trattamento sia più efficace nel prevenire il ritorno del cancro al seno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di fase 3 sull&#8217;efficacia dello spray nasale di etripamil in pazienti con fibrillazione atriale e ritmo ventricolare rapido</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-sull-efficacia-dello-spray-nasale-di-etripamil-in-pazienti-con-fibrillazione-atriale-e-ritmo-ventricolare-rapido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 04:04:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la Atrial Fibrillation, una condizione in cui il cuore batte in modo irregolare e spesso troppo veloce. Il farmaco in fase di valutazione è Etripamil, un nasal spray somministrato per via intranasale (attraverso il naso). Alcuni partecipanti riceveranno il farmaco reale, altri un placebo. Lo scopo dello studio è dimostrare l&#8217;efficacia di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la <b>Atrial Fibrillation</b>, una condizione in cui il cuore batte in modo irregolare e spesso troppo veloce. Il farmaco in fase di valutazione è <b>Etripamil</b>, un <b>nasal spray</b> somministrato per via intranasale (attraverso il naso). Alcuni partecipanti riceveranno il farmaco reale, altri un <b>placebo</b>. Lo scopo dello studio è dimostrare l&#8217;efficacia di etripamil rispetto al placebo nei pazienti con questa aritmia.</p>
<p>I volontari entreranno nello studio in un unico giorno, ricevendo una dose di spray nasale e verranno monitorati per circa tre ore. Durante questo periodo verrà registrato il ritmo cardiaco con un test chiamato <b>ECG</b>, che traccia l’attività elettrica del cuore, e saranno chiesti di valutare i propri sintomi su una scala semplice. Verranno inoltre osservati eventuali effetti indesiderati e variazioni dei segni vitali, come la pressione e la frequenza cardiaca, per valutare la sicurezza del trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su alteplase e dornase alfa per il trattamento dell&#8217;empiema pleurico nei pazienti non rispondenti a antibiotici e drenaggio toracico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-alteplase-e-dornase-alfa-per-il-trattamento-dell-empiema-pleurico-nei-pazienti-non-rispondenti-a-antibiotici-e-drenaggio-toracico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:31:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il trial VATS o Terapia Enzimatica Intrapleurale per pazienti con empiema pleurico (VIETS) ha lo scopo di fornire prove decisive su quale modalità di trattamento riduca più rapidamente la durata di degenza ospedaliera nei pazienti con infezione pleurica non rispondente a terapia iniziale con antibiotici e drenaggio toracico. L&#8217;empiema pleurico è una raccolta di pus [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il trial VATS o Terapia Enzimatica Intrapleurale per pazienti con <b>empiema pleurico</b> (VIETS) ha lo scopo di fornire prove decisive su quale modalità di trattamento riduca più rapidamente la durata di degenza ospedaliera nei pazienti con infezione pleurica non rispondente a terapia iniziale con antibiotici e drenaggio toracico. L&#8217;empiema pleurico è una raccolta di pus nello spazio tra la pleura (la membrana che avvolge i polmoni) e la parete toracica, spesso conseguenza di una polmonite.</p>
<p>Nel trial i partecipanti ricevono, oltre alle cure standard, una terapia intrappleurale, cioè somministrata direttamente nello spazio pleurico, con uno dei due farmaci studiati: <b>Actilyse</b>, contenente alteplase, o <b>Pulmozyme</b>, contenente dornase alfa. Entrambi i farmaci sono somministrati tramite una piccola siringa o infusione nel tubo toracico già inserito per drenare il liquido. Dopo la somministrazione i pazienti rimangono in ospedale per essere osservati, con controlli regolari della risposta al trattamento, della quantità di drenaggio e del dolore. La permanenza in ospedale, la necessità di ulteriori interventi o riammissioni, e la qualità della vita vengono registrati per confrontare le due terapie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di fase 2b/3 sull’efficacia e sicurezza di lunsekimig in adulti con BPCO eosinofilica non adeguatamente controllata</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-2b-3-sull-efficacia-e-sicurezza-di-lunsekimig-in-adulti-con-bpco-eosinofilica-non-adeguatamente-controllata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La chronic obstructive pulmonary disease (COPD) è una malattia dei polmoni che provoca difficoltà respiratoria cronica e può peggiorare improvvisamente. In alcuni soggetti è presente la eosinophilic phenotype, caratterizzata da un aumento degli eosinofili, un tipo di globuli bianchi legati all’infiammazione. Lo studio confronta l’iniezione di lunsekimig, un nuovo farmaco, con una placebo per valutare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>chronic obstructive pulmonary disease</b> (COPD) è una malattia dei polmoni che provoca difficoltà respiratoria cronica e può peggiorare improvvisamente. In alcuni soggetti è presente la <b>eosinophilic phenotype</b>, caratterizzata da un aumento degli eosinofili, un tipo di globuli bianchi legati all’infiammazione. Lo studio confronta l’iniezione di <b>lunsekimig</b>, un nuovo farmaco, con una <b>placebo</b> per valutare il suo effetto sulla malattia.</p>
<p>Lo scopo è verificare se lunsekimig riduce il numero di esacerbazioni moderate o gravi di COPD durante un anno. I partecipanti ricevono l’iniezione a intervalli regolari per diversi mesi e, durante lo studio, si recano periodicamente in clinica per controlli, esami del sangue e compilazione di questionari sulla salute respiratoria.</p>
<p>Nel corso dello studio vengono misurati i sintomi respiratori, la capacità polmonare mediante <b>Forced Expiratory Volume in 1 second (FEV1)</b>, la qualità della vita con il questionario <b>SGRQ-C</b>, il punteggio di gravità della malattia con il <b>CAAT</b> e il livello di sintomi acuti con il <b>E-RS:COPD</b>. Vengono inoltre monitorati gli eventuali effetti indesiderati e i risultati di laboratorio per garantire la sicurezza dei partecipanti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull’uso di progesterone micronizzato in fase luteale per aumentare le nascite viventi in donne con infertilità inspiegata in gestione di attesa</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-progesterone-micronizzato-in-fase-luteale-per-aumentare-le-nascite-viventi-in-donne-con-infertilita-inspiegata-in-gestione-di-attesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda unexplained infertility, una condizione in cui una coppia non riesce a concepire dopo almeno un anno di rapporti regolari senza che sia individuata una causa medica chiara. L’obiettivo è verificare se il supporto ormonale durante la fase lutea del ciclo mestruale può aumentare il numero di nascite viventi rispetto a un approccio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda <b>unexplained infertility</b>, una condizione in cui una coppia non riesce a concepire dopo almeno un anno di rapporti regolari senza che sia individuata una causa medica chiara. L’obiettivo è verificare se il supporto ormonale durante la fase lutea del ciclo mestruale può aumentare il numero di nascite viventi rispetto a un approccio di osservazione senza trattamento.</p>
<p>Il farmaco sperimentato è <b>progesterone</b> somministrato sotto forma di capsule vaginali morbide da 300 mg, contenenti la sostanza micronizzata per favorire l’assorbimento. Il supporto in fase lutea consiste nel dare questo ormone dopo l’ovulazione per migliorare lo spessore e la preparazione dell’utero. Come confronto, un gruppo riceve una capsula <b>placebo</b> identica nell’aspetto ma priva del principio attivo. I partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi e seguiti per sei mesi, durante i quali si registra l’insorgenza di gravidanza e gli eventuali effetti indesiderati.</p>
<p>Durante il periodo di studio, le capsule vengono assunte quotidianamente per diverse settimane di ogni ciclo, fino al verificarsi di una gravidanza o al termine dei sei mesi. Vengono raccolti dati su gravidanze cliniche, nascite, aborti, complicazioni e sulla qualità della vita mediante questionari specifici. L’analisi finale confronta i risultati tra i due gruppi per capire se il trattamento con progesterone offre un beneficio significativo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su dose ridotta di albumina sierica umana durante paracentesi ad alto volume in pazienti con cirrosi epatica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-dose-ridotta-di-albumina-umana-durante-la-paracentesi-di-grande-volume-in-pazienti-con-cirrosi-epatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda pazienti con cirrosi epatica che hanno bisogno di una procedura chiamata large-volume paracentesis per rimuovere l&#8217;accumulo di liquido nella pancia. Dopo la procedura, i pazienti ricevono una soluzione per infusione contenente human serum albumin. Lo scopo è verificare se una dose ridotta di 4 g/L è altrettanto efficace della dose standard di 8 g/L [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda pazienti con <b>cirrosi</b> epatica che hanno bisogno di una procedura chiamata <b>large-volume paracentesis</b> per rimuovere l&#8217;accumulo di liquido nella pancia. Dopo la procedura, i pazienti ricevono una soluzione per infusione contenente <b>human serum albumin</b>.</p>
<p>Lo scopo è verificare se una dose ridotta di 4 g/L è altrettanto efficace della dose standard di 8 g/L nel prevenire complicazioni legate al fegato. I partecipanti saranno divisi in due gruppi, riceveranno la dose assegnata e saranno seguiti per circa un anno con visite regolari per controllare la salute.</p>
<p>Durante il follow‑up verranno osservati eventi come <b>spontaneous bacterial peritonitis</b>, <b>hepatorenal syndrome</b>, <b>variceal bleeding</b> e <b>hepatic encephalopathy</b>, oltre a possibili problemi renali, bassi livelli di sodio (<b>hyponatremia</b>) e accumulo di liquido nei polmoni (<b>pulmonary edema</b>). Verranno inoltre valutati i punteggi di gravità della malattia con gli indici <b>MELD</b> e <b>Child-Pugh</b>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di Fase 2a su SAR445399 per valutare attività e sicurezza in adulti con bronquiectasia non cistica</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-fase-2a-su-adulti-18-80-anni-con-bronchiectasia-non-cistica-efficacia-e-sicurezza-di-sar445399-rispetto-al-placebo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Non-cystic fibrosis bronchiectasis è una malattia cronica dei polmoni in cui i bronchi diventano dilatati e si accumula muco, causando tosse frequente e infezioni respiratorie. Lo studio utilizza il farmaco sperimentale SAR445399, somministrato tramite iniezione sottocutanea, confrontato con un placebo per verificare se può ridurre l’accumulo di muco nei bronchi. Lo scopo dello studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <b>Non-cystic fibrosis bronchiectasis</b> è una malattia cronica dei polmoni in cui i bronchi diventano dilatati e si accumula muco, causando tosse frequente e infezioni respiratorie. Lo studio utilizza il farmaco sperimentale <b>SAR445399</b>, somministrato tramite iniezione sottocutanea, confrontato con un <b>placebo</b> per verificare se può ridurre l’accumulo di muco nei bronchi.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare l’attività, la sicurezza e la tollerabilità del farmaco rispetto al placebo nella riduzione del punteggio dei blocchi di muco. I partecipanti ricevono le iniezioni a intervalli regolari per circa sei mesi, con visite di controllo fino a un anno; durante le visite vengono eseguiti esami di imaging con <b>HRCT</b> (una scansione dettagliata del torace) e test di funzionalità polmonare, tra cui la misurazione del <b>FEV1</b>, che indica la quantità di aria espirata nel primo secondo di un respiro. Vengono anche monitorati eventuali effetti indesiderati e cambiamenti nei risultati di laboratorio per garantire la sicurezza dei partecipanti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio fase 3 su pazienti con leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria: trattamento con rituximab più venetoclax</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/trattamento-con-rituximab-e-venetoclax-a-breve-o-lungo-termine-in-pazienti-con-leucemia-linfatica-cronica-recidivante-o-refrattaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:21 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/trattamento-con-rituximab-e-venetoclax-a-breve-o-lungo-termine-in-pazienti-con-leucemia-linfatica-cronica-recidivante-o-refrattaria/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio riguarda pazienti con chronic lymphocytic leukemia o small lymphocytic lymphoma che hanno avuto una ricomparsa della malattia dopo un trattamento precedente. Il protocollo prevede l’uso di rituximab, un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali, in combinazione con venetoclax, una compressa orale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda pazienti con <b>chronic lymphocytic leukemia</b> o <b>small lymphocytic lymphoma</b> che hanno avuto una ricomparsa della malattia dopo un trattamento precedente. Il protocollo prevede l’uso di <b>rituximab</b>, un anticorpo monoclonale somministrato per via endovenosa che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali, in combinazione con <b>venetoclax</b>, una compressa orale che blocca una proteina necessaria alla sopravvivenza delle cellule leucemiche. La terapia iniziale comprende sei cicli di entrambi i farmaci; successivamente il paziente può continuare con un più lungo periodo di <i>venetoclax</i> (circa 26 cicli) oppure interrompere il trattamento.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare la durata della sopravvivenza senza progressione della malattia tra i due gruppi di trattamento. Dopo i primi sei cicli, i partecipanti vengono assegnati in modo casuale (randomizzazione) a uno dei due percorsi: continuare o cessare il farmaco orale. Successivamente, i pazienti sono seguiti con visite regolari, esami del sangue e, se necessario, controlli di imaging per monitorare l’eventuale ritorno della malattia o eventuali effetti indesiderati, mantenendo un monitoraggio per diversi anni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio randomizzato di fase 3 su ZL-1310 e topotecan hydrochloride in pazienti con carcinoma a piccole cellule del polmone recidivante</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-fase-3-su-zl-1310-e-topotecan-hydrochloride-nei-pazienti-con-carcinoma-a-piccole-cellule-del-polmone-recidivante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:30:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Small Cell Lung Cancer è un tipo di cancro ai polmoni che tende a crescere rapidamente e a tornare dopo il trattamento iniziale. In questo studio si confronta un nuovo farmaco sperimentale chiamato ZL-1310, che è un anticorpo legato a una sostanza chimica per attaccare le cellule tumorali, con il trattamento standard a base [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>Small Cell Lung Cancer</b> è un tipo di cancro ai polmoni che tende a crescere rapidamente e a tornare dopo il trattamento iniziale. In questo studio si confronta un nuovo farmaco sperimentale chiamato <b>ZL-1310</b>, che è un anticorpo legato a una sostanza chimica per attaccare le cellule tumorali, con il trattamento standard a base di <b>topotecan hydrochloride</b>, che può essere somministrato per via orale (cioè sotto forma di compresse) o per via endovenosa, ovvero attraverso una flebo inserita in una vena.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se ZL-1310 è più efficace nel controllare la malattia e nel prolungare la vita rispetto al trattamento standard. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due trattamenti e tutti sanno quale terapia stanno ricevendo (studio aperto). Dopo l’inizio del trattamento, i pazienti ricevono il farmaco a cicli regolari, con visite di controllo per verificare la risposta del tumore e la comparsa di eventuali effetti indesiderati.</p>
<p>Durante il periodo di studio, chi riceve ZL-1310 lo fa tramite un’infusione, cioè una lenta somministrazione del farmaco nella vena, mentre chi riceve topotecan lo può assumere a casa con le compresse o in ospedale con la stessa flebo. Sono previste visite periodiche per eseguire esami del sangue, controllare la funzione degli organi e fare scansioni (ad esempio raggi X o tomografie) per osservare l’evoluzione del tumore. Tutti gli effetti collaterali vengono registrati e monitorati attentamente per garantire la sicurezza dei partecipanti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su pumitamig e durvalumab per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio III non operabile senza progressione dopo chemioradioterapia concomitante</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-pumitamig-e-durvalumab-per-pazienti-con-carcinoma-polmonare-non-a-piccole-cellule-in-stadio-iii-non-operabile-senza-progressione-dopo-chemioradioterapia-concomitante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:29:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda il non-small cell lung cancer di stadio III non resecabile, cioè un tumore del polmone che non può essere tolto con un’operazione, e che non è peggiorato dopo una precedente chemioradioterapia con farmaci a base di platino, cioè una cura che unisce chemioterapia e radioterapia. Lo scopo dello studio è confrontare due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda il <b>non-small cell lung cancer</b> di <b>stadio III non resecabile</b>, cioè un tumore del polmone che non può essere tolto con un’operazione, e che non è peggiorato dopo una precedente <b>chemioradioterapia</b> con farmaci a base di platino, cioè una cura che unisce chemioterapia e radioterapia. Lo scopo dello studio è confrontare due trattamenti, <b>pumitamig</b> e <b>durvalumab</b>, per capire quale riesca meglio a rallentare la crescita del tumore.</p>
<p>Il trattamento in studio è <b>pumitamig</b>, somministrato in vena, e viene confrontato con <b>durvalumab</b>, anch’esso somministrato in vena. Lo studio prevede che i partecipanti ricevano uno dei due farmaci e siano seguiti nel tempo per osservare come evolve la malattia e come vengono tollerati i trattamenti. Durante lo studio vengono raccolte informazioni su eventuali cambiamenti del tumore, sulla durata del controllo della malattia e su possibili effetti indesiderati.</p>
<p>Si tratta di uno studio <b>randomizzato</b>, cioè con assegnazione casuale del trattamento, <b>multicentrico</b>, quindi svolto in più centri, e <b>open-label</b>, cioè senza mascheramento del trattamento ricevuto. Lo studio è di <b>fase 3</b>, una fase in cui un farmaco viene confrontato con un altro trattamento per valutarne meglio efficacia e sicurezza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su semaglutide orale per pazienti con malattia di Alzheimer lieve o deterioramento cognitivo lieve di tipo Alzheimer</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-semaglutide-orale-per-pazienti-con-malattia-di-alzheimer-lieve-o-deterioramento-cognitivo-lieve-di-tipo-alzheimer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:29:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda l’Alzheimer in fase iniziale, in particolare persone con lieve compromissione cognitiva (difficoltà lievi di memoria e pensiero) o con demenza lieve, entrambe di tipo Alzheimer. Il trattamento in studio è semaglutide per bocca, in compresse, confrontato con placebo. Lo scopo dello studio è verificare se semaglutide possa aiutare a rallentare il peggioramento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda l’<b>Alzheimer</b> in fase iniziale, in particolare persone con <b>lieve compromissione cognitiva</b> (difficoltà lievi di memoria e pensiero) o con <b>demenza lieve</b>, entrambe di tipo Alzheimer. Il trattamento in studio è <b>semaglutide</b> per bocca, in compresse, confrontato con <b>placebo</b>. Lo scopo dello studio è verificare se semaglutide possa aiutare a rallentare il peggioramento delle capacità mentali e delle attività quotidiane.</p>
<p>Nel corso dello studio, i partecipanti ricevono compresse per un periodo prolungato e vengono seguiti nel tempo con controlli regolari. In alcune persone il trattamento può iniziare con una dose più bassa di <b>semaglutide</b> e poi aumentare gradualmente fino alla dose prevista dallo studio. Durante il follow-up vengono raccolte informazioni su come cambiano memoria, autonomia e stato generale di salute.</p>
<p>Il confronto è tra tre dosi di <b>Rybelsus</b> 3 mg, 7 mg e 14 mg, tutte contenenti semaglutide, e il placebo. Lo studio è pensato per valutare sia l’effetto sia la sicurezza del trattamento nelle fasi iniziali della malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia di loxo-435, enfortumab vedotin e pembrolizumab in adulti con tumore alla vescica avanzato o metastatico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-di-loxo-435-enfortumab-vedotin-e-pembrolizumab-in-adulti-con-tumore-alla-vescica-avanzato-o-metastatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:26:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda il trattamento del Carcinoma a cellule transizionali, una forma di tumore della vescica, e della sua metastasi, ovvero quando le cellule tumorali si sono diffuse in altre parti del corpo. Lo studio si concentra sui pazienti che presentano una modifica genetica chiamata FGFR3. L&#8217;obiettivo della ricerca è testare l&#8217;efficacia e la sicurezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda il trattamento del <b>Carcinoma a cellule transizionali</b>, una forma di <b>tumore della vescica</b>, e della sua <b>metastasi</b>, ovvero quando le cellule tumorali si sono diffuse in altre parti del corpo. Lo studio si concentra sui pazienti che presentano una modifica genetica chiamata <b>FGFR3</b>. L&#8217;obiettivo della ricerca è testare l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco chiamato <b>vepugratinib</b> rispetto a un <b>placebo</b>, utilizzato insieme ad altri due medicinali, <b>enfortumab vedotin</b> e <b>pembrolizumab</b>.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno una combinazione di terapie. Il farmaco sperimentale viene somministrato per via orale sotto forma di compressa, mentre gli altri medicinali vengono somministrati tramite <b>uso endovenoso</b>, ovvero attraverso una flebo direttamente nel sangue. Il percorso di ricerca può avere una durata complessiva di circa 6 anni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di pembrolizumab, capecitabina o olaparib in pazienti con tumore al seno triplo negativo in stadio precoce con malattia residua dopo la terapia iniziale</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-pembrolizumab-capecitabina-o-olaparib-in-pazienti-con-tumore-al-seno-triplo-negativo-in-stadio-precoce-con-malattia-residua-dopo-la-terapia-iniziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone affette da tumore al seno triplo negativo, un tipo di cancro che non presenta determinati recettori sulle cellule tumorali. La ricerca si rivolge a pazienti che presentano una malattia residua, ovvero una parte di tumore ancora presente, dopo aver ricevuto un trattamento iniziale chiamato terapia neoadiuvante, che consiste in una combinazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone affette da <b>tumore al seno triplo negativo</b>, un tipo di cancro che non presenta determinati recettori sulle cellule tumorali. La ricerca si rivolge a pazienti che presentano una malattia residua, ovvero una parte di tumore ancora presente, dopo aver ricevuto un trattamento iniziale chiamato terapia neoadiuvante, che consiste in una combinazione di chemioterapia e <b>pembrolizumab</b>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dello studio è valutare l&#8217;efficacia dell&#8217;aggiunta di <b>pembrolizumab</b> ai trattamenti standard utilizzati dopo l&#8217;intervento chirurgico. I partecipanti riceveranno il farmaco in combinazione con altri medicinali come <b>capecitabina</b>, <b>olaparib</b> o una combinazione di <b>tegafur</b>, <b>gimeracil</b> e <b>oteracil</b>. Questi farmaci vengono somministrati rispettivamente tramite infusione <b>endovenosa</b> o per via <b>orale</b> sotto forma di compresse o capsule.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto dell&#8217;olpasiran per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari in pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica e livelli elevati di lipoproteina (a)</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-effetto-dell-olpasiran-per-ridurre-il-rischio-di-eventi-cardiovascolari-in-pazienti-con-malattia-cardiovascolare-aterosclerotica-e-livelli-elevati-di-lipoproteina-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ricerca riguarda la malattia cardiovascolare aterosclerotica, una condizione in cui le arterie si restringono a causa di accumuli di grasso e placche, e i livelli elevati di lipoproteina(a), una specifica particella di grasso nel sangue che può aumentare il rischio di problemi al cuore. Lo studio ha lo scopo di valutare l&#8217;effetto di olpasiran [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa ricerca riguarda la <b>malattia cardiovascolare aterosclerotica</b>, una condizione in cui le arterie si restringono a causa di accumuli di grasso e placche, e i livelli elevati di <b>lipoproteina(a)</b>, una specifica particella di grasso nel sangue che può aumentare il rischio di problemi al cuore. Lo studio ha lo scopo di valutare l&#8217;effetto di <b>olpasiran</b> nel ridurre il rischio di eventi gravi come la morte per <b>cardiopatia coronarica</b>, l&#8217;<b>infarto del miocardio</b> o la necessità di un intervento di <b>rivascolarizzazione coronarica</b> urgente, ovvero una procedura per riaprire le arterie del cuore.</p>
<p>I partecipanti riceveranno tramite iniezione sottocutanea o il <b>placebo</b>. Durante il percorso dello studio, verranno monitorati i cambiamenti nei livelli di grasso nel sangue e la comparsa di eventuali problemi di salute, come l&#8217;<b>ictus ischemico</b>, che si verifica quando l&#8217;afflusso di sangue a una parte del cervello viene interrotto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza a lungo termine di balinatunfib in adulti con malattia di Crohn o colite ulcerosa</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-efficacia-e-la-sicurezza-a-lungo-termine-di-balinatunfib-in-adulti-con-malattia-di-crohn-o-colite-ulcerosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:24:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio si concentra su persone affette da malattia di Crohn o colite ulcerosa, due tipi di malattie infiammatorie croniche che colpiscono l&#8217;apparato digerente. L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine del farmaco balinatunfib, somministrato sotto forma di compressa con rivestimento pellicolare per via orale. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio si concentra su persone affette da <b>malattia di Crohn</b> o <b>colite ulcerosa</b>, due tipi di malattie infiammatorie croniche che colpiscono l&#8217;apparato digerente. L&#8217;obiettivo della ricerca è valutare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine del farmaco <b>balinatunfib</b>, somministrato sotto forma di compressa con rivestimento pellicolare per via orale. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un <b>placebo</b> invece del farmaco attivo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di adenosina e tirofiban per il trattamento dei danni ai piccoli vasi del cuore in pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sull-uso-di-adenosina-e-tirofiban-per-il-trattamento-dei-danni-ai-piccoli-vasi-del-cuore-in-pazienti-con-infarto-miocardico-con-sopraslivellamento-del-tratto-st/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:24:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio riguarda la gestione della Sindrome Coronarica Acuta con sopraslivellamento del tratto ST, una condizione medica legata a un improvviso e grave problema di circolazione del sangue nel cuore. In particolare, la ricerca si concentra sulla Microvascolar Obstruction, ovvero il danneggiamento dei piccolissimi vasi sanguigni che nutrono il tessuto cardiaco dopo un evento acuto. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio riguarda la gestione della <b>Sindrome Coronarica Acuta con sopraslivellamento del tratto ST</b>, una condizione medica legata a un improvviso e grave problema di circolazione del sangue nel cuore. In particolare, la ricerca si concentra sulla <b>Microvascolar Obstruction</b>, ovvero il danneggiamento dei piccolissimi vasi sanguigni che nutrono il tessuto cardiaco dopo un evento acuto. Lo scopo dello studio è valutare l&#8217;efficacia di un sistema per l&#8217;infusione diretta di farmaci all&#8217;interno delle arterie coronarie per trattare queste lesioni.</p>
<p>I trattamenti oggetto di analisi prevedono l&#8217;utilizzo di <b>adenosina</b> e <b>tirofiban</b>, somministrati tramite un dispositivo specifico. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno queste sostanze o un controllo attraverso un&#8217;infusione intracoronaria, che consiste nell&#8217;inserire i farmaci direttamente nei vasi del cuore. Il percorso prevede il monitoraggio della funzione del cuore nel tempo, valutando come il muscolo cardiaco pompa il sangue e come si muovono le pareti del cuore dopo l&#8217;intervento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sulla pulizia intestinale con macrogol 3350 e picosolfato di sodio prima della colonscopia in bambini e adolescenti da 1 a 18 anni</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-pulizia-intestinale-con-macrogol-3350-e-picosolfato-di-sodio-prima-della-colonscopia-in-bambini-e-adolescenti-da-1-a-18-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:23:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 18 anni che devono sottoporsi a una colonscopia, un esame che permette di osservare l&#8217;interno dell&#8217;intestino. Per poter eseguire questo esame in modo corretto, è necessario pulire completamente l&#8217;intestino utilizzando dei prodotti specifici chiamati preparati per la pulizia intestinale. Lo studio confronta due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 18 anni che devono sottoporsi a una <b>colonscopia</b>, un esame che permette di osservare l&#8217;interno dell&#8217;intestino. Per poter eseguire questo esame in modo corretto, è necessario pulire completamente l&#8217;intestino utilizzando dei prodotti specifici chiamati preparati per la pulizia intestinale. Lo studio confronta due diversi prodotti: <b>PLENVU</b>, che contiene <b>acido ascorbico</b>, <b>ascorbato di sodio</b>, <b>cloruro di potassio</b>, <b>cloruro di sodio</b> e <b>macrogol 3350</b>, e <b>picosolfato di sodio</b>. Entrambi i prodotti vengono preparati mescolando una polvere con acqua per ottenere una soluzione da bere. Lo scopo dello studio è valutare quanto bene PLENVU riesce a pulire l&#8217;intestino nei bambini e negli adolescenti rispetto al picosolfato di sodio.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno in modo casuale uno dei due prodotti per la pulizia intestinale. Il medico che esegue la colonscopia non saprà quale prodotto è stato utilizzato dal partecipante. I medici valuteranno quanto bene l&#8217;intestino è stato pulito utilizzando una scala specifica chiamata <b>Boston Bowel Preparation Scale</b>. Ogni partecipante assumerà il prodotto assegnato seguendo le istruzioni fornite, bevendo la soluzione preparata in dosi stabilite. Il trattamento dura al massimo due giorni e la dose massima giornaliera è di una preparazione al giorno.</p>
<p>Oltre a misurare l&#8217;efficacia della pulizia intestinale, lo studio raccoglierà informazioni sulla sicurezza dei prodotti, sulla capacità dei partecipanti di seguire le istruzioni per l&#8217;assunzione, e sul gradimento del prodotto attraverso questionari che valuteranno il sapore e quanto sia stato facile assumere la soluzione. Verrà utilizzata anche un&#8217;altra scala di valutazione chiamata <b>HCS</b> per confermare i risultati sulla pulizia intestinale. I partecipanti e i loro genitori o tutori legali dovranno compilare dei moduli per registrare informazioni sulla salute generale e sull&#8217;esperienza con il prodotto utilizzato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su linvoseltamab e carfilzomib contro terapie standard per pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato o refrattario</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-linvoseltamab-e-carfilzomib-contro-terapie-standard-per-pazienti-adulti-con-mieloma-multiplo-recidivato-o-refrattario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:22:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il mieloma multiplo recidivato o refrattario, una malattia del sangue in cui alcuni globuli bianchi chiamati plasmacellule crescono in modo anomalo nel midollo osseo. La malattia è definita recidivata quando ritorna dopo un periodo di miglioramento, e refrattaria quando non risponde più ai trattamenti abituali. Lo studio valuterà diversi trattamenti che includono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>mieloma multiplo recidivato o refrattario</b>, una malattia del sangue in cui alcuni globuli bianchi chiamati plasmacellule crescono in modo anomalo nel midollo osseo. La malattia è definita recidivata quando ritorna dopo un periodo di miglioramento, e refrattaria quando non risponde più ai trattamenti abituali. Lo studio valuterà diversi trattamenti che includono <b>linvoseltamab</b>, un medicinale somministrato attraverso infusione in vena, utilizzato da solo oppure in combinazione con <b>carfilzomib</b>, anch&#8217;esso dato per infusione. Questi trattamenti verranno confrontati con terapie standard che possono includere combinazioni di farmaci come <b>pomalidomide</b> in capsule, <b>bortezomib</b> per iniezione, <b>daratumumab</b> per iniezione sotto la pelle e <b>desametasone</b> in compresse o per infusione, che è un corticosteroide usato per ridurre l&#8217;infiammazione. Durante lo studio potrebbero essere utilizzati anche altri medicinali di supporto come <b>aciclovir</b> per prevenire infezioni virali, <b>paracetamol</b> per il dolore e la febbre, <b>difenidramina cloridrato</b> per prevenire reazioni allergiche, e <b>co-trimoxazolo</b> per prevenire alcune infezioni.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se i trattamenti con linvoseltamab, da solo o insieme a carfilzomib, siano più efficaci delle terapie standard nel controllare la malattia. Lo studio valuterà quante persone raggiungono una risposta completa con assenza di malattia residua minima, che significa che la malattia non è più rilevabile con test molto sensibili, e per quanto tempo la malattia rimane sotto controllo senza peggiorare. Verranno anche valutati la sicurezza dei trattamenti, gli effetti collaterali che possono verificarsi, e come i trattamenti influenzano la qualità di vita delle persone.</p>
<p>Lo studio è diviso in due parti. Nella prima parte, che coinvolge un numero limitato di persone, si verificherà la sicurezza dei trattamenti con linvoseltamab e si stabilirà la dose migliore da utilizzare. Nella seconda parte, un numero maggiore di persone verrà assegnato in modo casuale a ricevere linvoseltamab da solo, linvoseltamab con carfilzomib, oppure una delle terapie standard. Durante tutto lo studio verranno effettuati controlli regolari che includono esami del sangue, valutazioni del midollo osseo e questionari per valutare come le persone si sentono. I partecipanti riceveranno il trattamento in cicli di 28 giorni e continueranno finché la terapia risulta efficace e ben tollerata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e la sicurezza del trontinemab in pazienti con malattia di Alzheimer nelle fasi iniziali</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-la-sicurezza-del-trontinemab-in-pazienti-con-malattia-di-alzheimer-nelle-fasi-iniziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:22:52 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-la-sicurezza-del-trontinemab-in-pazienti-con-malattia-di-alzheimer-nelle-fasi-iniziali/</guid>

					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la malattia di Alzheimer in fase iniziale, che include persone con problemi lievi di memoria e pensiero fino a una forma lieve di demenza causata dalla malattia di Alzheimer. La malattia di Alzheimer è una condizione che colpisce il cervello e causa progressivi problemi di memoria, pensiero e capacità di svolgere le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>malattia di Alzheimer</b> in fase iniziale, che include persone con problemi lievi di memoria e pensiero fino a una forma lieve di demenza causata dalla malattia di Alzheimer. La malattia di Alzheimer è una condizione che colpisce il cervello e causa progressivi problemi di memoria, pensiero e capacità di svolgere le attività quotidiane. Nello studio verrà utilizzato un farmaco chiamato <b>trontinemab</b>, che verrà somministrato attraverso un&#8217;infusione in vena, oppure un placebo. Per confermare la presenza della malattia di Alzheimer, alcuni partecipanti riceveranno esami di imaging cerebrale con sostanze radioattive come <b>florbetapir</b>, <b>flutemetamol</b> o <b>florbetaben</b>, che permettono di vedere nel cervello i depositi di una proteina chiamata amiloide. In alcuni casi potrà essere utilizzato anche <b>florquinitau</b>, che permette di vedere un&#8217;altra proteina chiamata tau.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se trontinemab è in grado di rallentare il peggioramento dei sintomi della malattia di Alzheimer dopo 72 settimane di trattamento rispetto al placebo. Durante lo studio verranno effettuate diverse valutazioni per misurare i cambiamenti nelle capacità mentali, nella memoria e nella capacità di svolgere le attività della vita quotidiana. Verranno inoltre controllati la sicurezza del farmaco e i possibili effetti indesiderati, inclusi alcuni cambiamenti nel cervello che possono essere visti con la risonanza magnetica.</p>
<p>Lo studio durerà diversi anni e coinvolgerà persone che hanno un punteggio specifico in alcuni test di memoria e pensiero, e che hanno una persona di riferimento disponibile ad accompagnarle durante lo studio. I partecipanti riceveranno il farmaco o il placebo attraverso infusioni in vena per un periodo di 72 settimane. Durante questo tempo verranno eseguiti regolarmente esami del sangue, esami del cervello con risonanza magnetica e scansioni per valutare i depositi di proteine nel cervello. In alcuni partecipanti verranno anche analizzati campioni di liquido cerebrospinale e sangue per misurare alcune sostanze che indicano la progressione della malattia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul bleximenib combinato con chemioterapia intensiva per pazienti adulti con leucemia mieloide acuta di nuova diagnosi</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-bleximenib-combinato-con-chemioterapia-intensiva-per-pazienti-adulti-con-leucemia-mieloide-acuta-di-nuova-diagnosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la leucemia mieloide acuta, un tumore del sangue e del midollo osseo in cui si formano cellule immature anomale che crescono rapidamente. In particolare, lo studio si concentra su due tipi specifici di questa malattia: quella con mutazione NPM1 e quella con riarrangiamento KMT2A. Durante lo studio viene utilizzato un medicinale sperimentale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>leucemia mieloide acuta</b>, un tumore del sangue e del midollo osseo in cui si formano cellule immature anomale che crescono rapidamente. In particolare, lo studio si concentra su due tipi specifici di questa malattia: quella con mutazione <b>NPM1</b> e quella con riarrangiamento <b>KMT2A</b>. Durante lo studio viene utilizzato un medicinale sperimentale chiamato <b>JNJ-75276617</b> oppure <b>bleximenib</b>, che viene somministrato sotto forma di compresse rivestite da prendere per bocca. Alcuni partecipanti riceveranno bleximenib mentre altri riceveranno un placebo, entrambi in combinazione con la chemioterapia intensiva standard.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta di bleximenib al trattamento chemioterapico standard possa migliorare i risultati nei pazienti con questa forma di leucemia mieloide acuta che sono idonei a ricevere una chemioterapia intensiva. La chemioterapia intensiva è un trattamento forte che utilizza farmaci potenti per distruggere le cellule tumorali nel sangue e nel midollo osseo.</p>
<p>Lo studio prevede diverse fasi di trattamento. Inizialmente i partecipanti ricevono una terapia di induzione della remissione, che ha lo scopo di ridurre il numero di cellule leucemiche e portare la malattia in remissione completa, cioè quando non si trovano più segni della malattia negli esami. Successivamente segue una fase di consolidamento, che serve a rafforzare i risultati ottenuti ed eliminare eventuali cellule leucemiche residue. Dopo queste fasi, i partecipanti continuano con una terapia di mantenimento per un periodo prolungato. Durante tutte queste fasi, il medicinale sperimentale o il placebo vengono somministrati insieme alla chemioterapia standard.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su pembrolizumab con o senza MK-2870 in pazienti operati per tumore del polmone non a piccole cellule in stadio II-IIIB</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-pembrolizumab-con-o-senza-mk-2870-in-pazienti-operati-per-tumore-del-polmone-non-a-piccole-cellule-in-stadio-ii-iiib/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:21:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda il cancro del polmone non a piccole cellule di nuova diagnosi in stadio II, IIIA o IIIB che può essere rimosso con un intervento chirurgico. Prima dell&#8217;operazione, i partecipanti ricevono un trattamento iniziale con pembrolizumab insieme a una chemioterapia che contiene platino, che può includere farmaci come cisplatino o carboplatino combinati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda il <b>cancro del polmone non a piccole cellule</b> di nuova diagnosi in stadio II, IIIA o IIIB che può essere rimosso con un intervento chirurgico. Prima dell&#8217;operazione, i partecipanti ricevono un trattamento iniziale con <b>pembrolizumab</b> insieme a una chemioterapia che contiene platino, che può includere farmaci come <b>cisplatino</b> o <b>carboplatino</b> combinati con altri medicinali chemioterapici quali <b>paclitaxel</b>, <b>gemcitabina</b> o <b>pemetrexed</b>. Dopo l&#8217;intervento chirurgico per rimuovere il tumore, lo studio confronta due diversi trattamenti: da un lato pembrolizumab somministrato da solo, dall&#8217;altro pembrolizumab combinato con un nuovo farmaco chiamato <b>MK-2870</b>, noto anche come <b>sacituzumab tirumotecan</b>. Durante lo studio possono essere utilizzati anche medicinali di supporto come antistaminici, paracetamolo, glucocorticoidi e antagonisti dei recettori H2 per gestire eventuali effetti collaterali.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se l&#8217;aggiunta di MK-2870 a pembrolizumab possa migliorare il tempo durante il quale la malattia non si ripresenta dopo l&#8217;operazione rispetto al trattamento con solo pembrolizumab. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento solo se dopo l&#8217;intervento chirurgico non si è ottenuta una risposta completa, cioè se sono ancora presenti cellule tumorali nell&#8217;esame del tessuto rimosso. Prima di iniziare il trattamento dopo l&#8217;operazione, vengono eseguiti esami radiologici come la tomografia computerizzata con mezzo di contrasto del torace, dell&#8217;addome e del bacino oppure la risonanza magnetica per confermare l&#8217;assenza di malattia residua visibile.</p>
<p>Durante lo studio vengono valutati diversi aspetti importanti come la sopravvivenza complessiva, il tempo fino alla comparsa di metastasi a distanza, la sopravvivenza specifica legata al cancro del polmone e gli eventuali effetti collaterali dei trattamenti. Viene inoltre misurata la qualità di vita dei partecipanti attraverso questionari che valutano lo stato di salute generale, la capacità di svolgere attività fisiche e quotidiane, e sintomi specifici come difficoltà respiratoria, tosse e dolore toracico. I campioni di tessuto tumorale prelevati durante l&#8217;intervento vengono analizzati per determinare la presenza di specifici marcatori chiamati PD-L1 e TROP2 che possono influenzare la risposta al trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto di olpasiran sulle placche nelle arterie coronarie in pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica stabile e lipoproteina(a) elevata</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-di-olpasiran-sulle-placche-nelle-arterie-coronarie-in-pazienti-con-malattia-cardiovascolare-aterosclerotica-stabile-e-lipoproteinaa-elevata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:16:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la malattia cardiovascolare aterosclerotica stabile, una condizione in cui si formano depositi di grasso e altre sostanze sulle pareti delle arterie che portano il sangue al cuore, causando un restringimento dei vasi sanguigni. Lo studio coinvolge persone che hanno livelli elevati di una sostanza nel sangue chiamata lipoproteina(a), che può contribuire alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>malattia cardiovascolare aterosclerotica</b> stabile, una condizione in cui si formano depositi di grasso e altre sostanze sulle pareti delle arterie che portano il sangue al cuore, causando un restringimento dei vasi sanguigni. Lo studio coinvolge persone che hanno livelli elevati di una sostanza nel sangue chiamata <b>lipoproteina(a)</b>, che può contribuire alla formazione di questi depositi. Il trattamento che verrà utilizzato è <b>olpasiran</b>, conosciuto anche con il nome in codice <b>AMG 890</b>, somministrato tramite iniezione sottocutanea con una siringa preriempita. Alcuni partecipanti riceveranno invece il placebo.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se olpasiran, rispetto al placebo, può ridurre la quantità di depositi non calcificati presenti nelle arterie del cuore. Questi depositi vengono misurati attraverso un esame chiamato <b>angiografia coronarica mediante tomografia computerizzata</b>, una tecnica di imaging che permette di vedere l&#8217;interno delle arterie coronarie e di valutare la presenza e il volume dei depositi. Lo studio vuole anche verificare la sicurezza e la tollerabilità del trattamento nei partecipanti.</p>
<p>Durante lo studio, che avrà una durata di circa 72 settimane, i partecipanti riceveranno il trattamento assegnato e si sottoporranno a esami di imaging all&#8217;inizio e alla fine del periodo di trattamento per misurare i cambiamenti nel volume dei depositi presenti nelle arterie coronarie. Verranno misurati diversi tipi di depositi, inclusi quelli non calcificati, quelli a bassa densità, il volume totale dei depositi e quelli calcificati, per capire come il farmaco agisce sui diversi tipi di accumuli presenti nelle arterie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su BMS-986504, paclitaxel legato ad albumina e gemcitabina per pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico non trattato</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-bms-986504-paclitaxel-legato-ad-albumina-e-gemcitabina-per-pazienti-con-adenocarcinoma-duttale-pancreatico-metastatico-non-trattato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda l&#8217;adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico non trattato in precedenza, che è un tipo di tumore del pancreas che si è diffuso ad altre parti del corpo. La malattia deve presentare una caratteristica genetica specifica chiamata delezione omozigote di MTAP, che significa la perdita di una particolare parte del materiale genetico nelle cellule tumorali. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda l&#8217;<b>adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico</b> non trattato in precedenza, che è un tipo di tumore del pancreas che si è diffuso ad altre parti del corpo. La malattia deve presentare una caratteristica genetica specifica chiamata <b>delezione omozigote di MTAP</b>, che significa la perdita di una particolare parte del materiale genetico nelle cellule tumorali. Lo studio confronta due gruppi di trattamento: un gruppo riceverà il farmaco sperimentale <b>BMS-986504</b> insieme a due farmaci chemioterapici chiamati <b>nab-paclitaxel</b> e <b>gemcitabina</b>, mentre l&#8217;altro gruppo riceverà placebo insieme agli stessi due farmaci chemioterapici. Il <b>BMS-986504</b> è anche conosciuto con il nome in codice <b>MRTX1719</b> e viene somministrato per via orale sotto forma di compresse rivestite. Il <b>nab-paclitaxel</b> e la <b>gemcitabina</b> vengono somministrati per via endovenosa, cioè attraverso una vena.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se l&#8217;aggiunta del farmaco <b>BMS-986504</b> al trattamento standard possa ritardare la progressione della malattia visibile alle scansioni e prolungare la sopravvivenza dei partecipanti rispetto al trattamento con placebo e chemioterapia. Lo studio valuterà anche quanto efficacemente il trattamento riduce le dimensioni del tumore, per quanto tempo dura questa riduzione, quanto tempo ci vuole per ottenere una riduzione del tumore e quanti partecipanti ottengono un controllo della crescita tumorale o una riduzione delle dimensioni del tumore.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti saranno assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento e riceveranno il farmaco sperimentale o il placebo insieme ai farmaci chemioterapici standard. I partecipanti devono avere almeno diciotto anni di età e non devono aver ricevuto alcun trattamento sistemico antitumorale per la malattia metastatica, anche se possono aver ricevuto fino a un ciclo di chemioterapia standard prima di iniziare lo studio. La malattia deve essere confermata attraverso esami di laboratorio del tessuto tumorale e deve esserci evidenza della perdita della proteina <b>MTAP</b> nel tumore. I partecipanti devono avere almeno una lesione tumorale misurabile secondo criteri medici specifici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul depemokimab negli adulti con broncopneumopatia cronica ostruttiva e infiammazione di tipo 2</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-depemokimab-negli-adulti-con-broncopneumopatia-cronica-ostruttiva-e-infiammazione-di-tipo-2-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda la broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia respiratoria che causa difficoltà nella respirazione e che può peggiorare nel tempo con episodi di aggravamento chiamati riacutizzazioni. Lo studio esamina un medicinale chiamato depemokimab con il codice GSK3511294, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Alcune persone riceveranno il medicinale in studio mentre altre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda la <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b>, una malattia respiratoria che causa difficoltà nella respirazione e che può peggiorare nel tempo con episodi di aggravamento chiamati riacutizzazioni. Lo studio esamina un medicinale chiamato <b>depemokimab</b> con il codice <b>GSK3511294</b>, che viene somministrato come iniezione sotto la pelle. Alcune persone riceveranno il medicinale in studio mentre altre riceveranno un <b>placebo</b>. Durante lo studio i partecipanti continueranno a usare i loro medicinali abituali per inalazione che contengono tre tipi di sostanze: corticosteroidi inalatori, antagonisti muscarinici a lunga durata d&#8217;azione e agonisti beta2-adrenergici a lunga durata d&#8217;azione. In caso di necessità i partecipanti potranno anche usare il <b>salbutamolo solfato</b> come medicinale di emergenza per via inalatoria.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se il <b>depemokimab</b> funziona meglio del <b>placebo</b> nel ridurre il numero di riacutizzazioni della malattia nelle persone con <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b> che hanno anche un&#8217;infiammazione di tipo 2, che significa avere un numero elevato di un certo tipo di cellule del sangue chiamate eosinofili. Lo studio misurerà quante volte i partecipanti hanno episodi di peggioramento della malattia durante il periodo di trattamento e quanto tempo passa prima che si verifichi il primo episodio. Verranno anche valutati i cambiamenti nella qualità di vita e nei sintomi respiratori dei partecipanti.</p>
<p>Lo studio durerà circa due anni per ogni partecipante, con il trattamento che continuerà per 104 settimane. Durante questo periodo i partecipanti riceveranno le iniezioni del medicinale in studio o del <b>placebo</b> e dovranno partecipare a visite regolari presso il centro dove viene condotto lo studio. Durante queste visite verranno controllate la funzione respiratoria, i sintomi e la sicurezza del trattamento. Lo studio coinvolgerà adulti tra i 40 e gli 80 anni che hanno una <b>broncopneumopatia cronica ostruttiva</b> da moderata a grave e che hanno avuto almeno due episodi moderati o un episodio grave di peggioramento della malattia nell&#8217;anno precedente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su MK-1084 con pembrolizumab per pazienti con tumore polmonare avanzato non a piccole cellule con mutazione KRAS G12C</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-mk-1084-con-pembrolizumab-per-pazienti-con-tumore-polmonare-avanzato-non-a-piccole-cellule-con-mutazione-kras-g12c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:15:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda persone con tumore polmonare non a piccole cellule di tipo non squamoso in stadio avanzato o metastatico, che presenta una specifica alterazione genetica chiamata mutazione KRAS G12C. Il tumore è considerato avanzato quando si è diffuso localmente in modo importante oppure metastatico quando si è esteso ad altre parti del corpo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda persone con <b>tumore polmonare non a piccole cellule</b> di tipo non squamoso in stadio avanzato o metastatico, che presenta una specifica alterazione genetica chiamata <b>mutazione KRAS G12C</b>. Il tumore è considerato avanzato quando si è diffuso localmente in modo importante oppure metastatico quando si è esteso ad altre parti del corpo. Durante lo studio verranno utilizzati diversi farmaci: <b>MK-1084</b> somministrato per via orale sotto forma di compresse, <b>MK-3475A</b> che contiene <b>pembrolizumab</b> somministrato tramite iniezione sottocutanea, <b>pemetrexed</b> somministrato per infusione in vena, e due farmaci a base di platino chiamati <b>cisplatino</b> e <b>carboplatino</b> anch&#8217;essi somministrati per infusione in vena. Lo studio confronterà due diversi approcci di trattamento per valutare quale funzioni meglio come prima terapia per questa malattia.</p>
<p>Lo scopo dello studio è confrontare l&#8217;efficacia e la sicurezza di due combinazioni di farmaci: da una parte MK-1084 insieme a MK-3475A, dall&#8217;altra parte MK-3475A combinato con pemetrexed e uno dei farmaci a base di platino. I ricercatori valuteranno quanto tempo passa prima che la malattia peggiori e quanto a lungo vivono le persone che ricevono questi trattamenti. Verranno anche misurati altri aspetti come la riduzione delle dimensioni del tumore, gli effetti collaterali dei farmaci e la qualità di vita delle persone durante il trattamento.</p>
<p>Durante lo studio i partecipanti riceveranno una delle due combinazioni di farmaci in modo casuale. Il trattamento proseguirà per un periodo che può variare a seconda della risposta individuale e della tollerabilità dei farmaci. Verranno effettuati controlli regolari per valutare come sta procedendo la malattia e come le persone stanno tollerando le cure. I medici monitoreranno eventuali effetti indesiderati e valuteranno come i sintomi legati al tumore, come la difficoltà a respirare, la tosse e il dolore al torace, cambiano nel tempo attraverso questionari specifici sulla qualità di vita.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uno studio su ziltivekimab rispetto a placebo in pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica, malattia renale cronica e infiammazione</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/uno-studio-su-ziltivekimab-rispetto-a-placebo-in-pazienti-con-malattia-cardiovascolare-aterosclerotica-malattia-renale-cronica-e-infiammazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone che hanno una malattia cardiovascolare aterosclerotica, una malattia renale cronica e una infiammazione sistemica. La malattia cardiovascolare aterosclerotica si verifica quando le arterie si restringono a causa dell&#8217;accumulo di depositi di grasso, il che può portare a problemi al cuore e alla circolazione del sangue. La malattia renale cronica indica che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone che hanno una <b>malattia cardiovascolare aterosclerotica</b>, una <b>malattia renale cronica</b> e una <b>infiammazione sistemica</b>. La malattia cardiovascolare aterosclerotica si verifica quando le arterie si restringono a causa dell&#8217;accumulo di depositi di grasso, il che può portare a problemi al cuore e alla circolazione del sangue. La malattia renale cronica indica che i reni non funzionano correttamente nel filtrare il sangue. L&#8217;infiammazione sistemica significa che c&#8217;è un&#8217;infiammazione diffusa nel corpo che può essere misurata attraverso esami del sangue. Lo studio confronta un farmaco chiamato <b>ziltivekimab</b>, somministrato come <b>soluzione iniettabile</b> sotto la pelle una volta al mese, con un <b>placebo</b>. Entrambi i trattamenti vengono aggiunti alle cure standard che i partecipanti già ricevono.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se ziltivekimab è superiore al placebo nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari gravi. Questi eventi includono morte per cause cardiovascolari, <b>infarto miocardico</b> non fatale che è comunemente chiamato attacco di cuore, e <b>ictus</b> non fatale che si verifica quando il flusso di sangue al cervello viene interrotto. Durante lo studio vengono anche osservati altri risultati importanti come il numero di ricoveri in ospedale per insufficienza cardiaca, i cambiamenti nella funzione dei reni misurati attraverso esami del sangue che valutano quanto bene i reni filtrano le sostanze, e il tempo fino alla comparsa di vari eventi come morte per qualsiasi causa, necessità di procedure per ripristinare il flusso di sangue nelle arterie, e peggioramento della funzione renale.</p>
<p>I partecipanti ricevono il trattamento assegnato per tutta la durata dello studio e vengono regolarmente controllati attraverso visite mediche ed esami. Durante queste visite vengono effettuati prelievi di sangue per misurare diversi valori come il livello di infiammazione nel corpo, i marcatori della funzione cardiaca e renale, e altri parametri di salute. Vengono inoltre valutati cambiamenti in alcuni valori specifici come la <b>proteina C reattiva ad alta sensibilità</b> che misura l&#8217;infiammazione, il rapporto tra albumina e creatinina nelle urine che indica la funzione renale, e la frazione di eiezione ventricolare sinistra che mostra quanto bene il cuore pompa il sangue. Lo studio raccoglie anche informazioni sulla qualità di vita dei partecipanti e sul numero di infezioni che potrebbero verificarsi durante il periodo di osservazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su ziltivekimab rispetto a placebo per pazienti che hanno avuto un infarto del miocardio acuto</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-ziltivekimab-rispetto-a-placebo-per-pazienti-che-hanno-avuto-un-infarto-del-miocardio-acuto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda persone che hanno avuto un infarto miocardico acuto di tipo 1, che include sia l&#8217;infarto con sopraslivellamento del tratto ST (chiamato STEMI) sia l&#8217;infarto senza sopraslivellamento del tratto ST (chiamato NSTEMI). L&#8217;infarto miocardico si verifica quando il flusso di sangue al cuore viene bloccato, causando danni al muscolo cardiaco. Durante lo studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda persone che hanno avuto un <b>infarto miocardico acuto</b> di tipo 1, che include sia l&#8217;infarto con sopraslivellamento del tratto ST (chiamato STEMI) sia l&#8217;infarto senza sopraslivellamento del tratto ST (chiamato NSTEMI). L&#8217;infarto miocardico si verifica quando il flusso di sangue al cuore viene bloccato, causando danni al muscolo cardiaco. Durante lo studio verrà utilizzato un farmaco chiamato <b>ziltivekimab</b>, che è un anticorpo diretto contro una sostanza nel corpo chiamata interleuchina-6, che è coinvolta nei processi infiammatori. Il farmaco viene confrontato con un <b>placebo</b> per valutare la sua efficacia. Entrambi i trattamenti vengono somministrati come iniezione sotto la pelle una volta al mese e vengono aggiunti alle cure standard che i pazienti ricevono normalmente dopo un infarto.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se ziltivekimab può ridurre il rischio di gravi eventi cardiovascolari nelle persone che hanno avuto un infarto miocardico acuto. Gli eventi cardiovascolari gravi includono la morte per cause cardiovascolari, un nuovo infarto non fatale e un ictus non fatale. Lo studio valuterà anche altri risultati come il tempo fino al verificarsi di questi eventi, il numero totale di tali eventi e altri problemi cardiaci come la necessità di procedure per riaprire le arterie coronariche o il ricovero in ospedale per insufficienza cardiaca, che è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per soddisfare le esigenze del corpo.</p>
<p>I partecipanti allo studio riceveranno la prima dose del farmaco o del placebo il prima possibile dopo la procedura invasiva eseguita per trattare l&#8217;infarto, e comunque entro un tempo massimo che varia a seconda del tipo di infarto avuto. Per chi ha avuto un STEMI, la prima dose deve essere somministrata entro 36 ore dal ricovero in ospedale, mentre per chi ha avuto un NSTEMI entro 72 ore. Il trattamento continua poi con somministrazioni mensili per un periodo massimo di 22 mesi. Durante lo studio vengono monitorati vari aspetti della salute cardiovascolare dei partecipanti, inclusi eventi come nuovi infarti, ictus, morte per cause cardiovascolari o per qualsiasi altra causa, e necessità di interventi o ricoveri per problemi cardiaci. Lo studio include persone di almeno 18 anni che presentano anche almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare, come un precedente infarto, <b>diabete mellito</b> trattato con farmaci, malattia renale cronica, precedente ictus ischemico, malattia delle arterie carotidee o delle arterie periferiche nelle gambe, o malattia coronarica che interessa più vasi sanguigni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sul metadone come analgesico aggiuntivo in pazienti con dolore osseo metastatico: confronto con morfina in pazienti oncologici</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sul-metadone-come-analgesico-aggiuntivo-in-pazienti-con-dolore-osseo-metastatico-confronto-con-morfina-in-pazienti-oncologici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:14:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia del trattamento del dolore osseo metastatico nei pazienti affetti da cancro. La ricerca si concentra sull&#8217;utilizzo del metadone come analgesico aggiuntivo in combinazione con altri oppioidi già in uso dal paziente. Il metadone verrà confrontato con la morfina solfato per valutare quale dei due farmaci sia più efficace nel ridurre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;efficacia del trattamento del <b>dolore osseo metastatico</b> nei pazienti affetti da <b>cancro</b>. La ricerca si concentra sull&#8217;utilizzo del <b>metadone</b> come analgesico aggiuntivo in combinazione con altri <b>oppioidi</b> già in uso dal paziente. Il metadone verrà confrontato con la <b>morfina solfato</b> per valutare quale dei due farmaci sia più efficace nel ridurre il dolore.</p>
<p>Lo studio prevede la somministrazione di capsule per via orale per un periodo di tre settimane. I pazienti riceveranno o il metadone o la morfina solfato come trattamento aggiuntivo alla loro terapia antidolorica abituale. Il dosaggio massimo giornaliero del metadone sarà di 10 mg, mentre per la morfina solfato sarà di 80 mg.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale è determinare se il metadone, quando aggiunto agli oppioidi che il paziente sta già assumendo, sia più efficace della morfina nel ridurre il dolore causato dalle metastasi ossee. Durante lo studio, i pazienti dovranno registrare regolarmente l&#8217;intensità del loro dolore e eventuali effetti collaterali dei farmaci.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio di MK-1084, cetuximab e combinazione di farmaci per il trattamento di prima linea del cancro del colon-retto metastatico con mutazione KRAS G12C</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-di-mk-1084-cetuximab-e-combinazione-di-farmaci-per-il-trattamento-di-prima-linea-del-cancro-del-colon-retto-metastatico-con-mutazione-kras-g12c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:12:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina un nuovo trattamento per il cancro del colon-retto localmente avanzato non operabile o metastatico con una specifica mutazione chiamata KRAS G12C. Lo studio valuterà l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco chiamato MK-1084 in combinazione con cetuximab e un regime chemioterapico chiamato mFOLFOX6, confrontandolo con mFOLFOX6 da solo o con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina un nuovo trattamento per il <b>cancro del colon-retto</b> localmente avanzato non operabile o metastatico con una specifica mutazione chiamata <b>KRAS G12C</b>. Lo studio valuterà l&#8217;efficacia e la sicurezza di un nuovo farmaco chiamato <b>MK-1084</b> in combinazione con <b>cetuximab</b> e un regime chemioterapico chiamato <b>mFOLFOX6</b>, confrontandolo con mFOLFOX6 da solo o con l&#8217;aggiunta di <b>bevacizumab</b>.</p>
<p>Il trattamento prevede la somministrazione di MK-1084 in forma di compresse rivestite per via orale, mentre gli altri farmaci vengono somministrati tramite <b>infusione endovenosa</b>. Il regime chemioterapico mFOLFOX6 include tre farmaci: <b>oxaliplatino</b>, <b>fluorouracile</b> e <b>calcio folinato</b>.</p>
<p>Lo scopo principale dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta di MK-1084 e cetuximab alla chemioterapia standard possa migliorare i risultati del trattamento nei pazienti con questa specifica forma di cancro del colon-retto. Lo studio valuterà quanto tempo i pazienti vivono senza che la malattia peggiori e monitorerà attentamente eventuali effetti collaterali dei trattamenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio dell&#8217;effetto di maridebart cafraglutide sugli eventi cardiovascolari in pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica e sovrappeso o obesità</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-delleffetto-di-maridebart-cafraglutide-sugli-eventi-cardiovascolari-in-pazienti-con-malattia-cardiovascolare-aterosclerotica-e-sovrappeso-o-obesita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:11:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico esamina l&#8217;effetto del farmaco maridebart cafraglutide (noto anche come AMG 133) in persone che soffrono di malattia cardiovascolare aterosclerotica e sono in sovrappeso o affette da obesità. Il farmaco viene somministrato tramite iniezione sotto la pelle (uso sottocutaneo) insieme alle cure standard per verificare se può ridurre il rischio di problemi cardiovascolari. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico esamina l&#8217;effetto del farmaco <b>maridebart cafraglutide</b> (noto anche come <b>AMG 133</b>) in persone che soffrono di <b>malattia cardiovascolare aterosclerotica</b> e sono in sovrappeso o affette da obesità. Il farmaco viene somministrato tramite iniezione sotto la pelle (uso sottocutaneo) insieme alle cure standard per verificare se può ridurre il rischio di problemi cardiovascolari.</p>
<p>La ricerca valuterà l&#8217;efficacia del farmaco nel prevenire eventi cardiovascolari gravi come <b>infarto miocardico</b>, <b>ictus ischemico</b> e morte per cause cardiovascolari. Lo studio coinvolgerà persone che hanno già avuto problemi cardiovascolari in passato, come un infarto o un ictus, e che hanno un peso corporeo superiore alla norma.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno o il farmaco maridebart cafraglutide o un placebo, entrambi somministrati tramite iniezione sottocutanea. Il trattamento verrà aggiunto alle cure standard che i pazienti già ricevono per la loro condizione cardiovascolare. Lo scopo è determinare se questo nuovo farmaco può offrire una protezione aggiuntiva contro future complicanze cardiovascolari.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su Sigvotatug Vedotin e Pembrolizumab per il trattamento del cancro al polmone non a piccole cellule avanzato con alti livelli di PD-L1</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-su-sigvotatug-vedotin-e-pembrolizumab-per-il-trattamento-del-cancro-al-polmone-non-a-piccole-cellule-avanzato-con-alti-livelli-di-pd-l1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:11:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio riguarda il carcinoma polmonare non a piccole cellule, un tipo di tumore che colpisce i polmoni. I partecipanti allo studio hanno una forma avanzata della malattia che si è diffusa localmente, non può essere rimossa chirurgicamente, oppure si è estesa ad altre parti del corpo. Il tumore presenta elevati livelli di una proteina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio riguarda il <b>carcinoma polmonare non a piccole cellule</b>, un tipo di tumore che colpisce i polmoni. I partecipanti allo studio hanno una forma avanzata della malattia che si è diffusa localmente, non può essere rimossa chirurgicamente, oppure si è estesa ad altre parti del corpo. Il tumore presenta elevati livelli di una proteina chiamata <b>PD-L1</b>, che si trova in almeno il 50% delle cellule tumorali. Durante lo studio vengono utilizzati due farmaci: <b>sigvotatug vedotin</b>, che è il medicinale sperimentale sotto studio, e <b>pembrolizumab</b>, che è già approvato per il trattamento di questo tipo di tumore. Il <b>sigvotatug vedotin</b> è un anticorpo coniugato che trasporta un farmaco antitumorale direttamente alle cellule malate, mentre il <b>pembrolizumab</b> aiuta il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali.</p>
<p>Lo scopo dello studio è verificare se la combinazione di <b>sigvotatug vedotin</b> e <b>pembrolizumab</b> funzioni meglio del solo <b>pembrolizumab</b> nel prolungare la vita dei pazienti e nel ritardare la progressione della malattia. Si tratta di uno studio controllato e randomizzato, il che significa che i partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi di trattamento. Un gruppo riceve la combinazione dei due farmaci, mentre l&#8217;altro gruppo riceve solo <b>pembrolizumab</b> oppure un placebo insieme al <b>pembrolizumab</b>.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti ricevono i trattamenti attraverso infusioni endovenose a intervalli regolari. I medici monitorano costantemente le condizioni di salute dei pazienti attraverso esami del sangue, scansioni di imaging e visite mediche per valutare come il tumore risponde al trattamento e per controllare eventuali effetti collaterali. Lo studio è definito &#8220;in aperto&#8221;, il che significa che sia i pazienti che i medici sanno quale trattamento viene somministrato. I ricercatori raccolgono informazioni sulla risposta del tumore, sul tempo che intercorre prima che la malattia progredisca, e sulla sicurezza dei trattamenti utilizzati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio su durvalumab e BCG combinati rispetto a BCG da solo per pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo ad alto rischio</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-durvalumab-e-bcg-in-combinazione-per-pazienti-con-cancro-alla-vescica-non-muscolo-invasivo-ad-alto-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico riguarda il carcinoma della vescica non muscolo invasivo ad alto rischio, una forma di tumore che interessa la vescica ma che non si è ancora esteso al muscolo della parete vescicale. Lo studio confronta due trattamenti: il primo è una combinazione di durvalumab e BCG (Bacillo di Calmette-Guérin), mentre il secondo è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico riguarda il <b>carcinoma della vescica non muscolo invasivo</b> ad alto rischio, una forma di tumore che interessa la vescica ma che non si è ancora esteso al muscolo della parete vescicale. Lo studio confronta due trattamenti: il primo è una combinazione di <b>durvalumab</b> e <b>BCG</b> (Bacillo di Calmette-Guérin), mentre il secondo è il trattamento con solo <b>BCG</b>, che rappresenta la terapia standard attuale. Il durvalumab viene somministrato per via endovenosa, cioè attraverso una vena, mentre il BCG viene somministrato per via intravescicale, cioè viene introdotto direttamente nella vescica. Alcuni pazienti riceveranno anche placebo insieme al BCG. Nello studio vengono inoltre utilizzati altri farmaci come <b>infliximab</b> e <b>micofenolato mofetile</b> per gestire eventuali effetti collaterali del trattamento.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se la combinazione di durvalumab e BCG sia più efficace del solo BCG nel mantenere i pazienti liberi da malattia. Durante lo studio, i pazienti vengono assegnati in modo casuale a ricevere uno dei due trattamenti. Il trattamento può durare fino a dodici mesi e i pazienti vengono seguiti nel tempo per verificare se la malattia si ripresenta, se progredisce verso forme più gravi che coinvolgono il muscolo vescicale o se si diffonde ad altre parti del corpo.</p>
<p>Nel corso dello studio vengono effettuate visite regolari durante le quali si valuta l&#8217;andamento della malattia, si monitorano eventuali effetti collaterali dei farmaci e si raccolgono informazioni sulla tollerabilità del trattamento da parte dei pazienti. Vengono anche eseguiti prelievi di sangue per misurare i livelli di durvalumab nell&#8217;organismo e per verificare se il corpo sviluppa una risposta immunitaria contro il farmaco stesso. Lo studio raccoglie inoltre informazioni sui sintomi riferiti dai pazienti e sulla loro qualità di vita durante il trattamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;efficacia e sicurezza del vaccino RSVPreF3 OA e del vaccino COVID-19 mRNA in adulti dai 50 anni in su con infezioni da virus respiratorio sinciziale.</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-del-vaccino-rsvpref3-oa-e-del-vaccino-covid-19-mrna-in-adulti-dai-50-anni-in-su-con-infezioni-da-virus-respiratorio-sinciziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vaccine]]></category>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra su due malattie: l&#8217;infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) e il COVID-19. Il trattamento prevede l&#8217;uso di due vaccini: il vaccino sperimentale RSVPreF3 OA e il vaccino Comirnaty Omicron XBB.1.5, un vaccino mRNA contro il COVID-19. L&#8217;obiettivo dello studio è valutare la risposta immunitaria e la sicurezza del vaccino RSV [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra su due malattie: l&#8217;<b>infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV)</b> e il <b>COVID-19</b>. Il trattamento prevede l&#8217;uso di due vaccini: il vaccino sperimentale <b>RSVPreF3 OA</b> e il vaccino <b>Comirnaty Omicron XBB.1.5</b>, un vaccino mRNA contro il COVID-19. L&#8217;obiettivo dello studio è valutare la risposta immunitaria e la sicurezza del vaccino RSV quando somministrato da solo e insieme al vaccino COVID-19 in adulti di età pari o superiore a 50 anni.</p>
<p>Durante lo studio, i partecipanti riceveranno il vaccino RSV da solo o in combinazione con il vaccino COVID-19. La somministrazione avverrà tramite iniezione intramuscolare. I partecipanti saranno monitorati per valutare la risposta del loro sistema immunitario e per verificare eventuali effetti collaterali. Lo studio si propone di dimostrare che la risposta immunitaria al vaccino RSV non è inferiore quando somministrato insieme al vaccino COVID-19 rispetto a quando somministrato da solo, e viceversa per il vaccino COVID-19.</p>
<p>Lo studio durerà diversi mesi, durante i quali i partecipanti saranno seguiti per osservare la loro risposta immunitaria e la sicurezza dei vaccini. I risultati aiuteranno a capire meglio come questi vaccini possono essere utilizzati insieme per proteggere le persone da entrambe le malattie. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di sei mesi dopo l&#8217;ultima somministrazione del vaccino per raccogliere dati completi sulla sicurezza e l&#8217;efficacia dei trattamenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;induzione dell&#8217;ovulazione con letrozolo e gonadotropine in donne con sindrome dell&#8217;ovaio policistico</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sullinduzione-dellovulazione-con-letrozolo-e-gonadotropine-in-donne-con-sindrome-dellovaio-policistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sulla sindrome dell&#8217;ovaio policistico (PCOS), una condizione che può influenzare la fertilità nelle donne. Il trattamento in esame prevede l&#8217;uso di letrozolo, un farmaco somministrato in compresse rivestite, e di gonadotropine umane della menopausa e follitropina alfa, entrambe soluzioni per iniezione. L&#8217;obiettivo dello studio è determinare l&#8217;efficacia clinica del proseguimento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sulla sindrome dell&#8217;ovaio policistico (<em>PCOS</em>), una condizione che può influenzare la fertilità nelle donne. Il trattamento in esame prevede l&#8217;uso di <em>letrozolo</em>, un farmaco somministrato in compresse rivestite, e di <em>gonadotropine umane della menopausa</em> e <em>follitropina alfa</em>, entrambe soluzioni per iniezione. L&#8217;obiettivo dello studio è determinare l&#8217;efficacia clinica del proseguimento dell&#8217;induzione dell&#8217;ovulazione con letrozolo rispetto al passaggio alla stimolazione ovarica con gonadotropine, valutando il miglioramento del tasso di nascite vive cumulative.</p>
<p>Durante lo studio, le partecipanti riceveranno uno dei trattamenti per un periodo massimo di 14 giorni. Il letrozolo viene assunto per via orale, mentre le gonadotropine vengono somministrate tramite iniezioni sottocutanee. Le partecipanti saranno monitorate per un periodo di 8 mesi per valutare l&#8217;esito della gravidanza, compresi i tassi di gravidanza clinica, gravidanza in corso, perdita biochimica della gravidanza e aborto spontaneo. Saranno inoltre valutati il numero di cicli di trattamento iniziati, completati e annullati, nonché eventuali effetti collaterali e la compliance alla terapia.</p>
<p>Lo studio esaminerà anche la qualità della vita e la salute mentale delle partecipanti utilizzando questionari specifici, e valuterà l&#8217;impatto economico e l&#8217;efficacia in termini di costi. I risultati ottenuti aiuteranno a comprendere meglio quale trattamento possa offrire i migliori risultati per le donne con <em>PCOS</em> che desiderano avere figli.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di atorvastatina per prevenire la progressione dell&#8217;aterosclerosi indotta da inibitori del checkpoint immunitario nei pazienti in terapia ICI</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-atorvastatina-per-prevenire-la-progressione-dellaterosclerosi-indotta-da-inibitori-del-checkpoint-immunitario-nei-pazienti-in-terapia-ici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:09:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra sull&#8217;aterosclerosi, una condizione in cui le arterie si induriscono a causa dell&#8217;accumulo di placca. Questo studio esamina se l&#8217;atorvastatina, un farmaco che abbassa il colesterolo, può prevenire la progressione accelerata dell&#8217;aterosclerosi durante la terapia con inibitori del checkpoint immunitario (ICI), utilizzati per trattare il melanoma. Gli inibitori del checkpoint immunitario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra sull&#8217;<em>aterosclerosi</em>, una condizione in cui le arterie si induriscono a causa dell&#8217;accumulo di placca. Questo studio esamina se l&#8217;<em>atorvastatina</em>, un farmaco che abbassa il colesterolo, può prevenire la progressione accelerata dell&#8217;aterosclerosi durante la terapia con inibitori del checkpoint immunitario (ICI), utilizzati per trattare il <em>melanoma</em>. Gli inibitori del checkpoint immunitario includono farmaci come <em>nivolumab</em>, <em>pembrolizumab</em> e <em>ipilimumab</em>.</p>
<p>Lo scopo dello studio è determinare se l&#8217;atorvastatina può ridurre l&#8217;aumento della placca aterosclerotica nelle arterie. I partecipanti allo studio riceveranno atorvastatina o un <em>placebo</em> per un periodo massimo di 12 mesi. Durante questo periodo, verranno effettuati controlli regolari per monitorare i cambiamenti nel volume della placca nelle arterie e valutare eventuali effetti collaterali o cambiamenti nella qualità della vita.</p>
<p>Lo studio mira a fornire informazioni utili su come gestire meglio l&#8217;aterosclerosi nei pazienti che ricevono terapia ICI per il melanoma. I risultati potrebbero aiutare a migliorare le strategie di trattamento per prevenire complicazioni cardiovascolari in questi pazienti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;uso di clopidogrel e acido acetilsalicilico in pazienti sopravvissuti a emorragia cerebrale per la prevenzione di eventi cardiovascolari</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulluso-di-acido-acetilsalicilico-e-clopidogrel-per-la-prevenzione-di-eventi-cardiovascolari-in-pazienti-sopravvissuti-a-emorragia-cerebrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:09:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo studio clinico si concentra sul trattamento di pazienti che hanno subito un ictus emorragico intracerebrale. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di due farmaci antiaggreganti piastrinici: il Clopidogrel e l&#8217;acido acetilsalicilico (aspirina). Lo scopo è determinare se l&#8217;uso di questi farmaci può aiutare a prevenire futuri eventi cardiovascolari o cerebrovascolari nei pazienti che hanno avuto un&#8217;emorragia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio clinico si concentra sul trattamento di pazienti che hanno subito un <b>ictus emorragico intracerebrale</b>. La ricerca valuterà l&#8217;efficacia di due farmaci antiaggreganti piastrinici: il <b>Clopidogrel</b> e l&#8217;<b>acido acetilsalicilico</b> (aspirina). Lo scopo è determinare se l&#8217;uso di questi farmaci può aiutare a prevenire futuri eventi cardiovascolari o cerebrovascolari nei pazienti che hanno avuto un&#8217;emorragia cerebrale.</p>
<p>I partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti: o la terapia antiaggregante (con uno dei farmaci menzionati) o nessun trattamento antiaggregante, oltre alle cure standard ospedaliere. Lo studio durerà circa 60 mesi per ogni paziente, durante i quali verranno monitorati per eventuali eventi cardiovascolari o cerebrovascolari significativi.</p>
<p>I farmaci utilizzati nello studio vengono somministrati per via orale sotto forma di <b>compresse rivestite</b>. Il Clopidogrel viene somministrato alla dose di 75 mg al giorno, mentre l&#8217;acido acetilsalicilico viene somministrato alla dose di 80 mg al giorno. Questi medicinali aiutano a prevenire la formazione di coaguli di sangue che potrebbero causare problemi al cuore o al cervello.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio sull&#8217;effetto di Ivosidenib e Azacitidina, con o senza Venetoclax, in pazienti adulti con Leucemia Mieloide Acuta (AML) IDH1-mutata non idonei alla chemioterapia intensiva</title>
		<link>https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-di-ivosidenib-e-azacitidina-con-o-senza-venetoclax-in-pazienti-adulti-con-leucemia-mieloide-acuta-aml-idh1-mutata-non-idonei-alla-chemioterapia-intensiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:09:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://studi-clinici.it/studio/studio-sulleffetto-di-ivosidenib-e-azacitidina-con-o-senza-venetoclax-in-pazienti-adulti-con-leucemia-mieloide-acuta-aml-idh1-mutata-non-idonei-alla-chemioterapia-intensiva/</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio clinico si concentra su pazienti adulti con una forma specifica di Leucemia Mieloide Acuta (LMA), caratterizzata da una mutazione nel gene IDH1. Questa condizione è una malattia del sangue in cui il midollo osseo produce cellule anormali che possono interferire con la normale produzione di cellule del sangue. I pazienti coinvolti nello studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio clinico si concentra su pazienti adulti con una forma specifica di <em>Leucemia Mieloide Acuta (LMA)</em>, caratterizzata da una mutazione nel gene <em>IDH1</em>. Questa condizione è una malattia del sangue in cui il midollo osseo produce cellule anormali che possono interferire con la normale produzione di cellule del sangue. I pazienti coinvolti nello studio non sono idonei a ricevere la chemioterapia intensiva, che è un trattamento comune per la LMA.</p>
<p>Il trattamento in esame combina tre farmaci: <em>venetoclax</em>, <em>ivosidenib</em> e <em>azacitidina</em>. Il venetoclax è un farmaco che aiuta a indurre la morte delle cellule cancerose, mentre l&#8217;ivosidenib è specificamente progettato per colpire le cellule con la mutazione IDH1. L&#8217;azacitidina è un farmaco che aiuta a ripristinare la normale crescita delle cellule del sangue. Lo studio include anche l&#8217;uso di un placebo, che è una sostanza senza effetto terapeutico, per confrontare l&#8217;efficacia del trattamento.</p>
<p>Lo scopo dello studio è valutare se l&#8217;aggiunta di venetoclax al trattamento con ivosidenib e azacitidina può prolungare il tempo in cui i pazienti rimangono liberi da eventi avversi significativi, come il fallimento del trattamento o la ricaduta della malattia. I partecipanti riceveranno il trattamento per un periodo massimo di 88 settimane. Durante questo periodo, verranno monitorati per valutare la risposta al trattamento e la qualità della vita. Lo studio mira a fornire nuove informazioni su come migliorare il trattamento per i pazienti con LMA con mutazione IDH1.</p>
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